<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
  <channel>
    <title>1110 blog</title>
    <link>https://thegui.eu/</link>
    <description>Libri, fediverso, musica, coding, finanza personale. E poi si vede.</description>
    <pubDate>Sun, 23 Aug 2026 22:57:55 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Fediverso, lingua e scrittura</title>
      <link>https://thegui.eu/fediverso-lingua-e-scrittura</link>
      <description>&lt;![CDATA[A Napoli alla mostra su Obey c&#39;era una scritta del tipo &#34;se vuoi la pace, parla con i tuoi nemici&#34;. O forse &#34;parla con quelli che non la pensano come te&#34;. Al netto della frase e del contemporaneo che mi fa risuonare &#34;debate, Charlie Kirk, polarizzazione&#34;, il punto resta.&#xA;&#xA;Le cose non si sistemano senza fare qualcosa (il più delle volte). Parlarne può non essere la soluzione. Magari non serve. Tipo accumulando rabbia, frustrazione e fastidio fino ad arrivare a un momento di svolta. In cui si iniziano a sistemare le cose.&#xA;&#xA;Uno dei modi in cui se ne può parlare è scrivere. E questo è uno dei motivi per cui si finisce a scrivere in italiano. Le cose qui non servono a qualche forma di comunità più ampia e anglofona (&#39;sta storia per cui la rete parla in inglese poi andrebbe sviscerata meglio, ma per ora la prendiamo per buona).&#xA;&#xA;Se devo raccontare a mio zio, a mio babbo o a un suo amico delle cose divertenti che si inventano in Europa con WeSocial, tutto il lavoro di Elena Rossini non è immediatamente fungibile. Per svariati motivi.&#xA;&#xA;Il primo è la barriera linguistica. Si può aggirare la cosa traducendo. Questo però vuol dire fornire una risorsa non immediatamente utilizzabile.&#xA;Se la prima regola è:&#xA;non aspettarti che la persona a cui dici di leggere qualcosa capirà quello che legge (prima legge dello scetticismo globale su internet, che in teoria non si applica a questo gruppo di persone). Tuttavia segue in fretta che:&#xA;non aspettarti che qualcuno superi in autonomia un ostacolo linguistico. Ad esempio cliccando su traduci in un qualche browser.&#xA;&#xA;In effetti (2) ci fa dire &#34;per fortuna&#34;. Magari tradurre in automatico senza sapere quello che ci possiamo perdere in questa operazione è una cosa positiva.&#xA;Comunque, ecco, girare un link a qualcosa non può essere una soluzione. Altrimenti iniziamo a parlarci tra agenti ognuno con il suo.&#xA;&#xA;In più, in generale, linkare non è la soluzione. Linkare qualcosa che uno ah scritto potrebbe esserlo invece. O, meglio, forse.&#xA;Almeno in questo caso la roba è tradotta e più gestibile.&#xA;&#xA;In effetti, da qualche parte avevo visto un post tipo &#34;e se venite a darmi che XYZ, sappiate che ho da parte un pacco di papers che smontano questi luoghi comuni&#34;.&#xA;La mia reazione è stata una cosa tipo &#34;bastassero i paper per convincere le persone (o anche solo i decisori), non saremmo qui lato riscaldamento globale&#34;.&#xA;Non so tutto questo è un tentativo di alleviare questo pessimismo.&#xA;&#xA;Qualcosa di connesso, anche se in effetti da qui siamo andati avanti, la federazione è stata abilitata. E passa un sacco di tempo in più a scrivere e gestire le cose self hostate.&#xA;&#xA;#fediverso #self-hosting #politica&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>A Napoli alla mostra su Obey c&#39;era una scritta del tipo <em>“se vuoi la pace, parla con i tuoi nemici”</em>. O forse “parla con quelli che non la pensano come te”. Al netto della frase e del contemporaneo che mi fa risuonare “debate, Charlie Kirk, polarizzazione”, il punto resta.</p>

<p>Le cose non si sistemano senza fare qualcosa (il più delle volte). Parlarne può non essere la soluzione. Magari non serve. Tipo accumulando rabbia, frustrazione e fastidio fino ad arrivare a un momento di svolta. In cui si iniziano a sistemare le cose.</p>

<p>Uno dei modi in cui se ne può parlare è scrivere. E questo è uno dei motivi per cui si finisce a scrivere in italiano. Le cose qui non servono a qualche forma di comunità più ampia e anglofona (&#39;sta storia per cui la rete parla in inglese poi andrebbe sviscerata meglio, ma per ora la prendiamo per buona).</p>

<p>Se devo raccontare a mio zio, a mio babbo o a un suo amico delle cose divertenti che si inventano in Europa con WeSocial, tutto il lavoro di Elena Rossini non è immediatamente fungibile. Per svariati motivi.</p>

<p>Il primo è la barriera linguistica. Si può aggirare la cosa traducendo. Questo però vuol dire fornire una risorsa non immediatamente utilizzabile.
Se la prima regola è:
1. non aspettarti che la persona a cui dici di leggere qualcosa capirà quello che legge (prima legge dello scetticismo globale su internet, che in teoria non si applica a questo gruppo di persone). Tuttavia segue in fretta che:
2. non aspettarti che qualcuno superi in autonomia un ostacolo linguistico. Ad esempio cliccando su traduci in un qualche browser.</p>

<p>In effetti (2) ci fa dire “per fortuna”. Magari tradurre in automatico senza sapere quello che ci possiamo perdere in questa operazione è una cosa positiva.
Comunque, ecco, girare un link a qualcosa non può essere una soluzione. Altrimenti iniziamo a parlarci tra agenti ognuno con il suo.</p>

<p>In più, in generale, linkare non è la soluzione. Linkare qualcosa che uno ah scritto potrebbe esserlo invece. O, meglio, <em>forse</em>.
Almeno in questo caso la roba è tradotta e più gestibile.</p>

<p>In effetti, da qualche parte avevo visto un post tipo “e se venite a darmi che XYZ, sappiate che ho da parte un pacco di papers che smontano questi luoghi comuni”.
La mia reazione è stata una cosa tipo “bastassero i paper per convincere le persone (o anche solo i decisori), non saremmo qui lato riscaldamento globale”.
Non so tutto questo è un tentativo di alleviare questo pessimismo.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/volevo-una-newsletter-ed-e-arrivato-un-altro-blog">Qualcosa di connesso</a>, anche se in effetti da qui siamo andati avanti, la federazione è stata abilitata. E passa un sacco di tempo in più a scrivere e gestire le cose self hostate.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:fediverso" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">fediverso</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:self" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">self</span></a>-hosting <a href="https://thegui.eu/tag:politica" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">politica</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/fediverso-lingua-e-scrittura</guid>
      <pubDate>Sat, 22 Aug 2026 10:00:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>random_done e Obsidian: o come crearsi uno script in Python da eseguire da riga di comando e aggiungerlo al proprio sistema operativo.</title>
      <link>https://thegui.eu/obisidan-e-bello-ma-vuoi-mettere-prendere-e-usarlo-anche-come-modo-per</link>
      <description>&lt;![CDATA[Obisidan è bello, ma vuoi mettere prendere e usarlo anche come modo per tracciare cosa fare?&#xA;Ultimamente sto usando il terminale e ci è voluto poco a pensare:&#xA;&#xA;posso fare uno strumento che eseguo da linea di comando in cui posso aggiungere task o farmi passare dei task da fare a caso?&#xA;a volte basta iniziare e una cosa del genere dovrebbe aiutarmi. Ci sono 20 minuti prima di preparar da mangiare... c&#39;è qualcosa di facile che posso togliermi di torno? Posso scrivere qualcosa che mi aiuti con questa pigrizia?&#xA;&#xA;Mi risolvo un problema da terminale&#xA;Aprire un terminale su Mac è abbastanza comodo. Uno si cerca Terminale dalle applicazioni o magari ha una scorciatoia dedicata. (Sì, lo so, vorrei vedere che ha fatto Wes con Ghosthub , non tanto per gli agenti quanto per le sessioni ssh. Ho aggiunto un task con l&#39;applicazione che andremo a sviluppare per venirne a capo: rdone --add &#34;testghosthubandpost&#34;.)&#xA;&#xA;Lavorando, facendo cose, etc capita di aver voglia di segnarsi qualcosa da fare. Magari anche piccola. Cerca questo libro, prova a fare questo, vedi com&#39;è questo servizio. Cose che magari si fanno in un quarto d&#39;ora, però poi spesso uno le perde per strada.&#xA;&#xA;Fare un tool da riga di comando in Python è abbastanza semplice, anche se non l&#39;ho mai fatto sul serio.&#xA;&#xA;Quindi, a parte trovare qualcosa che ci fa interagire con il nostro programma usando la tastiera o il terminale, il resto del codice è abbastanza semplice.&#xA;Abbiamo dei task con un titolo e quando vengono completate. E sappiamo che dobbiamo pescare dei task a caso e proporli all&#39;utente. Sta a noi poi accettarli, rifiutarli o completarli.&#xA;&#xA;Ecco randomdone o, per gli amici, rdone. Perché, ecco, da un lato ci risparmiamo di qualche carattere per invocarlo e, dall&#39;altro, qualcosa che ti spara addosso task a caso è un po&#39; un  (me)rdone.&#xA;&#xA;Cosa si impara&#xA;Visto che è un post un po&#39; tecnico, vediamo che cosa bolle in pentola per noi. L&#39;idea è di vedere come:&#xA;&#xA;creare uno strumento da terminale in Python&#xA;vedere due o più opzioni per fare la stessa cosa, che non sono poi le stesse nel nostro contesto&#xA;capire come integrarsi con Obsidian (i suoi Vault son come Fallout)&#xA;scoprire come trasformare un robino in Python in qualcosa di eseguibile&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Python e riga di comando&#xA;Ci sono sostanzialmente due modi per scrivere cose in Python da usare da terminale:&#xA;usi argparse per definire i comandi che vuoi mandare e gli dici cosa fare. A me serve aggiungere task (--add) e poi completarle (--done). E poi mi serve gestire l&#39;elenco delle task quando sono dentro il programma: accettare un task, skipparlo, completarlo e chiudere il programma.&#xA;in alternativa si può usare qualcosa di più moderno tipo typer, dal creatore di FastAPI. Sostanzialmente facciamo le stesse codice, però usando meno codice.&#xA;&#xA;Visto che vogliamo usare la cosa da terminale senza troppe seccature, andiamo sul semplice. Per eseguire il nostro programma ci bastano Python e la libreria standard. Ci accolliamo un po&#39; di codice in più da scrivere, però evitiamo di dover gestire l&#39;aggiunta di pacchetti extra.&#xA;&#xA;I task sono file che gestiamo in Obsidian&#xA;Le task da fare sono in realtà dei file. In particolare file da gestire in Obsidian.&#xA;Magari dentro al file mi segno l&#39;url del servizio da testare o un po&#39; di note sulle cose da fare.&#xA;&#xA;Quello che mi aspetto è questo:&#xA;dico a Rdone di aggiungere un task. Mi crea il file in markdown (il formato di Obsidian) e me lo mette in una cartella dedicata&#xA;accetto di fare un task del (me)Rdone. Mi apre il file in questione in Obsidian. Questo è comodissimo se uno deve prendere e si becca un task che riguarda lo scrivere qualcosa.&#xA;&#xA;Lato applicativo, il fatto che i task siano file ci semplifica parecchio le cose: non ci sono grandi query da fare, si tratta di prendere e contare i file che sono in una determinata cartella - quello delle task da fare. Quando un task è completato, lo spostiamo in un&#39;altra cartella.&#xA;Questo si porta dietro due cose di cui essere consapevoli: da una parte ci toccherà interagire con Obsidian per aprire i file; dall&#39;altra se vogliamo associate dei metadati alle task tipo quando sono state create o completate dobbiamo scendere a compromessi col fatto che le task non sono nostri oggetti sul database, ma - appunto - file.&#xA;&#xA;Obsidian delle mie brame&#xA;Capire come usare Obsidian per aprire un file è stata la parte più complicate. Ho creato una funzione di Python che aprisse un file test.md usando Obsidian.&#xA;Qui ci sono un po&#39; di considerazioni da fare.&#xA;&#xA;Partiamo da una cosa più facile. Apriamo e basta un file di testo. Ovviamente ogni sistema operativo fa come gli pare: macOS ha un comando, Windows un altro, Linux ancora un altro.&#xA;E, sviluppando dentro un devcontainer da macOS, ci si ritrova in una situazione in cui sviluppi in un mondo (Linux) ma userai il programma in un altro.&#xA;&#xA;In fondo metto uno schema per queste differenze, soprattutto per me che presto mi dimenticherò di averlo fatto.&#xA;&#xA;Obsidian aggiunge un livello di complessità. Al netto del fatto che ogni sistema operativo apre i file a modo suo, adesso tocca aprire usando Obsidian.&#xA;&#xA;A quanto pare dobbiamo risolvere questo&#xA;&#xA;subprocess.run([opener, uri],&#xA;&#xA;L&#39;apertura di Obsidian è un sottoprocesso rispetto alla nostra app che gira da linea di comando. Per eseguirlo ci serve un comando di apertura - e qui ci risolviamo la questione del sistema operativo - e una risorsa da aprire.&#xA;Questa risorsa è obsidian. Qui la documentazione di Obsidian ci dice come usare open. E, volendo, qui c&#39;è un plugin per fare ancora più cose con l&#39;apertura dei file in obsdian.&#xA;&#xA;Qui si apre un problemino extra. Obsidian si apre alle sue condizioni. Obisdian ragiona in Vault, la cassaforte dove tenere i file. In pratica: Obsidian apre solo una cassaforte, non possiamo aprire obsidian &#34;into the wild&#34; se vogliamo aprire dei file. Quindi &#xA;&#xA;Da scriptino in Python a &#34;hey, vive nel mio sistema&#34;&#xA;Abbiamo uno script, lo abbiamo messo nella cartella giusta di Obsidian. Praticamente funziona e ci siamo. Però come facciamo ad eseguire tutto da terminale?&#xA;Questo è l&#39;ultimo passo che ci tocca fare.&#xA;&#xA;In pratica dobbiamo fare due cose:&#xA;assicurarci che lo script sia eseguibile&#xA;fare in modo che il terminale sappia che quando scriviamo qualcosa (nel mio caso rdone) vogliamo utilizzare quello script, e renderlo disponibile ovunque.&#xA;&#xA;Si fa abbastanza presto.&#xA;Lato Mac con questa riga all&#39;inizio del file&#xA;&#xA;#!/usr/bin/env python3 &#xA;Lo rendiamo eseguibile. Poi dobbiamo assicurarci che chi interagisce col file abbia i permessi per farlo, quindi chmod +x script.py (script.py è il nostro file, la x sono i permessi di esecuzione) per poter eseguire direttamente ./script.py &#xA;&#xA;Per renderlo eseguibile, dobbiamo aggiungere qualcosa nel nostro terminale. Un&#39;operazione simile a quando definite una scorciatoia - tipo up per aprire tutto quello che vi serve per lavorare. O magari tipo alcune personalizzazioni in git.&#xA;&#xA;In pratica creiamo una cartella dove mettere il nostro programma (bin, un altro modo convenzionale per parlare di scatoloni). Colleghiamo il nostro file dentro obsidian con questo scatolone con un link simbolico (symlink) Il link simbolico è quello con cui evocheremo il comando. Aggiungiamo il nome fittizio del link simbolico al terminale.&#xA;&#xA;Tutto insieme è questo (macOS / Linux):&#xA;mkdir -p ~/bin # creiamo una cartella di comodo&#xA;chmod +x ~/Documents/vaultobsidian/randomdonetasks/randomdone.py # diamo i permessi per eseguire il file&#xA;ln -sf ~/Documents/vaultobsidian/randomdonetasks/randomdone.py ~/bin/rdone # link simbolico. Se non vi piace &#39;rdone aggiustatelo&#xA;echo &#39;export PATH=&#34;$HOME/bin:$PATH&#34;&#39;     ~/.zshrc # il terminale sa che il nostro file è disponibile, aggiungiamo il nostro ~/bin al PATH del terminale&#xA;source ~/.zshrc # refresh del terminale&#xA;&#xA;E su Windows?&#xA;&#xA;C&#39;è da passare dai bat, ma ancora non ho provato.&#xA;Qualcosa del tipo&#xA;&#xA;si crea un file rdone.bat così:&#xA;@echo off&#xA;set RANDOMDONEVAULTDIR=%USERPROFILE%\Documents\vault&#xA;py &#34;%USERPROFILE%\Documents\vault\randomdonetasks\randomdone.py&#34; %*&#xA;&#xA;A proposito di differenze&#xA;&#xA;Recap e schemini&#xA;&#xA;  Apertura URL verso app: macOS usa open, Linux usa xdg-open o gio, Windows usa os.startfile(uri).  &#xA;  Shebang e chmod +x su macOS/Linux. In Windows uscite gratis di prigione se .py è associato a un programma come estensione.  &#xA;  link simbolico e bin vs. file .bat.&#xA;&#xA;#obsidian #taskmanager #randomdone #python #coding&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Obisidan è bello, ma vuoi mettere prendere e usarlo anche come modo per tracciare cosa fare?
Ultimamente sto usando il terminale e ci è voluto poco a pensare:</p>
<ul><li>posso fare uno strumento che eseguo da linea di comando in cui posso aggiungere task o farmi passare dei task da fare a caso?</li>
<li>a volte basta iniziare e una cosa del genere dovrebbe aiutarmi. Ci sono 20 minuti prima di preparar da mangiare... c&#39;è qualcosa di facile che posso togliermi di torno? Posso scrivere qualcosa che mi aiuti con questa pigrizia?</li></ul>

<h1 id="mi-risolvo-un-problema-da-terminale">Mi risolvo un problema da terminale</h1>

<p>Aprire un terminale su Mac è abbastanza comodo. Uno si cerca <code>Terminale</code> dalle applicazioni o magari ha una scorciatoia dedicata. (Sì, lo so, vorrei vedere che ha fatto Wes con <a href="https://ghosthub.ai">Ghosthub</a> , non tanto per gli agenti quanto per le sessioni ssh. Ho aggiunto un task con l&#39;applicazione che andremo a sviluppare per venirne a capo: <code>rdone --add &#34;test_ghosthub_and_post&#34;</code>.)</p>

<p>Lavorando, facendo cose, etc capita di aver voglia di segnarsi qualcosa da fare. Magari anche piccola. Cerca questo libro, prova a fare questo, vedi com&#39;è questo servizio. Cose che magari si fanno in un quarto d&#39;ora, però poi spesso uno le perde per strada.</p>

<p>Fare un tool da riga di comando in Python è abbastanza semplice, anche se non l&#39;ho mai fatto sul serio.</p>

<p>Quindi, a parte trovare qualcosa che ci fa interagire con il nostro programma usando la tastiera o il terminale, il resto del codice è abbastanza semplice.
Abbiamo dei task con un titolo e quando vengono completate. E sappiamo che dobbiamo pescare dei task a caso e proporli all&#39;utente. Sta a noi poi accettarli, rifiutarli o completarli.</p>

<p>Ecco <code>randomdone</code> o, per gli amici, <code>rdone</code>. Perché, ecco, da un lato ci risparmiamo di qualche carattere per invocarlo e, dall&#39;altro, qualcosa che ti spara addosso task a caso è un po&#39; un  <code>(me)rdone</code>.</p>

<h2 id="cosa-si-impara">Cosa si impara</h2>

<p>Visto che è un post un po&#39; tecnico, vediamo che cosa bolle in pentola per noi. L&#39;idea è di vedere come:</p>
<ul><li>creare uno strumento da terminale in Python</li>
<li>vedere due o più opzioni per fare la stessa cosa, che non sono poi le stesse nel nostro contesto</li>
<li>capire come integrarsi con Obsidian (i suoi Vault son come Fallout)</li>
<li>scoprire come trasformare un robino in Python in qualcosa di eseguibile</li></ul>



<h1 id="python-e-riga-di-comando">Python e riga di comando</h1>

<p>Ci sono sostanzialmente due modi per scrivere cose in Python da usare da terminale:
– usi <code>argparse</code> per definire i comandi che vuoi mandare e gli dici cosa fare. A me serve aggiungere task (<code>--add</code>) e poi completarle (<code>--done</code>). E poi mi serve gestire l&#39;elenco delle task quando sono dentro il programma: accettare un task, skipparlo, completarlo e chiudere il programma.
– in alternativa si può usare qualcosa di più moderno tipo <code>typer</code>, dal creatore di FastAPI. Sostanzialmente facciamo le stesse codice, però usando meno codice.</p>

<p>Visto che vogliamo usare la cosa da terminale senza troppe seccature, andiamo sul semplice. Per eseguire il nostro programma ci bastano Python e la libreria standard. Ci accolliamo un po&#39; di codice in più da scrivere, però evitiamo di dover gestire l&#39;aggiunta di pacchetti extra.</p>

<h1 id="i-task-sono-file-che-gestiamo-in-obsidian">I task sono file che gestiamo in Obsidian</h1>

<p>Le task da fare sono in realtà dei file. In particolare file da gestire in <a href="https://obsidian.md/download">Obsidian</a>.
Magari dentro al file mi segno l&#39;url del servizio da testare o un po&#39; di note sulle cose da fare.</p>

<p>Quello che mi aspetto è questo:
– dico a Rdone di aggiungere un task. Mi crea il file in markdown (il formato di Obsidian) e me lo mette in una cartella dedicata
– accetto di fare un task del (me)Rdone. Mi apre il file in questione in Obsidian. Questo è comodissimo se uno deve prendere e si becca un task che riguarda lo scrivere qualcosa.</p>

<p>Lato applicativo, il fatto che i task siano file ci semplifica parecchio le cose: non ci sono grandi query da fare, si tratta di prendere e contare i file che sono in una determinata cartella – quello delle task da fare. Quando un task è completato, lo spostiamo in un&#39;altra cartella.
Questo si porta dietro due cose di cui essere consapevoli: da una parte ci toccherà interagire con Obsidian per aprire i file; dall&#39;altra se vogliamo associate dei metadati alle task tipo quando sono state create o completate dobbiamo scendere a compromessi col fatto che le task non sono nostri oggetti sul database, ma – appunto – file.</p>

<h1 id="obsidian-delle-mie-brame">Obsidian delle mie brame</h1>

<p>Capire come usare Obsidian per aprire un file è stata la parte più complicate. Ho creato una funzione di Python che aprisse un file <code>test.md</code> usando Obsidian.
Qui ci sono un po&#39; di considerazioni da fare.</p>

<p>Partiamo da una cosa più facile. Apriamo e basta un file di testo. Ovviamente ogni sistema operativo fa come gli pare: macOS ha un comando, Windows un altro, Linux ancora un altro.
E, sviluppando dentro un devcontainer da macOS, ci si ritrova in una situazione in cui sviluppi in un mondo (Linux) ma userai il programma in un altro.</p>

<p>In fondo metto uno schema per queste differenze, soprattutto per me che presto mi dimenticherò di averlo fatto.</p>

<p>Obsidian aggiunge un livello di complessità. Al netto del fatto che ogni sistema operativo apre i file a modo suo, adesso tocca aprire usando Obsidian.</p>

<p>A quanto pare dobbiamo risolvere questo</p>

<pre><code>subprocess.run([opener, uri],
</code></pre>

<p>L&#39;apertura di Obsidian è un sottoprocesso rispetto alla nostra app che gira da linea di comando. Per eseguirlo ci serve un comando di apertura – e qui ci risolviamo la questione del sistema operativo – e una risorsa da aprire.
Questa risorsa è obsidian. Qui la documentazione di Obsidian <a href="https://obsidian.md/help/uri">ci dice come usare open</a>. E, volendo, <a href="https://github.com/Vinzent03/obsidian-advanced-uri">qui c&#39;è un plugin per fare ancora più cose con l&#39;apertura dei file in obsdian</a>.</p>

<p>Qui si apre un problemino extra. Obsidian si apre alle sue condizioni. Obisdian ragiona in Vault, la cassaforte dove tenere i file. In pratica: Obsidian apre solo una cassaforte, non possiamo aprire obsidian “into the wild” se vogliamo aprire dei file. Quindi</p>

<h1 id="da-scriptino-in-python-a-hey-vive-nel-mio-sistema">Da scriptino in Python a “hey, vive nel mio sistema”</h1>

<p>Abbiamo uno script, lo abbiamo messo nella cartella giusta di Obsidian. Praticamente funziona e ci siamo. Però come facciamo ad eseguire tutto da terminale?
Questo è l&#39;ultimo passo che ci tocca fare.</p>

<p>In pratica dobbiamo fare due cose:
1. assicurarci che lo script sia eseguibile
2. fare in modo che il terminale sappia che quando scriviamo qualcosa (nel mio caso <code>rdone</code>) vogliamo utilizzare quello script, e renderlo disponibile ovunque.</p>

<p>Si fa abbastanza presto.
Lato Mac con questa riga all&#39;inizio del file</p>

<p><code>#!/usr/bin/env python3</code>
Lo rendiamo eseguibile. Poi dobbiamo assicurarci che chi interagisce col file abbia i permessi per farlo, quindi <code>chmod +x script.py</code> (<code>script.py</code> è il nostro file, la <code>x</code> sono i permessi di esecuzione) per poter eseguire direttamente <code>./script.py</code></p>

<p>Per renderlo eseguibile, dobbiamo aggiungere qualcosa nel nostro terminale. Un&#39;operazione simile a quando definite una scorciatoia – tipo <code>up</code> per aprire tutto quello che vi serve per lavorare. O magari tipo alcune personalizzazioni in <code>git</code>.</p>

<p>In pratica creiamo una cartella dove mettere il nostro programma (<code>bin</code>, un altro modo convenzionale per parlare di scatoloni). Colleghiamo il nostro file dentro obsidian con questo scatolone con un link simbolico (symlink) Il link simbolico è quello con cui evocheremo il comando. Aggiungiamo il nome fittizio del link simbolico al terminale.</p>

<p>Tutto insieme è questo (macOS / Linux):</p>

<pre><code class="language-bash">mkdir -p ~/bin # creiamo una cartella di comodo
chmod +x ~/Documents/vault_obsidian/randomdone_tasks/random_done.py # diamo i permessi per eseguire il file
ln -sf ~/Documents/vault_obsidian/randomdone_tasks/random_done.py ~/bin/rdone # link simbolico. Se non vi piace &#39;rdone aggiustatelo
echo &#39;export PATH=&#34;$HOME/bin:$PATH&#34;&#39; &gt;&gt; ~/.zshrc # il terminale sa che il nostro file è disponibile, aggiungiamo il nostro ~/bin al PATH del terminale
source ~/.zshrc # refresh del terminale
</code></pre>

<p>E su Windows?</p>

<p>C&#39;è da passare dai bat, ma ancora non ho provato.
Qualcosa del tipo</p>
<ul><li>si crea un file <code>rdone.bat</code> così:
<code>bat
@echo off
set RANDOM_DONE_VAULT_DIR=%USERPROFILE%\Documents\vault
py &#34;%USERPROFILE%\Documents\vault\randomdone_tasks\random_done.py&#34; %*
</code></li></ul>

