Volevo una newsletter ed è arrivato un (altro) blog. Questo.
Chissà perché mi è venuta questa fissa per le newsletter. Da un lato – pensavo – è bello, finisci direttamente dentro la mail delle persone che non devono nemmeno venirti a cercare (ma – pensavo pure questo – leggeranno? Un problema alla volta). Dall'altro, mi sembrava una qualche forma di responsabilità extra. Appunto perché finisci dentro la mail delle persone, etc. etc. etc. non è più scrivi-cose-a-caso-e-poi-sei-nel-mare-del-web.
I miei trascorsi li ho avuti, con le newsletter, prima da lettore e poi mettendomi a scrivere. L'ultima parte rilevante è successa in quella sorta di extra boost da “via da Twitter” (tipo nel 2020, sembra un altro mondo ora) e tutto quello che ne è seguito. Ma appunto, la timeline fa dei giri strani quando interseca il 2020; anche adesso che il multiverso non è più cool e la cosa più tangibile che ci è rimasta è che Facebook, Instagram e Whatsapp hanno deciso di finire sotto l'unico nome di ~Skyne..~, ehm, Meta. Appunto. (Io me lo vedo Zuck che pensa “Metaverse” – forse, “Metaversum” perché se fai il dropout ma nel giro c'è chi ha fatto “Classic” un po' don Abbondio lo sei. Poi gli torna in mente la scena di The Social Network “togli The da The Facebook” e, Sean Parker di se stesso, toglie il verse dal metaverse”. Ma basta divagare...)
Per un po' Substack sembrava bello e funzionava. Poi sono arrivati i nazi e Substack da allora mi mette un'ansia tremenda. Soprattutto quando ci sono che mi interessano che voglio leggere (passo da un RSS).[1]
Comunque, lato scrivere newsletter, dopo una migrazione su Wordpress persa per strada, nuovi e altri blog per cercare di scrivere, la generale sensazione di “e adesso?” l'idea è sempre rimasta lì.[2] Ci sarebbe da scrivere di più, mettere giù più parole per un bel po' di motivi (ad esempio che quando lo fai – anche se è una faticaccia – le cose restano (se le hai lette) o sono più chiare (se sei confuso)). Ah, dovrei trovare il modo di mettere su una newsletter e just keep writing. Però... Substack no, Ghost sembra figo ma ci sono un po' di costi, però questo, però quell'altro, etc... L'idea era lì. L'esecuzione un po' meno.
Buttarsi sul self-hosting è stato un buon motivo per recuperare tutto e dire “ok, stavolta mi ci metto e fo da me”.
Incipit Self Hosting
A gennaio, mese dei buoni propositi, mi sono messo a smanettare e mettere su qualcosa. In realtà non è vero. Ho iniziato a dicembre, perché ok i buoni propositi, però “we don't hope, we plan”... Quindi mi sono messo a curiosare, guardare come fare, accumulare 10K ore di tutorial e via dicendo. Avevo un'idea di cosa usare, come iniziare a muovermi. Poi è venuto il momeno di pensare a quale architettura usare, che servizi mettere su. Alla fine quello che era solo un esperimento in locale di cose mai tentate sul serio è finito qui. (E forse ci starebbe un meme del vibecoding sulle cose su localhost).
Il fediverso aiuta
Mini(non so quanto) elogio del Fediverso incoming
Mastodon ha aiutato un sacco con questo progetto scribacchino. Direttamente (i ringraziamenti arrivano tra poco – ci sta sempre ringraziare gli sconosciuti di persona ma conosciuti dell'internet. Per favore non smettete di fare quello che fate) e indirettamente (offrendo un posto dove respirare, trovare cose belle, pensare).
FediGrazie
Ecco la FediFestaDelGrazie, in ordine cronologico inverso perché così si prendono meglio dalla timeline
- tutto il supporto per Jabber/Conversations/etc etc: @rresoli, @victorvandort, @pondolo, @lorenzo – questa è la via :), @ju, @sabrinaweb71, @matz, @ilarioq, @ndo.
