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    <title>1110 blog</title>
    <link>https://thegui.eu/</link>
    <description>Libri, fediverso, musica, coding, finanza personale. E poi si vede.</description>
    <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 13:49:26 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Lain e l&#39;internet che avrebbe potuto essere (again!)</title>
      <link>https://thegui.eu/lain-e-linternet-che-avrebbe-potuto-essere-again</link>
      <description>&lt;![CDATA[Che strano vedere Lain a distanza di parecchio tempo.&#xA;Da un lato, c&#39;è da rivalutare e rivedere un bel po&#39; di cose sugli anime dei tempo che furono. Prima di fare un&#39;operazione del genere servirebbe sia beccare la cronologia correttamente (Lain esce dopo Eva e Ghost in The Shell, più o meno con Cowboy Bebop. Con Neuromancer di Gibson già uscito da tempo) sia vedere quando tutto quanto è arrivato a portata delle nostre mani e menti (sì, Dynamic, MTV anime night, Napster-eMule-e-tutta-quella-roba-lì).&#xA;&#xA;La parte bella è quello che la serie dice e mostra su internet... più o meno nel momento in cui iniziava ad arrivare il modem come oggetto da avere in casa. (56k, ADSL, flat con Infostrada, quelle robe lì).&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;La serie parte &#34;facile&#34;, almeno nel quadro teorico e delle aspettative. Internet è l&#39;information highway. Quella cosa che andava così bene e piaceva a tutti, venditori, markettari, scrittori (Stephenson di Snow Crash nel 1992), startuppari vari, tutta la redazione di Wired (Negroponte, Kelly, etc etc etc), etc.&#xA;Questa cosa si schianta sia col Millenium bug - nel senso che, hey, sull&#39;autostrada potevano anche esserci informazioni bruttine - sia con il crollo delle dotcom.&#xA;Ma tutto questo è a +2 rispetto alla tempolinea di Lain.&#xA;E poi, trigger warning, la serie si apre con un suicidio. Avevo detto che era &#34;facile&#34;. &#xA;&#xA;Rispetto alla parte teorica &#34;facile&#34;, la serie fa due notevoli level up fin da quasi subito. La cosa notevole è che ora - vedi &#34;Scansatevi dalla luce&#34;, il libro di Williams sulla dipendenza dagli schermi e dai social - sembra tutto quanto &#34;facilino&#34; da prevedere. La cosa bella è che tutti i tizi di sopra - perché mi sa che erano/sono quasi tutti uomini - non è che di queste cose faciline si fossero accorti.&#xA;&#xA;Dopo molto poco ci accorgiamo che:&#xA;stare e partecipare dentro l&#39;autostrada avrà un impatto notevole sulla nostra vita quotidiana. La prima reazione è &#34;magraziearca...&#34;. La cosa notevole è che lo fa parlando di ragazzine che vanno a scuola. Non complottoni con big tech o cose sci-fi con pistoloni e armi nucleari. Vorrei dire che Gibson, che in teoria parte avvantaggiato dal &#39;84, ci ha messo un bel po&#39; per mettere una postina come protagonista del romanzo. Però ci sta che mi sbagli. Ricontrollerò.&#xA;(side note): in Lain c&#39;è praticamente whatsapp. La gente si scrive via smartphone in classe, passando dalla rete. Almeno così sembra: facile passare dagli SMS agli SMS in rete, vero. Facile anche lato tech... eppure nel mondo vero serve una qualche forma di &#34;numero G&#34; o &#34;wifi&#34; per avere la connessione per farlo funzionare.&#xA;(side note): nessuno vuole bannare i social media nelle classi giappe. E ricordiamoci che la serie si apre con un suicidio.&#xA;Il primo passo è mezzo è tematizzare quanto di noi dipende da quello che siamo online. Lain fa questa cosa in pieno periodo di tecno ottimismo. E prima che i social media fossero davvero qualcosa. A stento avevamo Amazon che ci spediva i libri - fisici!, niente Kindle - in inglese. A stento Google era qualcosa in un garage, ancora meno verbo (sia nel senso di &#34;googlare&#34; sia nel senso di &#34;setta&#34;). Probabilmente internet, ai tempi, era una questione di provider italiani. Potevi cercare di fare dei soldi prendendo un nome mitologico tipo Virgilio e curando i risultati che comparivano - se c&#39;era il pageRank, non ce l&#39;avevano tutti. Visto oggi, sembra una cosa tipo cercare di mettere su un LLM accessibile da tutti mettendo una persona sola a rispondere male un po&#39; a tutti.&#xA;Il secondo grande passo è quello di andare completamente in modalità antirealismo/super-costruttivismo. E di porre tutte le domande del caso. Se è l&#39;informazione che conta davvero e se internet è l&#39;autostrada delle informazioni... qual è la vera realtà? Quale delle due ha prevalenza? E, soprattutto, le due cose sono collegate? Si passa da una all&#39;altra? è bene passare da una all&#39;altra? E che succede se nasci di là (nell&#39;autostrada) e poi ti accorgi che si possono fare anche di qua, da noi? Lain ha una trama e delle cose che succedono per portare avanti queste domande.