<p>A proposito di differenze</p>

<h2 id="recap-e-schemini">Recap e schemini</h2>
<ul><li>Apertura URL verso app: macOS usa <code>open</code>, Linux usa <code>xdg-open</code> o <code>gio</code>, Windows usa <code>os.startfile(uri)</code>.<br></li>
<li>Shebang e <code>chmod +x</code> su macOS/Linux. In Windows uscite gratis di prigione se <code>.py</code> è associato a un programma come estensione.<br></li>
<li>link simbolico e bin vs. file <code>.bat</code>.</li></ul>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:obsidian" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">obsidian</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:taskmanager" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">taskmanager</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:randomdone" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">randomdone</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:python" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">python</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:coding" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">coding</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/obisidan-e-bello-ma-vuoi-mettere-prendere-e-usarlo-anche-come-modo-per</guid>
      <pubDate>Sun, 16 Aug 2026 07:25:19 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Aggiornare Writefreely, visualizzare le immagini: self hosting, docker compose e volumi</title>
      <link>https://thegui.eu/aggiornare-writefreely-visualizzare-le-immagini-self-hosting-docker-compose</link>
      <description>&lt;![CDATA[Nello scrivere il post sull&#39;inflazione mi sono accorto che una cosa semplice e scontata come pubblicare un&#39;immagine sul proprio blog poteva essere meno scontata se il blog in questione lo gestite voi dall&#39;inizio alla fine.&#xA;&#xA;Quello che segue è un racconto su:&#xA;come aggiornare la versione del proprio software (se quest&#39;onere è in carico a voi)&#xA;come rendere caricare un&#39;immagine dal proprio pc al proprio sito se non c&#39;è un comodo modo per fare l&#39;upload&#xA;come fare in modo che chi si connette a vostrosito/static/immaginecaricataafatica non si becchi un 404.&#xA;&#xA;A livello di strumenti, ci sarà da parlare di:&#xA;VPS: la vostra casa online, il vostro server. La macchina a cui vi connettete per tenere su il tutto.&#xA;Docker/container: la baracca si regge su Docker. Quello che vi serve - blog, database, qualsiasi cosa - sta dentro vari contenitori. Docker si occupa di creare tutte le scatole, metterci dentro quello che volete e di far parlare le cose tra di loro. Ad esempio: la scatola 1 è un blog, la scatola due un e-commerce. Entrambe hanno bisogno di sapere che esiste una scatola 7 con il database.&#xA;ngix: per gestire le immagini (questo non me lo aspettavo).&#xA;&#xA;Il tutto per arrivare a poter vedere questa immagine immagine sull&#39;inflazione di qualche post fa&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Writefreely e l&#39;aggiornamento&#xA;Writefreely ultimamente ha avuto qualche problemino, almeno da quanto ho letto relativamente a Noblogo, il servizio di blog powered by writefreely gestito da Devol. Mi pare che sia qualcosa legato alla creazione di blog spam in un contesto multi utente.&#xA;Qualcosa potete leggerlo qui.&#xA;&#xA;Il problema era sulla versione v0.17.0. Questo blog gira puoi lui con writefreely. Ho sudato freddo. Questo mi ha fatto pensare: da quando ho tirato su tutta mia baracca con writefreely a che versione sono? Che è successo? Sto spammando blog di neonazi e non me ne sono accorto?&#xA;&#xA;Tocca quindi imparare un nuovo pezzo del self-hosting. Tocca a te aggiornare il software.&#xA;Visto che avevo in sospeso un problemino con le immagini, mi ci sono messo.&#xA;&#xA;Come aggiornare le versioni delle cose selfhostate&#xA;Come dice Boskov, &#34;aggiornamento si fa cliccando su aggiorna&#34;.&#xA;Che nel mondo dei terminali vuol dire &#34;fai un sudo qualcosa update da qualche parte&#34;.&#xA;&#xA;Ad esempio, sulla vostra VPS ogni tot tocca fare un aggiornamento dei pacchetti. O magari il vostro orchestratore di container ha una nuova versione e dalla UI di Coolify o Portainer c&#39;è un pulsante per fare l&#39;update.&#xA;&#xA;Solo che non è così semplice. Perché il blog viene tirato su dentro la sua scatola (container) seguendo una ricetta (immagine). Il quadro è simile a questo.&#xA;&#xA;La baracca, che alcuni chiamano indiecloud, si regge su più servizi che stanno dentro le loro belle scatoline (container). A volte qualcosa può andare storto. Una scatola casca e si rompe, qualcuno la calpesta, o altro.&#xA;Il container va giù. Tocca quindi sostituire la scatola con una dove avete ricostruito per bene la app del vostro castello come si deve. Quindi ritirate su il container e lo fate ripartire. Basta un click (o un comando). Fichissimo. &#xA;&#xA;Questo però ha un problema con questa prima idea di aggiornamento.&#xA;La scatola contiene il vostro drago rosso. La nuova versione di writefreely è un drago blu. Fate update del rosso a blu. Bello.&#xA;Però funziona fino a quando per disgrazia non va giù tutto e voi sostituite la scatola. Nelle vostre istruzioni, la ricetta dice che il drago è  rosso.&#xA;Non è la soluzione giusta.&#xA;&#xA;A noi interessa cambiare le istruzioni e metterci dentro il drago blu. Così a ogni riavvio prendiamo l&#39;elemento giusto.&#xA;&#xA;Quindi non bisogna entrare nel container e fare l&#39;aggiornamento ma bisogna riscrivere le regole.&#xA;In tecnichese tocca aggiornare il docker compose, in pratica il grande omino che sa dove stanno i pezzi dei lego, conosce tutte le ricette e dice come comporre i lego nelle varie scatole.&#xA;&#xA;In pratica è bastato cambiare una sola riga:&#xA;&#xA;image: ghcr.io/writefreely/writefreely:v0.17.1&#xA;&#xA;(per decoro non vi dico a che versione ero prima).&#xA;&#xA;Tutto finito?&#xA;Purtroppo no. La nuova versione ha dentro dei cambi allo schema del database - in pratica: a come vengono organizzate e salvate le cose. Ci sono nuove feature e il fix del bug nella nuova versione - alcune feature includono interazioni col fediverso. Per realizzare queste cose nuove tocca modificare lo schema del database... e ha senso: se da doomani volete tenere conto non solo dei libri che leggete ma di quante volte vi alzate col piede sinistro, vi tocca iniziare una nuova fila di X...&#xA;&#xA;Per rendere questi cambiamenti attuali bisogno dire al nostro drago blu &#34;aggiorna il tuo schema del database&#34;.&#xA;C&#39;è anche un rituale magico per fare il cambio: writefreely db migrate.&#xA;&#xA;Questo comando possiamo lanciarlo da dentro il nostro container in cui gira l&#39;applicazione di writefreely.&#xA;Quindi usando il dockerese una cosa del genere:&#xA;&#xA;docker exec containerid /go/cmd/writefreely/writefreely db migrate.&#xA;&#xA;Quindi entro sulla VPS e ci metto un sudo davanti per eseguire il comando con i giusti poteri.&#xA;Funzionerà?&#xA;&#xA;Ovviamente non può essere tutto così facile. &#xA;&#xA;Loading config.ini configuration...&#xA;&#xA;ERROR: app.go:150: Unable to load configuration: open config.ini: no such file or directory`&#xA;&#xA;La configurazione era nel posto sbagliato. Riproviamo dicendo al comando dove sta la configurazione&#xA;&#xA;docker exec containerid /go/cmd/writefreely/writefreely -c /data/config.ini db migrate&#xA;Loading /data/config.ini configuration...&#xA;Connecting to sqlite3 database...&#xA;Migrating to V17: fix post signature character set&#xA;Closing database connection...&#xA;&#xA;(Tra le nuove feature, c&#39;è monetizzazione e link automatico col fediverso https://webmonetization.org/#start . Ho aggiornato per scoprire cose nuove.)&#xA;&#xA;Ma... perché funziona?&#xA;Avevamo detto che non basta fare le modifiche nel container perché al primo riavvio vanno perse. Perché per la migrazione del database dovrebbe essere diverso?&#xA;&#xA;Qui ci sono due risposte possibili:&#xA;il database di riferimento è esterno (sta in un container tutto suo - e vediamo quanti voti prende)&#xA;usiamo un qualche trucco per persistere i dati tra un riavvio e l&#39;altro.&#xA;&#xA;Writefreely vuole essere autarchico e tutto in un punto. Quindi nella sua ricetta usa già SQLite come database. Se volete costruire una casa dove scrivere con Writefreely dovete solo prendere un container e installare lì dentro Writefreely, senza mal di testa per far parlare il vostro blog con un database, senza dover negoziare la struttura di come salviamo i post, etc. Senza troppe seccature extra oltre a quelle di &#34;installiamo Writefreely da qualche parte, poi facciamo in modo che io possa scriverci e le persone leggermi&#34;.&#xA;Dobbiamo quindi usare il trucco per persistere i dati.&#xA;&#xA;Ci sta infatti che, in un mondo di scatoloni e sostituzioni, servano dei riferimenti a cose che restano stabili. Questi wanderwall in docker li han chiamati volumi.&#xA;In pratica prendiamo una cartella della macchina in cui inizieremo a far comparire e sparire i diversi container e diciamo che, container per container, certi dati devono persistere e vanno salvati o letti da una cartella specifica.&#xA;&#xA;Nel grande magazzino in cui abbiamo messo gli scatoloni col lego colorato stiamo dicendo ad alcuni scatoloni di leggere o salvare su una mensola condivisa. Ad esempio potremmo toccare il cibo per il drago.&#xA;&#xA;In questo modo possiamo salvarci il nuovo schema del database, senza ripartire da zero tutte le volte.&#xA;&#xA;Immagini&#xA;Per le immagini, questa cosa dei volumi ci torna utile. Come faccio a mostrare la mia immagine dell&#39;inflazione?&#xA;Devo mettere su un volume le immagini da mostrare come file statici. In questo modo riuscirò a mostrarle.&#xA;&#xA;In pratica l&#39;idea è questa:&#xA;dal nostro pc mandiamo l&#39;immagine sulla nostra VPS&#xA;la VPS la mette a disposizione di writefreely&#xA;e noi possiamo linkarla scrivendo il post. Come quando usiamo un po&#39; di markdown per scrivere una nota in obsidian.&#xA;&#xA;Quindi, copiamo le cose con scp. Apriamo un terminale e:&#xA;&#xA;scp /path/to/your/graph.png user@domain:/home/.../writefreely/static/graph.png&#xA;&#xA;Qui stiamo buttando su l&#39;immagine nella cartella static di writefreely, che possiamo leggere per mettere immagini quando scriviamo i post. I ... indicano dove abbiamo messo il container di writefreely.&#xA;&#xA;Questo funziona perché, nel docker compose, abbiamo un volume per writefreely definito così&#xA;&#xA;volumes:&#xA;/home/.../writefreely:/data&#xA;&#xA;(Da capo: i ... completano il percorso su dove abbiamo messo il container di writefreely.)&#xA;&#xA;Basta? No&#xA;A questo punto l&#39;immagine è sulla VPS pronta per essere linkata. Aggiorno il post, linko l&#39;immagine tutto felice e... 404. L&#39;immagine non si vede.&#xA;Anche se è tutto giustoé. Che è successo? Che da fuori, cioè per l&#39;internet, l&#39;immagine non è visibile. Non è che chiunque bussi alla porta del nostro server deve trovare risposta e vedere l&#39;immagine. Arriva nginx: tra i suoi compiti c&#39;è quello di essere un server che mette a disposizione i file statici. Tipo le nostre immagini.&#xA;&#xA;Per prima cosa tocca aggiungere una scatola e metterci dentro nginx. Ci penserà lui a servire le immagini a chi le vuole.&#xA;&#xA;Aggiungiamo una ricetta al docker compose&#xA;&#xA;STATIC FILES (Nginx)&#xA;&#xA;static-files:&#xA;image: nginx:alpine&#xA;restart: always&#xA;volumes:&#xA;/home/.../writefreely/static:/usr/share/nginx/html:ro&#xA;&#xA;networks:&#xA;quello del vostro orchestratore&#xA;&#xA;labels:&#xA;a seconda di cosa usate potrebbero esser configurate.&#xA;&#xA;In pratica la riga che ci serve è quella dei volumi. Stiamo collegando una cartella del container di writefreely - static - a una cartella del container di nginx /usr/share/nginx/html.&#xA;Writefreely gestisce in quella cartella i file statici - è dove abbiamo caricato l&#39;immagine! - mentre, lato nginx, è da dove vengono serviti* i file. Ecco fatto.&#xA;&#xA;La parte sul network riguarda come l&#39;orchestratore fa parlare tra di loro le applicazioni presenti al suo interno. Sono dei canali di comunicazione tra le parti. Ad esempio: potrebbe esserci il network per tutte le applicazioni che hanno bisogno di parlare con la scatola del database (non è il caso di Writefreely che, come abbiamo visto, gestisce la cosa in proprio).&#xA;&#xA;Le labels sono invece dati extra che possiamo attaccare ai container. Possiamo usarle in modo che altri servizi che gestiscono più container possano capire cosa fare con quel container in base a quello che ci abbiamo scritto. Sono dei post-it.&#xA;E sono sufficientemente potenti: un&#39;etichetta con scritto sì/no e prima il nome di un servizio può dire al servizio se &#34;fare cose o meno&#34; al nostro scatolone di Writefreely. Ad esempio &#34;traefik.enable=true&#34;.&#xA;&#xA;Nel mio caso c&#39;era da mettere d&#39;accordo anche Traefik nella gestione rotte e nel servire le immagini. In pratica tocca dire a Traefik che, se qualcuno cerca di accedere a un file statico (static, dove spesso e volentieri mettiamo le immagini), allora il traffico va inoltrato al container di nginx che si prenderà in cura di mostra l&#39;immagine.&#xA;&#xA;Recap: volevamo solo delle immagini, adesso abbiamo volumi ed nginx&#xA;In pratica funziona così. Writefreely fa di tutto per essere efficiente e non avere fronzoli. Lo abbiamo già visto con la storia del database. L&#39;assenza di fronzoli include i non avere un box per fare l&#39;upload dei file. L&#39;idea è che usi i link con immagini hostate su altri siti.&#xA;Se però fai una chart tua e non la metti da altre parti - perché mettere in piedi un archivio con AWS ed S3 è seccante o altri motivi - allora tocca gestire il tutto in autonomia.&#xA;Ecco che arriva Nginx a fare da server per i file statici. Se i file sono in una certa cartella (quella del volume con static di mezzo), sono accessibili all&#39;esterno.&#xA;&#xA;Poi, in tutto questo, c&#39;è traefix a dirigere il traffico: se qualcuno vuole vedere il blog, traefik manda la richesta a writefreely. Quando però writefreely vuole accedere all&#39;immagine allora si pesca in casa propria.&#xA;&#xA;E poi?&#xA;Già che c&#39;ero, ho scoperto che qualcosa aveva distrutto il mio scatolone chitarristico.&#xA;Quindi ho dovuto prendere e trovare qualcosa per essere avvisato se qualcosa va giù.&#xA;Però questa sarà un&#39;altra storia...&#xA;&#xA;#indiecloud #docker #selfhosting #writefreely&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nello scrivere il post sull&#39;inflazione mi sono accorto che una cosa semplice e scontata come pubblicare un&#39;immagine sul proprio blog poteva essere meno scontata se il blog in questione lo gestite voi dall&#39;inizio alla fine.</p>

<p>Quello che segue è un racconto su:
– come aggiornare la versione del proprio software (se quest&#39;onere è in carico a voi)
– come rendere caricare un&#39;immagine dal proprio pc al proprio sito se non c&#39;è un comodo modo per fare l&#39;upload
– come fare in modo che chi si connette a <code>vostrosito/static/immagine_caricata_a_fatica</code> non si becchi un 404.</p>

<p>A livello di strumenti, ci sarà da parlare di:
– <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Virtual_private_server">VPS</a>: la vostra casa online, il vostro server. La macchina a cui vi connettete per tenere su il tutto.
– Docker/container: la baracca si regge su Docker. Quello che vi serve – blog, database, qualsiasi cosa – sta dentro vari contenitori. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Docker">Docker</a> si occupa di creare tutte le scatole, metterci dentro quello che volete e di far parlare le cose tra di loro. Ad esempio: la scatola 1 è un blog, la scatola due un e-commerce. Entrambe hanno bisogno di sapere che esiste una scatola 7 con il database.
– <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nginx">ngix</a>: per gestire le immagini (questo non me lo aspettavo).</p>

<p>Il tutto per arrivare a poter vedere questa immagine <img src="https://thegui.eu/static/inflazione_2016.png" alt="immagine sull&#39;inflazione di qualche post fa"></p>



<h2 id="writefreely-e-l-aggiornamento">Writefreely e l&#39;aggiornamento</h2>

<p>Writefreely ultimamente ha avuto qualche problemino, almeno da quanto ho letto relativamente a Noblogo, il servizio di blog powered by writefreely gestito da <a href="https://devol.it">Devol</a>. Mi pare che sia qualcosa legato alla creazione di blog spam in un contesto multi utente.
Qualcosa potete leggerlo <a href="https://lemmy.world/post/49549993">qui</a>.</p>

<p>Il problema era sulla versione <code>v0.17.0</code>. Questo blog gira puoi lui con writefreely. Ho sudato freddo. Questo mi ha fatto pensare: da quando ho tirato su tutta mia baracca con writefreely a che versione sono? Che è successo? Sto spammando blog di neonazi e non me ne sono accorto?</p>

<p>Tocca quindi imparare un nuovo pezzo del <em>self-hosting</em>. <strong>Tocca a te aggiornare il software</strong>.
Visto che avevo in sospeso un problemino con le immagini, mi ci sono messo.</p>

<h1 id="come-aggiornare-le-versioni-delle-cose-selfhostate">Come aggiornare le versioni delle cose selfhostate</h1>

<p>Come dice Boskov, “<em>aggiornamento si fa cliccando su <code>aggiorna</code></em>”.
Che nel mondo dei terminali vuol dire “fai un <code>sudo qualcosa update</code> da qualche parte”.</p>

<p>Ad esempio, sulla vostra VPS ogni tot tocca fare un aggiornamento dei pacchetti. O magari il vostro orchestratore di container ha una nuova versione e dalla UI di Coolify o Portainer c&#39;è un pulsante per fare l&#39;update.</p>

<p>Solo che <strong>non è così</strong> semplice. Perché il blog viene tirato su dentro la sua scatola (container) seguendo una ricetta (immagine). Il quadro è simile a questo.</p>

<p>La baracca, che alcuni chiamano indiecloud, si regge su più servizi che stanno dentro le loro belle scatoline (container). A volte qualcosa può andare storto. Una scatola casca e si rompe, qualcuno la calpesta, o altro.
Il container va giù. Tocca quindi sostituire la scatola con una dove avete ricostruito per bene la app del vostro castello come si deve. Quindi ritirate su il container e lo fate ripartire. Basta un click (o un comando). Fichissimo.</p>

<p>Questo però ha un problema con questa prima idea di aggiornamento.
La scatola contiene il vostro drago rosso. La nuova versione di writefreely è un drago blu. Fate update del rosso a blu. Bello.
Però funziona fino a quando per disgrazia non va giù tutto e voi sostituite la scatola. Nelle vostre istruzioni, la ricetta dice che il drago è  rosso.
Non è la soluzione giusta.</p>

<p>A noi interessa cambiare le istruzioni e metterci dentro il drago blu. Così a ogni riavvio prendiamo l&#39;elemento giusto.</p>

<p>Quindi non bisogna entrare nel container e fare l&#39;aggiornamento ma bisogna riscrivere le regole.
In tecnichese tocca aggiornare il <strong>docker compose</strong>, in pratica il grande omino che sa dove stanno i pezzi dei lego, conosce tutte le ricette e dice come comporre i lego nelle varie scatole.</p>

<p>In pratica è bastato cambiare una sola riga:</p>

<p><code>image: ghcr.io/writefreely/writefreely:v0.17.1</code></p>

<p>(per decoro non vi dico a che versione ero prima).</p>

<p>Tutto finito?
Purtroppo no. La nuova versione ha dentro dei cambi allo schema del database – in pratica: a come vengono organizzate e salvate le cose. Ci sono nuove feature e il fix del bug nella nuova versione – alcune feature includono interazioni col fediverso. Per realizzare queste cose nuove tocca modificare lo schema del database... e ha senso: se da doomani volete tenere conto non solo dei libri che leggete ma di quante volte vi alzate col piede sinistro, vi tocca iniziare una nuova fila di X...</p>

<p>Per rendere questi cambiamenti attuali bisogno dire al nostro drago blu “aggiorna il tuo schema del database”.
C&#39;è anche un rituale magico per fare il cambio: <code>writefreely db migrate</code>.</p>

<p>Questo comando possiamo lanciarlo da dentro il nostro container in cui gira l&#39;applicazione di writefreely.
Quindi usando il dockerese una cosa del genere:</p>

<p><code>docker exec containerid /go/cmd/writefreely/writefreely db migrate</code>.</p>

<p>Quindi entro sulla VPS e ci metto un <code>sudo</code> davanti per eseguire il comando con i giusti poteri.
Funzionerà?</p>

<p>Ovviamente non può essere tutto così facile.</p>

<pre><code>Loading config.ini configuration...

ERROR: app.go:150: Unable to load configuration: open config.ini: no such file or directory`
</code></pre>

<p>La configurazione era nel posto sbagliato. Riproviamo dicendo al comando dove sta la configurazione</p>

<pre><code>docker exec containerid /go/cmd/writefreely/writefreely -c /data/config.ini db migrate
Loading /data/config.ini configuration...
Connecting to sqlite3 database...
Migrating to V17: fix post signature character set
Closing database connection...
</code></pre>

<p>(Tra le nuove feature, c&#39;è monetizzazione e link automatico col fediverso <a href="https://webmonetization.org/#start">https://webmonetization.org/#start</a> . Ho aggiornato per scoprire cose nuove.)</p>

<h1 id="ma-perché-funziona">Ma... perché funziona?</h1>

<p>Avevamo detto che non basta fare le modifiche nel container perché al primo riavvio vanno perse. Perché per la migrazione del database dovrebbe essere diverso?</p>

<p>Qui ci sono due risposte possibili:
1. il database di riferimento è esterno (sta in un container tutto suo – e vediamo quanti voti prende)
2. usiamo un qualche trucco per persistere i dati tra un riavvio e l&#39;altro.</p>

<p>Writefreely vuole essere autarchico e tutto in un punto. Quindi nella sua ricetta usa già SQLite come database. Se volete costruire una casa dove scrivere con Writefreely dovete solo prendere un container e installare lì dentro Writefreely, senza mal di testa per far parlare il vostro blog con un database, senza dover negoziare la struttura di come salviamo i post, etc. Senza troppe seccature extra oltre a quelle di “installiamo Writefreely da qualche parte, poi facciamo in modo che io possa scriverci e le persone leggermi”.
Dobbiamo quindi usare il trucco per persistere i dati.</p>

<p>Ci sta infatti che, in un mondo di scatoloni e sostituzioni, servano dei riferimenti a cose che restano stabili. Questi <code>wanderwall</code> in docker li han chiamati <code>volumi</code>.
In pratica prendiamo una cartella della macchina in cui inizieremo a far comparire e sparire i diversi container e diciamo che, container per container, certi dati devono persistere e vanno salvati o letti da una cartella specifica.</p>

<p>Nel grande magazzino in cui abbiamo messo gli scatoloni col lego colorato stiamo dicendo ad alcuni scatoloni di leggere o salvare su una mensola condivisa. Ad esempio potremmo toccare il cibo per il drago.</p>

<p>In questo modo possiamo salvarci il nuovo schema del database, senza ripartire da zero tutte le volte.</p>

<h1 id="immagini">Immagini</h1>

<p>Per le immagini, questa cosa dei volumi ci torna utile. Come faccio a mostrare la mia immagine dell&#39;inflazione?
Devo mettere su un volume le immagini da mostrare come file statici. In questo modo riuscirò a mostrarle.</p>

<p>In pratica l&#39;idea è questa:
1. dal nostro pc mandiamo l&#39;immagine sulla nostra VPS
2. la VPS la mette a disposizione di writefreely
3. e noi possiamo linkarla scrivendo il post. Come quando usiamo un po&#39; di markdown per scrivere una nota in obsidian.</p>

<p>Quindi, copiamo le cose con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Secure_copy"><code>scp</code></a>. Apriamo un terminale e:</p>

<pre><code>scp /path/to/your/graph.png user@domain:/home/.../writefreely/static/graph.png
</code></pre>

<p>Qui stiamo buttando su l&#39;immagine nella cartella static di writefreely, che possiamo leggere per mettere immagini quando scriviamo i post. I <code>...</code> indicano dove abbiamo messo il container di writefreely.</p>

<p>Questo funziona perché, nel docker compose, abbiamo un volume per writefreely definito così</p>

<pre><code>volumes:
- /home/.../writefreely:/data
</code></pre>

<p>(Da capo: i <code>...</code> completano il percorso su dove abbiamo messo il container di writefreely.)</p>

<h1 id="basta-no">Basta? No</h1>

<p>A questo punto l&#39;immagine è sulla VPS pronta per essere linkata. Aggiorno il post, linko l&#39;immagine tutto felice e... 404. L&#39;immagine non si vede.
Anche se è *tutto giustoé. Che è successo? Che da fuori, cioè per l&#39;internet, l&#39;immagine non è visibile. Non è che chiunque bussi alla porta del nostro server deve trovare risposta e vedere l&#39;immagine. Arriva nginx: tra i suoi compiti c&#39;è quello di essere un server che mette a disposizione i file statici. Tipo le nostre immagini.</p>

<p>Per prima cosa tocca aggiungere una scatola e metterci dentro nginx. Ci penserà lui a servire le immagini a chi le vuole.</p>

<p>Aggiungiamo una ricetta al docker compose</p>

<pre><code># STATIC FILES (Nginx)

static-files:
image: nginx:alpine
restart: always
volumes:
- /home/.../writefreely/static:/usr/share/nginx/html:ro

networks:
- quello del vostro orchestratore

labels:
- a seconda di cosa usate potrebbero esser configurate.
</code></pre>

<p>In pratica la riga che ci serve è quella dei volumi. Stiamo collegando una cartella del container di writefreely – <code>static</code> – a una cartella del container di nginx <code>/usr/share/nginx/html</code>.
Writefreely gestisce in quella cartella i file statici – è dove abbiamo caricato l&#39;immagine! – mentre, lato nginx, è da dove vengono <em>serviti</em> i file. Ecco fatto.</p>

<p>La parte sul <code>network</code> riguarda come l&#39;orchestratore fa parlare tra di loro le applicazioni presenti al suo interno. Sono dei canali di comunicazione tra le parti. Ad esempio: potrebbe esserci il network per tutte le applicazioni che hanno bisogno di parlare con la scatola del database (non è il caso di Writefreely che, come abbiamo visto, gestisce la cosa in proprio).</p>

<p>Le <code>labels</code> sono invece dati extra che possiamo attaccare ai container. Possiamo usarle in modo che altri servizi che gestiscono più container possano capire cosa fare con quel container in base a quello che ci abbiamo scritto. Sono dei post-it.
E sono sufficientemente potenti: un&#39;etichetta con scritto sì/no e prima il nome di un servizio può dire al servizio se “fare cose o meno” al nostro scatolone di Writefreely. Ad esempio <code>&#34;traefik.enable=true&#34;</code>.</p>

<p>Nel mio caso c&#39;era da mettere d&#39;accordo anche Traefik nella gestione rotte e nel servire le immagini. In pratica tocca dire a Traefik che, se qualcuno cerca di accedere a un file statico (<code>static</code>, dove spesso e volentieri mettiamo le immagini), allora il traffico va inoltrato al container di nginx che si prenderà in cura di mostra l&#39;immagine.</p>

<h1 id="recap-volevamo-solo-delle-immagini-adesso-abbiamo-volumi-ed-nginx">Recap: volevamo solo delle immagini, adesso abbiamo volumi ed nginx</h1>

<p>In pratica funziona così. Writefreely fa di tutto per essere efficiente e non avere fronzoli. Lo abbiamo già visto con la storia del database. L&#39;assenza di fronzoli include i non avere un box per fare l&#39;upload dei file. L&#39;idea è che usi i link con immagini hostate su altri siti.
Se però fai una chart tua e non la metti da altre parti – perché mettere in piedi un archivio con AWS ed S3 è seccante o altri motivi – allora tocca gestire il tutto in autonomia.
Ecco che arriva Nginx a fare da server per i file statici. Se i file sono in una certa cartella (quella del volume con <code>static</code> di mezzo), sono accessibili all&#39;esterno.</p>

<p>Poi, in tutto questo, c&#39;è traefix a dirigere il traffico: se qualcuno vuole vedere il blog, traefik manda la richesta a writefreely. Quando però writefreely vuole accedere all&#39;immagine allora si pesca in casa propria.</p>

<h1 id="e-poi">E poi?</h1>

<p>Già che c&#39;ero, ho scoperto che qualcosa aveva distrutto il mio <a href="https://dojo.thegui.eu/">scatolone chitarristico</a>.
Quindi ho dovuto prendere e trovare qualcosa per essere avvisato se qualcosa va giù.
Però questa sarà un&#39;altra storia...</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:indiecloud" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">indiecloud</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:docker" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">docker</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:selfhosting" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">selfhosting</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:writefreely" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">writefreely</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/aggiornare-writefreely-visualizzare-le-immagini-self-hosting-docker-compose</guid>
      <pubDate>Sat, 08 Aug 2026 10:41:08 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>RSS, fuga da Substack e le gioie di FeedFlow</title>
      <link>https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ci sono sempre state un sacco di cose che ci interessava seguire. Basta vedere tutte le agende in stile &#34;so many books, so little time&#34;. O pensare a tutte le forme di accumulo (a volte nobilitate o borghesizzate come &#34;collezionismo&#34;) di libri, riviste, ritagli, caseautofoglidigiornale.&#xA;A mettere ordine ci sono i cataloghi. O i fogli excel. O bookwyrm.&#xA;&#xA;Chose you era, chose your poison.&#xA;&#xA;Ovviamente, passando dai libri a contenuti che sono digitali e basta, le cose si complicano.&#xA;Ci sono newsletter, creator suoi social commerciali (quel video su come fare i test in Godot, quella trascrizione di Levi Clay di Brett Garsed, etc), blog, notizie. Etc.&#xA;&#xA;Una buona parte delle newsletter possono essere raccontate come &#34;cose che la persona che scrive la newsletter seleziona o racconta per noi, magari in una maniera intrigante&#34;.&#xA;E non parliamo nemmeno di tutto il giro delle read later apps.&#xA;&#xA;Qui devo solo prendere e fare un (ri)elogio dei feed RSS (RDF Site Summary, anche se Really Simple Syndacation si presta meglio a questo racconto).&#xA;Guardarci un attimo dentro, vedere cosa diavolo sono e perché possono esserci utili, e scoprire un pezzettino di storia di Internet (e forse non solo, quando ci sono i morti di mezzo).&#xA;Andiamo con ordine.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Un tempo era Google Reader&#xA;&#xA;C&#39;erano i blog. IlPost non esisteva - al massimo era quello di Washington - e Sofri si faceva bello con wittgenstein.it. C&#39;era il blackcross book. A seconda del periodo, c&#39;era Evangelion su MTV: a volte la sera una volta a settimana; a volte ogni giorno, prima di fare i compiti. Insomma: c&#39;era tanta roba da leggere.&#xA;E 20 tab aperte - su Explorer! - sembravano tante (che tempi!).&#xA;&#xA;Quindi arriva Google Reader che dice &#34;dimmi cosa ti interessa leggere senza refreshare come un ossesso, quando arriva roba nuova la tiro giù io. Tu vieni qui a guardare e trovi tutto quello che serve. E non devi nemmeno cambiare tab.&#34;&#xA;&#xA;Non lo sapevo, ma sotto c&#39;era un RSS. O meglio, sapevo che c&#39;era un feed RSS, ma ancora non avevo guardato come funzionasse la cosa.&#xA;Comunque, era una figata.&#xA;&#xA;Poi Google ha deciso di uccidere Google Reader - anche qui era un mondo diverso: killed by google era qualcosa che faceva ridere, magari nemmeno c&#39;era. Google uccideva le buone idee e ancora era &#34;Don&#39;t be Evil&#34;. Adesso se qualcuno prova a lavorare senza essere colluso con le uccisioni si ritrova messo alla porta.&#xA;(Ma pure questa è un&#39;altra storia.)&#xA;&#xA;RSS icché? (Con Aaron Schwartz)&#xA;Really simple syndacation, dicevamo. Dovrebbe essere una cosa facile, no?&#xA;In pratica vuol dire quello che si diceva prima.&#xA;Qual è un modo base base per avvisarti se ho scritto qualcosa? Io ho un catalogo delle cose che ho scritto (il feed). Se vuoi sapere cosa c&#39;è di nuovo, io aggiorno il catalogo ogni volta che scrivo. E tu che vuoi tenerti aggiornato su quello che faccio, devi solo leggerti il mio &#34;feed&#34;.&#xA;Più o meno come all&#39;Ikea. Mi dici che vuoi il catalogo, e ogni nuova death metal forniture ti mando a casa un nuovo catalogo. Più o meno.&#xA;Ogni volta che apri il tuo lettore dell&#39;internet, il Google Reader di turno si scorre i feed che ti interessano e aggiorna le cose nuove. Facile no?&#xA;&#xA;Insomma. Ok, le &#34;cose&#34; nuove sono i link degli articoli. A questo potevamo arrivarci.&#xA;La cosa meno ovvia è che dobbiamo metterci d&#39;accordo sulla struttura da usare per dirti &#34;guarda, ieri l&#39;altro ho scritto un post nuovo&#34;.&#xA;Serve un accordo, un contratto, un qualcosa. Un&#39;interfaccia in infromatichese (la I di API, è sempre lei, l&#39;interfaccia, per creare più confusione che altro).&#xA;&#xA;E qui tocca prendere la vanga e trovare la roccia (&#34;se parli di Sofri a un certo punto tocca parlare del Wittgenstein vero&#34;, diceva Cechov). Perché una volta che hai un&#39;idea really simple e che funziona, poi tocca metterla in pratica. E anche qui va come va per l&#39;internet (o la corrente elettrica, la misurazione del PIL, le misure delle scarpe e dei pantoloni, il sistema metrico decimale e le pinte...): serve uno standard.&#xA;E poi tocca mettersi d&#39;accordo con lo standard. E probabilmente nessuna delle due cose è facile. Soprattutto la seconda.&#xA;&#xA;Vi ricordate che a volte c&#39;erano RSS e Atom? Ecco, quello era un pezzetto della guerra degli standard.&#xA;&#xA;Long story short, ci sono stati più o meno 2 standard e mezzo.&#xA;E, in mezzo a tutto questo, trovate anche Aaron Schwartz di mezzo.&#xA;Già, lui. Quello che forse vi ha fatto scoprire libgen. O del passare da lisp a django per Reddit.&#xA;O del super mega giga blog.&#xA;Una persona per cui &#34;magmatico&#34; sembra un aggettivo appropriato. (Curiosate cosa scrive(va), sembra un Fisher un po&#39; hipster e in un posto pre the social network).&#xA;&#xA;Che ci facciamo con gli RSS? Perché nel 2026 con tutto quello di buono (?) che c&#39;è ci tocca riscoprire &#39;sta roba?&#xA;&#xA;Sarò tranchant. Ci riprendiamo le newsletter (magari lo usate per i podcast, quello sempre essere l&#39;uso mainstream). E filtriamo un po&#39; quello che vogliamo seguire.&#xA;Perché dobbiamo riprenderci le newsletter?&#xA;&#xA;Da una parte perché, ok, dentro una mail ci finiscono un sacco di cose. E poi vi voglio a ritrovare l&#39;articolo che vi serve. Soprattutto su una mail grande e piena di cose. (Se volete purgare un po&#39; gmail, qui c&#39;è una guidina.)&#xA;Dall&#39;altra perché, lo sento, state dicendo a cosa serve un feed RSS che è tecnologia vecchia e stupida? Potete avere Substack, magari con una nuova shiny app sul vostro telefono. Un super network effect se scrivete. La possibilità di commentare. E, se scrivete, anche di fare qualche soldino - cosa più che legittima, tutto sommato.&#xA;&#xA;Tocchiamola pianino. Volete vendermi il &#34;in un mondo in cui tech bro è più diffuso di truzzo e tamarro nella tempo linea in cui gli RSS andavano di moda, scappiamo da big tech riprendendo a leggere&#34;? Ok, fin qui ci sono. E dice anche che  &#34;lo facciamo coi nostri tempi&#34;. E pure qui potrei essere d&#39;accordo.&#xA;&#xA;Poi però viene fuori che lo facciamo su una piattaforma privata... cosa potrà andare storto questa volta?&#xA;Il caso vuole poi che la stessa piattaforma dovrebbe diventare il prossimo oligopolio (delle newsletter, appunto - perché hey, questo è l&#39;anno delle newsletter).&#xA;E che questa bella piattaforma - come un po&#39; tutta - si è accorta che si fanno i soldi con gli estremismi. E guarda caso soprattutto con quelli destri. E, anvedi le coincidenze, è un covo di fasci e Andreessoniani della peggior specie?&#xA;Bel modo di fare un po&#39; di spazio per la propria salute mentale leggendo lì.&#xA;Scrivetevi pure il memino di Padme, dell&#39;Armadillo o di shining.&#xA;&#xA;Il problema è che, anche per leggere, può toccare passare da Substack. A quanto pare l&#39;intellighenzia scrivente non Horowitz e Andressoniana che magari ha pure lasciato Twitter - ma solo quando Elon è andato a VenICE beach negli States a fare il Doge(Coin) - pensa che non ci siano problemi a scrivere lì. Perché se no non esisti. O perché hai tot anni (o per pigrizia, o vai a sapere) e non c&#39;hai sbatti a mandarti le mail da solo. (Su quest&#39;ultima cosa capisco eccome: SES di AWS è una seccatura. Se avete volumi grossi gli altri servizi costano. Perl forse avete volumi grossi e spiegate per bene le cose a chi vi legge, magari arriva del supporto.)&#xA;E quindi - purtroppo - un sacco di persone che val la pena di leggere scrive su quel mezzo orribile. In modo più o meno consapevole (credo).&#xA;&#xA;(Tanto per capirsi, il problema di Substack coi nazi è questo post del 2024 e, mentre lo ricercavo, ho trovato questo aggiornamento del 2026. Se volete stare peggio pensate a, boh, la sorveglianza di massa di chat control o la sorveglianza di massa per impedire l&#39;accesso a chi ha meno di X anni di usare i social cosi mainstream... però puoi googlare o leggere tutto questo e va benissimo. Anzi, magari tra un po&#39; scopriremo qualche bella pubblicazione finanziata coi fondi europei.)&#xA;&#xA;(Ci starebbe anche una digressione su monetizzare l&#39;attenzione e, in particolare, un&#39;attenzione che non è becero doomscrolling perché - hey! - qui vogliamo leggere davvero. Ma non è questo il giorno.)&#xA;&#xA;Dicevamo, un RSS ci aiuta in due modi:&#xA;il traffico che generiamo dovrebbe essere visto come bot e non come umani. Quindi al prossimo giro non possono dire che sono cresciuti del 1000 per 100. E magari i SubBosses inizieranno a dire &#34;signora mia lo scraping, i bot. Oh, ma no eh, le IA possono scrapare l&#39;anima a tutto e no, non è violazione di copyright&#34;&#xA;alcune newsletter su Substack quando passano dall&#39;RSS non hanno il render completo. Di solito è solo una preview o un &#34;post offerto da X, iscriviti&#34;. Perché ci aiuta? Beh, è un ottimo caso per dire &#34;Che bello, si può leggere altro&#34;. Perché? Perché a meno che non sia l&#39;impostazione di default, vuol dire che il setting sei andato a cercarlo. E tra i motivi per cercarlo arrivo solo al &#34;voglio provare a fare un po&#39; di soldi con quello che scrivo&#34;. Che è una cosa super legittima. L&#39;unica cosa che mi secca è che cerchi di fare i soldi su Substack, quindi dandone pure a loro. E poi, ecco, mi servono criteri per leggere di meno :)&#xA;(C&#39;è una riflessione in corso per i miei problemi con Substack. Anzi, forse è già emerso.)&#xA;&#xA;Come fruire degli RSS&#xA;Ci sono N articoli con RSS liste di cose con cui leggere RSS. Cercate. A memoria ne ricordo una di Eleonora Caruso (letta via FeedFlow su Substack) e uno di Le Alternative.&#xA;&#xA;Le mie due pic sono Vivaldi e FeedFlow:&#xA;Vivaldi è un browser. Fa cose belline as a browser: tipo sincronizzarsi col telefono e poi avere un modo per copiare tutti i link. I feed non li leggo troppo. Però con i video funziona proprio bene. La uso relativamente poco. Mi si è riempita di cose. Partono n notifiche a caso. Però si merita una segnalazione.&#xA;FeedFlow: la trovate su F-Droid. Che è un ostacolo e anche un&#39;occasione per capire qualcosina in più su come funziona un telefono. E poi è, in qualche modo, un pezzetto di Fediverso (o a me piace vederla così). L&#39;ha sviluppata Marco Gomiero e il codice lo trovate in pochi click. La cosa ancor più bella, su cui mi piace chiudere, è che Marco abita il fediverso.&#xA;&#xA;#rss #substack #tech #fediverso&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono sempre state un sacco di cose che ci interessava seguire. Basta vedere tutte le agende in stile “so many books, so little time”. O pensare a tutte le forme di accumulo (a volte nobilitate o borghesizzate come “collezionismo”) di libri, riviste, ritagli, caseautofoglidigiornale.
A mettere ordine ci sono i cataloghi. O i fogli excel. O bookwyrm.</p>