Già questo è super. Hai un dubbio / vuoi metterti a fare qualcosa e la butti lì. “Vorrei provare a fare X”. E, borda, guarda bella gente e quanto supporto arriva. (Per tutte le persone coinvolte, sto cercando di capire se è Conversation che da Android si mette a consumare un sacco di batteria o devo decidermi ad agire alla fonte sul telefono).
@serbyron per l'ansia da Substack (ancora lui!), per Eterocromia e il Disertore di Bifo.
@saxeee che mi ha fatto conoscere github.com/corecode/dma per le mail (ancora loro).
@elvecio e dado mi ha fatto scoprire GoToSocial e fatto riflettere sul “bella la federazione e l'activity pub... però che succede se qualcuno con parecchio seguito condivide un tuo contenuto?”. SPOILER: magari arrivano N mila richieste della tua immagine profilo per mostrare le preview del tuo tooth ai follower della persona famosa e, se non hai una cosa tipo cloudflare, va tutto giù. ALTRO SPOILER: per ulteriori info il vostro search term è “Mastodon Hug of Death” (death kiss per gli amici). Da gotosocial ho scoperto Elena Rossini e la sua storia della sudo life come forma di consapevolezza e resistenza.
@kenobit si è messo come al solito a incoraggiare chiunque – compreso me – a spippolare e mettere su qualcosa online. Perché ogni spazietto che non sia big tech è un pezzettino di comunità in più.
E quindi?
In un certo senso, ce l'ho fatta. La newsletter sta lì. Ci si può accedere, ci si può iscrivere. Viene deployata sul mio server, c'è il docker compose che tira su listmonk (come Kenobit), c'è da litigare per configurare le mail (storia a parte che si merita un post tutto suo sul come ci si arriva, che cosa si fa, etc.). Anche sovrascrivere i template non è stato il massimo del divertimento. Comunque, ok, checked.
Però tutto bello, arrivi in fondo, hai una newsletter che funziona. Sta li fuori, puoi quasi dirlo alle persone e vedere che succede (il problema se diventano troppe mail da mandare ce lo porremo poi – Amazon con SES, MailerJet, Mailquesto, MailQuestalto).
Il problema vero era, ok, ma che newlsetter è? che ci metti? che arriva? Insomma: c'era zero contenuto. E partire senza che ci fosse niente mi sembrava strano.
Quindi, ecco la risposta al contenuto: un altro blog.[3][3a] In italiano. Self-hosted. (E al momento non federato, per timore. E perché forse ancora non ne so abbastanza).
Per tornare a scrivere. Per “fare un pezzettino della propria parte” (forse). E magari per avere un motivo, prima o poi, per mandare le mail alla persone. Se volete lì su (https://newsletter.thegui.eu/) potete iscrivervi, dovrebbe funzionare. Se poi volete curiosare cos'altro ho in ballo a livello di cose-self-hostate, qui ci sono di mezzo musica e chitarra.
Note
[0] Le note sono fatte a mano e brutali senza link, perché su Writefreely a quanto pare non ci sono, però ci sarebbe da vedere il repo meglio. E via self hosting si potrebbe metterci una pezza.
[1] In alcuni casi la cosa mi fa venire ansie notevoli: tipo se non sei un nazi e usi Substack per mettere su progetto grosso, con dei compensi, in cui chiedi – giocoforza – di abbonarsi... davvero ghost o spendere qualcosa per riuscire a hostarsi il tutto non conviene? Quanto si prende Substack sui piani di abbonamento? 'sta cosa mi sta prendendo troppo per non pensarci e farci due conti.
[2] A dirla tutta si è concretizzata in qualcosina, ma non è andata avanti troppo. Prima o poi ritirerò su tutti gli zombie. Anche solo per avere un killedbygoogle fai da te. O meglio, un abandonedbyme (tra le cose dovrebbe esserci qualcosa su blogspot).
[3] Genio!
[3a] (sì, con le note a mano si può fare). Un po' come RatMan coi robottoni... un altro robottone.
Ci si vede nel Fediverso?
In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.