&#xA;(side note): vi ricordate di quando Vonnegut era su Second Life? E che c&#39;erano i Lindon dollars? Qualcuno in una redazione di un quotidiano italiano ha investito soldi e risorse per fare uscire un libro / guida su Second Life in italiano (ah, la questione della lingua.&#xA;&#xA;A naso direi che era prima del Game di Baricco. Ma forse anche dei Barbari (e di The Social Network, in cui Baricco non c&#39;entra). Era prima che Rampini da capello caricaturale di tecnoguru venisse considerato un tecnoguru.&#xA;Era un discreto mondo fa. E, cosa particolarmente strana, quando tutti hanno (ri)scoperto l&#39;euro digitale, libra o altre cose simili (pure qui tra un po&#39; saranno 10 anni e siamo già pre-pandemia) nessuno si è ricordato di queste cose qui. (Sarà perché è dal 2007 che non c&#39;è più Vonnegut padre?).&#xA;&#xA;Lain fa un sacco di cose per bene, altre forse meno. Alcune le fa molto bene per caso o almeno in modo non voluto, almeno per quanto riesco a pensare. Ad esempio: scopriamo quanto spazio e quanto tempo può costare e occupare avere le risorse fisiche per investire in computazione e accedere all&#39;autostrada delle informazioni.&#xA;In Lain non ci sono i data center. Però l&#39;impronta fisica dei computer si vede eccome (sotto forma di cavi e non di cemento, cavi che si intrecciano ai tralicci della corrente elettrica che è subito Eva vibes).&#xA;L&#39;altra cosa che Lain fa un sacco bene è riportarci a quando le cose erano diverse e, comunque, a quando più strade sembravano tutte se non ugualmente percorribili, almeno tutte quante percorribili. In tedesco esiste una parola per la nostalgia da come Internet avrebbe potuto andare. In italiano ci sono due libri di Eleonora Caruso.&#xA;E poi forse c&#39;è Internet for the People di Ben Turnoff... e Cyberia (yes, c&#39;erano già gli Easter Egg).&#xA;&#xA;#lain #internet #anime&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Che strano vedere <em>Lain</em> a distanza di parecchio tempo.
Da un lato, c&#39;è da rivalutare e rivedere un bel po&#39; di cose sugli anime dei tempo che furono. Prima di fare un&#39;operazione del genere servirebbe sia beccare la cronologia correttamente (<em>Lain</em> esce dopo <em>Eva</em> e <em>Ghost in The Shell</em>, più o meno con <em>Cowboy Bebop</em>. Con <em>Neuromancer</em> di Gibson già uscito da tempo) sia vedere quando tutto quanto è arrivato a portata delle nostre mani e menti (sì, Dynamic, MTV anime night, Napster-eMule-e-tutta-quella-roba-lì).</p>

<p>La parte bella è quello che la serie dice e mostra su internet... più o meno nel momento in cui iniziava ad arrivare il modem come oggetto da avere in casa. (56k, ADSL, flat con Infostrada, quelle robe lì).</p>



<p>La serie parte “facile”, almeno nel quadro teorico e delle aspettative. Internet è l&#39;<em>information highway</em>. Quella cosa che andava così bene e piaceva a tutti, venditori, markettari, scrittori (Stephenson di <em>Snow Crash</em> nel 1992), startuppari vari, tutta la redazione di <em>Wired</em> (Negroponte, Kelly, etc etc etc), etc.
Questa cosa si schianta sia col Millenium bug – nel senso che, hey, sull&#39;autostrada potevano anche esserci informazioni bruttine – sia con il crollo delle dotcom.
Ma tutto questo è a +2 rispetto alla tempolinea di Lain.
E poi, <em>trigger warning</em>, la serie si apre con un suicidio. Avevo detto che era “facile”.</p>

<p>Rispetto alla parte teorica “facile”, la serie fa due notevoli level up fin da quasi subito. La cosa notevole è che ora – <a href="https://thegui.eu/scansatevi-dalla-luce-james-williams">vedi “Scansatevi dalla luce”, il libro di Williams sulla dipendenza dagli schermi e dai social</a> – sembra tutto quanto “facilino” da prevedere. La cosa bella è che tutti i tizi di sopra – perché mi sa che erano/sono quasi tutti uomini – non è che di queste cose faciline si fossero accorti.</p>

<p>Dopo molto poco ci accorgiamo che:
– stare e partecipare dentro l&#39;autostrada avrà un impatto notevole sulla nostra vita quotidiana. La prima reazione è “magraziearca...”. La cosa notevole è che lo fa parlando di ragazzine che vanno a scuola. Non complottoni con big tech o cose sci-fi con pistoloni e armi nucleari. Vorrei dire che Gibson, che in teoria parte avvantaggiato dal &#39;84, ci ha messo un bel po&#39; per mettere una postina come protagonista del romanzo. Però ci sta che mi sbagli. Ricontrollerò.