<p><em>Chose you era, chose your poison</em>.</p>

<p>Ovviamente, passando dai libri a contenuti che sono digitali e basta, le cose si complicano.
Ci sono newsletter, creator suoi social commerciali (<em>quel</em> video su come fare i test in Godot, <em>quella</em> trascrizione di Levi Clay di Brett Garsed, etc), blog, notizie. Etc.</p>

<p>Una buona parte delle newsletter possono essere raccontate come “cose che la persona che scrive la newsletter seleziona o racconta per noi, magari in una maniera intrigante”.
E non parliamo nemmeno di tutto il giro delle read later apps.</p>

<p>Qui devo solo prendere e fare un (ri)elogio dei feed <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/RSS">RSS</a> (RDF Site Summary, anche se Really Simple Syndacation si presta meglio a questo racconto).
Guardarci un attimo dentro, vedere cosa diavolo sono e perché possono esserci utili, e scoprire un pezzettino di storia di Internet (e forse non solo, quando ci sono i morti di mezzo).
Andiamo con ordine.</p>



<h2 id="un-tempo-era-google-reader">Un tempo era Google Reader</h2>

<p>C&#39;erano i blog. IlPost non esisteva – al massimo era quello di Washington – e Sofri si faceva bello con wittgenstein.it. C&#39;era il blackcross book. A seconda del periodo, c&#39;era Evangelion su MTV: a volte la sera una volta a settimana; a volte ogni giorno, prima di fare i compiti. Insomma: c&#39;era tanta roba da leggere.
E 20 tab aperte – su Explorer! – sembravano tante (che tempi!).</p>

<p>Quindi arriva Google Reader che dice “dimmi cosa ti interessa leggere senza refreshare come un ossesso, quando arriva roba nuova la tiro giù io. Tu vieni qui a guardare e trovi tutto quello che serve. E non devi nemmeno cambiare tab.”</p>

<p>Non lo sapevo, ma sotto c&#39;era un RSS. O meglio, sapevo che c&#39;era un feed RSS, ma ancora non avevo guardato come funzionasse la cosa.
Comunque, era una figata.</p>

<p>Poi Google ha deciso di uccidere Google Reader – anche qui era un mondo diverso: <a href="https://killedbygoogle.com/">killed by google</a> era qualcosa che faceva ridere, magari nemmeno c&#39;era. Google uccideva le buone idee e ancora era “Don&#39;t be Evil”. Adesso se qualcuno prova a lavorare senza essere colluso con le uccisioni si ritrova messo alla porta.
(Ma pure questa è un&#39;altra storia.)</p>

<h2 id="rss-icché-con-aaron-schwartz">RSS icché? (Con Aaron Schwartz)</h2>

<p>Really simple syndacation, dicevamo. Dovrebbe essere una cosa facile, no?
In pratica vuol dire quello che si diceva prima.
Qual è un modo base base per avvisarti se ho scritto qualcosa? Io ho un catalogo delle cose che ho scritto (il feed). Se vuoi sapere cosa c&#39;è di nuovo, io aggiorno il catalogo ogni volta che scrivo. E tu che vuoi tenerti aggiornato su quello che faccio, devi solo leggerti il mio “feed”.
Più o meno come all&#39;Ikea. Mi dici che vuoi il catalogo, e ogni nuova death metal forniture ti mando a casa un nuovo catalogo. Più o meno.
Ogni volta che apri il tuo lettore dell&#39;internet, il Google Reader di turno si scorre i feed che ti interessano e aggiorna le cose nuove. Facile no?</p>

<p>Insomma. Ok, le “cose” nuove sono i link degli articoli. A questo potevamo arrivarci.
La cosa meno ovvia è che dobbiamo metterci d&#39;accordo sulla struttura da usare per dirti “guarda, ieri l&#39;altro ho scritto un post nuovo”.
Serve un accordo, un contratto, un qualcosa. Un&#39;interfaccia in infromatichese (la I di API, è sempre lei, l&#39;interfaccia, per creare più confusione che altro).</p>

<p>E qui tocca prendere la vanga e trovare la roccia (“se parli di Sofri a un certo punto tocca parlare del Wittgenstein vero”, diceva Cechov). Perché una volta che hai un&#39;idea <em>really simple</em> e che funziona, poi tocca metterla in pratica. E anche qui va come va per l&#39;internet (o la corrente elettrica, la misurazione del PIL, le misure delle scarpe e dei pantoloni, il sistema metrico decimale e le pinte...): serve uno standard.
E poi tocca mettersi d&#39;accordo con lo standard. E probabilmente nessuna delle due cose è facile. Soprattutto la seconda.</p>

<p>Vi ricordate che a volte c&#39;erano RSS e Atom? Ecco, quello era un pezzetto della guerra degli standard.</p>

<p>Long story short, ci sono stati più o meno 2 standard e mezzo.
E, in mezzo a tutto questo, trovate anche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aaron_Swartz">Aaron Schwartz di mezzo</a>.
Già, lui. Quello che forse vi ha fatto scoprire <em>libgen</em>. O del <a href="http://www.aaronsw.com/weblog/rewritingreddit">passare da lisp a django per Reddit</a>.
O del super mega giga blog.
Una persona per cui “magmatico” sembra un aggettivo appropriato. (Curiosate cosa scrive(va), sembra un Fisher un po&#39; hipster e in un posto pre the social network).</p>

<h2 id="che-ci-facciamo-con-gli-rss-perché-nel-2026-con-tutto-quello-di-buono-che-c-è-ci-tocca-riscoprire-sta-roba">Che ci facciamo con gli RSS? Perché nel 2026 con tutto quello di buono (?) che c&#39;è ci tocca riscoprire &#39;sta roba?</h2>

<p>Sarò tranchant. Ci riprendiamo le newsletter (magari lo usate per i podcast, quello sempre essere l&#39;uso mainstream). E filtriamo un po&#39; quello che vogliamo seguire.
Perché dobbiamo riprenderci le newsletter?</p>

<p>Da una parte perché, ok, dentro una mail ci finiscono un sacco di cose. E poi vi voglio a ritrovare l&#39;articolo che vi serve. Soprattutto su una mail grande e piena di cose. (Se volete purgare un po&#39; gmail, <a href="https://thegui.eu/riprendersi-le-mail-e-toglierle-a-google">qui c&#39;è una guidina</a>.)
Dall&#39;altra perché, lo sento, state dicendo a cosa serve un feed RSS che è tecnologia vecchia e stupida? Potete avere Substack, magari con una nuova shiny app sul vostro telefono. Un super network effect se scrivete. La possibilità di commentare. E, se scrivete, anche di fare qualche soldino – cosa più che legittima, tutto sommato.</p>

<p>Tocchiamola pianino. Volete vendermi il “in un mondo in cui <code>tech bro</code> è più diffuso di <code>truzzo</code> e <code>tamarro</code> nella tempo linea in cui gli RSS andavano di moda, scappiamo da big tech riprendendo a leggere”? Ok, fin qui ci sono. E dice anche che  “lo facciamo coi nostri tempi”. E pure qui potrei essere d&#39;accordo.</p>

<p>Poi però viene fuori che lo facciamo su una piattaforma privata... cosa potrà andare storto questa volta?
Il caso vuole poi che la stessa piattaforma dovrebbe diventare il prossimo oligopolio (delle newsletter, appunto – perché hey, questo è l&#39;anno delle newsletter).
E che questa bella piattaforma – come un po&#39; tutta – si è accorta che si fanno i soldi con gli estremismi. E guarda caso soprattutto con quelli destri. E, anvedi le coincidenze, è un covo di fasci e Andreessoniani della peggior specie?
Bel modo di fare un po&#39; di spazio per la propria salute mentale leggendo lì.
Scrivetevi pure il memino di Padme, dell&#39;Armadillo o di shining.</p>

<p>Il problema è che, anche per leggere, può toccare passare da Substack. A quanto pare l&#39;intellighenzia scrivente non Horowitz e Andressoniana che magari ha pure lasciato Twitter – ma solo quando Elon è andato a VenICE beach negli States a fare il Doge(Coin) – pensa che non ci siano problemi a scrivere lì. <em>Perché se no non esisti</em>. O perché hai tot anni (o per pigrizia, o vai a sapere) e non c&#39;hai sbatti a mandarti le mail da solo. (Su quest&#39;ultima cosa capisco eccome: SES di AWS è una seccatura. Se avete volumi grossi gli altri servizi costano. Perl forse avete volumi grossi e spiegate per bene le cose a chi vi legge, magari arriva del supporto.)
E quindi – purtroppo – un sacco di persone che val la pena di leggere scrive su quel mezzo orribile. In modo più o meno consapevole (credo).</p>

<p>(Tanto per capirsi, il <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/11/substack-extremism-nazi-white-supremacy-newsletters/676156/">problema di Substack coi nazi è questo post del 2024</a> e, mentre lo ricercavo, ho trovato <a href="https://www.theguardian.com/media/2026/feb/07/revealed-how-substack-makes-money-from-hosting-nazi-newsletters">questo aggiornamento del 2026</a>. Se volete stare peggio pensate a, boh, la sorveglianza di massa di chat control o la sorveglianza di massa per impedire l&#39;accesso a chi ha meno di X anni di usare i social cosi mainstream... però puoi googlare o leggere tutto questo e va benissimo. Anzi, magari tra un po&#39; scopriremo qualche bella pubblicazione finanziata coi fondi europei.)</p>

<p>(Ci starebbe anche una digressione su monetizzare l&#39;attenzione e, in particolare, un&#39;attenzione che non è becero doomscrolling perché – hey! – qui vogliamo leggere davvero. Ma non è questo il giorno.)</p>

<p>Dicevamo, un RSS ci aiuta in due modi:
– il traffico che generiamo dovrebbe essere visto come bot e non come umani. Quindi al prossimo giro non possono dire che sono cresciuti del 1000 per 100. E magari i SubBosses inizieranno a dire “signora mia lo scraping, i bot. Oh, ma no eh, le IA possono scrapare l&#39;anima a tutto e no, non è violazione di copyright”
– alcune newsletter su Substack quando passano dall&#39;RSS non hanno il render completo. Di solito è solo una preview o un “post offerto da X, iscriviti”. Perché ci aiuta? Beh, è un ottimo caso per dire “Che bello, si può leggere altro”. Perché? Perché a meno che non sia l&#39;impostazione di default, vuol dire che il setting sei andato a cercarlo. E tra i motivi per cercarlo arrivo solo al “voglio provare a fare un po&#39; di soldi con quello che scrivo”. Che è una cosa super legittima. L&#39;unica cosa che mi secca è che cerchi di fare i soldi su Substack, quindi dandone pure a loro. E poi, ecco, mi servono criteri per leggere di meno :)
(C&#39;è una riflessione in corso per i miei problemi con Substack. Anzi, forse è già emerso.)</p>

<h2 id="come-fruire-degli-rss">Come fruire degli RSS</h2>

<p>Ci sono N articoli con RSS liste di cose con cui leggere RSS. Cercate. A memoria ne ricordo una di Eleonora Caruso (letta via FeedFlow su Substack) e uno di Le Alternative.</p>

<p>Le mie due pic sono Vivaldi e FeedFlow:
– Vivaldi è un browser. Fa cose belline as a browser: tipo sincronizzarsi col telefono e poi avere un modo per copiare tutti i link. I feed non li leggo troppo. Però con i video funziona proprio bene. La uso relativamente poco. Mi si è riempita di cose. Partono n notifiche a caso. Però si merita una segnalazione.
– <a href="https://www.feedflow.dev/it/">FeedFlow</a>: la trovate su F-Droid. Che è un ostacolo e anche un&#39;occasione per capire qualcosina in più su come funziona un telefono. E poi è, in qualche modo, un pezzetto di Fediverso (o a me piace vederla così). L&#39;ha sviluppata <a href="https://www.marcogomiero.com/">Marco Gomiero</a> e il codice lo trovate in pochi click. La cosa ancor più bella, su cui mi piace chiudere, è che <a href="https://androiddev.social/@marcogom">Marco abita il fediverso</a>.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:rss" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">rss</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:substack" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">substack</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:tech" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">tech</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:fediverso" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">fediverso</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow</guid>
      <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:48:35 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Inflazione e RSS</title>
      <link>https://thegui.eu/inflazione-e-rss</link>
      <description>&lt;![CDATA[Avrei voluto scrivere qualcosa su quanto sono importanti e belli i feed RSS. E raccontare due cosine sull&#39;UE che fa cose a caso con WSocial.&#xA;Invece mi tocca mettere un link a Wikipedia per gli RSS e un altro link a uno dei pezzi di Elena Rossini su(lla saga di) WSocial.&#xA;&#xA;Non va così male. Wikipedia racconta delle cose che sono utili, però è difficile metterle in relazione con quello che queste cose possono fare (e hanno fatto) per noi. Credo sia sempre così quando c&#39;è qualcosa di tecnico e &#34;freddo&#34;: non c&#39;è subito una storia o qualcosa per cui appassionarsi.&#xA;&#xA;I pezzi di Elene Rossini invece sono stupendi. L&#39;unico motivo per tornarci sopra è che sono in inglese. Quindi difficilmente potete usarli coi parenti al pranzo di natale o cose simili.&#xA;&#xA;Poi è arrivato questo: rivaluta.it. (In realtà qui doveva esserci un grafico)&#xA;&#xA;L&#39;inflazione ha fatto così negli ultimo 10 anni 2016 -0,1%, 2017 1,2%, 2018 1,1%, 2019 0,6%, 2020 -0,1%, 2021 1,9%, 2022 8,2%, 2023 5,6%, 2024 1,0%, 2025 1,5%.&#xA;&#xA;(In realtà a essere pignoli non è ovvio andare a prendere i dati. Possiamo trovarli aggregati per mese su Trading view, vedere i prezzi al consumo per il MEF con anche la serie dell&#39;inflazione programmata; vedere le camere di commercio varie che fanno cose riportando i dati Istat...&#xA;Se uno volesse andare alla fonte? qui l&#39;Istat ha cose sui prezzi, qui cose sull&#39;inflazione. Però una serie storica pulita non è così immediata da recuperare &#xA;&#xA;E... niente. Vedere che se ne va circa un 20% di potere d&#39;acquisto fa una certa impressione (dipende da come va a finire questo 2026).&#xA;Ed è anche istruttivo vedere come il potere d&#39;acquisto aumenti con inflazione negativa.&#xA;Quindi sì, nel 2020 arriva il COVID ma, ehi!, c&#39;è un -0,1% che ci rende ricchi...&#xA;&#xA;Alla fine nel caso del 2% siamo a circa l&#39;82% del valore che resta stabile. Al 3% siamo al 74%. (In entrambi i casi abbiamo 0,97 (100-3) o 0,98 (100-2) alla 10a potenza.&#xA;&#xA;La serie storica reale invece è 1,001 0,988  0,989  0,994  1,001 ... etc.&#xA;&#xA;(Vorrei metterci un&#39;immagine, però devo capire fare. E sarebbe anche il caso di avere uno script che tira fuori la serie delle moltiplicazioni a partire da una serie Istat.)&#xA;&#xA;Update: abbiamo l&#39;immagine&#xA;&#xA;Ecco la chart&#xA;&#xA;#inflazione #finanzapersonale&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avrei voluto scrivere qualcosa su quanto sono importanti e belli i feed RSS. E raccontare due cosine sull&#39;UE che fa cose a caso con WSocial.
Invece mi tocca mettere un link a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/RSS">Wikipedia per gli RSS</a> e un altro link a <a href="https://blog.elenarossini.com/the-untold-story-about-w-social-unconventional-beginnings-strategic-pitches-conflicting-signals/">uno dei pezzi di Elena Rossini su(lla saga di) WSocial</a>.</p>

<p>Non va così male. Wikipedia racconta delle cose che sono utili, però è difficile metterle in relazione con quello che queste cose possono fare (e hanno fatto) per noi. Credo sia sempre così quando c&#39;è qualcosa di tecnico e “freddo”: non c&#39;è subito una storia o qualcosa per cui appassionarsi.</p>

<p>I pezzi di Elene Rossini invece sono stupendi. L&#39;unico motivo per tornarci sopra è che sono in inglese. Quindi difficilmente potete usarli coi parenti al pranzo di natale o cose simili.</p>

<p>Poi è arrivato questo: <a href="https://www.rivaluta.it/serie-inflazione-media.asp">rivaluta.it</a>. (In realtà qui doveva esserci un grafico)</p>

<p>L&#39;inflazione ha fatto così negli ultimo 10 anni 2016 -0,1%, 2017 1,2%, 2018 1,1%, 2019 0,6%, 2020 -0,1%, 2021 1,9%, 2022 8,2%, 2023 5,6%, 2024 1,0%, 2025 1,5%.</p>

<p>(In realtà a essere pignoli non è ovvio andare a prendere i dati. Possiamo trovarli <a href="https://it.tradingeconomics.com/italy/inflation-cpi">aggregati per mese su Trading view</a>, vedere <a href="https://www.dt.mef.gov.it/it/attivita_istituzionali/analisi_programmazione_economico_finanziaria/inflaz_programmata/">i prezzi al consumo per il MEF</a> con anche la serie dell&#39;inflazione programmata; vedere le camere di commercio varie che fanno cose <a href="https://www.emilia.camcom.it/promuovere-limpresa-e-il-territorio/informazione-economica/indici-istat/tasso-dinflazione-medio-annuo-calcolato-dallistat">riportando i dati Istat</a>...
Se uno volesse andare alla fonte? <a href="https://seriestoriche.istat.it/#prezzi">qui</a> l&#39;Istat ha cose sui prezzi, <a href="https://www.istat.it/tag/inflazione/">qui</a> cose sull&#39;inflazione. Però una serie storica pulita non è così immediata da recuperare</p>

<p>E... niente. Vedere che se ne va circa un 20% di potere d&#39;acquisto fa una certa impressione (dipende da come va a finire questo 2026).
Ed è anche istruttivo vedere come il potere d&#39;acquisto <strong>aumenti</strong> con inflazione negativa.
Quindi sì, nel 2020 arriva il COVID ma, ehi!, c&#39;è un -0,1% che ci rende ricchi...</p>

<p>Alla fine nel caso del 2% siamo a circa l&#39;82% del valore che resta stabile. Al 3% siamo al 74%. (In entrambi i casi abbiamo 0,97 (100-3) o 0,98 (100-2) alla 10a potenza.</p>

<p>La serie storica reale invece è 1,001* 0,988 * 0,989 * 0,994 * 1,001 ... etc.</p>

<p>(Vorrei metterci un&#39;immagine, però devo capire fare. E sarebbe anche il caso di avere uno script che tira fuori la serie delle moltiplicazioni a partire da una serie Istat.)</p>

<p>Update: abbiamo l&#39;immagine</p>

<p><img src="https://thegui.eu/static/inflazione_2016.png" alt="Ecco la chart"></p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:inflazione" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">inflazione</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:finanzapersonale" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">finanzapersonale</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/inflazione-e-rss</guid>
      <pubDate>Sun, 05 Jul 2026 06:42:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tutti i nomi (Saramago) - Aka &#34;Il signor José&#34;</title>
      <link>https://thegui.eu/tutti-i-nomi-saramago-aka-il-signor-jose</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ci deve essere qualcosa negli aggettivi in formato &#34;nome autore + isiano&#34;.&#xA;(Joyeceiano, borghesiano, kafkiano. Più in qua abbiamo un wallaceiano. Al femminile ne abbiamo? Deleddiano, woolfico. Poi ci sono la &#34;new wave Sally Rooney&#34; e qualcosa con la Rowling.(0)&#xA;&#xA;Alcuni vanno bene per il libro di Saramago (saramagggico?).&#xA;&#xA;La trama è semplicissima. Un impiegato dell&#39;anagrafe si mette a cercare più informazioni su una persona.&#xA;Ovviamente, nel farlo inizia a svarionare e fare cose che prima non avrebbe fatto. E scopre pezzi di mondo diversi.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Ci sono un po&#39; degli aggettivi di prima che si applicano al romanzo. L&#39;anagrafe - che si chiama Conservatoria nel libro - ha i suoi echi borghesiani. Dentro c&#39;è un mondo - ci sono tutti i nomi: dei vivi e dei morti.&#xA;E il contesto di lavoro con la gerarchia che dal conservatore (il capo della Conservatoria) si propaga ai vice e poi agli scrittoruncoli ausiliari tipo il Signor José (yes, elemento meta di autore nel libro) è decisamente kafkiano.&#xA;&#xA;E allora perché sono 250 e passa pagine per quello che sembra un raccontino?&#xA;Perché c&#39;è pure un continuo indiretto libero sui dialoghi e pensieri dal Signor José che rende il libro bello denso. I periodi sono tendenzialmente lunghini e ci guidano le maiuscole.&#xA;Però non è un flusso di coscienza. O, se lo è, è un flusso di coscienza decisamente ordinato.&#xA;I capitoli non hanno numero né nomi (tutti i nomi sono nel testo?). Però sono abbastanza uniformi e gestibili.&#xA;&#xA;Ci sono delle cose che restano. La parte sui nomi negli archivi. Il confronto tra conservatoria e cimitero. La metafisica del dove collocare i nomi dei morti nella Conservatoria. Il pastore al cimitero. E i dialoghi col soffitto (&#34;i molteplici occhi di Dio&#34;).&#xA;E quel molto inquietante conservatore capo.&#xA;&#xA;Book Cluster&#xA;&#xA;Non so se ho voglia di fare un altro giro con Cecità o L&#39;anno della morte di Riccardo Reis. Saranno tutti saramagici come questo? Potrei.&#xA;&#xA;O potrei passare a cose decisamente estreme sul versante tipografico e vedere la Storia di Matilda.&#xA;&#xA;Nel cluster delle cose note, I nomi (DeLillo) e Naming and Necessity (Kripke). Per differenza sugli elementi del titolo più che sui contenuti.&#xA;&#xA;Note senza link&#xA;(0) Anche se in questo caso ci sono i potteriani. Mentre JK salta fuori come secondo aggettivo dopo un altro che indica una concezione abbastanza personale dei diritti - personale nel senso che si usa una definizione tale per cui io questi diritti li ho (eccimacherebbealtro), gli altri, in particolare alcuni che spesso non partono alla pari non me, non li hanno, nondovrebberoproprioaverneperchéDioLaNaturaLaPatria... qualcosaAAAAA, dobbiamo fare finta di darglieli perché è brutto escluderli che in teoria è ancora una democrazia. Però facciamo in modo che non ce li abbiano proprio.)&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ci deve essere qualcosa negli aggettivi in formato “nome autore + isiano”.
(Joyeceiano, borghesiano, kafkiano. Più in qua abbiamo un wallaceiano. Al femminile ne abbiamo? Deleddiano, woolfico. Poi ci sono la “new wave Sally Rooney” e qualcosa con la Rowling.(0)</p>

<p>Alcuni vanno bene per il libro di Saramago (saramagggico?).</p>

<p>La trama è semplicissima. Un impiegato dell&#39;anagrafe si mette a cercare più informazioni su una persona.
Ovviamente, nel farlo inizia a svarionare e fare cose che prima non avrebbe fatto. E scopre pezzi di mondo diversi.</p>



<p>Ci sono un po&#39; degli aggettivi di prima che si applicano al romanzo. L&#39;anagrafe – che si chiama Conservatoria nel libro – ha i suoi echi borghesiani. Dentro c&#39;è un mondo – ci sono tutti i nomi: dei vivi e dei morti.
E il contesto di lavoro con la gerarchia che dal conservatore (il capo della Conservatoria) si propaga ai vice e poi agli scrittoruncoli ausiliari tipo il Signor José (yes, elemento meta di autore nel libro) è decisamente kafkiano.</p>

<p>E allora perché sono 250 e passa pagine per quello che sembra un raccontino?
Perché c&#39;è pure un continuo indiretto libero sui dialoghi e pensieri dal Signor José che rende il libro bello denso. I periodi sono tendenzialmente lunghini e ci guidano le maiuscole.
Però non è un flusso di coscienza. O, se lo è, è un flusso di coscienza decisamente ordinato.
I capitoli non hanno numero né nomi (tutti i nomi sono <em>nel</em> testo?). Però sono abbastanza uniformi e gestibili.</p>

<p>Ci sono delle cose che restano. La parte sui nomi negli archivi. Il confronto tra conservatoria e cimitero. La metafisica del dove collocare i nomi dei morti nella Conservatoria. Il pastore al cimitero. E i dialoghi col soffitto (“i molteplici occhi di Dio”).
E quel molto inquietante conservatore capo.</p>

<h2 id="book-cluster">Book Cluster</h2>

<p>Non so se ho voglia di fare un altro giro con <a href="https://lore.livellosegreto.it/book/10173/s/cecita">Cecità</a> o L&#39;anno della morte di Riccardo Reis. Saranno tutti saramagici come questo? Potrei.</p>

<p>O potrei passare a cose decisamente estreme sul versante tipografico e vedere la Storia di Matilda.</p>

<p>Nel cluster delle cose note, I nomi (DeLillo) e Naming and Necessity (Kripke). Per differenza sugli elementi del titolo più che sui contenuti.</p>

<h1 id="note-senza-link">Note senza link</h1>

<p>(0) Anche se in questo caso ci sono i potteriani. Mentre JK salta fuori come secondo aggettivo dopo un altro che indica una concezione abbastanza personale dei diritti – personale nel senso che si usa una definizione tale per cui io questi diritti li ho (eccimacherebbealtro), gli altri, in particolare alcuni che <em>spesso</em> non partono alla pari non me, non li hanno, <em>nondovrebberoproprioaverneperchéDioLaNaturaLaPatria... qualcosaAAAAA</em>, dobbiamo fare finta di darglieli perché è brutto escluderli che in teoria è ancora una democrazia. Però facciamo in modo che non ce li abbiano proprio.)</p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/tutti-i-nomi-saramago-aka-il-signor-jose</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:39:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Scansatevi dalla luce (James Williams)</title>
      <link>https://thegui.eu/scansatevi-dalla-luce-james-williams</link>
      <description>&lt;![CDATA[Cominciamo con un fun fact su titolo del libro. Pensavo si riferisse al mollare il cellulare e scansarsi da quella luce. La prima luce artificiale del mattino e l&#39;ultima della sera, che contribuisce a tenerci svegli la sera, farci dormire male e farci partire già più stanchi in partenza di quello che ci aspetteremmo.&#xA;Una cosa da qualsiasi storia di Mangiasogni. O almeno come me le ricordo un, boh, 2 o 3 anni fa. Non aveva una sua versione in PixelArt l&#39;ultima volta che l&#39;avevo visto.&#xA;O qualcosa si simile a Contro lo smartphone (versione free) o edito da ADD .&#xA;&#xA;E invece no. Il titolo è dovuto a una storia su Diogene (il filosofo greco - Diogene di Sinope), raccontata da un altro Diogene (Laerzio) nella sua opera sulla vita dei filosofi.&#xA;In pratica Diogene-il-filosofo dice a Palp... Alessandro Magno di non fargli ombra e scansarsi dalla luce, dopo che l&#39;imperatore si è offerto di realizzare ogni suo desiderio.&#xA;&#xA;(Bel twist sul &#34;ogni suo desiderio è un ordine&#34; che diventa una cosa tipo &#34;il mio desiderio è ordinarti di non darmi fastidio&#34;.)&#xA;&#xA;Quindi il libro è un modo per dire, cortesemente, all&#39;impero delle piattaforme di farsi un po&#39; più in là.&#xA;&#xA;Storie connesse al libro tra 2018 e 2023, fino ad oggi&#xA;Altro fun fact. Il libro esce nel 2018, effequ lo traduce nel 2019 e poi aggiorna l&#39;edizione nel 2023 perché il COVID ha reso ancora più attuale il tutto.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il testo è il prodotto del ninedotprice. Il cosa? Esatto.&#xA;A fine libro il Prof. Simon Goldhill racconta il premio. Una domanda, 3000 parole per rispondere. 100K per trasformare questa proposta in un libro tra le 25 e le 40mila parole, con supporto accademico.&#xA;James Williams (spettro borgesiano del futuro di William James, citato nel libro) è il primo che vince su 700 proposte.&#xA;&#xA;Vado a curiosare che altro ha prodotto il premio preso abbastanza bene. Probabilmente leggerei altre cose nello stesso formato, buone anche un 70% di questo. E... plot twist!&#xA;Il Prof. Goldhill è accusato di molestie, non è più presidente. Non si sa più niente del premio e delle domande dopo l&#39;edizione 24/25.&#xA;&#xA;Altro fun fact. Williams è nato ad Abilene, in Texas. E ci racconta che il paese è talmente minuscolo che le prime edizioni di Word lo autocorreggevano. Oggi ad Abilene vogliono farci un data center (grazie Ed Zitron che mi fai scoprire queste cose).&#xA;&#xA;Fun Fact: Harry G. Frankfurt col suo The Importance of What we Care about viene citato e usato come testo pratico. Volevo scrivere &#34;come se fosse Gramsci&#34;, ma non sono troppo sicuro di cosa voglia dire.&#xA;Quindi ci riprovo. Viene usato come spunto per l&#39;azione e modo per fare qualcosa, essere consapevoli, reagire, prendere un imperatore di turno e dirgli di farsi un po&#39; più in là.&#xA;Personalmente è strano. Con Frankfurt ho avuto a che fare professionalmente col suo lavoro sulle possibilità alternative e i controfattuali. Lì era più una questione di teorie e argomenti. L&#39;aspetto pratico passava in secondo piano.&#xA;Una cosa simile la potrei dire per Korsgaard o Nussbaum.&#xA;&#xA;Yet another one: La parte due si chiama Clicks against humanity.&#xA;&#xA;Altri fun facts hanno più a che fare col periodo storico del libro e in qualche modo, tutto questo ci dice che il libro un po&#39; è invecchiato.&#xA;C&#39;era il vecchio Papa a dire che le fake news fanno male al cuore.&#xA;E parlando di Andreessen (che ancora non aveva un meme-name) se ne parla solo per la storia del software che si mangia il mondo. E non per essere un bro tecnofascista.&#xA;&#xA;Facebook era dannoso già nel 2013 con... le ricerche di allora. Adesso avremmo quelle su Instagram... magari quelle su FB le abbiamo skippate nel 2013 perché era presto, per dare un&#39;altra chance a una tecnologia che cambierà il mondo. Perché eravamo pigri.&#xA;Poi dopo ce ne siamo dimenticati perché &#34;su facebook ci sono i boomer?&#34;. O perché eravamo migrati altrove. E ancora non c&#39;erano le prove che anche Instagram fosse dannoso. O qualcosa del genere. Quando qualcuno scriverà un qualcosa su questo grande oblio, spero di leggerlo.&#xA;&#xA;C&#39;era Weinstein e non Epstein.&#xA;Non c&#39;era TikTok.&#xA;Non c&#39;era ancora GPT e Skynet sembrava più lontana.&#xA;&#xA;Ok, ma quindi? L&#39;attenzione e la sua economia.&#xA;Il libro ci racconta l&#39;economia dell&#39;attenzione. In brevissimo: le piattaforme vogliono tenerci incollate allo schermo e farci usare i loro prodotti. Così loro possono fare i soldi. (James non la mette giù proprio così, soprattutto sulla parte dei soldi. La critica è molto più &#34;perché usare una tecnologia che ci rema contro&#34;).&#xA;&#xA;Nel farlo, le piattaforme ci sono &#34;utili&#34; in qualche senso. Ma solo fino a un certo punto. Da un certo punto in poi - su quale sia questo certo punto, il lavoro è in corso; per romanzi che indagano anche questo citofonare Eleonora Caruso.&#xA;&#xA;Verrebbe voglia di saltare il recap di questa parte perché, ecco, se non bastano il cage match, il comprarsi Venezia o Musk e Bezos che si fanno la guerra nello spazio non so cosa dire.&#xA;Il problema è che nel 2018 le piattaforme non erano ancora così tanto un problema.&#xA;Ok, c&#39;era l&#39;algoritmo. Ok, Cambridge Analytica. Ma sembrava ancora che fosse un problema degli altri, di là dall&#39;oceano.&#xA;E poi post 2020 per fortuna che erano lì a fare quello che la Nokia diceva di fare taaaaanto tempo fa, &#34;Connecting people&#34;.&#xA;Non c&#39;erano ancora i tech bros. O, se c&#39;erano, si erano messi in disguise con Obama (e lo avrebbero rifatto con Biden). Twitter non era ancora X. Truth non esisteva.&#xA;Magari qualcuno ha pure gioito per il deplatforming di Trump.&#xA;Altre cose a caso? Probabilmente nel 2018 Substack non aveva ancora un problema coi nazi.&#xA;&#xA;Pre pandemia c&#39;era abbastanza ottimismo, tipo in Effetto serra, effetto guerra (lato clima).&#xA;Quindi, ecco, può essere utile vedere come venirne fuori.&#xA;&#xA;Le tre parti&#xA;&#xA;Al netto di premessa e introduzione, abbiamo tre parti: Il design della distrazione, la già citata Clicks against humanity e Libertà di attenzione.&#xA;&#xA;Si comincia con una sorta Huxley vs. Orwell (e casca bene perché ho da poco riletto Brave new world e sono alle prese con 1984^2). Le minacce di Huxley sono più subdole e meno evidenti della coercizione limitante del grande fratello. La distrazione di massa che si può ottenere logorando la nostra attenzione e rendendoci più stupidi in modo che alla fine siamo tutti contenti di essere quello che siano e non qualcosa di diverso. Ovviamente dopo che ci hanno tirati su in provetta o quasi per essere dove l&#39;ingegneria sociale ha deciso che dobbiamo stare.&#xA;&#xA;Distrarci fino alla fine o, magari, intrattenerci e in questo modo distoglierci da altro. (James Williams non dice niente né di Infinite Jest, da poco uscito in edizione italiana con una videocassetta in copertina - ricordiamoci che quella è una cassetta che dà dipendenza e uccide) né delle cose di Carr dove, a renderci stupidi, era Internet.) Peccato. Però aveva un limite di parole.&#xA;&#xA;I temi principali del libro sono l&#39;attenzione - &#34;questa è l&#39;età dell&#39;attenzione, non dell&#39;informazione&#34; è una delle tesi principali del libro - e il fatto che la tecnologia deve aiutarci a soddisfare i nostri scopi e i nostri bisogno.&#xA;Uno dei primi esempi è il GPS. Come tecnologia funziona se ci porta dove vogliamo. Se iniziasse a scarrozzarci sempre al centro commerciale o a farci girare in tondo, probabilmente butteremo via tutto imprecando.&#xA;&#xA;Eppure, se è facile accettare questo ragionamento, è più complicato sopravvivere alla parte sull&#39;iTrainer. L&#39;iTrainer offre ricompense informative su richiesta ed è tremendamente bravo ad agganciarvi allo schermo. Ci sono i migliori algoritmi a farlo funzionare.&#xA;Il dispositivo è bravo a distrarvi e ricompensarvi: foto di gattini, cose buffe, qualcosa di utile. Altro ancora.&#xA;&#xA;La cosa inizia a pesare sulle persone, come è successo a james quando si è messo a giocare a Tetris invece di preparare gli esami. Questo Tetris variabile diventa compulsivo.&#xA;Ovviamente messa così non ci piace e non vorremmo mai che iTrainer venisse messo in giro. Non lo faremo usare ai figli e vie dicendo. Eppure eccoci qui. Con un esperimento di rimodellazione sociale che - già nel 2018 quando non c&#39;è TikTok menzionato e Facebook è il leader nei dati di traffico - sembra iniziata e inesorabile.&#xA;&#xA;Insomma, i social ci fanno ombra e - se aggiorniamo alla nostra attualità, probabilmente è tutta big tech a farci ombra.&#xA;&#xA;Il tema viene sviluppato abbastanza. Si riscopre Herbert Simon - che torna sempre di moda, c&#39;è anche nel libro di Farmer Complexity Economics come l&#39;inventore della complexity economics - che dice come nell&#39;età dell&#39;informazione avere più informazioni comporterà a un deterioramento dell&#39;attenzione - e si torna a parlare di mantenere l&#39;attenzione come miglio forma di resistenza alla censura.&#xA;(Due cose più o meno divertenti: Calvino nelle interviste dice di restare svegli facendo qualcosa di scomodo o difficile che ci forzi a prestare attenzione, tipo delle divisioni. L&#39;arma di distrazione di massa ai tempi serviva a distrarci da Weinstein. Ora abbiamo Epstein e le guerre.)&#xA;&#xA;L&#39;attenzione è nuova soglia di una nuova guerra, quella per l&#39;attenzione. Questa guerra silenziosa è ciò che porterà a vincere le battaglie di domani - ricordiamoci che il libro è del 2018 - in cui, riprendendo Churchill, le grandi potenze saranno interessati a costruire imperi della mente. (Qui, in effetti, torna buono il finale di 1984 o la versione più pacifica di Intimità senza contatto.)&#xA;&#xA;Sul versante pratico, quindi, James identifica è un nuovo livello di (auto)controllo, quello necessario per sopravvivere e resistere alle distrazioni. La libertà futura è nella mente sgombra da cose brutte altrui.&#xA;&#xA;A questo punto c&#39;è da fare uno step e guardare alla pubblicità come a qualcosa che vuole rubarsi l&#39;attenzione (nella terza parte tornerà da capo). Ai tempi - cioè prima di internet e della sorveglianza tascabile autoimposta - la pubblicità se ne stava in un angolo, era uno spazio alieno e difficilmente misurabile. Con internet cambia tutto, la pubblicità diventa misurabile e quantificabile. Potete calcolarci il ROI.&#xA;(Nel libro c&#39;è un what if gigantesco su internet. Siamo nel 1997 e si pensa di bandire i cookies nella Internet Engineering Task Force p. 68. In realtà ci James cita questa del 2011 ma quella del 1997, citata lì dentro, è questa).&#xA;&#xA;Servirebbe una tecnologia che ci aiuta e non ci sfrutta, peccato che con Hooked il marketing che si impone è quello della ricompensa variabile e dei dirty patterns. &#xA;Vi ricordate i giochi Zynga su Facebook o Candy Crash? Ecco.&#xA;(Già, sembra che nel 2018 il capitalismo dell&#39;attenzione ancora non è diventato della sorveglianza).&#xA;Quindi James, consapevole che tutto il design è politica (James dice persuasione) cerca di far emergere quanto è importante la nostra attenzione.&#xA;&#xA;Parte 2 - Click against Humanity&#xA;&#xA;Tra le idee potenti sul come funziona l&#39;economia dell&#39;attenzione c&#39;è questa idea - appena accennata ma degna di esser ripensata - di vedere l&#39;attenzione come i soldi.&#xA;In pratica c&#39;è da applicare il mantra della finanza che i soldi di ora valgono più dei soldi nel futuro (perché arriverà l&#39;inflazione e, in termini reali, varranno di meno).&#xA;Quindi l&#39;idea è di vedere le scelte sugli oggetti di ora a cui prestare l&#39;attenzione come discounted nel futuro. Quindi si legge ora il librodi Williams e non si gioca ad Ascension. Sviluppo il mio progetto sullo studio della chitarra invece di suonare, etc.&#xA;&#xA;L&#39;idea che l&#39;attenzione è un tratto che rende una società sana viene difeso con cura. Si scomoda la dichiarazione dei diritti dell&#39;uomo (p. 85) per dire che remare contro la capacità di autoderminazione dei cittadini nello scegliere a cosa prestare attenzione in realtà mina  l&#39;autorità di un governo. Picconare l&#39;attenzione vuol dire indebolire la volontà popolare.&#xA;&#xA;Williams cerca quindi di capire meglio da cosa si compone l&#39;attenzione (e come possiamo distrarci). Per farlo - e per andare avanti con l&#39;idea dello scansarsi dalla luce? - viene ripreso questo trittico di Pask (The Cybernetics of Human Learning and Performance). Ci sono tre &#34;sorgenti&#34; di luce a cui prestare attenzione. La luce del riflettore ci dice ciò che vogliamo fare; la luce delle stelle ci dice chi volgiamo essere e la luce giorno ci consente di scegliere di volere ciò che vogliamo. I capitoli dal 7 al 9 forniscono più dettagli.&#xA;&#xA;Distraibilità&#xA;La distraibilità ha tante forme. Ad esempio: Perché abbiamo ceduto il nostro feed agli altri e ci facciamo ottimizzare da algoritmi che vogliono distrarci?&#xA;(JW perde l&#39;occasione di dire che potremmo averlo cronologico per default per sottrarci ai vari algoritmi e che questa è una delle cose belle di mastodon o pixelfed - soprattutto all&#39;inizio c&#39;è il momento in cui &#34;è finito il social&#34;. Però mastodon non era così cool ai tempi e probabilmente Pixelfed non era ancora uscito. Wikipedia indica natale del 2018 come prima release. In effetti anche il fediverso è diventato molto più appealing adesso.)&#xA;&#xA;Il rischio di questa distrabilità su larga scala è quello di uno stato di akrasia collettiva: agiamo contro i nostri interessi, nel breve termine. Con un altro gattino o gangnam style o forse più contemporanee di brainrot. Da capo, questa è una nuova minaccia huxleyiana.&#xA;E quello a cui si arriva sono le echo chambers polarizzate che conosciamo fin troppo bene.&#xA;(Su questo, altro contributo interessante: i social non creano echo chambers o &#34;stanze dell&#39;eco&#34;. A James la metafora non piace. L&#39;eco si placa e finisce e si dissolve. Invece qui continuiamo a sentire le stesse cose se va bene, ad amplificarle e radicalizzarci se va male. Quindi è un feedback loop, non eco.)&#xA;&#xA;Quando parliamo di distraibilità lo facciamo come una sorta di malattia. Viene paragonata all&#39;obesità e in questo Williams dice che ci autoassolviamo paragonando il tutto a qualcosa di fin troppo in esagerato e compulsivo. &#34;Sono nato distraibile, quindi amen&#34;.&#xA;Su questo argomento c&#39;è ancora un segno dei tempi e un po&#39; di americanismo. Parlando di distraibilità i cattivoni sono ovviamente i cinesi (ai tempi Putin era amico) con le loro troll farm.&#xA;Trump lo avevano già eletto, però ancora &#39;sta roba non era venuta fuori. Zero menzioni di Cambridge Analytica o l&#39;alt right. E anche zero note di costume nostrano su Morisi e la Bestia.&#xA;(Questa cosa torna anche dopo, p. 152).&#xA;&#xA;Parte 3 - libertà di attenzione&#xA;Nell&#39;ultima parte si torna a enfatizzare il ruolo dell&#39;attenzione e cosa fare per recuperarlo.&#xA;Sembra che i social siano quasi un culto e questo, pre AI hype di adesso, è una cosa fa abbastanza impressione.&#xA;&#xA;Nel 2015, ad esempio, l&#39;Europa cerca di fare un online manifesto per proteggere l&#39;attenzione (via Luciano Floridi). Si trova qui in open access da Springer (Più avanti a p. 173 parleremo della GDPR senza dire GDPR. Dicendo ovviamente che un sacco di cose vengono scaricate sugli utenti che devono fare gli opt out dei cookies.)&#xA;Però processo è lungo e fatico. James sa che non c&#39;è un modello di rivoluzione in 3 step (fa molto ridere quando lo leggi).&#xA;&#xA;Gli spunti interessanti di questa parte sono, in ordine sparo. Un passaggio sugli ad blocker come modo per evitare distrazioni da pubblicità. E, no, non è un furto, al massimo è uscire dalla stanza in cui c&#39;è la pubblicità (così dice Williams).&#xA;C&#39;è poi l&#39;idea di compensare i furti di attenzione con dei crediti di attenzione (p. 175) analoghi ao quelli di carbonio con cui compensare le emissioni. Una cosa molto pre 2020. O comunque pre Trump II.&#xA;Questa sarebbe una sorta di tassa sull&#39;attenzione.&#xA;&#xA;Anche questa ultima parte ha un po&#39; di citazioni edificanti. Tipo quella di Paine (163) sul fatto che le cose orrende e indicibili se non vengono contrastate o se non si dice che fanno schifo finiscono con l&#39;essere normalizzate. &#xA;O la parafrasi di Wittgenstein con l&#39;empatia al posto del linguaggio (169). Giuramento del designer (180).&#xA;&#xA;La chiusura è ribadire il chiedersi sempre cosa ottimizzano i vampiri dell&#39;attenzione e se questo faccia o meno i nostri interessi. Oltre al clima - nel 2018 a quanto pare parecchio difeso - c&#39;è da difendere l&#39;impero della mente.&#xA;&#xA;Altre cose notevoli spot&#xA;Altre cose notevoli: nel libro si scopre che il pulsante dei like, in teoria, doveva essere un modo per sostenre le persone (che anime candide i designer, in effetti però è difficile chiedersi in che modo il capitalismo della sorveglianza potrebbe prendere e corromporere questa cosa che, mi sembra, è utile e fatta bene? Ai tempi poi ci mancava questa categoria. O forse c&#39;era e potevamo arrivarci, ma non era così urgente.)&#xA;&#xA;C&#39;è anche uno streamer (102) su Twitch che muore durante una live. Proprio vibes da Infinite Jest che si intensificano.&#xA;&#xA;C&#39;è un passaggio sulla giustizia della folle e come, quando la giustizia fai da te non ci piace, la considereremo cyberbullismo. Qui ci sono un po&#39; di cit da Lincoln, Nussbaum, Lakoff e Mueller. O Russell ci ricorda che l&#39;ndignazione è ancora una catena (126).&#xA;(Non si parla del fatto che, appena non ti considero degno, salta il requisito dell&#39;avere diritti o dignità)&#xA;&#xA;O una citazione da Furore di Steinbeck sul fatto che, a partire dalle persone che lavorano in banca, emerga un vero e proprio mostro. Arriva pure un name dropping di Marcuse via Tim Wu (p. 159).&#xA;&#xA;Traduzione, typos, etc&#xA;&#xA;La traduzione è figa con note belle. C&#39;è un curatore che si sbatte per darci il contesto e integrare la bibliografia del libro con quello che c&#39;è disponibile in italiano sul tema. Tutte cose che fanno piacere.&#xA;&#xA;Ci sono un po&#39; di typos e alcune citazioni senza la pagina, però qui non so quanto si possa fare.&#xA;I dettagli dei typos sono qui&#xA;&#xA;84 &#34;questro suggerisce&#34;&#xA;86 &#34;molti di tipi di errori&#34;.&#xA;113 si parla di Miranda Fisher e poi in nota c&#39;è M. Fricker,&#xA;172 c&#39;è &#34;modelli. (per fare&#34;.)&#34;&#xA;&#xA;Una cosa strana, su cui però non so quanto il curatore/traduttore potesse avere voce in capitolo, è che il titolo  era Stand Out of Our Light: Freedom and Resistance in the Attention Economy.&#xA;La versione italiana skippa questa cosa dell&#39;attention economy.&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Cominciamo con un fun fact su titolo del libro. Pensavo si riferisse al mollare il cellulare e scansarsi da quella luce. La prima luce artificiale del mattino e l&#39;ultima della sera, che contribuisce a tenerci svegli la sera, farci dormire male e farci partire già più stanchi in partenza di quello che ci aspetteremmo.
Una cosa da qualsiasi storia di <a href="https://www.instagram.com/mangia.sogni/">Mangiasogni</a>. O almeno come me le ricordo un, boh, 2 o 3 anni fa. Non aveva una sua versione in PixelArt l&#39;ultima volta che l&#39;avevo visto.
O qualcosa si simile a <a href="https://iris.polito.it/handle/11583/2993302">Contro lo smartphone (versione free)</a> o <a href="https://addeditore.it/prodotto/juan-carlos-de-martin-contro-lo-smartphone/">edito da ADD</a> .</p>

<p>E invece no. Il titolo è dovuto a una storia su Diogene (il filosofo greco – Diogene di Sinope), raccontata da un altro Diogene (Laerzio) nella sua opera sulla vita dei filosofi.
In pratica Diogene-il-filosofo dice a Palp... Alessandro Magno di non fargli ombra e scansarsi dalla luce, dopo che l&#39;imperatore si è offerto di realizzare ogni suo desiderio.</p>

<p>(Bel twist sul “ogni suo desiderio è un ordine” che diventa una cosa tipo “il mio desiderio è ordinarti di non darmi fastidio”.)</p>

<p>Quindi il libro è un modo per dire, cortesemente, all&#39;impero delle piattaforme di farsi un po&#39; più in là.</p>

<h2 id="storie-connesse-al-libro-tra-2018-e-2023-fino-ad-oggi">Storie connesse al libro tra 2018 e 2023, fino ad oggi</h2>

<p>Altro fun fact. Il libro esce nel 2018, effequ lo traduce nel 2019 e poi aggiorna l&#39;edizione nel 2023 perché il COVID ha reso ancora più attuale il tutto.</p>



<p>Il testo è il prodotto del ninedotprice. Il cosa? Esatto.
A fine libro il Prof. Simon Goldhill racconta il premio. Una domanda, 3000 parole per rispondere. 100K per trasformare questa proposta in un libro tra le 25 e le 40mila parole, con supporto accademico.
James Williams (spettro borgesiano del futuro di William James, citato nel libro) è il primo che vince su 700 proposte.</p>

<p>Vado a curiosare che altro ha prodotto il premio preso abbastanza bene. Probabilmente leggerei altre cose nello stesso formato, buone anche un 70% di questo. E... plot twist!
Il Prof. Goldhill è accusato di molestie, non è più presidente. Non si sa più niente del premio e delle domande dopo l&#39;edizione 24/25.</p>

<p>Altro fun fact. Williams è nato ad Abilene, in Texas. E ci racconta che il paese è talmente minuscolo che le prime edizioni di Word lo autocorreggevano. Oggi ad Abilene vogliono farci un data center (grazie Ed Zitron che mi fai scoprire queste cose).</p>

<p>Fun Fact: Harry G. Frankfurt col suo <em>The Importance of What we Care about</em> viene citato e usato come testo pratico. Volevo scrivere “come se fosse Gramsci”, ma non sono troppo sicuro di cosa voglia dire.
Quindi ci riprovo. Viene usato come spunto per l&#39;azione e modo per fare qualcosa, essere consapevoli, reagire, prendere un imperatore di turno e dirgli di farsi un po&#39; più in là.
Personalmente è strano. Con Frankfurt ho avuto a che fare professionalmente col suo lavoro sulle possibilità alternative e i controfattuali. Lì era più una questione di teorie e argomenti. L&#39;aspetto pratico passava in secondo piano.
Una cosa simile la potrei dire per Korsgaard o Nussbaum.</p>

<p><em>Yet another one</em>: La parte due si chiama <em>Clicks against humanity</em>.</p>

<p>Altri fun facts hanno più a che fare col periodo storico del libro e in qualche modo, tutto questo ci dice che il libro un po&#39; è invecchiato.
C&#39;era il vecchio Papa a dire che le fake news fanno male al cuore.
E parlando di Andreessen (che ancora non aveva un meme-name) se ne parla solo per la storia del software che si mangia il mondo. E non per essere un bro tecnofascista.</p>

<p>Facebook era dannoso già nel 2013 con... le ricerche di allora. Adesso avremmo quelle su Instagram... magari quelle su FB le abbiamo skippate nel 2013 perché era presto, per dare un&#39;altra chance a una tecnologia che cambierà il mondo. Perché eravamo pigri.
Poi dopo ce ne siamo dimenticati perché “su facebook ci sono i boomer?”. O perché eravamo migrati altrove. E ancora non c&#39;erano le prove che anche Instagram fosse dannoso. O qualcosa del genere. Quando qualcuno scriverà un qualcosa su questo grande oblio, spero di leggerlo.</p>

<p>C&#39;era Weinstein e non Epstein.
Non c&#39;era TikTok.
Non c&#39;era ancora GPT e Skynet sembrava più lontana.</p>

<h2 id="ok-ma-quindi-l-attenzione-e-la-sua-economia">Ok, ma quindi? L&#39;attenzione e la sua economia.</h2>

<p>Il libro ci racconta l&#39;economia dell&#39;attenzione. In brevissimo: le piattaforme vogliono tenerci incollate allo schermo e farci usare i loro prodotti. Così loro possono fare i soldi. (James non la mette giù proprio così, soprattutto sulla parte dei soldi. La critica è molto più “perché usare una tecnologia che ci rema contro”).</p>

<p>Nel farlo, le piattaforme ci sono “utili” in qualche senso. Ma solo fino a un certo punto. Da un certo punto in poi – su quale sia questo certo punto, il lavoro è in corso; per romanzi che indagano anche questo citofonare <a href="https://lore.livellosegreto.it/book/135925/s/doveva-essere-il-nostro-momento">Eleonora</a> <a href="https://lore.livellosegreto.it/book/196869/s/backroom">Caruso</a>.</p>

<p>Verrebbe voglia di saltare il recap di questa parte perché, ecco, se non bastano il cage match, il comprarsi Venezia o Musk e Bezos che si fanno la guerra nello spazio non so cosa dire.
Il problema è che nel 2018 le piattaforme non erano ancora così tanto un problema.
Ok, c&#39;era l&#39;algoritmo. Ok, Cambridge Analytica. Ma sembrava ancora che fosse un problema degli altri, di là dall&#39;oceano.
E poi post 2020 per fortuna che erano lì a fare quello che la Nokia diceva di fare taaaaanto tempo fa, “Connecting people”.
Non c&#39;erano ancora i tech bros. O, se c&#39;erano, si erano messi in disguise con Obama (e lo avrebbero rifatto con Biden). Twitter non era ancora X. Truth non esisteva.
Magari qualcuno ha pure gioito per il deplatforming di Trump.
Altre cose a caso? Probabilmente nel 2018 Substack non aveva ancora un problema coi nazi.</p>

<p>Pre pandemia c&#39;era abbastanza ottimismo, tipo in Effetto serra, effetto guerra (lato clima).
Quindi, ecco, può essere utile vedere come venirne fuori.</p>

<h1 id="le-tre-parti">Le tre parti</h1>

<p>Al netto di premessa e introduzione, abbiamo tre parti: <em>Il design della distrazione</em>, la già citata <em>Clicks against humanity</em> e <em>Libertà di attenzione</em>.</p>

<p>Si comincia con una sorta Huxley vs. Orwell (e casca bene perché ho da poco riletto <em>Brave new world</em> e sono alle prese con <em>1984</em>^2). Le minacce di Huxley sono più subdole e meno evidenti della coercizione limitante del grande fratello. La distrazione di massa che si può ottenere logorando la nostra attenzione e rendendoci più stupidi in modo che alla fine siamo tutti contenti di essere quello che siano e non qualcosa di diverso. Ovviamente dopo che ci hanno tirati su in provetta o quasi per essere dove l&#39;ingegneria sociale ha deciso che dobbiamo stare.</p>

<p>Distrarci fino alla fine o, magari, intrattenerci e in questo modo distoglierci da altro. (James Williams non dice niente né di <em>Infinite Jest</em>, da poco <a href="https://www.einaudi.it/content/uploads/2026/01/978880627372HIG.JPG">uscito in edizione italiana con una videocassetta in copertina</a> – ricordiamoci che quella è una cassetta che dà dipendenza e uccide) né delle cose di Carr dove, a renderci stupidi, era Internet.) Peccato. Però aveva un limite di parole.</p>

<p>I temi principali del libro sono l&#39;attenzione – “questa è l&#39;età dell&#39;attenzione, non dell&#39;informazione” è una delle tesi principali del libro – e il fatto che la tecnologia deve aiutarci a soddisfare i nostri scopi e i nostri bisogno.
Uno dei primi esempi è il GPS. Come tecnologia funziona se ci porta dove vogliamo. Se iniziasse a scarrozzarci sempre al centro commerciale o a farci girare in tondo, probabilmente butteremo via tutto imprecando.</p>

<p>Eppure, se è facile accettare questo ragionamento, è più complicato sopravvivere alla parte sull&#39;iTrainer. L&#39;iTrainer offre ricompense informative su richiesta ed è tremendamente bravo ad agganciarvi allo schermo. Ci sono i migliori algoritmi a farlo funzionare.
Il dispositivo è bravo a distrarvi e ricompensarvi: foto di gattini, cose buffe, qualcosa di utile. Altro ancora.</p>

<p>La cosa inizia a pesare sulle persone, come è successo a james quando si è messo a giocare a Tetris invece di preparare gli esami. Questo Tetris variabile diventa compulsivo.
Ovviamente messa così non ci piace e non vorremmo mai che iTrainer venisse messo in giro. Non lo faremo usare ai figli e vie dicendo. Eppure eccoci qui. Con un esperimento di rimodellazione sociale che – già nel 2018 quando non c&#39;è TikTok menzionato e Facebook è il leader nei dati di traffico – sembra iniziata e inesorabile.</p>