(side note): in Lain c&#39;è praticamente whatsapp. La gente si scrive via smartphone in classe, passando dalla rete. Almeno così sembra: facile passare dagli SMS agli SMS in rete, vero. Facile anche lato tech... eppure nel mondo vero serve una qualche forma di “numero G” o “wifi” per avere la connessione per farlo funzionare.
(side note): nessuno vuole bannare i social media nelle classi giappe. E ricordiamoci che la serie si apre con un suicidio.
– Il primo passo è mezzo è tematizzare quanto di noi dipende da quello che siamo online. Lain fa questa cosa in pieno periodo di tecno ottimismo. E prima che i social media fossero davvero qualcosa. A stento avevamo Amazon che ci spediva i libri – fisici!, niente Kindle – in inglese. A stento Google era qualcosa in un garage, ancora meno verbo (sia nel senso di “googlare” sia nel senso di “setta”). Probabilmente internet, ai tempi, era una questione di provider italiani. Potevi cercare di fare dei soldi prendendo un nome mitologico tipo Virgilio e curando i risultati che comparivano – se c&#39;era il pageRank, non ce l&#39;avevano tutti. Visto oggi, sembra una cosa tipo cercare di mettere su un LLM accessibile da tutti mettendo una persona sola a rispondere male un po&#39; a tutti.
– Il secondo grande passo è quello di andare completamente in modalità antirealismo/super-costruttivismo. E di porre tutte le domande del caso. Se è l&#39;informazione che conta davvero e se internet è l&#39;autostrada delle informazioni... qual è la vera realtà? Quale delle due ha prevalenza? E, soprattutto, le due cose sono collegate? Si passa da una all&#39;altra? è bene passare da una all&#39;altra? E che succede se nasci di là (nell&#39;autostrada) e poi ti accorgi che si possono fare anche di qua, da noi? Lain ha una trama e delle cose che succedono per portare avanti queste domande.
(side note): vi ricordate di quando Vonnegut era su <em>Second Life</em>? E che c&#39;erano i Lindon dollars? Qualcuno in una redazione di un quotidiano italiano ha investito soldi e risorse per fare uscire un libro / guida su Second Life <em>in italiano</em> (ah, la <a href="https://thegui.eu/fediverso-lingua-e-scrittura">questione della lingua</a>.</p>

<p>A naso direi che era prima del <em>Game</em> di Baricco. Ma forse anche dei Barbari (e di <em>The Social Network</em>, in cui Baricco non c&#39;entra). Era prima che Rampini da capello caricaturale di tecnoguru venisse considerato un tecnoguru.
Era un discreto mondo fa. E, cosa particolarmente strana, quando tutti hanno (ri)scoperto l&#39;euro digitale, libra o altre cose simili (pure qui tra un po&#39; saranno 10 anni e siamo già pre-pandemia) nessuno si è ricordato di queste cose qui. (Sarà perché è dal 2007 che non c&#39;è più Vonnegut padre?).</p>
<ul><li>Lain fa un sacco di cose per bene, altre forse meno. Alcune le fa molto bene <em>per caso</em> o almeno in modo non voluto, almeno per quanto riesco a pensare. Ad esempio: scopriamo quanto spazio e quanto tempo può costare e occupare avere le risorse fisiche per investire in computazione e accedere all&#39;autostrada delle informazioni.</li>
<li>In Lain non ci sono i data center. Però l&#39;impronta fisica dei computer si vede eccome (sotto forma di cavi e non di cemento, cavi che si intrecciano ai tralicci della corrente elettrica che è subito Eva vibes).</li>
<li>L&#39;altra cosa che Lain fa un sacco bene è riportarci a quando le cose erano diverse e, comunque, a quando più strade sembravano tutte se non <em>ugualmente</em> percorribili, almeno tutte quante percorribili. In tedesco esiste una parola per la nostalgia da come Internet avrebbe potuto andare. In italiano ci sono due libri di Eleonora Caruso.</li>
<li>E poi forse c&#39;è Internet for the People di Ben Turnoff... e Cyberia (yes, c&#39;erano già gli Easter Egg).</li></ul>

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]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/lain-e-linternet-che-avrebbe-potuto-essere-again</guid>