<p>Insomma, i social ci fanno ombra e – se aggiorniamo alla nostra attualità, probabilmente è tutta big tech a farci ombra.</p>

<p>Il tema viene sviluppato abbastanza. Si riscopre Herbert Simon – che torna sempre di moda, c&#39;è anche nel libro di Farmer <em>Complexity Economics</em> come l&#39;inventore della complexity economics – che dice come nell&#39;età dell&#39;informazione avere più informazioni comporterà a un deterioramento dell&#39;attenzione – e si torna a parlare di mantenere l&#39;attenzione come miglio forma di resistenza alla censura.
(Due cose più o meno divertenti: Calvino nelle interviste dice di restare svegli facendo qualcosa di scomodo o difficile che ci forzi a prestare attenzione, tipo delle divisioni. L&#39;arma di distrazione di massa ai tempi serviva a distrarci da Weinstein. Ora abbiamo Epstein e le guerre.)</p>

<p>L&#39;attenzione è nuova soglia di una nuova guerra, quella per l&#39;attenzione. Questa guerra silenziosa è ciò che porterà a vincere le battaglie di domani – ricordiamoci che il libro è del 2018 – in cui, riprendendo Churchill, le grandi potenze saranno interessati a costruire imperi della mente. (Qui, in effetti, torna buono il finale di 1984 o la versione più pacifica di Intimità senza contatto.)</p>

<p>Sul versante pratico, quindi, James identifica è un nuovo livello di (auto)controllo, quello necessario per sopravvivere e resistere alle distrazioni. La libertà futura è nella mente sgombra da cose brutte altrui.</p>

<p>A questo punto c&#39;è da fare uno step e guardare alla pubblicità come a qualcosa che vuole rubarsi l&#39;attenzione (nella terza parte tornerà da capo). Ai tempi – cioè prima di internet e della sorveglianza tascabile autoimposta – la pubblicità se ne stava in un angolo, era uno spazio alieno e difficilmente misurabile. Con internet cambia tutto, la pubblicità diventa misurabile e quantificabile. Potete calcolarci il ROI.
(Nel libro c&#39;è un what if gigantesco su internet. Siamo nel 1997 e si pensa di bandire i cookies nella Internet Engineering Task Force p. 68. In realtà ci James cita <a href="https://www.rfc-editor.org/rfc/rfc6265">questa</a> del 2011 ma quella del 1997, citata lì dentro, è questa).</p>

<p>Servirebbe una tecnologia che ci aiuta e non ci sfrutta, peccato che con <em>Hooked</em> il marketing che si impone è quello della ricompensa variabile e dei dirty patterns.
Vi ricordate i giochi Zynga su Facebook o Candy Crash? Ecco.
(Già, sembra che nel 2018 il capitalismo dell&#39;attenzione ancora non è diventato della sorveglianza).
Quindi James, consapevole che tutto il design è politica (James dice persuasione) cerca di far emergere quanto è importante la nostra attenzione.</p>

<h2 id="parte-2-click-against-humanity">Parte 2 – <em>Click against Humanity</em></h2>

<p>Tra le idee potenti sul come funziona l&#39;economia dell&#39;attenzione c&#39;è questa idea – appena accennata ma degna di esser ripensata – di vedere l&#39;attenzione come i soldi.
In pratica c&#39;è da applicare il mantra della finanza che i soldi di ora valgono più dei soldi nel futuro (perché arriverà l&#39;inflazione e, in termini reali, varranno di meno).
Quindi l&#39;idea è di vedere le scelte sugli oggetti di ora a cui prestare l&#39;attenzione come <em>discounted</em> nel futuro. Quindi si legge ora il librodi Williams e non si gioca ad Ascension. Sviluppo il mio <a href="https://dojo.thegui.eu/">progetto sullo studio della chitarra</a> invece di suonare, etc.</p>

<p>L&#39;idea che l&#39;attenzione è un tratto che rende una società sana viene difeso con cura. Si scomoda la dichiarazione dei diritti dell&#39;uomo (p. 85) per dire che remare contro la capacità di autoderminazione dei cittadini nello scegliere a cosa prestare attenzione in realtà mina  l&#39;autorità di un governo. Picconare l&#39;attenzione vuol dire indebolire la volontà popolare.</p>

<p>Williams cerca quindi di capire meglio da cosa si compone l&#39;attenzione (e come possiamo distrarci). Per farlo – e per andare avanti con l&#39;idea dello scansarsi dalla luce? – viene ripreso questo trittico di Pask (The Cybernetics of Human Learning and Performance). Ci sono tre “sorgenti” di luce a cui prestare attenzione. La luce del riflettore ci dice ciò che vogliamo fare; la luce delle stelle ci dice chi volgiamo essere e la luce giorno ci consente di scegliere di volere ciò che vogliamo. I capitoli dal 7 al 9 forniscono più dettagli.</p>

<h2 id="distraibilità">Distraibilità</h2>

<p>La distraibilità ha tante forme. Ad esempio: Perché abbiamo ceduto il nostro feed agli altri e ci facciamo ottimizzare da algoritmi che vogliono distrarci?
(JW perde l&#39;occasione di dire che potremmo averlo cronologico per default per sottrarci ai vari algoritmi e che questa è una delle cose belle di mastodon o pixelfed – soprattutto all&#39;inizio c&#39;è il momento in cui “è finito il social”. Però mastodon non era così cool ai tempi e probabilmente Pixelfed non era ancora uscito. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pixelfed">Wikipedia</a> indica natale del 2018 come prima release. In effetti anche il fediverso è diventato molto più appealing adesso.)</p>

<p>Il rischio di questa distrabilità su larga scala è quello di uno stato di akrasia collettiva: agiamo contro i nostri interessi, nel breve termine. Con un altro gattino o gangnam style o forse più contemporanee di brainrot. Da capo, questa è una nuova minaccia huxleyiana.
E quello a cui si arriva sono le echo chambers polarizzate che conosciamo fin troppo bene.
(Su questo, altro contributo interessante: i social non creano echo chambers o “stanze dell&#39;eco”. A James la metafora non piace. L&#39;eco si placa e finisce e si dissolve. Invece qui continuiamo a sentire le stesse cose se va bene, ad amplificarle e radicalizzarci se va male. Quindi è un feedback loop, non eco.)</p>

<p>Quando parliamo di distraibilità lo facciamo come una sorta di malattia. Viene paragonata all&#39;obesità e in questo Williams dice che ci autoassolviamo paragonando il tutto a qualcosa di fin troppo in esagerato e compulsivo. “Sono nato distraibile, quindi amen”.
Su questo argomento c&#39;è ancora un segno dei tempi e un po&#39; di americanismo. Parlando di distraibilità i cattivoni sono ovviamente i cinesi (ai tempi Putin era amico) con le loro troll farm.
Trump lo avevano già eletto, però ancora &#39;sta roba non era venuta fuori. Zero menzioni di Cambridge Analytica o l&#39;alt right. E anche zero note di costume nostrano su Morisi e la Bestia.
(Questa cosa torna anche dopo, p. 152).</p>

<h2 id="parte-3-libertà-di-attenzione">Parte 3 – libertà di attenzione</h2>

<p>Nell&#39;ultima parte si torna a enfatizzare il ruolo dell&#39;attenzione e cosa fare per recuperarlo.
Sembra che i social siano quasi un culto e questo, pre AI hype di adesso, è una cosa fa abbastanza impressione.</p>

<p>Nel 2015, ad esempio, l&#39;Europa cerca di fare un online manifesto per proteggere l&#39;attenzione (via Luciano Floridi). Si trova qui <a href="https://link.springer.com/book/10.1007/978-3-319-04093-6">in open access da Springer</a> (Più avanti a p. 173 parleremo della GDPR senza dire GDPR. Dicendo ovviamente che un sacco di cose vengono scaricate sugli utenti che devono fare gli opt out dei cookies.)
Però processo è lungo e fatico. James sa che non c&#39;è un modello di rivoluzione in 3 step (fa molto ridere quando lo leggi).</p>

<p>Gli spunti interessanti di questa parte sono, in ordine sparo. Un passaggio sugli ad blocker come modo per evitare distrazioni da pubblicità. E, no, non è un furto, al massimo è uscire dalla stanza in cui c&#39;è la pubblicità (così dice Williams).
C&#39;è poi l&#39;idea di compensare i furti di attenzione con dei crediti di attenzione (p. 175) analoghi ao quelli di carbonio con cui compensare le emissioni. Una cosa molto pre 2020. O comunque pre Trump II.
Questa sarebbe una sorta di tassa sull&#39;attenzione.</p>

<p>Anche questa ultima parte ha un po&#39; di citazioni edificanti. Tipo quella di Paine (163) sul fatto che le cose orrende e indicibili se non vengono contrastate o se non si dice che fanno schifo finiscono con l&#39;essere normalizzate.
O la parafrasi di Wittgenstein con l&#39;empatia al posto del linguaggio (169). Giuramento del designer (180).</p>

<p>La chiusura è ribadire il chiedersi sempre cosa ottimizzano i vampiri dell&#39;attenzione e se questo faccia o meno i nostri interessi. Oltre al clima – nel 2018 a quanto pare parecchio difeso – c&#39;è da difendere l&#39;impero della mente.</p>

<h2 id="altre-cose-notevoli-spot">Altre cose notevoli spot</h2>

<p>Altre cose notevoli: nel libro si scopre che il pulsante dei like, in teoria, doveva essere un modo per sostenre le persone (che anime candide i designer, in effetti però è difficile chiedersi in che modo il capitalismo della sorveglianza potrebbe prendere e corromporere questa cosa che, mi sembra, è utile e fatta bene? Ai tempi poi ci mancava questa categoria. O forse c&#39;era e potevamo arrivarci, ma non era così urgente.)</p>

<p>C&#39;è anche uno streamer (102) su Twitch che muore durante una live. Proprio vibes da Infinite Jest che si intensificano.</p>

<p>C&#39;è un passaggio sulla giustizia della folle e come, quando la giustizia fai da te non ci piace, la considereremo cyberbullismo. Qui ci sono un po&#39; di cit da Lincoln, Nussbaum, Lakoff e Mueller. O Russell ci ricorda che l&#39;ndignazione è ancora una catena (126).
(Non si parla del fatto che, appena non ti considero degno, salta il requisito dell&#39;avere diritti o dignità)</p>

<p>O una citazione da Furore di Steinbeck sul fatto che, a partire dalle persone che lavorano in banca, emerga un vero e proprio mostro. Arriva pure un name dropping di Marcuse via Tim Wu (p. 159).</p>

<h2 id="traduzione-typos-etc">Traduzione, typos, etc</h2>

<p>La traduzione è figa con note belle. C&#39;è un curatore che si sbatte per darci il contesto e integrare la bibliografia del libro con quello che c&#39;è disponibile in italiano sul tema. Tutte cose che fanno piacere.</p>

<p>Ci sono un po&#39; di typos e alcune citazioni senza la pagina, però qui non so quanto si possa fare.
I dettagli dei typos sono qui</p>

<p>84 “questro suggerisce”
86 “molti di tipi di errori”.
113 si parla di Miranda Fisher e poi in nota c&#39;è M. Fricker,
172 c&#39;è “modelli. (per fare”.)”</p>

<p>Una cosa strana, su cui però non so quanto il curatore/traduttore potesse avere voce in capitolo, è che il titolo  era <em>Stand Out of Our Light: Freedom and Resistance in the Attention Economy</em>.
La versione italiana skippa questa cosa dell&#39;attention economy.</p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/scansatevi-dalla-luce-james-williams</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 10:06:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Volevo una newsletter ed è arrivato un (altro) blog. Questo.</title>
      <link>https://thegui.eu/volevo-una-newsletter-ed-e-arrivato-un-altro-blog</link>
      <description>&lt;![CDATA[Chissà perché mi è venuta questa fissa per le newsletter.&#xA;Da un lato - pensavo - è bello, finisci direttamente dentro la mail delle persone che non devono nemmeno venirti a cercare (ma - pensavo pure questo - leggeranno? Un problema alla volta).&#xA;Dall&#39;altro, mi sembrava una qualche forma di responsabilità extra. Appunto perché finisci dentro la mail delle persone, etc. etc. etc. non è più scrivi-cose-a-caso-e-poi-sei-nel-mare-del-web.&#xA;&#xA;I miei trascorsi li ho avuti, con le newsletter, prima da lettore e poi mettendomi a scrivere. L&#39;ultima parte rilevante è successa in quella sorta di extra boost da &#34;via da Twitter&#34; (tipo nel 2020, sembra un altro mondo ora) e tutto quello che ne è seguito. Ma appunto, la timeline fa dei giri strani quando interseca il 2020; anche adesso che il multiverso non è più cool e la cosa più tangibile che ci è rimasta è che Facebook, Instagram e Whatsapp hanno deciso di finire sotto l&#39;unico nome di ~Skyne..~, ehm, Meta. Appunto.&#xA;(Io me lo vedo Zuck che pensa &#34;Metaverse&#34; - forse, &#34;Metaversum&#34; perché se fai il dropout ma nel giro c&#39;è chi ha fatto &#34;Classic&#34; un po&#39; don Abbondio lo sei. Poi gli torna in mente la scena di The Social Network &#34;togli The da The Facebook&#34; e, Sean Parker di se stesso, toglie il verse dal metaverse&#34;. Ma basta divagare...)&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Per un po&#39; Substack sembrava bello e funzionava. Poi sono arrivati i nazi e Substack da allora mi mette un&#39;ansia tremenda. Soprattutto quando ci sono che mi interessano che voglio leggere (passo da un RSS).[1]&#xA;&#xA;Comunque, lato scrivere newsletter, dopo una migrazione su Wordpress persa per strada, nuovi e altri blog per cercare di scrivere, la generale sensazione di &#34;e adesso?&#34; l&#39;idea è sempre rimasta lì.[2]&#xA;Ci sarebbe da scrivere di più, mettere giù più parole per un bel po&#39; di motivi (ad esempio che quando lo fai - anche se è una faticaccia - le cose restano (se le hai lette) o sono più chiare (se sei confuso)). Ah, dovrei trovare il modo di mettere su una newsletter e just keep writing. Però... Substack no, Ghost sembra figo ma ci sono un po&#39; di costi, però questo, però quell&#39;altro, etc...&#xA;L&#39;idea era lì. L&#39;esecuzione un po&#39; meno.&#xA;&#xA;Buttarsi sul self-hosting è stato un buon motivo per recuperare tutto e dire &#34;ok, stavolta mi ci metto e fo da me&#34;.&#xA;&#xA;Incipit Self Hosting&#xA;A gennaio, mese dei buoni propositi, mi sono messo a smanettare e mettere su qualcosa.&#xA;In realtà non è vero. Ho iniziato a dicembre, perché ok i buoni propositi, però &#34;we don&#39;t hope, we plan&#34;...&#xA;Quindi mi sono messo a curiosare, guardare come fare, accumulare 10K ore di tutorial e via dicendo.&#xA;Avevo un&#39;idea di cosa usare, come iniziare a muovermi. Poi è venuto il momeno di pensare a quale architettura usare, che servizi mettere su.&#xA;Alla fine quello che era solo un esperimento in locale di cose mai tentate sul serio è finito qui.&#xA;(E forse ci starebbe un meme del vibecoding sulle cose su localhost).&#xA;&#xA;Il fediverso aiuta&#xA;Mini(non so quanto) elogio del Fediverso incoming&#xA;&#xA;Mastodon ha aiutato un sacco con questo progetto scribacchino. Direttamente (i ringraziamenti arrivano tra poco - ci sta sempre ringraziare gli sconosciuti di persona ma conosciuti dell&#39;internet. Per favore non smettete di fare quello che fate) e indirettamente (offrendo un posto dove respirare, trovare cose belle, pensare).&#xA;&#xA;FediGrazie&#xA;Ecco la FediFestaDelGrazie, in ordine cronologico inverso perché così si prendono meglio dalla timeline&#xA;&#xA;tutto il supporto per Jabber/Conversations/etc etc:&#xA;@rresoli,  @victorvandort, @pondolo, @lorenzo - questa è la via :),&#xA;@ju, @sabrinaweb71, @matz, @ilarioq, @ndo.&#xA;&#xA;Già questo è super. Hai un dubbio / vuoi metterti a fare qualcosa e la butti lì. &#34;Vorrei provare a fare X&#34;. E, borda, guarda bella gente e quanto supporto arriva. (Per tutte le persone coinvolte, sto cercando di capire se è Conversation che da Android si mette a consumare un sacco di batteria o devo decidermi ad agire alla fonte sul telefono).&#xA;&#xA;@serbyron per l&#39;ansia da Substack (ancora lui!), per Eterocromia e il Disertore di Bifo.&#xA;&#xA;@saxeee che mi ha fatto conoscere github.com/corecode/dma per le mail (ancora loro).&#xA;&#xA;@elvecio e dado mi ha fatto scoprire GoToSocial e fatto riflettere sul &#34;bella la federazione e l&#39;activity pub... però che succede se qualcuno con parecchio seguito condivide un tuo contenuto?&#34;.&#xA;SPOILER: magari arrivano N mila richieste della tua immagine profilo per mostrare le preview del tuo tooth ai follower della persona famosa e, se non hai una cosa tipo cloudflare, va tutto giù.&#xA;ALTRO SPOILER: per ulteriori info il vostro search term è &#34;Mastodon Hug of Death&#34; (death kiss per gli amici).&#xA;Da gotosocial ho scoperto Elena Rossini e la sua storia della sudo life come forma di consapevolezza e resistenza.&#xA;&#xA;@kenobit si è messo come al solito a incoraggiare chiunque - compreso me - a spippolare e mettere su qualcosa online. Perché ogni spazietto che non sia big tech è un pezzettino di comunità in più.&#xA;&#xA;E quindi?&#xA;&#xA;In un certo senso, ce l&#39;ho fatta. La newsletter sta lì. Ci si può accedere, ci si può iscrivere. Viene deployata sul mio server, c&#39;è il docker compose che tira su listmonk (come Kenobit), c&#39;è da litigare per configurare le mail (storia a parte che si merita un post tutto suo sul come ci si arriva, che cosa si fa, etc.).&#xA;Anche sovrascrivere i template non è stato il massimo del divertimento. Comunque, ok, checked.&#xA;&#xA;Però tutto bello, arrivi in fondo, hai una newsletter che funziona. Sta li fuori, puoi quasi dirlo alle persone e vedere che succede (il problema se diventano troppe mail da mandare ce lo porremo poi - Amazon con SES, MailerJet, Mailquesto, MailQuestalto).&#xA;&#xA;Il problema vero era, ok, ma che newlsetter è? che ci metti? che arriva?&#xA;Insomma: c&#39;era zero contenuto. E partire senza che ci fosse niente mi sembrava strano.&#xA;&#xA;Quindi, ecco la risposta al contenuto: un altro blog.3&#xA;In italiano. Self-hosted.&#xA;(E al momento non federato, per timore. E perché forse ancora non ne so abbastanza).&#xA;&#xA;Per tornare a scrivere. Per &#34;fare un pezzettino della propria parte&#34; (forse). E magari per avere un motivo, prima o poi, per mandare le mail alla persone.&#xA;Se volete lì su (https://newsletter.thegui.eu/) potete iscrivervi, dovrebbe funzionare. Se poi volete curiosare cos&#39;altro ho in ballo a livello di cose-self-hostate, qui ci sono di mezzo musica e chitarra.&#xA;&#xA;Note &#xA;0] Le note sono fatte a mano e brutali senza link, perché su Writefreely [a quanto pare non ci sono, però ci sarebbe da vedere il repo meglio. E via self hosting si potrebbe metterci una pezza.&#xA;&#xA;[1] In alcuni casi la cosa mi fa venire ansie notevoli: tipo se non sei un nazi e usi Substack per mettere su progetto grosso, con dei compensi, in cui chiedi - giocoforza - di abbonarsi... davvero ghost o spendere qualcosa per riuscire a hostarsi il tutto non conviene? Quanto si prende Substack sui piani di abbonamento? &#39;sta cosa mi sta prendendo troppo per non pensarci e farci due conti.&#xA;&#xA;2] A dirla tutta si è concretizzata in qualcosina, ma non è andata avanti troppo. Prima o poi ritirerò su tutti gli zombie. Anche solo per avere un [killedbygoogle fai da te. O meglio, un abandonedbyme (tra le cose dovrebbe esserci qualcosa su blogspot).&#xA;&#xA;[3] Genio!&#xA;&#xA;[3a] (sì, con le note a mano si può fare). Un po&#39; come RatMan coi robottoni... un altro robottone.&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Chissà perché mi è venuta questa fissa per le newsletter.
Da un lato – pensavo – è bello, finisci direttamente dentro la mail delle persone che non devono nemmeno venirti a cercare (ma – pensavo pure questo – leggeranno? Un problema alla volta).
Dall&#39;altro, mi sembrava una qualche forma di <em>responsabilità extra</em>. Appunto perché finisci dentro la mail delle persone, etc. etc. etc. non è più <em>scrivi-cose-a-caso-e-poi-sei-nel-mare-del-web</em>.</p>

<p>I miei trascorsi li ho avuti, con le newsletter, prima da lettore e poi mettendomi a scrivere. L&#39;ultima parte rilevante è successa in quella sorta di extra boost da “via da Twitter” (tipo nel 2020, sembra un altro mondo ora) e tutto quello che ne è seguito. Ma appunto, la timeline fa dei giri strani quando interseca il 2020; anche adesso che il multiverso non è più <em>cool</em> e la cosa più tangibile che ci è rimasta è che Facebook, Instagram e Whatsapp hanno deciso di finire sotto l&#39;unico nome di ~Skyne..~, ehm, Meta. Appunto.
(Io me lo vedo Zuck che pensa “Metaverse” – forse, “Metaversum” perché se fai il dropout ma nel giro c&#39;è chi ha fatto “Classic” un po&#39; don Abbondio lo sei. Poi gli torna in mente la scena di <em>The Social Network</em> “togli The da The Facebook” e, Sean Parker di se stesso, toglie il verse dal metaverse”. Ma basta divagare...)</p>



<p>Per un po&#39; Substack sembrava bello e funzionava. Poi <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/11/substack-extremism-nazi-white-supremacy-newsletters/676156/">sono arrivati i nazi</a> e Substack da allora mi mette un&#39;ansia tremenda. Soprattutto quando ci sono che mi interessano che voglio leggere (passo da un RSS).[1]</p>

<p>Comunque, lato scrivere newsletter, dopo una migrazione su Wordpress persa per strada, nuovi e altri blog per cercare di scrivere, la generale sensazione di “e adesso?” l&#39;idea è sempre rimasta lì.[2]
Ci sarebbe da scrivere di più, mettere giù più parole per un bel po&#39; di motivi (ad esempio che quando lo fai – anche se è una faticaccia – le cose restano (se le hai lette) o sono più chiare (se sei confuso)). Ah, dovrei trovare il modo di mettere su una newsletter e <em>just keep writing</em>. Però... Substack no, Ghost sembra figo ma ci sono un po&#39; di costi, però questo, però quell&#39;altro, etc...
L&#39;idea era lì. L&#39;esecuzione un po&#39; meno.</p>

<p>Buttarsi sul self-hosting è stato un buon motivo per recuperare tutto e dire “ok, stavolta mi ci metto e fo da me”.</p>

<h2 id="incipit-self-hosting">Incipit Self Hosting</h2>

<p>A gennaio, mese dei buoni propositi, mi sono messo a smanettare e mettere su qualcosa.
In realtà non è vero. Ho iniziato a dicembre, perché ok i buoni propositi, però “we don&#39;t hope, we plan”...
Quindi mi sono messo a curiosare, guardare come fare, accumulare 10K ore di tutorial e via dicendo.
Avevo un&#39;idea di cosa usare, come iniziare a muovermi. Poi è venuto il momeno di pensare a quale architettura usare, che servizi mettere su.
Alla fine quello che era solo un esperimento in locale di cose mai tentate sul serio è finito qui.
(E forse ci starebbe un meme del vibecoding sulle cose su localhost).</p>

<h2 id="il-fediverso-aiuta">Il fediverso aiuta</h2>

<p><em>Mini(non so quanto) elogio del Fediverso incoming</em></p>

<p>Mastodon ha aiutato un sacco con questo progetto scribacchino. Direttamente (i ringraziamenti arrivano tra poco – ci sta sempre ringraziare gli sconosciuti di persona ma conosciuti dell&#39;internet. Per favore non smettete di fare quello che fate) e indirettamente (offrendo un posto dove respirare, trovare cose belle, pensare).</p>

<h3 id="fedigrazie">FediGrazie</h3>

<p>Ecco la FediFestaDelGrazie, in ordine cronologico inverso perché così si prendono meglio dalla timeline</p>
<ul><li>tutto il supporto per Jabber/Conversations/etc etc:
<a href="https://mastodon.opencloud.lu/@rresoli">@rresoli</a>,  <a href="https://bologna.one/@victorvandort">@victorvandort</a>, <a href="https://bologna.one/@pondolo">@pondolo</a>, <a href="https://snac.bobadin.icu/@lorenzo">@lorenzo</a> – questa è la via :),
<a href="https://gts.nugole.it/@ju@">@ju</a>, <a href="https://sociale.network/@sabrinaweb71">@sabrinaweb71</a>, <a href="https://gts.matteozenatti.net/@matz">@matz</a>, <a href="https://poliversity.it/@ilarioq">@ilarioq</a>, <a href="https://livellosegreto.it/@ndo">@ndo</a>.</li></ul>

<p>Già questo è super. Hai un dubbio / vuoi metterti a fare qualcosa e la butti lì. “Vorrei provare a fare X”. E, borda, guarda bella gente e quanto supporto arriva. (Per tutte le persone coinvolte, sto cercando di capire se è Conversation che da Android si mette a consumare un sacco di batteria o devo decidermi ad agire alla fonte sul telefono).</p>
<ul><li><p><a href="https://mastodon.bida.im/@SerByron">@serbyron</a> per l&#39;ansia da Substack (ancora lui!), per <a href="https://ljubo.substack.com/">Eterocromia</a> e <a href="https://francoberardi.substack.com/">il Disertore di Bifo</a>.</p></li>

<li><p><a href="https://mastodon.uno/@saxeee">@saxeee</a> che mi ha fatto conoscere github.com/corecode/dma per le mail (ancora loro).</p></li>

<li><p><a href="https://wizard.casa/@elvecio">@elvecio</a> e <a href="https://social.novemila.org/@dado">dado</a> mi ha fatto scoprire <a href="https://gotosocial.org">GoToSocial</a> e fatto riflettere sul “bella la federazione e l&#39;activity pub... però che succede se qualcuno con parecchio seguito condivide un tuo contenuto?”.
<em>SPOILER</em>: magari arrivano N mila richieste della tua immagine profilo per mostrare le preview del tuo tooth ai follower della persona famosa e, se non hai una cosa tipo cloudflare, va tutto giù.
<strong>ALTRO SPOILER</strong>: per ulteriori info il vostro search term è “Mastodon Hug of Death” (death kiss per gli amici).
Da gotosocial ho scoperto <a href="https://mastodon.social/@_elena">Elena Rossini</a> e la sua <a href="https://elenarossini.com/2024/12/introducing-my-so-called-sudo-life/">storia della sudo life</a> come forma di consapevolezza e resistenza.</p></li>

<li><p><a href="https://livellosegreto.it/@kenobit">@kenobit</a> si è messo come al solito a incoraggiare chiunque – compreso me – a spippolare e mettere su qualcosa online. Perché ogni spazietto che non sia big tech è un pezzettino di comunità in più.</p></li></ul>

<h1 id="e-quindi">E quindi?</h1>

<p>In un certo senso, ce l&#39;ho fatta. La newsletter <a href="https://newsletter.thegui.eu/">sta lì</a>. Ci si può accedere, ci si può iscrivere. Viene deployata sul mio server, c&#39;è il docker compose che tira su <a href="https://github.com/knadh/listmonk">listmonk</a> (come Kenobit), c&#39;è da litigare per configurare le mail (storia a parte che si merita un post tutto suo sul come ci si arriva, che cosa si fa, etc.).
Anche sovrascrivere i template non è stato il massimo del divertimento. Comunque, ok, checked.</p>

<p>Però tutto bello, arrivi in fondo, hai una newsletter che funziona. Sta li fuori, puoi quasi dirlo alle persone e vedere che succede (il problema se diventano troppe mail da mandare ce lo porremo poi – Amazon con SES, MailerJet, Mailquesto, MailQuestalto).</p>

<p>Il problema vero era, ok, ma che newlsetter è? che ci metti? che arriva?
Insomma: c&#39;era zero contenuto. E partire senza che ci fosse niente mi sembrava strano.</p>

<p>Quindi, ecco la risposta al contenuto: <strong>un altro blog</strong>.[3][3a]
In italiano. <em>Self-hosted</em>.
(E al momento non federato, per timore. E perché forse ancora non ne so abbastanza).</p>

<p><em>Per tornare a scrivere</em>. Per “fare un pezzettino della propria parte” (forse). E magari per avere un motivo, prima o poi, per mandare le mail alla persone.
Se volete lì su (<a href="https://newsletter.thegui.eu/">https://newsletter.thegui.eu/</a>) potete iscrivervi, dovrebbe funzionare. Se poi volete curiosare cos&#39;altro ho in ballo a livello di cose-self-hostate, qui ci sono di mezzo <a href="https://dojo.thegui.eu/">musica e chitarra</a>.</p>

<h1 id="note">Note</h1>

<p>[0] Le note sono fatte a mano e brutali senza link, perché su Writefreely <a href="https://discuss.write.as/t/footnote/172">a quanto pare</a> non ci sono, però ci sarebbe da vedere il repo meglio. E via self hosting si potrebbe metterci una pezza.</p>

<p>[1] In alcuni casi la cosa mi fa venire ansie notevoli: tipo se non sei un nazi e usi Substack per mettere su progetto grosso, con dei compensi, in cui chiedi – giocoforza – di abbonarsi... davvero ghost o spendere qualcosa per riuscire a hostarsi il tutto non conviene? Quanto si prende Substack sui piani di abbonamento? &#39;sta cosa mi sta prendendo troppo per non pensarci e farci due conti.</p>

<p>[2] A dirla tutta si è concretizzata in qualcosina, ma non è andata avanti troppo. Prima o poi ritirerò su tutti gli zombie. Anche solo per avere un <a href="https://killedbygoogle.com/">killedbygoogle</a> fai da te. O meglio, un abandonedbyme (tra le cose dovrebbe esserci qualcosa su blogspot).</p>

<p>[3] Genio!</p>

<p>[3a] (sì, con le note a mano si può fare). Un po&#39; come RatMan coi robottoni... un altro robottone.</p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/volevo-una-newsletter-ed-e-arrivato-un-altro-blog</guid>
      <pubDate>Sat, 09 May 2026 13:36:58 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Riprendersi le mail (e toglierle a Google): msgvault  per ottimizzare, backuppare ed eliminare gmail</title>
      <link>https://thegui.eu/riprendersi-le-mail-e-toglierle-a-google</link>
      <description>&lt;![CDATA[Prendere consapevolezza del proprio rapporto con tecnologia e piattaforme è altrettanto necessario quanto dover fare i conti col mondo finanziario che ci circonda.&#xA;Anche questo è un percorso e i motivi possono essere i più variegati e svariati.&#xA;&#xA;Una rassegna non esclusiva  di alternative o motivi si trova in questi post: alternative a gmail, una puntata del substack Eleonora Caruso dedicata a salutare Gmail, Liberare il mio smartphone per liberare me stesso di Kenobit - a qualche click di distanza potete trovare il modo di leggerlo gratuitamente. Potrei andare avanti, ma succederà un&#39;altra volta.&#xA;&#xA;Visto però che, come si diceva, la cosa è un processo - ci sta che prima di droppare tutto e riaprire casa altrove vogliate fare pulizia o un backup. msgvault è un programma per fare il backup, fare pulizia e scoprire qualcosa di quello che avete fatto con Google in questi anni.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;msgvault, in breve&#xA;msgvault è un software sviluppato da Wes McKinney.&#xA;Wes è una superstar del mondo Python e della programmazione. Back in the days quando il lavoro di data analysist era la cosa più cool del mondo (prima dei bitcoin e prima dell&#39;AI trade e di GPT etc), per analizzare dati probabilmente usavate Python come linguaggio di programmazione.&#xA;&#xA;E per &#34;fare le cose con i dati&#34;, usavate pandas. Wes ha creato pandas.&#xA;(Tra parentesi: c&#39;è un libro di McKinney su pandas del 2014 o simili - aggiornato alle verisoni più recenti. Prima o poi sarà il momento di parlare anche di libri su strumenti e cose ganze, scritte da chi ha fatto quelle cose. Tipo il libro di Mechner su Prince of Persia.&#xA;Tra le storie interessanti su pandas e come siamo arrivati ad averlo, open source e gratis, c&#39;è un altro intreccio con la finanza (non solo personale). Quelli di [AQR avevano bisogno di qualcosa con cui fare le analisi dei dati}(https://pandas.pydata.org/about/).&#xA;&#xA;Sul come e il perché sia nato msgvault, c&#39;è un post dello stesso Wes&#xA;&#xA;Da qui in poi vedremo come installare msgvault e cosa farci.&#xA;In un ipotetico seguito e sviluppo (perchè è un processo, etc etc) possiamo vedere cosa fare coi backup (magari non volete backuppare un gigabyte di mail di linkedin) e dirci due cose su cosa si scopre rovistando in quella che, per una parte variabile, è una discreta componente della nostra spazzatura digitale.&#xA;&#xA;Prima di procedere: Wes è diventato un fan dello sviluppo con l&#39;AI e con gli agenti. Questa cosa potrebbe non piacervi troppo e, forse, potrebbe essere un motivo per NON usare il suo programma. Però, ecco, AI vs. piattaforme sempre abbastanza una situazione da karma is a bitch.&#xA;&#xA;Installare msgvault&#xA;&#xA;La prima cosa da fare è aprire la pagina github del progetto e seguire le istruzioni.&#xA;&#xA;Ci sono però un po&#39; di cose che sono diverse se vi prendete una versione in italiano. E alcuni step che forse sono meno ovvii del previsto.&#xA;La parte più lunga di tutte è forse quella dell&#39;API key da Google Cloud. Qui c&#39;è un resoconto di quello che ho fatto e qualche query per sistemare il risultato.&#xA;&#xA;Istruzioni per macOS perché era quello che avevo. Per il giro Windows fatemi sapere appena qualcuno arriva in fondo.&#xA;&#xA;installiamo il tutto da terminale (cmd + spazio)&#xA;terminale % curl -fsSL https://msgvault.io/install.sh | bash&#xA;&#xA;Se tutto va bene dovrebbe succedere questo&#xA;&#xA;Installing msgvault...&#xA;&#xA;Platform: ...&#xA;Install directory: dove volete installare&#xA;&#xA;Fetching latest release...&#xA;Found version: v0.6.4 # questa potrebbe essere più nuova&#xA;Downloading msgvault0.6.4darwinarm64.tar.gz...&#xA;Checksum verified&#xA;Extracting...&#xA;Installed from GitHub release&#xA;&#xA;Installation complete!&#xA;&#xA;Add this to your shell profile:&#xA;  export PATH=&#34;$PATH:/Users/NomeUtente/.local/bin&#34;&#xA;&#xA;Get started:&#xA;  msgvault init-db&#xA;  msgvault add-account you@gmail.com&#xA;  msgvault sync-full you@gmail.com --limit 100&#xA;  msgvault tui&#xA;&#xA;In teoria è tutto pronto, si possono leggere già i comandi per iniziare a far funzionare il programma negli ultimi passaggi. Ma prima c&#39;è da trovare le credenziali di autenticazione alla mail di google (in pratica il programma agirà per voi e copierà e cancellerà un sacco di roba, quindi serve un modo per convincere Google che avete tutto il diritto di fare operazioni automatizzate sulla vostra mail).&#xA;&#xA;Credenziali Google Cloud OAuth&#xA;Per poter &#34;fare cose&#34; in automatico con la nostra mail ci servono delle credenziali. &#xA;Questo richiede un paio di steps. Il primo è prendersi dieci minuti per trovare le credenziali di Google Cloud OAuth.&#xA;Da capo, ci pensa Wes a dirci come andare a prenderle.&#xA;&#xA;Come tutte le interfacce web di &#34;cose cloud&#34;, le schermate sono tremende. Ok, il &#34;come tutte&#34; forse è esagerato. Ho avuto a che fare solo con AWS ed è abbastanza tremendo. E siamo a 2/3 dei grandi cloud provider. Pazzesco come è tutto fancy e sbirluccicoso quando si tratta di cattura l&#39;utente e succhiare attenzione. Invece se devi usare quella roba per lavorare allora, boh, è tutto un macello.&#xA;Chi fa &#34;cose coi cloud&#34; per lavoro potrebbe dirmi che in quei casi si lavora da terminale. O che c&#39;è - inserite nome di qualcosa per fare Infrastructure-as-code. Potrei anche essere d&#39;accordo. Però allora perché se tutto è bello da terminale in AWS&amp;Co si spende per mantenere in piedi quella roba? (Ma stiamo divagando...).&#xA;&#xA;In pratica vi tocca seguire gli steps e succede questo (seguono annotazioni sui vari step della guida di Wes). Se dovessi rifare tutto mi sa che dovrei fare qualche screenshot.&#xA;&#xA;Step 1&#xA;si finisce qui&#xA;seleziona progetto -  Nuovo progetto&#xA;creiamo il progetto prendendo nota del suo ID&#xA;&#xA;Step 2&#xA;cliccare sul progetto nuovo e andare su API &amp; Servizi e poi Libreria&#xA;cercare Gmail API e poi&#xA;click su Abilita &#xA;&#xA;Step 3&#xA;Andare su Schermata Consenso OAuth e iniziare configurazione. Seguire i requisiti scegliere esterno (steps 2-4)&#xA;I test users sono nascosti in Schermata consenso Oauth -  Pubblico&#xA;&#xA;Step 4&#xA;1 e 2. Credenziali -  Crea credenziali -  ID Client OAuth&#xA;La creazione procede spedita, e finalmente prendiamo l&#39;API key&#xA;&#xA;Ritorno al terminale, far parlare msgvault con la vostra mail&#xA;&#xA;Per andare avanti tocca tornare &#xA;&#xA;Step 5.&#xA;Si torna al terminale (cmd + spazio) e si edita la riga della shell (usiamo nano) &#xA;&#xA;nano ~/.bashrc &#xA;&#xA;Aggiungere la riga in sospeso dall&#39;installazione &#xA; export PATH=&#34;$PATH:/Users/NomeUtente/.local/bin&#34;&#xA;&#xA;ricaricare la shell. &#xA;source ~/.bashrc&#xA;&#xA;Pronti per usare msgvault&#xA;A questo punto possiamo iniziare a usare msgvault.&#xA;Per iniziare il database &#xA;msgvault init-db &#xA;&#xA;Per aggiungere il vostro account&#xA;msgvault add-account you@gmail.com.&#xA;&#xA;Vi arriverà un messaggio di errore di questo tipo. Che è molto utile per capire dove creare il file di configurazione.&#xA;&#xA;Error: OAuth client secrets not configured.&#xA;To use msgvault, you need a Google Cloud OAuth credential:&#xA;  Follow the setup guide: https://msgvault.io/guides/oauth-setup/&#xA;  Download the clientsecret.json file&#xA;  Create or edit /Users/NOMEUTENTE/.msgvault/config.toml:&#xA;       [oauth]&#xA;       clientsecrets = &#34;/path/to/clientsecret.json&#34;&#xA;&#xA;A questo punto dovete creare un file config.toml nella cartella che vi è stata indicata al punto 3 del messaggio di errore (/Users/NOMEUTENTE/.msgvault/config.toml) ed editarlo come suggerito, cioè con le due righe&#xA;&#xA;       [oauth]&#xA;       clientsecrets = &#34;/path/to/clientsecret.json&#34;&#xA;&#xA;Dovete puntare al file che avete scaricato con fatica finendo lo step dell&#39;API Key su Google.&#xA;&#xA;Usare msgvault&#xA;&#xA;Rifate msgvault add-account you@gmail.com.&#xA;&#xA;A questo punto si apre il browser, fate login con la mail e poi continua.&#xA;Scegliete le operazioni da dare alle mail e... fatto.&#xA;L&#39;auth avrà successo e potremmo chiudere la finestra.&#xA;&#xA;Il Wizard di configurazione vi dice cosa fare dopo&#xA;&#xA;You can now run: msgvault sync-full you@gmail.com.&#xA;&#xA;Eseguite il comando e vi troverete con un messaggio del tipo&#xA;&#xA;Alla fine vi troverete con questo &#xA;Starting full sync for you@gmail.com&#xA;time=202X-XX-0XXX:42:10.077+01:00 &#xA;State per cominciare a sincronizzare tutta la vostra cartella di posta di gmail, allegati inclusi.&#xA;Nel primo log vedrete il numero di messaggi da sincronizzare. I miei erano quasi 100K.&#xA;&#xA;A questo punto passeranno un po&#39; di ore e poi potete iniziare a cercare le cose in fretta. Ad esempio facendo le prove dei comandi che dice Wes nella sezione Explore.&#xA;&#xA;Quindi:&#xA;&#xA;msgvault tui # terminale&#xA;msgvault stats #statiche varie&#xA;&#xA;A questo punto potete accorgervi che avete 870Mb di mail da linkedin.&#xA;Quindi potrebbe venirvi voglia di cancellarle (d).&#xA;&#xA;Quello che stata facendo è cancellare tutto solo da quello che google sa di voi, ma non dal vostro record personale dei dati - perché sono le vostre* mail, ricordiamocelo - quindi, sì, fate pulizia ed evitate lock in.&#xA;&#xA;Ma sa vi accorgete di avere un sacco di robaccia che NON volete nel vostro record personale? Anche perché, ecco, 10 GB di roba sono tantini...&#xA;&#xA;Allora potete installare un plugin di VSCode o un altro editor di testo per leggere il db e brasare le cose che non servono.&#xA;Questa però forse è una cosa da vedere a parte.&#xA;&#xA;Anche perché fare pulizia è fare i conti con la spazzatura digitale.&#xA;&#xA;#gmail #msgvault #spazzaturadigitale #email&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Prendere consapevolezza del proprio rapporto con tecnologia e piattaforme è altrettanto necessario quanto dover fare i conti col mondo finanziario che ci circonda.
Anche questo è un percorso e i motivi possono essere i più variegati e svariati.</p>

<p>Una rassegna non esclusiva  di alternative o motivi si trova in questi post: <a href="https://lealternative.net/alternative-a-gmail/">alternative a gmail</a>, <a href="https://eleonoraccaruso.substack.com/p/ce-posta-per-lai">una puntata del substack Eleonora Caruso dedicata a salutare Gmail</a>, <a href="https://www.kenobit.it/libri-e-fanzine/">Liberare il mio smartphone per liberare me stesso di Kenobit</a> – a qualche click di distanza potete trovare il modo di leggerlo gratuitamente. Potrei andare avanti, ma succederà un&#39;altra volta.</p>

<p>Visto però che, come si diceva, la cosa è un processo – ci sta che prima di droppare tutto e riaprire casa altrove vogliate fare pulizia o un backup. <code>msgvault</code> è un programma per fare il backup, fare pulizia e scoprire qualcosa di quello che avete fatto con Google in questi anni.</p>



<h1 id="msgvault-in-breve">msgvault, in breve</h1>

<p><a href="https://www.msgvault.io/introduction/">msgvault</a> è un software sviluppato da Wes McKinney.
Wes è una superstar del mondo Python e della programmazione. Back in the days quando il lavoro di data analysist era la cosa più cool del mondo (prima dei bitcoin e prima dell&#39;AI trade e di GPT etc), per analizzare dati probabilmente usavate Python come linguaggio di programmazione.</p>

<p>E per “fare le cose con i dati”, usavate pandas. Wes ha creato pandas.
(Tra parentesi: c&#39;è <a href="https://wesmckinney.com/book/">un libro di McKinney su pandas del 2014</a> o simili – aggiornato alle verisoni più recenti. Prima o poi sarà il momento di parlare anche di <em>libri su strumenti e cose ganze, scritte da chi ha fatto quelle cose</em>. Tipo il libro di Mechner su <em>Prince of Persia</em>.
Tra le storie interessanti su pandas e come siamo arrivati ad averlo, open source e gratis, c&#39;è un altro intreccio con la finanza (non solo personale). Quelli di [AQR avevano bisogno di qualcosa con cui fare le analisi dei dati}(<a href="https://pandas.pydata.org/about/">https://pandas.pydata.org/about/</a>).</p>

<p>Sul come e il perché sia nato <code>msgvault</code>, c&#39;è <a href="https://wesmckinney.com/blog/announcing-msgvault/">un post dello stesso Wes</a></p>

<p>Da qui in poi vedremo come installare <code>msgvault</code> e cosa farci.
In un ipotetico seguito e sviluppo (perchè è un processo, etc etc) possiamo vedere cosa fare coi backup (magari non volete backuppare un gigabyte di mail di linkedin) e dirci due cose su cosa si scopre rovistando in quella che, per una parte variabile, è una discreta componente della nostra spazzatura digitale.</p>

<p>Prima di procedere: <a href="https://wesmckinney.com/blog/why-not/">Wes è diventato un fan dello sviluppo con l&#39;AI e con gli agenti</a>. Questa cosa potrebbe non piacervi troppo e, forse, potrebbe essere un motivo per NON usare il suo programma. Però, ecco, AI vs. piattaforme sempre abbastanza una situazione da karma is a bitch.</p>

<h2 id="installare-msgvault">Installare msgvault</h2>

<p>La prima cosa da fare è aprire la pagina github del progetto e <a href="https://github.com/wesm/msgvault">seguire le istruzioni</a>.</p>

<p>Ci sono però un po&#39; di cose che sono diverse se vi prendete una versione in italiano. E alcuni step che forse sono meno ovvii del previsto.
La parte più lunga di tutte è forse quella dell&#39;API key da Google Cloud. Qui c&#39;è un resoconto di quello che ho fatto e qualche query per sistemare il risultato.</p>

<p>Istruzioni per macOS perché era quello che avevo. Per il giro Windows fatemi sapere appena qualcuno arriva in fondo.</p>
<ol><li>installiamo il tutto da terminale (<code>cmd + spazio</code>)
<code>
terminale % curl -fsSL https://msgvault.io/install.sh | bash
</code></li></ol>

<p>Se tutto va bene dovrebbe succedere questo</p>

<pre><code>Installing msgvault...

Platform: ...
Install directory: dove volete installare

Fetching latest release...
Found version: v0.6.4 # questa potrebbe essere più nuova
Downloading msgvault_0.6.4_darwin_arm64.tar.gz...
Checksum verified
Extracting...
Installed from GitHub release

Installation complete!

Add this to your shell profile:
  export PATH=&#34;$PATH:/Users/NomeUtente/.local/bin&#34;

Get started:
  msgvault init-db
  msgvault add-account you@gmail.com
  msgvault sync-full you@gmail.com --limit 100
  msgvault tui
</code></pre>

<p>In teoria è tutto pronto, si possono leggere già i comandi per iniziare a far funzionare il programma negli ultimi passaggi. Ma prima c&#39;è da trovare le credenziali di autenticazione alla mail di google (in pratica il programma agirà per voi e copierà e cancellerà un sacco di roba, quindi serve un modo per convincere Google che avete tutto il diritto di fare operazioni automatizzate sulla vostra mail).</p>

<h2 id="credenziali-google-cloud-oauth">Credenziali Google Cloud OAuth</h2>

<p>Per poter “fare cose” in automatico con la nostra mail ci servono delle credenziali.
Questo richiede un paio di steps. Il primo è prendersi dieci minuti per trovare le credenziali di Google Cloud OAuth.
Da capo, ci pensa Wes a dirci <a href="https://www.msgvault.io/guides/oauth-setup/">come andare a prenderle</a>.</p>

<p>Come tutte le interfacce web di “cose cloud”, le schermate sono tremende. Ok, il “come tutte” forse è esagerato. Ho avuto a che fare solo con AWS ed è abbastanza tremendo. E siamo a 2/3 dei grandi cloud provider. Pazzesco come è tutto fancy e sbirluccicoso quando si tratta di cattura l&#39;utente e succhiare attenzione. Invece se <em>devi usare quella roba per lavorare</em> allora, boh, è tutto un macello.
Chi fa “cose coi cloud” per lavoro potrebbe dirmi che in quei casi si lavora da terminale. O che c&#39;è – inserite nome di qualcosa per fare <em>Infrastructure-as-code</em>. Potrei anche essere d&#39;accordo. Però allora perché se tutto è bello da terminale in AWS&amp;Co si spende per mantenere in piedi quella roba? (Ma stiamo divagando...).</p>

<p>In pratica vi tocca seguire gli steps e succede questo (seguono annotazioni sui vari step della guida di Wes). Se dovessi rifare tutto mi sa che dovrei fare qualche screenshot.</p>

<h3 id="step-1">Step 1</h3>
<ol><li>si finisce <a href="https://console.cloud.google.com/welcome/new?pli=1">qui</a></li>
<li>seleziona <code>progetto</code> –&gt; <code>Nuovo progetto</code></li>
<li>creiamo il progetto <strong>prendendo nota del suo ID</strong>*</li></ol>

<h3 id="step-2">Step 2</h3>
<ol><li>cliccare sul progetto nuovo e andare su <code>API &amp; Servizi</code> e poi <code>Libreria</code></li>
<li>cercare <code>Gmail API</code> e poi</li>
<li>click su <code>Abilita</code></li></ol>

<h3 id="step-3">Step 3</h3>

<p>Andare su <code>Schermata Consenso OAuth</code> e iniziare configurazione. Seguire i requisiti scegliere esterno (steps 2-4)
I <code>test users</code> sono nascosti in <code>Schermata consenso Oauth</code> –&gt; <code>Pubblico</code></p>

<h3 id="step-4">Step 4</h3>

<p>1 e 2. <code>Credenziali</code> –&gt; <code>Crea credenziali</code> –&gt; <code>ID Client OAuth</code>
La creazione procede spedita, e finalmente prendiamo l&#39;<code>API key</code></p>

<h2 id="ritorno-al-terminale-far-parlare-msgvault-con-la-vostra-mail">Ritorno al terminale, far parlare msgvault con la vostra mail</h2>

<p>Per andare avanti tocca tornare</p>

<p>Step 5.
1. Si torna al terminale (<code>cmd + spazio</code>) e si edita la riga della shell (usiamo <code>nano</code>)</p>

<p><code>nano ~/.bashrc</code></p>
<ol><li><p>Aggiungere la riga in sospeso dall&#39;installazione
<code>export PATH=&#34;$PATH:/Users/NomeUtente/.local/bin&#34;</code></p></li>

<li><p>ricaricare la shell.
<code>source ~/.bashrc</code></p></li></ol>

<h1 id="pronti-per-usare-msgvault">Pronti per usare msgvault</h1>

<p>A questo punto possiamo iniziare a usare msgvault.
Per iniziare il database
1. <code>msgvault init-db</code></p>

<p>Per aggiungere il vostro account
2. <code>msgvault add-account you@gmail.com</code>.</p>

<p>Vi arriverà un messaggio di errore di questo tipo. Che è molto utile per capire dove creare il file di configurazione.</p>

<pre><code>Error: OAuth client secrets not configured.
To use msgvault, you need a Google Cloud OAuth credential:
  1. Follow the setup guide: https://msgvault.io/guides/oauth-setup/
  2. Download the client_secret.json file
  3. Create or edit /Users/NOMEUTENTE/.msgvault/config.toml:
       [oauth]
       client_secrets = &#34;/path/to/client_secret.json&#34;
</code></pre>

<p>A questo punto dovete creare un file <code>config.toml</code> nella cartella che vi è stata indicata al punto 3 del messaggio di errore (<code>/Users/NOMEUTENTE/.msgvault/config.toml</code>) ed editarlo come suggerito, cioè con le due righe</p>

<pre><code>       [oauth]
       client_secrets = &#34;/path/to/client_secret.json&#34;
</code></pre>

<p>Dovete puntare al file che avete scaricato con fatica finendo lo step dell&#39;API Key su Google.</p>

<h1 id="usare-msgvault">Usare msgvault</h1>

<p>Rifate <code>msgvault add-account you@gmail.com</code>.</p>

<p>A questo punto si apre il browser, fate login con la mail e poi continua.
Scegliete le operazioni da dare alle mail e... fatto.
L&#39;auth avrà successo e potremmo chiudere la finestra.</p>

<p>Il Wizard di configurazione vi dice cosa fare dopo</p>

<pre><code>You can now run: msgvault sync-full you@gmail.com.
</code></pre>

<p>Eseguite il comando e vi troverete con un messaggio del tipo</p>

<p>Alla fine vi troverete con questo</p>

<pre><code>Starting full sync for you@gmail.com
time=202X-XX-0XXX:42:10.077+01:00 
</code></pre>

<p>State per cominciare a sincronizzare tutta la vostra cartella di posta di gmail, allegati inclusi.
Nel primo log vedrete il numero di messaggi da sincronizzare. I miei erano quasi 100K.</p>

<p>A questo punto passeranno un po&#39; di ore e poi potete iniziare a cercare le cose in fretta. Ad esempio facendo le prove dei comandi che dice Wes nella sezione Explore.</p>

<p>Quindi:</p>

<pre><code>msgvault tui # terminale
msgvault stats #statiche varie
</code></pre>

<p>A questo punto potete accorgervi che avete 870Mb di mail da linkedin.
Quindi potrebbe venirvi voglia di cancellarle (<code>d</code>).</p>

<p>Quello che stata facendo è cancellare tutto solo da quello che google sa di voi, ma non dal vostro record personale dei dati – perché sono le <em>vostre</em> mail, ricordiamocelo – quindi, sì, fate pulizia ed evitate lock in.</p>

<p>Ma sa vi accorgete di avere un sacco di robaccia che NON volete nel vostro record personale? Anche perché, ecco, 10 GB di roba sono tantini...</p>

<p>Allora potete installare un plugin di VSCode o un altro editor di testo per leggere il db e brasare le cose che non servono.
Questa però forse è una cosa da vedere a parte.</p>