      <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 09:31:24 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Finanza personale: calcoli e concetti e di base</title>
      <link>https://thegui.eu/finanza-personale-calcoli-e-concetti-e-di-base</link>
      <description>&lt;![CDATA[Hai tot soldi da parte e stai pensando di evitare che rendano zero. O sei al livello dopo: hai tot soldi da parte e non vuoi che vengano mangiati dall&#39;inflazione. Quindi vuoi cercare di fare in modo che rendano qualcosa.&#xA;Da dove si parte?&#xA;&#xA;Tutto quello che segue non è un consiglio finanziario. Sono un po&#39; di cose da avere presente per fare i conti davanti alle varie proposte che possono saltare fuori.&#xA;&#xA;Interessi (più o meno composti) e inflazione&#xA;L&#39;interesse composto è una delle prime cose cose che salta fuori quando si dice che &#34;se investi il tempo lavora per te&#34;. L&#39;idea di base è qualcosa di prossimo alla storia dell&#39;inventore degli scacchi che vuole un chicco di grano a raddoppiare per ogni casella della scacchiera come ricompensa per la sua invenzione. L&#39;imperatore chiama gli sguatteri per fare i calcoli: 1 chicco per la casella 1, 2 per la 2, 4 per la 3, 8 per la 4, etc.&#xA;Ti metti a sommare 1 + 2 + 4 + 8... e ti accorgi che non c&#39;è grano a sufficienza.&#xA;&#xA;Raddoppiare vuol dire fare il 100% di rendimento su una somma investita. Ogni anno. Nel magico mondo della finanza c&#39;è chi firmerebbe subito per un 3,5% (netto).&#xA;&#xA;Roviniamoci: diciamo che avete un investimento che rende il 10% l&#39;anno. Volete sapere quanto ci vuole a raddoppiare il capitale. Ci pensate un po&#39;. Sapete che raddoppiare vuol dire fare il 100%. Dividete 100 per il rendimento dell&#39;investimento (10) e dite: 10 anni. Rifate il conto con 5: dite 20.&#xA;&#xA;Il calcolo è corretto, ma vi state dimenticando che l&#39;interesse deve comporre.&#xA;Diciamo che abbiamo 600 soldi e vogliamo arrivare a raddoppiare (1200). Il primo anno abbiamo 600. A fine anno ci arriva il 10%: ecco i primi 60 euro.&#xA;L&#39;anno dopo sono 600 + 60. Il 10% ci porta a 66 euro.&#xA;Anno 3: sono 726 all&#39;inizio e 72,6 di interesse.&#xA;Così all&#39;anno 4 sono già 799 (0,6 arrotondato in eccesso): che rendono 79,9.&#xA;Anno 5: 878. Che portano 87,8 euro di interesse.&#xA;Anno 6: 965 (circa). E 96 di interesse (sempre a spanne e a mente).&#xA;Anno 7: 1060. E 106 di interesse.&#xA;Anno 8: 1166. E 116,6 di interesse. Sommando sforiamo alla grande il raddoppio (1200) dopo 8 anni, non c&#39;è da aspettarne 10!&#xA;&#xA;Ecco l&#39;interesse composto.&#xA;&#xA;Purtroppo funziona anche al contrario. Tipo con l&#39;inflazione. Ogni anno l&#39;inflazione si mangia i nostri 1000 euro e li fa scendere del - poniamo 5%.&#xA;Non è che tutti gli anni paghiamo 50 euro e ci restano i mille di partenza.&#xA;Il primo anno è il 5% di 1000, via 50 euro. Ne restano 950, a cui viene tolto un 5%: 47,5. Siamo a 902,5. Andando avanti con un -5% l&#39;anno in poco i nostri 1000 euro sono diventati la metà.&#xA;&#xA;Quindi qui, in un attimo, ci sono i due principali attori da tenere d&#39;occhio: l&#39;inflazione, che erode il valore dei nostri soldi (quelli messi da parte), e l&#39;interesse composto che - se ci sono investimenti che finiscono in positivo - ci consentono di far pari o meglio dell&#39;inflazione.&#xA;&#xA;Tutto chiaro fin qui?&#xA;In pratica: l&#39;interesse composto è quello che nel tempo fa cambiare il valore ai capitali investiti. Funziona sia in positivo, sia in negativo. E la parte negativa - l&#39;inflazione - funziona sempre. (Tendenzialmente non si può dire io l&#39;inflazione non la voglio, lo spread e il debito pubblico pagatevelo voi, etc. Non potete nemmeno dire &#34;vi pago la mia quota di debito pubblico, poi lasciatemi in pace&#34;)&#xA;Bene.&#xA;&#xA;Fare il prossimo step in autonomia&#xA;Compiti a casa:&#xA;andate a recuperarvi l&#39;inflazione di tutti gli anni da quando siete maggiorenni&#xA;non siate pigri: fatelo sia per l&#39;Italia, sia per l&#39;Europa, sia per qualche altro paese che vi sembra importante&#xA;ripetete l&#39;esercizio con &#34;da quando siete nati&#34;&#xA;valutate l&#39;impatto dell&#39;inflazione sulla vostra pelle. Prendete una cifra che vi piace che rappresenta &#34;quello che avete guadagnato&#34; e, per ogni anno considerato, toglieteci l&#39;inflazione.