<p>Anche perché fare pulizia è fare i conti con la spazzatura digitale.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:gmail" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">gmail</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:msgvault" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">msgvault</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:spazzaturadigitale" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">spazzaturadigitale</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:email" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">email</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/riprendersi-le-mail-e-toglierle-a-google</guid>
      <pubDate>Sat, 02 May 2026 08:58:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La scala della ricchezza, il nuovo libro di finanza personale di Nick Maggiulli</title>
      <link>https://thegui.eu/la-scala-della-ricchezza-il-nuovo-libro-di-finanza-personale-di-nick-maggiulli</link>
      <description>&lt;![CDATA[Iniziamo a fare le recensioni dei libri(ni) e metterle sul blog. Ci sono un po&#39; di step e cose da fare. Ad esempio: parlare dei libri di finanza personale e di questa perversione doppia (l&#39;altra sono i libri di economia); c&#39;è da riprendere il libro prima del buon Nick; c&#39;è da vedere di cosa parla questo nuovo e poi da vedere se il libro scritto da un americano per gli americani - spoiler: il blog con cui Nick è diventato famoso si chiama ofdollarsanddata, esisterà un mondo oltre la FED e una bandiera oltre alle stelle e le strisce? - può far comodo dall&#39;altra parte dell&#39;Atlantico. In breve: sì, ma soprattutto non per i motivi e per quello che vorrebbe Nick (che non è un limite del suo libro, anzi).&#xA;Se avete fretta, cercate la sezione Recap. E poi andate avanti per i puntigli/pignolazzi.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Economia e finanza personale: ce tocca&#xA;Provo a mettere ordine e cercare di capire quando e perché economia e finanza personale sono finiti all&#39;interno della pila delle cose che leggo o che vorrei leggere.&#xA;Di sicuro c&#39;entra la pensione e un evento di roba digitale a Milano. C&#39;era un sacco di sicurezza perché ai tempi doveva esserci Di Maio che era ministro. Comunque...&#xA;Scenario: Relatrice under 35 che si occupa di pensioni dice qualcosa tipo &#34;mi chiedono perché a X anni mi preoccupi della mia pensione. Io rispondo che proprio perché ho X anni devo farlo.&#34;&#xA;&#xA;Lì ho capito che &#34;il fatto che non vedrò mai la pensione&#34; - che una decina d&#39;anni fa davo per buono e incontrovertibile - non voleva dire che non dovevo preoccuparmene.&#xA;C&#39;è stato quindi una sorta di passaggio da &#34;non vedrò mai la pensione, non preoccupiamocene&#34; a &#34;non vedrò mai la pensione, quindi cerchiamo di capire cosa fare&#34;. Grazie relatrice con un job title molto bello che non ricordo.&#xA;&#xA;A questo, più o meno in contemporanea, si era aggiunto una sorta di &#34;non mi piace per niente come funzionano le cose e le regole del gioco attuali, però non sono sicuro che disinteressandomene del tutto non mi complichi la vita&#34;.&#xA;&#xA;Forse uno dei primi ragionamenti è stato il lo stipendio resta piatto, l&#39;inflazione no. In termini reali - adeguati all&#39;inflazione - perderai potere d&#39;acquisto. Abbiamo già visto prima che sulla pensione non possiamo farci affidamento. Vediamo di avere un minimo di contezza di quello che succede lì fuori a livello economico.&#xA;Deve per forza finire così? (Ora metterei un grafico di come varia negli anni un capitale a caso con diverso tasso di inflazione media. Ai tempi era solo un fastidio, qualcosa che volevo capire).&#xA;&#xA;Adesso che mi rimetto a scrivere queste cose la patria di Nick offre un modo migliore per spiegare la situazione di disagio e di &#34;ok, capiamo e mettiamoci in gioco&#34;.&#xA;Se il genero del presidente può fare insider trading in modo legalizzato (o quando meno, senza patirne le conseguenze) e fare +30%  (numero a caso, comunque grosso - online si trova un tracker del portfolio della Casa Bianca) posso provare anch&#39;io a fare qualcosa, evitare l&#39;insider trading, e finire in positivo.&#xA;&#xA;Probabilmente la prima incarnazione di questo pensiero è stata una cosa del tipo &#34;non mi piace il modello, ma tocca sporcarsi le mani con gli investimenti&#34;. La prima versione - in astratto - era una cosa del tipo &#34;se &#39;sta roba sale del 7,5% annuo, cerchiamo di portarci a casa almeno la metà&#34;. Dove &#39;sta roba era l&#39;indice azionario preferito di Nick, lo Standard&#39;s and Poor 500 e gli anni quelli del rimbalzo post covid (2021).&#xA;Sempre nel 2021 la mia motivazione principale per mettere dei soldi su un ETF con azioni europee era tutti i soldi del recovery fund che se ne vanno dalla mia pensione almeno mi renderanno qualcosa. C&#39;è poca scelta sul pagarli o meno. Però posso scegliere se intercettare qualcosa di quello che dovrebbe venirne fuori.&#xA;&#xA;Consulenti finanziari che leggere queste cose, non mettetevi le mani nei capelli. Ho già detto che, nel Mulino che vorrei, non ci sarebbe bisogno di sporcarsi le mani con queste cose. Mi tocca e mi disegnano come uno che deve fare queste cose. Fosse per me farei a meo. Però non credo di poterlo evitare.&#xA;&#xA;Alla fine sto imparando cose. E molte aiutano a capire un po&#39; meglio una valanga di altre cose che non mi piacciono del gioco e delle sue regole (sia quelle del 2020-21 che quelle di ora).&#xA;(E poi ho scoperto, letto e fatto delle cose di cui sono parecchio contento a causa di questo &#34;tocca sporcarsi le mani con la propria gestione finanziaria&#34;, però qui c&#39;è da parlare di Nick. Quindi next time.)&#xA;&#xA;Nick Maggiulli, ofdollarsanddata e Just Keep Buying&#xA;Nick Maggiulli si occupa di finanza personale. Da quello che capisco e si scopre nel libro, lo fa per lavoro. Se curiosate su GitHub c&#39;è il codice (in R e forse a volte in Python, o forse è solo uno scriptino per la build) delle sue analisi dati.&#xA;Ha iniziato nel 2017 a scrivere un articolo a settimana su ofdollarsanddata.com come &#34;qualcosa di extra&#34; rispetto al lavoro in uno studio legale. Dal 2020 - da capo il COVID che fa cose - è diventato il suo lavoro e il ponte per passare dallo studio legale a lavorare in finanza.&#xA;Prima di questo libro ne ha scritto un altro, Just Keep Buyingé che è sia una sorta di premessa de La scala della ricchezza sia un focus più dettagliato di uno dei livelli di ricchezza di questo libro (solo che, ai tempi, la scala non era stata concettualizzata).&#xA;&#xA;Non so bene come ho incrociato il lavoro di Nick la prima volta. Credo sulla newsletter di the brew markets. Strano come a volte queste cose non si riesce più a ricostruirle.&#xA;&#xA;Potete leggere il blog via RSS. Potete farvi un&#39;idea di cosa c&#39;è dentro scorrendo i post di fine anno in cui Nick fa la classica classifica &#34;il meglio dell&#39;anno X&#34;. Gli argomenti sono la finanza personale e le analisi economiche. Non sono niente male.&#xA;Direi che qui posso linkare quello del 2025 che ha i link a tutti gli anni precedenti.&#xA;&#xA;Non so bene se c&#39;è una classifica degli &#34;influencer&#34; di finanza personale. Anzi, visto che fare il consulente è il lavoro di NM, forse dovrei dire &#34;divulgatori&#34;. Direi che ci siamo capiti.&#xA;Passiamo a casa nostra. Nick Maggiulli è &#34;the Bull famous&#34;: Riccardo Spada l&#39;ha intervistato nel suo podcast - the Bull - un po&#39; di tempo fa (ep. 221), soprattutto sul primo libro Just Keep Buying (anche se ai tempi mi sa che era già uscito La scala della ricchezza ma non era stato tradotto. Il libro è uscito da pochino.).&#xA;&#xA;Il primo libro assumeva che una persona volesse mettere da parte dei soldi, investire e cercare di migliorare il proprio tenore di vita. Insomma: di fare più soldi (e vivere meglio).&#xA;Come fare? Continuando a comprare, come dice il titolo. Continua a compare, ribilancia, porta pazienza.&#xA;&#xA;Nel farlo, c&#39;erano un sacco di cose pratiche &#34;alla Maggiulli&#34;. Prendi una qualche tesi o consiglio e prova a vagliarlo coi dati. E poi magari espandi il campo con un po&#39; di psicologia.&#xA;Ad esempio, in quel libro Nick ci dice che &#34;da giovani / all&#39;inizio della carriera&#34; la frugalità paga poco. Meglio concentrarsi sull&#39;aumento del proprio reddito che tagliare su 7 dollari di caffe da Starbucks. Quindi la frugalità non paga. O, se anche paga, paga meno di quanto si possa immaginare.&#xA;(Esatto, questa cosa che per NM è normale spendere 10 dollari al giorno per colazione o forse tre volte tanto per pranzo mentre lavori è una cosa che ci può far pensare ma dove vive?. O anche ma come vive?. Poi quando si parla dei dati sull&#39;aumento del reddito e degli stipendi oltre oceano vs. circondati per il 90% dei confini dal mediterraneo puoi iniziare a trovare risposte).&#xA;C&#39;è la spiegazione del perché un mutuo è un investimento a leva, che potete usare per far accapponare la pelle ai parenti che vi dicono che investire in X è rischioso (&#34;nonno, hai comprato casa a leva!&#34;). &#xA;&#xA;Ci sono anche un po&#39; di euristiche. Mi ricordo quella su come &#34;farsi dei regali&#34; senza sensi di colpa. Vuoi spendere X per una miniatura di un anime stampata in 3d col sudore dell&#39;attore del live action sopra però titubi perché forse sai che è una cazzata? Amen, se ti rende felice e vuoi davvero buttare una frazione considerevole del tuo stipendio in quella roba, fallo. A patto di investire due volte tanto.&#xA;Questo trick psicologico dovrebbe evitare il rimorso o, comunque, bloccare le decisioni super impulsive.&#xA;O anche, quanti soldi devo mettere da parte per pagarmi le spese mensili di un anno? La risposta è &#34;spese mensili x 100 x 12 / rendimento dei soldi messi da parte&#34;. O euristiche su come e quando vendere.&#xA;&#xA;Ci sono poi dati su come evolve la spesa al progredire dell&#39;età (sempre di quella gente che vive nel paese più ricco del mondo) o su come spendere le promozioni (già detto che, da capo, è quello è anche un paese in cui gli stipendi crescono - non solo il costo delle case).&#xA;Un&#39;altra cosa che mi aveva colpito è che lo 0,01% del proprio capitale è la cifra che ci consente di fare acquisti impulsi senza pensare. Avere 10 mila soldi sul conto? Potete spendere tranquillamente 1 euro senza pensarci troppo. Arraffate le goleador.&#xA;Fatevi un aperitivo e mezzo se avere 100mila soldi. Etc.&#xA;&#xA;Questo è il concetto principale del nuovo libro, La scala della Ricchezza.&#xA;&#xA;La scala della ricchezza (finalmente)&#xA;L&#39;idea principale del libro è quella di costruire una scala della ricchezza. I dati di NM sono quelli americani. Nella traduzione italiana si passa da dollari ad euro, tranne quando l&#39;analisi dei dati di Nick è su un caso specifico statunitense (ad esempio il college).&#xA;&#xA;L&#39;idea è quella di offrire un framework. Non sono i numeri precisi ad essere esatti o utili. L&#39;utilità è nel concetto di scala di ricchezza e in come usarlo per capire come &#34;vivere su quel gradino&#34; e come guardare quelli limitrofi.&#xA;Così si possono concettualizzare diversi livelli. Per ogni livello ci si può fare un&#39;idea di com&#39;è vivere a quel livello, come spendere, che qualità della vita aspettarsi. E anche come investire - se possiamo permettercelo - e come fare per accumulare ricchezza per &#34;salire la scala&#34; (c&#39;è sempre questo elemento da Rocky, sappiatelo).&#xA;Cosa può aiutarci a salire? Cosa potrebbe succedere che ci tira indietro?&#xA;&#xA;Questa è la potenza del libro. Nick dice nell&#39;introduzione che è una di quelle cose che quando la vedi poi non puoi smettere di vederla &#34;you cannot unseen it&#34;.&#xA;E, visto il lavoro di Nick, si sono abbastanza dai e informazioni anche per i livello spaventosi di ricchezza. Livelli di cui può non importarvene niente o magari pensate che i rappresentati - almeno quelli famosi - siano tutte delle persone orribili (spesso uomini. Anzi, tutti quelli che mi vengono in mente.)&#xA;Però direi che questo è un +1 al libro. C&#39;è un sacco di roba, anche più di quella che potrebbe interessarvi.&#xA;&#xA;Ok, senza molta immaginazione i livelli sono fasce che hanno sempre uno zero in più al livello successivo. E, per comodità dei numeri, si parte con un uno e si usa 1 seguito da zeri per i livelli.&#xA;Quindi i livelli sono:&#xA;&#xA;fino a 10 mila (10.000; 10^4);&#xA;da 10mila a 100mila (100.000; 10^5);&#xA;da 100mila a 1 milione (1.000.000, 10^6);&#xA;da 1 milione a 10 milioni (10.000.000, 10^7);&#xA;da 10 milioni a 100 milioni (100.000.000, 10^8);&#xA;sopra i 100 milioni (100.000.000, 10^8).&#xA;&#xA;Sì, scrvere tutti questi zeri e contarli è una faticaccia - grazie esponenti. E, da capo sì, sono 6 e non 10. Ma solo perché Nick ancora non è il consulente di uno dei miliardari orribili :)&#xA;&#xA;Scherzi a parte, per ogni livello Nick tira fuori quanto vale lo 0,01% del capitale e, in base al valore che viene fuori, estrae la banda di spesa &#34;senza pensieri&#34;. Presa questa cifra tira fuori una &#34;soglia di libertà di spesa&#34; per avere una frase da appiccicare a quel concetto.&#xA;RIcordandoci che 0,01 è 10^-4 abbiamo:&#xA;&#xA;fino a 1;&#xA;da 1 a 10;&#xA;da 10 a 100;&#xA;da 100 a 1000;&#xA;da 1000, a 10000;&#xA;sopra 10000.&#xA;&#xA;I livello sono questi:&#xA;&#xA;ehm, qui di libertà non ce ne sono moltissime - l&#39;obiettivo è arrivare a fine mese;&#xA;libertà del supermercato: uova a 7dollari? ok;&#xA;libertà dal ristorante: puoi prendere quello che vuoi sul menù senza doverti fare i conti in tasca;&#xA;libertà di viaggiare;&#xA;libertà di abitare dove vuoi;&#xA;libertà di lasciare il segno.&#xA;&#xA;Da capo, sono tutti aiuti per fissare i concetti, non cose del tipo &#34;ma io vado a fare la spesa qui e voglio solo questo. Sono a questo livello, è sbagliato&#34;.&#xA;Perché lo 0,01%? Nick fa due conti. Se tutta la vostra ricchezza cresce dello 0,01% al giorno, annualizzando vuol dire che vi portare a casa il 3,7%. Questo è un rendimento prudente (Nick lo vuole oltre l&#39;inflazione, che forse è un po&#39; meno prudente. Ma è americano e ottimista). Quindi in pratica spendete pure ogni giorno quella cifra senza pensare, il vostro patrimonio non scenderà. (Aggiungo: però sulle spese per il resto, pensateci!).&#xA;&#xA;Ammesso che fin qui funzioni, c&#39;è da capire cosa diavolo rappresenta il numero.&#xA;Qui è dove le cose si complicano all&#39;interno del libro nel suo sviluppo.&#xA;&#xA;In teoria è facile. Ovviamente is parla di ricchezza, lo dice il titolo. Ma che diavolo è?&#xA;Per Nick la ricchezza è il patrimonio, non il reddito. Anche perché auguri a prendere sopra i 10 milioni di stipendio l&#39;anno.&#xA;&#xA;Bene, cos&#39;è il reddito? Più o meno quello che avete sul conto (sui conti), più la casa meno passività varie (mutui e altro).&#xA;Nick sa che c&#39;è un problemino. Finché avete soldi sul conto o investimenti liquidabili è tutto facile. Quando però c&#39;è una casa di mezzo non è così facile contarla nel patrimonio per intero. Se casa vale mezzo milione ma non avete alternative rispetto a dove stare e sul conto avete 100 mila è diverso rispetto a qualcuno che ha investito mezzo milione e abita in una casa da centomila (e, come voi, non ha alternative per l&#39;altra casa).&#xA;Da capo, non siamo qui a fare i puntigliosi - penso che in America poi sbarazzarsi di una casa sia molto più rapido che qui. Almeno per l&#39;America di cui sembra parlare Nick.&#xA;&#xA;Comunque, questa differenza serve a Nick per qualche punto che c&#39;era già nel libro prima. Se guadagni tanto e spendi quasi tutto basando il tuo stile di vita su quanto arriva da fare il tuo lavoro super pagato ora - che però potresti non fare più in futuro - e ti perdi per strada di mettere cose da parte... ecco, potrebbero esserci dei problemi.&#xA;L&#39;esempio di Nick sono gli sportivi (credo in NBA, ma pare che anche con hockey e baseball si guadagni bene).  Nel portare le cose da noi c&#39;è almeno uno stereotipo di milanese imbruttito che corrisponde all&#39;esempio (quello che non ha i nonni con una casa in zona Garibaldi, Nolo, il prossimo posto gentrificato).&#xA;&#xA;Quindi abbiamo questo concetto e possiamo capire dove siamo. E possiamo vedere come andare avanti e avere qualche suggerimento. Se avete altri libri di finanza personale che fanno questa cosa, ditemelo.&#xA;&#xA;Livello per livello ci sono delle indicazioni. Tipo quanto devono darvi di aumento al livello 2 per cambiare lavoro. Quando concentrarsi sull&#39;apprendimento e quando sulla carriera o il cambio di carriera. Quando aprire un&#39;attività o comprarne una. Cose del genere.&#xA;Da capo: sembra davvero che servisse Nick per fare un libro di finanza personale che oltre a dire &#34;dipende&#34;, fornisse una mappa con diversi criteri da usare per capire &#34;in che modo dipende se sono in questa casella?&#34;, &#34;in che modo dipende se sono in quest&#39;altra?&#34;. E, soprattutto, come diavolo tracciamo la mappa e le caselle?&#xA;Gli altri libri che di dicono come diversificare, se lo dicono, prendono l&#39;età. Qualcuno dice qualcosa sugli obiettivi. Però sulle condizioni di partenza c&#39;è pochino.&#xA;&#xA;I tempi (e i livelli fuori scala)&#xA;L&#39;altra cosa bella è che Nick prende i dati per dirci più o meno quanto ci vuole a passare da un gradino all&#39;altro. Per farlo ci sono un po&#39; di dati sulle famiglie americane - qui arrivano i dati sulle famiglie - che vengono seguite per un po&#39; di tempo (sui 10 anni) e poi si vede dove finiscono.&#xA;Spoiler: a parte i primi due livelli, ci sta che rimaniate dove siete.&#xA;C&#39;è poi uno studio su 20 anni, e lì forse le cose vanno meglio. Però, ecco, difficile pensare di fare al volo tutta la scala.&#xA;(Questi studi sulle famiglie hanno un problema tipo gli ETF di future e obbligazioni a scadenza, alcuni ruotano le famiglie dopo tot.)&#xA;&#xA;La cosa più interessante è invece capire l&#39;età mediana di chi sta nelle varie fasce. Viene fuori che - per l&#39;America (cioè per il mondo, visto che i campioni di milionarietà e gli ossessionati dai soldi sono (erano? ora la guerra pare tirare di più) sono loro - gli abitanti del livello 4 e soprattutto il 5 e il 6hanno attorno ai 60+ anni per quanto riguarda il 50esimo percentile.&#xA;Quindi pensate al nonnino di Up in versione Warren Buffet e non a Zuckerberg 2010 (che era 15 anni fa). Nick fa qualcosina per dirci che, anche se la stampa (americana) si focalizza sul 20enne che si trova con 10^7  o 8 o 9 zeri di azienda, le cose vanno diversamente.&#xA;Poi, boh, magari ci sarebbe da vedere quanto i tech bros sono ossessionati dal sembrare giovani o farsi ricordare come tali. Siamo ben oltre il livello foto-di-Guccini-sui-manifesti-dei-concerti. Senza contare che Guccini-manifesto sembra comunque drammaticamente più vecchio di Larry Ellison.&#xA;&#xA;Comunque, sì, per quanto nel libro ci siano citazioni sul denaro di rapper vari, Nick ci invita a prenderci il nostro tempo e a get rich ma evitare di lasciarci le penne durante il percorso.&#xA;(Ci sono un altro paio di momenti da Nick vs. il capitalismo e le storie meritocratiche, ad esempio quando parla delle opportunità riprendendo il post sul tiro al bersaglio e il luna park).&#xA;&#xA;In generale, questo succede soprattutto descrivendo il livello 1 perché una delle caratteristiche del livello 1 è, cercate di uscirne il prima possibile, speriamo per voi che ci sia una famiglia o una qualche rete che vi supporta.&#xA;A parte questo, il tono che prevale è comunque quello in cui il lavoro costituisce buona parte della vostra identità. Questo viene fuori sia parlando dei primi livelli e di come uscirne trovando un po&#39; di stabilità, sia quando di parla di livello 4 o superiore con gente che ha almeno un milione, smette di lavorare e... non sa più cosa fare.&#xA;Il lavoro di Nick dev&#39;essere strano. Me lo immagino che prova a dire a dei 45+ enni o dei 50 o 60enni che si pompano per avere più soldi, mostrarsi macho e fare kitesurf che c&#39;è altro oltre al lavoro. E questi ricconi dicono &#34;perso&#34; come Bruce Willis nella pubblicità dei telefonini, gesticolando come il meme di John Travolta.&#xA;(Dovrei ricontrollare, però mi sa che le persone di cui parla Nick sono quasi sempre uomini. Anche i clienti o gli amici a cui cambia nome. Anche tra gli esempi dei vari livelli.)&#xA;&#xA;Che altro c&#39;è nel libro?&#xA;Beh, nei capitoli sul livello 5 e 6 - e pure 4 - c&#39;è una parte in stile &#34;anche i ricchi piangono&#34;. C&#39;è da faticare - ma Nick ci ha detto che pure il livello 1 è quello del fatti il culo più che puoi a 20anni, anche se ti sottopagano - e quindi daje con la cit. dell&#39;uomo con la giacca di pelle Jensen Huang che dice che se fosse stato sano di mente non si sarebbe messo a far crescere Nvidia. Nick non dice &#34;hey, Jens, sai che puoi incassare tutto e dimetterti e puntare alla tua mindfulness e al tuo well-being?&#34;. Però una parte di me vuole pensare che Nick, nel suo piccolo, a volte ci pensi.&#xA;&#xA;Poi, ecco, perché si fa una vita di merda e si è tristi anche con tanti soldi?&#xA;Perché via via che sali coi soldi vuoi competere, tendi ad isolarti tra ricchi e la cosa di cui parli al club... sono i soldi. E qualcuno ha più soldi di te. E ti girano.&#xA;Vi ricordate la storia del Cage match tra Zuckerberg e Musk? Una cosa del genere, solo in una competizione coi soldi.&#xA;&#xA;Pensate quello che volete delle persone in questa situazione. Nick ci fa osservare che siamo nella parte di destra della gaussiana. Quindi &#34;un po&#39; più ricco&#34; possono essere abbastanza soldi da farti girare le scatole.&#xA;Tornando a parlare di vecchietti con taaaaaanti soldi, Nick cita un&#39;intervista con Charlie Munger (in pratica il Palpatine di Warren Buffet, o forse il suo Woz?) dove si vede proprio che, da vecchio, continuava a rodergli di non aver fatto più soldi. Ok.&#xA;Altra cosa buffa: da topo livello 4 e poi nel 5 e nel 6 Nick dice di stare attenti ai propri soldi. Serve un team di avvocati e tante assicurazioni perché cercheranno sempre di farti causa.&#xA;In una strana visione del sistema giuridico USA viene fuori che entrambe le parti sanno che le spese legali costano un sacco, quindi tanto vale accordarsi coi porazzi che vengono a farti causa per niente che continuare a pagare il team di esperti.&#xA;(Su questa parte non ci sono dati. Non c&#39;è nemmeno un commento sul fatto che la parte paga a sua volta le spese... però magari non ha commesso il torto? E c&#39;è ancora meno sulle liti temerarie o su Thiel e Hulk Hogan e le cause che hanno intentato loro. Boh, &#39;sta parte è abbastanza strana.)&#xA;Comunque, visto che i ricchi sono paranoici per fare più soldi (il conto in banca del vicino ha sempre più 0) e che devono schivare le liti, c&#39;è un&#39;altra dinamica che si apre: quella in cui le relazioni di chi crede di avercela fatta sono a rischio perché ci sarà un codazzo di questuanti che vogliono i soldi. Quindi dal livello 4 (ma soprattutto 5 e 6) si diventa soli e ci si chiude in se stessi, perché si diventa Gollum e c&#39;è da difendere il tesoro.&#xA;La cosa strana è che, a questo punto, uno si aspetterebbe il neo livello 5 che si ripiega sulla famiglia o sulle cose-che-contano-davvero-TM. Però no. Il divorzio è un rischio per la ricchezza. La soluzione e gli amici sono altri ricchi che trovi nel club esclusivo. Che non ti faranno sentire solo, ma ti metteranno ansia da prestazione.&#xA;&#xA;Strano, eh?&#xA;&#xA;Al di là del resoconto comico, mi sa che è un piccolo pro del libro. C&#39;è questa parte. Sembra ridicola - nel libro ci sta che lo sia un po&#39; meno - ma c&#39;è. E se lo scopo del libro è fornire un quadro e presentare a stereotipi come si può stare, vivere e spendere nei vari gradini, ben venga.&#xA;&#xA;A dirla tutta, c&#39;è anche un capitolo sui soldi che fanno più o meno la felicità e su cos&#39;altro c&#39;è che può fare valore oltre ai soldi (coltivare mente, spirito, relazioni, etc). Anche qui succedono cose buffe: ad esempio che ci sono studi che provano a quantificare queste cose &#34;che il denaro non può comprare&#34; in... denaro, ovviamente. (Lì è tutto multiplo di 4: 40K gli amici, addirittura 400K il matrimonio, se non ti porta al divorzio o ti sei indebitato per la cerimonia).&#xA;&#xA;Il libro si conclude poi con un resoconto di Nick e i suoi step sui gradini. Sta al livello 4 ed è partito da una famiglia che stava tra 1 e 2. Ringrazia di aver beccato il momento in cui c&#39;erano borse di studio che coprivano tasse e alloggio a Stanford.&#xA;&#xA;Recap&#xA;Al netto di queste cose, ci sno un percorso e una traiettoria. Che non c&#39;erano negli altri libri. Il capitolo 10 su quanto ci vuole per salire è un ottimo caso di studio per fare analisi dei dati. E arriva gratis in un libro di finanza personale.&#xA;Forse è troppo tutto insieme, poteva essere più lungo o dettaglia. Poteva essere meno approssimativo su alcune cose. Poteva essere meno sbrigativo sul citare le cose. Poteva.&#xA;Ma siamo a 4000+ parole e, nonostante il detour iniziale sulla finanza personale, qualcosa vorrà pur dire.&#xA;&#xA;Praticamente funziona così:&#xA;ti dico quali sono i 6 livelli della scala della ricchezza (aka: i gradini)&#xA;ti racconto come spendere per ogni gradino della scala (regola dello 0,01%)&#xA;ti dico come guadagna e investire per ogni gradino della scala (questione di reddito, investimenti, diverse leve da usare (forza lavoro, capitale, contenuti, coding))&#xA;ti mostro come salire da ogni livello al successivo;&#xA;ti mostro un po&#39; di dati su quanti anni hanno le persone ai vari livelli, usandoli per ricostruire - più o meno - quanto ci vuole a salire (ammesso che si riesca). Nel mostrarlo, non ti metto fretta e combatto il mito del milionario giovane;&#xA;ti faccio presente - da capo - che non è una gara, e che ci sta non continuare a massimizzare i soldi non è tutto. Da ottimo consulente è tempo per il &#34;ognuno è fatto a modo suo e ha obiettivi diversi&#34;;&#xA;ti racconto che mi è successo a me mentre cercavo di andare a spasso per i gradini e a che punto sono.&#xA;&#xA;Non sarà Nick Maggiulli a scuotere il post-capitalismo. Nè a farvi venire qualche dubbio in proposito. Però in tutta onestà non ha mai provato a farlo. (Da quello che ho letto e sentito sembra più dubbioso di Spada &#34;sul sistema&#34;. La verità è che non ho capito quanto sia una posa di The Bull quella di giurare su Fama-French e quanto sia una cosa che viene programmata nei piani di studio.)&#xA;&#xA;Serve a noi?&#xA;Riflettere se il libro può servirci in qualche modo nel &#34;bel paese&#34; e fare i paragoni &#34;nel mondo di Nick&#34; e &#34;nel nostro mondo&#34; è forse la parte migliore del libro. Non è scritta, è il lavoro che tocca a noi per leggere. E forse è quello che vale più la pena. Più lo facciamo, più il libro apparirà scialbo o incompleto. E più però saremo contenti che sia così.&#xA;&#xA;C&#39;è da dire che Mr. Maggiulli non ci prova minimamente a dire che le storie che racconta sono facilmente esportabili. Il framework della scala sì, le considerazioni e altro su &#34;come stare&#34; no. Lui racconta il suo lavoro, le sue analisi sui dati che sono basate su dove vive e lavora.&#xA;A dirla tutta, nell&#39;introduzione, c&#39;è il dato sulla divisione della popolazione mondiale per diversi gradini oltre a quella USA. E infatti è una delle poche volte che &#34;il resto del mondo&#34; entra nel libro. Alla fine c&#39;è la Banca Mondiale. Però, ecco, l&#39;impressione è sempre che quelle cose lì siano la serie B della FED. Un po&#39; come il sistema metrico decimale o qualsiasi altra cosa voglia dirsi democrazia.&#xA;&#xA;Forse si poteva chiedere di scrivere una prefazione puntando sull&#39;italo-americanità di Nick (che torna buona nell&#39;intervista con Spada). Ci fosse stata, qualcosa sulla crescita dei salari probabilmente Nick l&#39;avrebbe scritta. E mi spiace non averla potuta leggere. Però non credo dipenda da lui. Magari se Hoepli farà un&#39;edizione trilogia col prossimo libro, allora avremo la nostra prefazione.&#xA;&#xA;Già, &#39;sta cosa degli stipendi e del range del reddito è una cosa notevole. Forse la più grande. A leggere il libro si scopre che il ventaglio di uno stipendio - pubblico, privato, whatever - può essere molto più ampio di quanto uno pensi. E forse è uno spunto per pensare su una casa diversa, più in grande, essere ambiziosi, quello che volete.&#xA;Però &#39;sta cosa che lì sembra che gli stipendi cresceranno sempre è difficile da riconciliare con come vanno le cose qui, a meno di fare job hopping, salta uno dei principali assunti di Nick.&#xA;(Poi, ecco, ci sarebbe da fare un ofeurosand.al e guardare i dati per i vari paesi europei, ma questo è un altro progetto)&#xA;&#xA;C&#39;è tutto un discorso sull&#39;istruzione e sul suo costo di cui non ho parlato troppo che, boh. Concettualmente credo che possa servire. Però come impatto non saprei. Di sicuro sul diritto allo studio non siamo messi benissimo, però non credo ci siano state spalma debiti per il debito studentesco in Italia (Nick dirà che lì non ne hanno avute sull&#39;NBA, l&#39;hockey o qualcosa che abbia lo stesso ruolo del calcio in Italia quando hanno fatto la spalma debiti). Forse il meglio che possiamo chiederci è se 50K per studiare alla presunta LSE denoattri possa valere la pena.&#xA;Forse per la maggior parte degli iscritti è una cifra coperta dalla famiglia ed è lo 0,1% del patrimonio? E forse, come sembra dire Nick quando parla della sua esperienza a Stanford, più che il pezzo di carta o le cose che ha imparato, la cosa che sembra sia stata più importante sono le relazioni e le persone conosciute. E nelle scuole private in Italia si compra questo. E, visti gli stipendi fermi, il ruolo del chi conosci per fare strada, etc. etc. etc... forse non è così un pessimo investimento.&#xA;&#xA;Problemini, osservazioni, puntigli, edizione e traduzione al volo&#xA;Bella la scala della ricchezza ma... è personale o familiare? E quando si ragiona su quali sono i redditi che supportano i vari gradini... sono netti o lordi? è tutto adeguato per l&#39;inflazione?&#xA;Forse controllando le fonti e i dati si capirebbe. Però mi sembra che ci si potesse sforzare di più per farlo emergere.&#xA;&#xA;A dirla tutta temo che la parte sulle famiglie sia l&#39;unico dato possibile per cercare di capire quanta popolazione sta in una fascia e come parte... però abbiamo i dati sui milionari o le varie fasce che sono individuali.&#xA;&#xA;A proposito di inflazione: sicuri sicuri che tutti i conti adeguati all&#39;inflazione che Nick fa in dollari finiscano nello stesso spettro dei calcoli analoghi fatti in euro?&#xA;Per tutto quello prima del 2000 - semplifichiamoci la vita - ci mancano dei dati. Anche dopo il 2000, sicuri che l&#39;inflazione funzioni nello stesso modo in tutta Europa?&#xA;Comunque, da capo, il framework resta valido. Non potete comunque smettere di vederlo.&#xA;&#xA;Al volo, nella parte sui super ricchi... Piketty non pervenuto? Forse i ricchi di TP non sono abbastanza ricchi per NM. Però comunque si potevano tirar fuori dati e cose da poter usare per dire come si sta a quei livelli e come si evolve l&#39;1%. Strano che Nick che si è letto 100 e passa libri di finanza personale non trovi modo di infilarlo.&#xA;&#xA;Come già detto, Nick menziona alcuni dei suoi articoli - nulla in contrario - ma non ci dice mai che parte del suo codice usato per fare le analisi è disponibile su github. There I fix it, Nick :)&#xA;&#xA;L&#39;edizione italiana ha un typo che non riesco a ritrovare e uno che invece è qui, a pagina 105. &#34;risparmiate 300.00 euro l&#39;anno? Ci vorranno comunque 17 anni!&#34; (yes, siamo al livello 4 e stiamo cercando di capire come passare al 5. Quindi anche risparmiando 300mila e facendo lavorare l&#39;interesse composto serve tempo. E, ancora, yes, l&#39;ho detto che contare gli zeri è un macello!)&#xA;C&#39;è poi l&#39;&#34;American Dream&#34; che non viene tradotto. Mi sembra strano (una cosa che farebbe l&#39;IA?). Però poi c&#39;è &#34;l&#39;allora infinito&#34; (il never-ending then*) che invece mi è piaciuto molto.&#xA;&#xA;E ancora. Nel risvolto ci copertina c&#39;è una foto di Nick. Che ci sta. E c&#39;è una foto dell&#39;autore. Ci sono i photo credits. Che è un bene, eh, finalmente buttiamoli fuori &#39;sti credits. Però poi guardate la foto. E crolla un po&#39; tutto. (Per ora il mio campione di &#34;che ne pensi di &#39;sta foto&#34; non fa statistica. Però il giudizio è unanime - per ora - nel dire che non viene fatto un bel servizio al povero NM.)&#xA;&#xA;Ok. Per ora finisce qui. Però ci sta che mi tornino in mente altre cose. Perché è un framework. E perché ci sono tante cose da fare per girare tutto nella valuta che si usa da queste parti.&#xA;&#xA;#finanzapersonale #NickMaggiulli #libri&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Iniziamo a fare le recensioni dei libri(ni) e metterle sul blog. Ci sono un po&#39; di step e cose da fare. Ad esempio: parlare dei libri di finanza personale e di questa perversione doppia (l&#39;altra sono i libri di economia); c&#39;è da riprendere il libro prima del buon Nick; c&#39;è da vedere di cosa parla questo nuovo e poi da vedere se il libro scritto da un americano per gli americani – spoiler: il blog con cui Nick è diventato famoso si chiama <em>ofdollarsanddata</em>, esisterà un mondo oltre la FED e una bandiera oltre alle stelle e le strisce? – può far comodo dall&#39;altra parte dell&#39;Atlantico. In breve: sì, ma soprattutto non per i motivi e per quello che vorrebbe Nick (che non è un limite del suo libro, anzi).
Se avete fretta, cercate la sezione <strong>Recap</strong>. E poi andate avanti per i puntigli/pignolazzi.</p>



<h1 id="economia-e-finanza-personale-ce-tocca">Economia e finanza personale: ce tocca</h1>

<p>Provo a mettere ordine e cercare di capire <em>quando</em> e <em>perché</em> economia e finanza personale sono finiti all&#39;interno della pila delle cose che leggo o che vorrei leggere.
Di sicuro c&#39;entra la pensione e un evento di roba digitale a Milano. C&#39;era un sacco di sicurezza perché ai tempi doveva esserci Di Maio che era ministro. Comunque...
Scenario: Relatrice under 35 che si occupa di pensioni dice qualcosa tipo “mi chiedono perché a X anni mi preoccupi della mia pensione. Io rispondo che proprio perché ho X anni devo farlo.”</p>

<p>Lì ho capito che “il fatto che non vedrò mai la pensione” – che una decina d&#39;anni fa davo per buono e incontrovertibile – non voleva dire che non dovevo preoccuparmene.
C&#39;è stato quindi una sorta di passaggio da “non vedrò mai la pensione, non preoccupiamocene” a “non vedrò mai la pensione, quindi cerchiamo di capire cosa fare”. Grazie relatrice con un job title molto bello che non ricordo.</p>

<p>A questo, più o meno in contemporanea, si era aggiunto una sorta di “non mi piace per niente come funzionano le cose e le regole del gioco attuali, però non sono sicuro che disinteressandomene del tutto non mi complichi la vita”.</p>

<p>Forse uno dei primi ragionamenti è stato il <em>lo stipendio resta piatto, l&#39;inflazione no</em>. In termini reali – adeguati all&#39;inflazione – perderai potere d&#39;acquisto. Abbiamo già visto prima che sulla pensione non possiamo farci affidamento. Vediamo di avere un minimo di contezza di quello che succede lì fuori a livello economico.
Deve per forza finire così? (Ora metterei un grafico di come varia negli anni un capitale a caso con diverso tasso di inflazione media. Ai tempi era solo un fastidio, qualcosa che volevo capire).</p>

<p>Adesso che mi rimetto a scrivere queste cose la patria di Nick offre un modo migliore per spiegare la situazione di disagio e di “ok, capiamo e mettiamoci in gioco”.
Se il genero del presidente può fare insider trading in modo legalizzato (o quando meno, senza patirne le conseguenze) e fare +30%  (numero a caso, comunque grosso – online si trova un tracker del portfolio della Casa Bianca) posso provare anch&#39;io a fare qualcosa, evitare l&#39;insider trading, e finire in positivo.</p>