&#xA;&#xA;Mentre fate queste cose potreste accorgervi di un po&#39; di cose tipo: è più facile trovare l&#39;inflazione per gli anni in cui c&#39;è l&#39;euro che non durante il boom economico. L&#39;inflazione per l&#39;anno in corso è una stima. A seconda dei dati usati, i numeri possono cambiare. Trovare questi dati è meno facile di quanto dovrebbe essere, vista l&#39;importanza che hanno sulla vita di tutti.&#xA;A giudicare da come sono andate le cose ultimamente, il nostro esempio di inflazione al 5% è abbastanza lontano da quello che si è visto negli ultimi anni.&#xA;&#xA;Se volete raggiungere il livello super sayan:&#xA;a volte l&#39;inflazione va in negativo, quindi diventa una cosa positiva, i prezzi scendono e i vostri soldi possono comprare di più. Andate a vedere quando è successo. E cercate di capire perché all&#39;economia non piace&#xA;qualcuno - recentemente la Turchia - ha provato a dire &#34;non vogliamo l&#39;inflazione&#34;. Non è andata a finire benissimo.&#xA;l&#39;inflazione di solito ha incrementi molto più piccoli di quelli che iniziamo a percepire come &#34;rincari&#34;. Ad esempio: le bollette della luce o la benzina. Prendete qualcosa che vi interessa sul serio: i libri, il vostro piatto preferito, un gioco AAA, i pomodori, un telefono, i biglietti del treno, l&#39;abbonamento a qualcosa. Cercate di recuperare l&#39;ultimo aumento di prezzo. Vedete se corrisponde alla somma di tutti gli aumenti dell&#39;inflazione (tenete presente che in quel caso l&#39;interesse è composto). Può essere che l&#39;aumento sia parecchio più alto della &#34;mera&#34; inflazione... (Gli economisti fanno cose buffe per misurare l&#39;inflazione e hanno un po&#39; di misure diverse per l&#39;inflazione. Una cosa divertente da fare potrebbe essere guardare come è cambiata la composizione del &#34;paniere ISTAT&#34;.)&#xA;&#xA;Rendimento e inflazione&#xA;Dal punto precedente sappiamo che mentre il capitale cresce con dei rendimenti - se ci sono - l&#39;inflazione se li mangia. Quindi per fare le cose per bene, sul lungo periodo, i rendimenti dovrebbero essere più alti dell&#39;inflazione.&#xA;Fin qui nulla di nuovo (spero).&#xA;&#xA;A questo punto una domanda potrebbe essere &#34;quanto si deve fare più dell&#39;inflazione&#34;? La risposta, ovviamente, è &#34;dipende&#34; da un sacco di cose. In teoria &#34;il più possibile&#34;. Però non tutte le cose su cui volete investire sono uguali e non tutte hanno lo stesso rischio. (Ecco, sì, iniziamo a dire che sono tutte rischiose. Tutte. Anche quelle a capitale garantito.)&#xA;&#xA;La cosa da iniziare ad avere presente è che i rendimenti - se ci sono - sono sempre relativi almeno all&#39;inflazione. E - per iniziare a sbloccare il livello dopo - a tutti i costi che sostenete per investire. Se &#34;investite per non perderci&#34; o &#34;investite per fare pari&#34; la principale fonte che può farvi perdere è l&#39;inflazione.&#xA;E, come magari avete visto con mano cercandovi i dati dell&#39;inflazione, l&#39;inflazione cambia.&#xA;&#xA;Supponete quindi di avere un investimento che ogni anno vi paga il 4%. Sarete abbastanza felici di quello che avete fatto quando l&#39;inflazione stava al 2,5%: 4-2.5 fa 1,5 ecco i vostri soldi.&#xA;Sarete più tristi se l&#39;inflazione andava a troppo nel post COVID e viaggiava sopra il 7%.&#xA;4-7 fa -3%. Non vi è andata così male come chi si è preso il 7% di inflazione in faccia, però non è finita in positivo.&#xA;&#xA;Da questo si scopre la domanda da fare sempre a chiunque vi proponga di gestire il vostro patrimonio. Non vi interessa solo il rendimento (se c&#39;è stato). VI interessa al netto dell&#39;inflazione e dei costi. (I costi sono un capitolo a parte. Spoiler: ci sono le tasse sui rendimenti, costi fissi che vuole lo stato -imposte di bollo -, costi degli strumenti che usate per investire, costi che pagate a chi vi mette a disposizione gli strumenti per investire)&#xA;&#xA;Prestiti e interessi che non compongono&#xA;Ci sono svariati modi di investire. Una cosa che potete fare è comprare qualcosa e aspettare che il suo valore cambi nel tempo, sperando che aumenti. Quando vi stufate, vi servono i soldi o volete incassare vendete. Vi portate a casa tutto l&#39;aumento del valore.&#xA;Ad esempio nel caso del 10% che compone annualmente potreste aver comprato 20 quote a 30 euro (i 600 euro di prima) della SocietàCheCresceDelDieciPercentoAnnuo.&#xA;Dopo 10 anni vendete tutto e incassate più di 1200 euro (esercizio extra: finite le ultime righe della tabella del rendimento composto. Mancano il nono e decimo anno).&#xA;&#xA;Un altro modo per investire è prestare dei soldi a qualcuno. Vi mette d&#39;accordo con qualcuno che gli prestate X, diciamo i soliti 600 euro. Le condizioni del prestito sono queste. Dopo tot anni, diciamo 10, vi verrano ridati i vostri soldi tutti interi (i 600 euro).&#xA;In più, ogni anno, chi ha preso i soldi in prestito vi dà dei soldi - una cedola - che serve per convicervi a prestare i vostri soldi invece di investirli in SocietàCheCresceDelDieciPercentoAnnuo. O giocarceveli a pachinko. O quello che volete.&#xA;&#xA;Ci sono un bel po&#39; di considerazioni da fare.&#xA;La prima è che questi interessi non compongono: ogni anno il vostro creditore vi pagherà il 10% di 600, quindi 60 soldi.&#xA;Però questi 60 soldi non che arrivano il primo anno non vanno a sommarsi ai 600 per l&#39;anno dopo. La cosa è &#34;abbastanza&#34; intuitiva: i 600 soldi li avete prestati. Non sono più &#34;vostri&#34;.&#xA;Invece quando avete investito nella società voi avete comprato il vostro numero di quote. Quando la SocietàCheCresceDelDieciPercentoAnnuo fa il suo +10% voi avete sempre le stesse quote. Soltanto che valgono di più.&#xA;&#xA;In entrambi i casi, quando andrete a incassare, vi toccherà tenere conto dell&#39;inflazione.&#xA;Quindi, ecco, quando prestate i 600 soldi e, dopo 10 anni, i 600 soldi vi vengono restituiti... il potere d&#39;acquisto di quei 600 soldi si è preso in faccia 10 anni di inflazione. (Il tecnichese per queste cose è che il valore nominale è lo stesso, sono sempre 600 soldi. Però non sono &#34;adeguati all&#39;inflazione&#34;. Ovviamente anche il vostro investimento nella SocietàBlaBla per quanto possa crescere sempre del 10% ogni anno si becca in faccia l&#39;inflazione. E se un anno l&#39;inflazione è al 15% non siete contenti che le vostre quote siano aumentate del 10%).&#xA;&#xA;Quindi abbiamo scoperto qualcosa. A parità di rendimento di investimento &#34;ti do il 10% annuo&#34; è parecchio importante capire se l&#39;interesse può essere composto o meno.&#xA;Nel caso del prestito, sappiamo che dopo 10 anni avremo 60 soldi per 10 anni, quindi 600 soldi con cui raddoppiamo il nostro investimento di partenza.&#xA;Nel caso dell&#39;investimento con interesse composto abbiamo raddoppiato già all&#39;ottavo anno e, se andate avanti a &#34;far comporre&#34; l&#39;interesse, vi accorgete che più passa il tempo e l&#39;interesse si mantiene costante, più l&#39;interesse composto &#34;pesa&#34;. All&#39;ottavo anno avete fatto 116 soldi di interesse. Il primo erano 60. Praticamente avete raddoppiato.&#xA;&#xA;Compiti interattivi e correzioni&#xA;Chi ha detto che gli interessi dei prestiti non compongono? Potreste pensare di essere molto furbi e fare così. Dopo un anno prendere i 60 soldi di interesse e... li prestate a un altro. L&#39;idea non è male ma si scontra con un problemino pratico: spesso i prestiti hanno dei lotti minimi. Mi devi prestare almeno 100, altrimenti non ti considero.