<p>Probabilmente la prima incarnazione di questo pensiero è stata una cosa del tipo “non mi piace il modello, ma tocca sporcarsi le mani con gli investimenti”. La prima versione – in astratto – era una cosa del tipo “se &#39;sta roba sale del 7,5% annuo, cerchiamo di portarci a casa almeno la metà”. Dove <em>&#39;sta roba</em> era l&#39;indice azionario preferito di Nick, lo Standard&#39;s and Poor 500 e gli anni quelli del rimbalzo post covid (2021).
Sempre nel 2021 la mia motivazione principale per mettere dei soldi su un ETF con azioni europee era <em>tutti i soldi del recovery fund che se ne vanno dalla mia pensione almeno mi renderanno qualcosa. C&#39;è poca scelta sul pagarli o meno. Però posso scegliere se intercettare qualcosa di quello che dovrebbe venirne fuori</em>.</p>

<p>Consulenti finanziari che leggere queste cose, non mettetevi le mani nei capelli. Ho già detto che, nel Mulino che vorrei, non ci sarebbe bisogno di sporcarsi le mani con queste cose. Mi tocca e mi disegnano come uno che deve fare queste cose. Fosse per me farei a meo. Però non credo di poterlo evitare.</p>

<p>Alla fine sto imparando cose. E molte aiutano a capire un po&#39; meglio una valanga di altre cose che non mi piacciono del gioco e delle sue regole (sia quelle del 2020-21 che quelle di ora).
(E poi ho scoperto, letto e fatto delle cose di cui sono parecchio contento a causa di questo “tocca sporcarsi le mani con la propria gestione finanziaria”, però qui c&#39;è da parlare di Nick. Quindi next time.)</p>

<h1 id="nick-maggiulli-ofdollarsanddata-e-just-keep-buying">Nick Maggiulli, <em>ofdollarsanddata</em> e <em>Just Keep Buying</em></h1>

<p>Nick Maggiulli si occupa di finanza personale. Da quello che capisco e si scopre nel libro, lo fa per lavoro. Se curiosate su GitHub c&#39;è il codice (in R e forse a volte in Python, o forse è solo uno scriptino per la build) delle sue analisi dati.
Ha iniziato nel 2017 a scrivere un articolo a settimana su ofdollarsanddata.com come “qualcosa di extra” rispetto al lavoro in uno studio legale. Dal 2020 – da capo il COVID che fa cose – è diventato il suo lavoro e il ponte per passare dallo studio legale a lavorare in finanza.
Prima di questo libro ne ha scritto un altro, *Just Keep Buyingé che è sia una sorta di premessa de <em>La scala della ricchezza</em> sia un focus più dettagliato di uno dei livelli di ricchezza di questo libro (solo che, ai tempi, la scala non era stata concettualizzata).</p>

<p>Non so bene come ho incrociato il lavoro di Nick la prima volta. Credo sulla newsletter di the brew markets. Strano come a volte queste cose non si riesce più a ricostruirle.</p>

<p>Potete leggere il blog via RSS. Potete farvi un&#39;idea di cosa c&#39;è dentro scorrendo i post di fine anno in cui Nick fa la classica classifica “il meglio dell&#39;anno X”. Gli argomenti sono la finanza personale e le analisi economiche. Non sono niente male.
Direi che qui <a href="https://ofdollarsanddata.com/my-favorite-investment-writing-of-2025/">posso linkare quello del 2025</a> che ha i link a tutti gli anni precedenti.</p>

<p>Non so bene se c&#39;è una classifica degli “influencer” di finanza personale. Anzi, visto che fare il consulente è il lavoro di NM, forse dovrei dire “divulgatori”. Direi che ci siamo capiti.
Passiamo a casa nostra. Nick Maggiulli è “the Bull famous”: Riccardo Spada l&#39;ha intervistato nel suo podcast – the Bull – un po&#39; di tempo fa (<a href="https://pocketcasts.com/search?q=the%20bull%20maggiulli">ep. 221</a>), soprattutto sul primo libro <em>Just Keep Buying</em> (anche se ai tempi mi sa che era già uscito <em>La scala della ricchezza</em> ma non era stato tradotto. Il libro è uscito da pochino.).</p>

<p>Il primo libro assumeva che una persona volesse mettere da parte dei soldi, investire e cercare di migliorare il proprio tenore di vita. Insomma: di fare più soldi (e vivere meglio).
Come fare? Continuando a comprare, come dice il titolo. Continua a compare, ribilancia, porta pazienza.</p>

<p>Nel farlo, c&#39;erano un sacco di cose pratiche “alla Maggiulli”. Prendi una qualche tesi o consiglio e prova a vagliarlo coi dati. E poi magari espandi il campo con un po&#39; di psicologia.
Ad esempio, in quel libro Nick ci dice che “da giovani / all&#39;inizio della carriera” la frugalità paga poco. Meglio concentrarsi sull&#39;aumento del proprio reddito che tagliare su 7 dollari di caffe da Starbucks. Quindi la frugalità non paga. O, se anche paga, paga meno di quanto si possa immaginare.
(Esatto, questa cosa che per NM è normale spendere 10 dollari al giorno per colazione o forse tre volte tanto per pranzo mentre lavori è una cosa che ci può far pensare <em>ma dove vive?</em>. O anche ma <em>come</em> vive?. Poi quando si parla dei dati sull&#39;aumento del reddito e degli stipendi oltre oceano vs. circondati per il 90% dei confini dal mediterraneo puoi iniziare a trovare risposte).
C&#39;è la spiegazione del perché un mutuo è un investimento a leva, che potete usare per far accapponare la pelle ai parenti che vi dicono che investire in X è rischioso (“nonno, hai comprato casa a leva!”).</p>

<p>Ci sono anche un po&#39; di euristiche. Mi ricordo quella su come “farsi dei regali” senza sensi di colpa. Vuoi spendere X per una miniatura di un anime stampata in 3d col sudore dell&#39;attore del live action sopra però titubi perché forse sai che è una cazzata? Amen, se ti rende felice e vuoi davvero buttare una frazione considerevole del tuo stipendio in quella roba, fallo. A patto di investire due volte tanto.
Questo trick psicologico dovrebbe evitare il rimorso o, comunque, bloccare le decisioni super impulsive.
O anche, quanti soldi devo mettere da parte per pagarmi le spese mensili di un anno? La risposta è “spese mensili x 100 x 12 / rendimento dei soldi messi da parte”. O euristiche su come e quando vendere.</p>

<p>Ci sono poi dati su come evolve la spesa al progredire dell&#39;età (sempre di quella gente che vive nel paese più ricco del mondo) o su come spendere le promozioni (già detto che, da capo, è quello è anche un paese in cui gli stipendi crescono – non solo il costo delle case).
Un&#39;altra cosa che mi aveva colpito è che lo 0,01% del proprio capitale è la cifra che ci consente di fare acquisti impulsi senza pensare. Avere 10 mila soldi sul conto? Potete spendere tranquillamente 1 euro senza pensarci troppo. Arraffate le goleador.
Fatevi un aperitivo e mezzo se avere 100mila soldi. Etc.</p>

<p>Questo è il concetto principale del nuovo libro, <em>La scala della Ricchezza</em>.</p>

<h1 id="la-scala-della-ricchezza-finalmente">La scala della ricchezza (finalmente)</h1>

<p>L&#39;idea principale del libro è quella di costruire una scala della ricchezza. I dati di NM sono quelli americani. Nella traduzione italiana si passa da dollari ad euro, tranne quando l&#39;analisi dei dati di Nick è su un caso specifico statunitense (ad esempio il college).</p>

<p>L&#39;idea è quella di offrire un framework. Non sono i numeri precisi ad essere esatti o utili. L&#39;utilità è nel <em>concetto di scala di ricchezza</em> e in come usarlo per capire come “vivere su quel gradino” e come guardare quelli limitrofi.
Così si possono concettualizzare diversi livelli. Per ogni livello ci si può fare un&#39;idea di com&#39;è vivere a quel livello, come spendere, che qualità della vita aspettarsi. E anche come investire – se possiamo permettercelo – e come fare per accumulare ricchezza per “salire la scala” (c&#39;è sempre questo elemento da Rocky, sappiatelo).
Cosa può aiutarci a salire? Cosa potrebbe succedere che ci tira indietro?</p>

<p>Questa è la potenza del libro. Nick dice nell&#39;introduzione che è una di quelle cose che quando la vedi poi non puoi smettere di vederla “you cannot <em>unseen</em> it”.
E, visto il lavoro di Nick, si sono abbastanza dai e informazioni anche per i livello spaventosi di ricchezza. Livelli di cui può non importarvene niente o magari pensate che i rappresentati – almeno quelli famosi – siano tutte delle persone orribili (spesso uomini. Anzi, tutti quelli che mi vengono in mente.)
Però direi che questo è un +1 al libro. C&#39;è un sacco di roba, anche più di quella che potrebbe interessarvi.</p>

<p>Ok, senza molta immaginazione i livelli sono fasce che hanno sempre uno zero in più al livello successivo. E, per comodità dei numeri, si parte con un uno e si usa 1 seguito da zeri per i livelli.
Quindi i livelli sono:</p>
<ol><li>fino a 10 mila (10.000; 10^4);</li>
<li>da 10mila a 100mila (100.000; 10^5);</li>
<li>da 100mila a 1 milione (1.000.000, 10^6);</li>
<li>da 1 milione a 10 milioni (10.000.000, 10^7);</li>
<li>da 10 milioni a 100 milioni (100.000.000, 10^8);</li>
<li>sopra i 100 milioni (100.000.000, 10^8).</li></ol>

<p>Sì, scrvere tutti questi zeri e contarli è una faticaccia – grazie esponenti. E, da capo sì, sono 6 e non 10. Ma solo perché Nick ancora non è il consulente di uno dei miliardari orribili :)</p>

<p>Scherzi a parte, per ogni livello Nick tira fuori quanto vale lo 0,01% del capitale e, in base al valore che viene fuori, estrae la banda di spesa “senza pensieri”. Presa questa cifra tira fuori una “soglia di libertà di spesa” per avere una frase da appiccicare a quel concetto.
RIcordandoci che 0,01 è 10^-4 abbiamo:</p>
<ol><li>fino a 1;</li>
<li>da 1 a 10;</li>
<li>da 10 a 100;</li>
<li>da 100 a 1000;</li>
<li>da 1000, a 10000;</li>
<li>sopra 10000.</li></ol>

<p>I livello sono questi:</p>
<ol><li>ehm, qui di libertà non ce ne sono moltissime – l&#39;obiettivo è arrivare a fine mese;</li>
<li>libertà del supermercato: uova a 7dollari? ok;</li>
<li>libertà dal ristorante: puoi prendere quello che vuoi sul menù senza doverti fare i conti in tasca;</li>
<li>libertà di viaggiare;</li>
<li>libertà di abitare dove vuoi;</li>
<li>libertà di lasciare il segno.</li></ol>

<p>Da capo, sono tutti aiuti per fissare i concetti, non cose del tipo “ma io vado a fare la spesa qui e voglio solo questo. Sono a questo livello, è sbagliato”.
Perché lo 0,01%? Nick fa due conti. Se tutta la vostra ricchezza cresce dello 0,01% al giorno, annualizzando vuol dire che vi portare a casa il 3,7%. Questo è un rendimento prudente (Nick lo vuole oltre l&#39;inflazione, che forse è un po&#39; meno prudente. Ma è americano e ottimista). Quindi in pratica spendete pure ogni giorno quella cifra senza pensare, il vostro patrimonio non scenderà. (Aggiungo: però sulle spese per il resto, pensateci!).</p>

<p>Ammesso che fin qui funzioni, c&#39;è da capire cosa diavolo rappresenta il numero.
Qui è dove le cose si complicano all&#39;interno del libro nel suo sviluppo.</p>

<p>In teoria è facile. Ovviamente is parla di ricchezza, lo dice il titolo. Ma che diavolo è?
Per Nick la ricchezza è il patrimonio, non il reddito. Anche perché auguri a prendere sopra i 10 milioni di stipendio l&#39;anno.</p>

<p>Bene, cos&#39;è il reddito? Più o meno quello che avete sul conto (sui conti), più la casa meno passività varie (mutui e altro).
Nick sa che c&#39;è un problemino. Finché avete soldi sul conto o investimenti liquidabili è tutto facile. Quando però c&#39;è una casa di mezzo non è così facile contarla nel patrimonio <em>per intero</em>. Se casa vale mezzo milione ma non avete alternative rispetto a dove stare e sul conto avete 100 mila è diverso rispetto a qualcuno che ha investito mezzo milione e abita in una casa da centomila (e, come voi, non ha alternative per l&#39;altra casa).
Da capo, non siamo qui a fare i puntigliosi – penso che in America poi sbarazzarsi di una casa sia molto più rapido che qui. Almeno per l&#39;America di cui sembra parlare Nick.</p>

<p>Comunque, questa differenza serve a Nick per qualche punto che c&#39;era già nel libro prima. Se guadagni tanto e spendi quasi tutto basando il tuo stile di vita su quanto arriva da fare il tuo lavoro super pagato ora – che però potresti non fare più in futuro – e ti perdi per strada di mettere cose da parte... ecco, potrebbero esserci dei problemi.
L&#39;esempio di Nick sono gli sportivi (credo in NBA, ma pare che anche con hockey e baseball si guadagni bene).  Nel portare le cose da noi c&#39;è almeno uno stereotipo di milanese imbruttito che corrisponde all&#39;esempio (quello che non ha i nonni con una casa in zona Garibaldi, Nolo, il prossimo posto gentrificato).</p>

<p>Quindi abbiamo questo concetto e possiamo capire dove siamo. E possiamo vedere come andare avanti e avere qualche suggerimento. Se avete altri libri di finanza personale che fanno questa cosa, ditemelo.</p>

<p>Livello per livello ci sono delle indicazioni. Tipo quanto devono darvi di aumento al livello 2 per cambiare lavoro. Quando concentrarsi sull&#39;apprendimento e quando sulla carriera o il cambio di carriera. Quando aprire un&#39;attività o comprarne una. Cose del genere.
Da capo: sembra davvero che servisse Nick per fare un libro di finanza personale che oltre a dire “dipende”, fornisse una mappa con diversi criteri da usare per capire “in che modo dipende se sono in questa casella?”, “in che modo dipende se sono in quest&#39;altra?”. E, soprattutto, come diavolo tracciamo la mappa e le caselle?
Gli altri libri che di dicono come diversificare, se lo dicono, prendono l&#39;età. Qualcuno dice qualcosa sugli obiettivi. Però sulle condizioni di partenza c&#39;è pochino.</p>

<h2 id="i-tempi-e-i-livelli-fuori-scala">I tempi (e i livelli fuori scala)</h2>

<p>L&#39;altra cosa bella è che Nick prende i dati per dirci più o meno quanto ci vuole a passare da un gradino all&#39;altro. Per farlo ci sono un po&#39; di dati sulle famiglie americane – qui arrivano i dati sulle famiglie – che vengono seguite per un po&#39; di tempo (sui 10 anni) e poi si vede dove finiscono.
Spoiler: a parte i primi due livelli, ci sta che rimaniate dove siete.
C&#39;è poi uno studio su 20 anni, e lì forse le cose vanno meglio. Però, ecco, difficile pensare di fare al volo tutta la scala.
(Questi studi sulle famiglie hanno un problema tipo gli ETF di future e obbligazioni a scadenza, alcuni ruotano le famiglie dopo tot.)</p>

<p>La cosa più interessante è invece capire l&#39;età mediana di chi sta nelle varie fasce. Viene fuori che – per l&#39;America (cioè per il mondo, visto che i campioni di milionarietà e gli ossessionati dai soldi sono (erano? ora la guerra pare tirare di più) sono loro – gli abitanti del livello 4 e soprattutto il 5 e il 6hanno attorno ai 60+ anni per quanto riguarda il <em>50esimo percentile</em>.
Quindi pensate al nonnino di Up in versione Warren Buffet e non a Zuckerberg 2010 (che era 15 anni fa). Nick fa qualcosina per dirci che, anche se la stampa (americana) si focalizza sul 20enne che si trova con 10^7  o 8 o 9 zeri di azienda, le cose vanno diversamente.
Poi, boh, magari ci sarebbe da vedere quanto i tech bros sono ossessionati dal sembrare giovani o farsi ricordare come tali. Siamo ben oltre il livello <em>foto-di-Guccini-sui-manifesti-dei-concerti</em>. Senza contare che Guccini-manifesto sembra comunque drammaticamente più vecchio di Larry Ellison.</p>

<p>Comunque, sì, per quanto nel libro ci siano citazioni sul denaro di rapper vari, Nick ci invita a prenderci il nostro tempo e a get rich ma evitare di lasciarci le penne durante il percorso.
(Ci sono un altro paio di momenti da Nick vs. il capitalismo e le storie meritocratiche, ad esempio quando parla delle opportunità riprendendo il post <a href="https://news.ycombinator.com/item?id=15658543">sul tiro al bersaglio e il luna park</a>).</p>

<p>In generale, questo succede soprattutto descrivendo il livello 1 perché una delle caratteristiche del livello 1 è, cercate di uscirne il prima possibile, speriamo per voi che ci sia una famiglia o una qualche rete che vi supporta.
A parte questo, il tono che prevale è comunque quello in cui il lavoro costituisce buona parte della vostra identità. Questo viene fuori sia parlando dei primi livelli e di come uscirne trovando un po&#39; di stabilità, sia quando di parla di livello 4 o superiore con gente che ha almeno un milione, smette di lavorare e... non sa più cosa fare.
Il lavoro di Nick dev&#39;essere strano. Me lo immagino che prova a dire a dei 45+ enni o dei 50 o 60enni che si pompano per avere più soldi, mostrarsi macho e fare kitesurf che c&#39;è altro oltre al lavoro. E questi ricconi dicono “perso” come Bruce Willis nella pubblicità dei telefonini, gesticolando come il meme di John Travolta.
(Dovrei ricontrollare, però mi sa che le persone di cui parla Nick sono quasi sempre uomini. Anche i clienti o gli amici a cui cambia nome. Anche tra gli esempi dei vari livelli.)</p>

<p>Che altro c&#39;è nel libro?
Beh, nei capitoli sul livello 5 e 6 – e pure 4 – c&#39;è una parte in stile “anche i ricchi piangono”. C&#39;è da faticare – ma Nick ci ha detto che pure il livello 1 è quello del fatti il culo più che puoi a 20anni, anche se ti sottopagano – e quindi daje con la cit. dell&#39;uomo con la giacca di pelle Jensen Huang che dice che se fosse stato sano di mente non si sarebbe messo a far crescere Nvidia. Nick non dice “hey, Jens, sai che puoi incassare tutto e dimetterti e puntare alla tua mindfulness e al tuo well-being?”. Però una parte di me vuole pensare che Nick, nel suo piccolo, a volte ci pensi.</p>

<p>Poi, ecco, perché si fa una vita di merda e si è tristi anche con tanti soldi?
Perché via via che sali coi soldi vuoi competere, tendi ad isolarti tra ricchi e la cosa di cui parli al club... sono i soldi. E qualcuno ha più soldi di te. E ti girano.
Vi ricordate la storia del <em>Cage match</em> tra Zuckerberg e Musk? Una cosa del genere, solo in una competizione coi soldi.</p>

<p>Pensate quello che volete delle persone in questa situazione. Nick ci fa osservare che siamo nella parte di destra della gaussiana. Quindi “un po&#39; più ricco” possono essere abbastanza soldi da farti girare le scatole.
Tornando a parlare di vecchietti con taaaaaanti soldi, Nick cita un&#39;intervista con Charlie Munger (in pratica il Palpatine di Warren Buffet, o forse il suo Woz?) dove si vede proprio che, da vecchio, continuava a rodergli di non aver fatto più soldi. Ok.
Altra cosa buffa: da topo livello 4 e poi nel 5 e nel 6 Nick dice di stare attenti ai propri soldi. Serve un team di avvocati e tante assicurazioni perché cercheranno sempre di farti causa.
In una strana visione del sistema giuridico USA viene fuori che entrambe le parti sanno che le spese legali costano un sacco, quindi tanto vale accordarsi coi porazzi che vengono a farti causa per niente che continuare a pagare il team di esperti.
(Su questa parte non ci sono dati. Non c&#39;è nemmeno un commento sul fatto che la parte paga a sua volta le spese... però magari non ha commesso il torto? E c&#39;è ancora meno sulle liti temerarie o su Thiel e Hulk Hogan e le cause che hanno intentato loro. Boh, &#39;sta parte è abbastanza strana.)
Comunque, visto che i ricchi sono paranoici per fare più soldi (il conto in banca del vicino ha sempre più 0) e che devono schivare le liti, c&#39;è un&#39;altra dinamica che si apre: quella in cui le relazioni di chi crede di avercela fatta sono a rischio perché ci sarà un codazzo di questuanti che vogliono i soldi. Quindi dal livello 4 (ma soprattutto 5 e 6) si diventa soli e ci si chiude in se stessi, perché si diventa Gollum e c&#39;è da difendere il tesoro.
La cosa strana è che, a questo punto, uno si aspetterebbe il neo livello 5 che si ripiega sulla famiglia o sulle cose-che-contano-davvero-TM. Però no. Il divorzio è un rischio per la ricchezza. La soluzione e gli amici sono altri ricchi che trovi nel club esclusivo. Che non ti faranno sentire solo, ma ti metteranno ansia da prestazione.</p>

<p>Strano, eh?</p>

<p>Al di là del resoconto comico, mi sa che è un piccolo pro del libro. C&#39;è questa parte. Sembra ridicola – nel libro ci sta che lo sia un po&#39; meno – ma c&#39;è. E se lo scopo del libro è fornire un quadro e presentare a stereotipi come si può stare, vivere e spendere nei vari gradini, ben venga.</p>

<p>A dirla tutta, c&#39;è anche un capitolo sui soldi che fanno più o meno la felicità e su cos&#39;altro c&#39;è che può fare valore oltre ai soldi (coltivare mente, spirito, relazioni, etc). Anche qui succedono cose buffe: ad esempio che ci sono studi che provano a quantificare queste cose “che il denaro non può comprare” in... denaro, ovviamente. (Lì è tutto multiplo di 4: 40K gli amici, addirittura 400K il matrimonio, se non ti porta al divorzio o ti sei indebitato per la cerimonia).</p>

<p>Il libro si conclude poi con un resoconto di Nick e i suoi step sui gradini. Sta al livello 4 ed è partito da una famiglia che stava tra 1 e 2. Ringrazia di aver beccato il momento in cui c&#39;erano borse di studio che coprivano tasse e alloggio a Stanford.</p>

<h1 id="recap">Recap</h1>

<p>Al netto di queste cose, ci sno un percorso e una traiettoria. Che non c&#39;erano negli altri libri. Il capitolo 10 su quanto ci vuole per salire è un ottimo caso di studio per fare analisi dei dati. E arriva <em>gratis</em> in un libro di finanza personale.
Forse è troppo tutto insieme, poteva essere più lungo o dettaglia. Poteva essere meno approssimativo su alcune cose. Poteva essere meno sbrigativo sul citare le cose. Poteva.
Ma siamo a 4000+ parole e, nonostante il detour iniziale sulla finanza personale, qualcosa vorrà pur dire.</p>

<p>Praticamente funziona così:
1. ti dico quali sono i 6 livelli della scala della ricchezza (aka: i gradini)
2. ti racconto come spendere per ogni gradino della scala (regola dello 0,01%)
3. ti dico come guadagna e investire per ogni gradino della scala (questione di reddito, investimenti, diverse leve da usare (forza lavoro, capitale, contenuti, coding))
4. ti mostro come salire da ogni livello al successivo;
5. ti mostro un po&#39; di dati su quanti anni hanno le persone ai vari livelli, usandoli per ricostruire – più o meno – quanto ci vuole a salire (ammesso che si riesca). Nel mostrarlo, non ti metto fretta e combatto il mito del milionario giovane;
6. ti faccio presente – da capo – che non è una gara, e che ci sta non continuare a massimizzare i soldi non è tutto. Da ottimo consulente è tempo per il “ognuno è fatto a modo suo e ha obiettivi diversi”;
7. ti racconto che mi è successo a me mentre cercavo di andare a spasso per i gradini e a che punto sono.</p>

<p>Non sarà Nick Maggiulli a scuotere il post-capitalismo. Nè a farvi venire qualche dubbio in proposito. Però in tutta onestà non ha mai provato a farlo. (Da quello che ho letto e sentito sembra più dubbioso di Spada “sul sistema”. La verità è che non ho capito quanto sia una posa di <em>The Bull</em> quella di giurare su Fama-French e quanto sia una cosa che viene <em>programmata</em> nei piani di studio.)</p>

<h1 id="serve-a-noi">Serve a noi?</h1>

<p>Riflettere se il libro può servirci in qualche modo nel “bel paese” e fare i paragoni “nel mondo di Nick” e “nel nostro mondo” è forse la parte migliore del libro. Non è scritta, è il lavoro che tocca a noi per leggere. E forse è quello che vale più la pena. Più lo facciamo, più il libro apparirà scialbo o incompleto. E più però saremo contenti che sia così.</p>

<p>C&#39;è da dire che Mr. Maggiulli non ci prova minimamente a dire che le storie che racconta sono facilmente esportabili. Il framework della scala sì, le considerazioni e altro su “come stare” no. Lui racconta il suo lavoro, le sue analisi sui dati che sono basate su dove vive e lavora.
A dirla tutta, nell&#39;introduzione, c&#39;è il dato sulla divisione della popolazione mondiale per diversi gradini oltre a quella USA. E infatti è una delle poche volte che “il resto del mondo” entra nel libro. Alla fine c&#39;è la Banca Mondiale. Però, ecco, l&#39;impressione è sempre che quelle cose lì siano la serie B della FED. Un po&#39; come il sistema metrico decimale o qualsiasi altra cosa voglia dirsi democrazia.</p>

<p>Forse si poteva chiedere di scrivere una prefazione puntando sull&#39;italo-americanità di Nick (che torna buona nell&#39;intervista con Spada). Ci fosse stata, qualcosa sulla crescita dei salari probabilmente Nick l&#39;avrebbe scritta. E mi spiace non averla potuta leggere. Però non credo dipenda da lui. Magari se Hoepli farà un&#39;edizione trilogia col prossimo libro, allora avremo la nostra prefazione.</p>

<p>Già, &#39;sta cosa degli stipendi e del range del reddito è una cosa notevole. Forse la più grande. A leggere il libro si scopre che il ventaglio di uno stipendio – pubblico, privato, whatever – può essere molto più ampio di quanto uno pensi. E forse è uno spunto per pensare su una casa diversa, più in grande, essere ambiziosi, quello che volete.
Però &#39;sta cosa che lì sembra che gli stipendi cresceranno sempre è difficile da riconciliare con come vanno le cose qui, a meno di fare job hopping, salta uno dei principali assunti di Nick.
(Poi, ecco, ci sarebbe da fare un <em>ofeurosand.al</em> e guardare i dati per i vari paesi europei, ma questo è un altro progetto)</p>

<p>C&#39;è tutto un discorso sull&#39;istruzione e sul suo costo di cui non ho parlato troppo che, boh. Concettualmente credo che possa servire. Però come impatto non saprei. Di sicuro sul diritto allo studio non siamo messi benissimo, però non credo ci siano state spalma debiti per il debito studentesco in Italia (Nick dirà che lì non ne hanno avute sull&#39;NBA, l&#39;hockey o qualcosa che abbia lo stesso ruolo del calcio in Italia quando hanno fatto la spalma debiti). Forse il meglio che possiamo chiederci è se 50K per studiare alla presunta LSE denoattri possa valere la pena.
Forse per la maggior parte degli iscritti è una cifra coperta dalla famiglia ed è lo 0,1% del patrimonio? E forse, come sembra dire Nick quando parla della sua esperienza a Stanford, più che il pezzo di carta o le cose che ha imparato, la cosa che sembra sia stata più importante sono le relazioni e le persone conosciute. E nelle scuole private in Italia si compra questo. E, visti gli stipendi fermi, il ruolo del chi conosci per fare strada, etc. etc. etc... forse non è <em>così</em> un pessimo investimento.</p>

<h1 id="problemini-osservazioni-puntigli-edizione-e-traduzione-al-volo">Problemini, osservazioni, puntigli, edizione e traduzione al volo</h1>

<p>Bella la scala della ricchezza ma... è personale o familiare? E quando si ragiona su quali sono i redditi che supportano i vari gradini... sono netti o lordi? è tutto adeguato per l&#39;inflazione?
Forse controllando le fonti e i dati si capirebbe. Però mi sembra che ci si potesse sforzare di più per farlo emergere.</p>

<p>A dirla tutta temo che la parte sulle famiglie sia l&#39;unico dato possibile per cercare di capire quanta popolazione sta in una fascia e come parte... però abbiamo i dati sui milionari o le varie fasce che sono individuali.</p>

<p>A proposito di inflazione: sicuri sicuri che tutti i conti adeguati all&#39;inflazione che Nick fa <em>in dollari</em> finiscano nello stesso spettro dei calcoli analoghi fatti <em>in euro</em>?
Per tutto quello prima del 2000 – semplifichiamoci la vita – ci mancano dei dati. Anche dopo il 2000, sicuri che l&#39;inflazione funzioni nello stesso modo in tutta Europa?
Comunque, da capo, il framework resta valido. Non potete comunque smettere di vederlo.</p>

<p>Al volo, nella parte sui super ricchi... Piketty non pervenuto? Forse i ricchi di TP <em>non sono abbastanza ricchi</em> per NM. Però comunque si potevano tirar fuori dati e cose da poter usare per dire come si sta a quei livelli e come si evolve l&#39;1%. Strano che Nick che si è letto 100 e passa libri di finanza personale non trovi modo di infilarlo.</p>

<p>Come già detto, Nick menziona alcuni dei suoi articoli – nulla in contrario – ma non ci dice mai che parte del suo codice usato per fare le analisi è disponibile su github. <a href="https://github.com/nmaggiulli/of-dollars-and-data">There I fix it, Nick</a> :)</p>

<p>L&#39;edizione italiana ha un <em>typo</em> che non riesco a ritrovare e uno che invece è qui, a pagina 105. “risparmiate 300.00 euro l&#39;anno? Ci vorranno comunque 17 anni!” (yes, siamo al livello 4 e stiamo cercando di capire come passare al 5. Quindi anche risparmiando 300mila e facendo lavorare l&#39;interesse composto serve tempo. E, ancora, yes, l&#39;ho detto che contare gli zeri è un macello!)
C&#39;è poi l&#39;“American Dream” che non viene tradotto. Mi sembra strano (una cosa che farebbe l&#39;IA?). Però poi c&#39;è “l&#39;allora infinito” (il <em>never-ending then</em>) che invece mi è piaciuto molto.</p>

<p>E ancora. Nel risvolto ci copertina c&#39;è una foto di Nick. Che ci sta. E c&#39;è una foto dell&#39;autore. Ci sono i photo credits. Che è un bene, eh, finalmente buttiamoli fuori &#39;sti credits. Però poi guardate la foto. E crolla un po&#39; tutto. (Per ora il mio campione di “che ne pensi di &#39;sta foto” non fa statistica. Però il giudizio è unanime – per ora – nel dire che non viene fatto un bel servizio al povero NM.)</p>

<p>Ok. Per ora finisce qui. Però ci sta che mi tornino in mente altre cose. Perché è un framework. E perché ci sono tante cose da fare per girare tutto nella valuta che si usa da queste parti.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:finanzapersonale" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">finanzapersonale</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:NickMaggiulli" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">NickMaggiulli</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:libri" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">libri</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/la-scala-della-ricchezza-il-nuovo-libro-di-finanza-personale-di-nick-maggiulli</guid>
      <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 09:49:12 +0000</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>