&#xA;  Vi mette l&#39;animo in pace e aspettate la fine del secondo anno. Avete 120 soldi delle prime due cedole. A questo punto vi scontrate con un altro problema. L&#39;investimento va a lotti di 100, quindi vi restano comunque 20 soldi da parte. Ma, soprattutto: l&#39;economia va a gonfie vele - non ve ne siete accorti? - e adesso il &#34;denaro costa meno&#34;. Che è un modo in economichese per dire che, ok, su questi 100 soldi che riesci a investire adesso non avrai più il 10%, ma il 6,5%. Quindi potete riuscire a far comporre gli interessi coi prestiti, però è tutto da vedere che i tassi restino gli stessi. Questa cosa si chiama rischio di rinvestimento ed è un problema molto borghese e forse &#34;bello&#34; da avere.&#xA;Giusto, potrebbe pure andarvi &#34;bene&#34;. Avete da reinvestire e i tassi del prestito sono aumentati. Per convincervi a prestarvi il vostro lotto da 100 soldi delle prime due cedole del vostro investimento vi do il 13%. A parte che se aumentano i tassi di solito vuol dire che l&#39;inflazione è salita oltre quello che piacerebbe agli economisti - che non è mai bello -, il punto è che non potete sapere il tasso a cui piazzerete il prestito successivo. Quindi non potete sapere come comporrà il vostro interesse.&#xA;In realtà non è del tutto vero che &#34;una volta prestati i vostri 600 soldi non sono più vostri&#34;. Da qualche parte sta scritto che mi avete prestato 600 soldi al 10% di cedola per 10 anni. Potreste voler vendere a qualcuno questo contratto. Sono passati due anni, potete vendere a vostro cugino 8 anni col 10% di 600 soldi. E 600 soldi rimborsati alla fine. Ok, quanti soldi vale questo contratto? Dipende da un bel po&#39; di cose. Se il giro di prestiti dell&#39;anno 1 o dell&#39;anno 2 sono aumentati un sacco - diciamo che danno il 15% - allora capitate male. Non mi compro i vostri 8 anni al 10%, vado dal tizio che vuole il prestito e mi prendo 10 anni al 15%. Però magari i tassi sono scesi perché l&#39;economia è migliorata. Adesso mi danno il 4,5% se vado a prestare i soldi. Potrei pagare molto più di 600 euro per avere una cedola del 10%.&#xA;Tutto questo per correggere il tiro e dire &#34;tendenzialmente anche quando prestate i soldi potete vendere in ogni momento&#34;. Però in questo caso &#34;decide il mercato&#34;. Se vi serve un rimborso anticipato di un prestito per sistemare la lavatrice ed è il momento sbagliato potreste ritrovarvi con 520 soldi e dover ringraziare. (Vedi il 2022 con tutti che si sono fatti malissimo coi titoli di stato).&#xA;&#xA;Per questo livello super sayan potete:&#xA;capire in che modo l&#39;inflazione influenza i tassi di interesse&#xA;farvi spaventare dalla stagflazione&#xA;&#xA;Rendimenti lordi e netti: i costi&#xA;L&#39;ultimo elemento per capire se e come si può vincere la lotta contro l&#39;inflazione è quello dei costi. Per ora i numeri erano drammaticamente elevati - un capo di stato si straccia le vesti se il pil cresce di qualcosa di più di qualche decimale - e non c&#39;erano costi.&#xA;Abbiamo usato 10% e 5% perché i conti sono più facili. E abbiamo pure detto che le società in cui potete investire vi dichiarano quanto renderanno. Nel mondo reale della finanza (quindi un ossimoro), chi promette rendimenti in doppia cifra di solito Madoff. E non va a finire bene. (Compito a casa in incognito: chi diavolo era &#34;Bernie&#34; Madoff?).&#xA;&#xA;Il primo costo di cui parlare è la tassazione sui rendimenti. Investite e vi arrivano dei soldi. Il vostro guadagno viene tassato. Quanto? Dipende.&#xA;&#xA;Per semplificarci la vita funziona così:&#xA;comprate titoli di stato o cose che sono fatte sostanzialmente da titoli di stato? Pagate il 12,5%.&#xA;tutto il resto è al 26%.&#xA;&#xA;Dentro tutto il resto ci sono cose tipo: prestate i soldi alla banca, il vostro conto deposito vincolato o meno vi dà interesse, le vostre società emettono dividendi, vendete le quote di SocietàCheRendeIlDieciPercento.&#xA;&#xA;Questo ha un insieme di ramificazioni notevoli:&#xA;Ho un titolo agevolato che rende il 4%. 4 per 0,875 fa un 3,5% netto. Quanto mi serve per avere lo stesso 3,5% netto con una tassazione del del 26%? x per 0,74 di tassazione deve fare 3,5. Quindi 3,5/0,74 = 4,729. Questo 0,729 è il 18% in più del 4%.&#xA;tutti i conti di prima vanno rifatti. Le cedole che arrivano sono al 10% vengono tassate ogni volta che arrivano. Sono 60 per 0,875 = 52,5. Prestando a una banca o con un conto deposito sarebbero 44,4.&#xA;anche la nostra situazione da &#34;ho raddoppiato all&#39;ottavo anno&#34; è lorda. Se vendiamo a 1166 paghiamo il 26% su 566 di guadagno. Se ne vanno 147,16 soldi. Ne restano comunque quasi 420 che, nonostante la tassazione molto più alta, sono molto vicini a 52,5 per otto anni = 440. (Esercizio: se vendessimo allo scadere dei 10 anni sarebbe più conveniente di 10 cedole a 52,5?)&#xA;&#xA;Insomma: adesso dobbiamo capire come verrà tassato l&#39;investimento e anche quando. Per favorire l&#39;interesse composto la tassazione va rimandata alla vendita. Però non è detto che sia sempre possibile.&#xA;&#xA;(Si è aggiunta una nuova domanda: quanto dovrebbe rendere? quando viene tassato? di quanto? com&#39;è andata l&#39;inflazione nel frattempo?)&#xA;&#xA;Ovviamente per il solo fatto che stiamo investendo ci sono delle imposte e dei costi perché non potete fare tutto da soli:&#xA;0,2% di bollo sul capitale investito: non importa a chi prestato o cosa comprate. C&#39;è da pagare questo due per mille. Consideratela un&#39;altro balzello a favore dell&#39;inflazione.&#xA;aprire un dossier titoli con un qualche intermediario (banca, broker, SIM, assicurazione) potrebbe non essere gratis. Non è detto che sia gratis un conto corrente, perché dovrebbe esserlo un conto dove sapere quali e quanti investimenti avete?&#xA;comprare gli strumenti ha un costo. Pagate per poter scrivere sul vostro conto titoli - che non è gratis - che avete comprato qualcosa. Qui le formule variano: potreste pagare 1 euro per ogni movimento o 5 o 9. O magari una cifra mensile fino a X movimenti. Però magari non pagate niente su alcuni titoli se vendete o comprate per qualche migliaia di euro. Quindi, ecco, tra vendere e comprare almeno due euro li spendete.&#xA;&#xA;Altri costi e un KID per la vita&#xA;A questo punto verrebbe da dire che, basta: paghi il bollo per avere gli strumenti. Paghi l&#39;intermediario per il servizio del conto titoli. Paghi ogni volta che aggiungi una riga al quaderno degli investimenti. Che altro ci sarà mai da pagare?&#xA;&#xA;Grazie per averlo chiesto.&#xA;&#xA;gli strumenti che comprate, a meno che non siano azioni singole (aiuto!) o titoli di stato singoli, hanno un costo. Non avete sbatta di reinvestire le cedole dei titoli di stato e trovare altri a cui prestare i soldi. C&#39;è un fondo che si prende cura di comprare tutti i titoli di stato europei che scadono tra 5 anni. Ogni volta che scade un titolo e vi rimborsano i 600 euro, loro comprano un nuovo titolo a 5 anni. E, già che ci sono, reinvestono le vostre cedole. Fichissimo. Per fare questo vogliono lo 0,30% del valore dei titoli. Sarà tanto? Poco? Magari c&#39;è chi lo fa allo 0,15%. Cercate e ringraziate la concorrenza! Comunque, se i titoli a 5 anni rendono il 3% lordo... tra il bollo e lo strumento ci sta lasciare uno 0,4% per strada... e ricordatevi la tassazione&#xA;I costi degli strumenti stanno nel KID cioè il Key Information Document. Pretendetelo per le cose su cui investite e leggetelo. Ci sono i costi. Vi interessa il TER cioè total expense ratio che sono le spese annue (ad esempio lo 0,30% dell&#39;esempio precedente). Vi dice poi cosa c&#39;è dentro le cose che comprate / vi vengono fatte comprare. E ci potrebbero essere delle brutte cose sul capitale garantito che magari non è così garantito o dei costi per l&#39;uscita anticipata.&#xA;in tutto questo, potreste pagare delle persone e il loro tempo. Ad esempio avete 50K in banca. E pagate un consulente sorridente che 80 euro al mese. Lo vedete per due ore al mese e vi manda delle belle mail. Diciamo che vi dedicata 4 ore al mese, 20 euro di paga oraria (il netto potrebbe essere orribile). Quindi la vostra corsa contro l&#39;inflazione parte con 960 euro di consulente, 100 euro di bollo (0,2%). Diciamo che c&#39;è anche un 2% di inflazione (1000 euro). Per fare pari dovete portare a casa almeno 2060 netti dopo le tasse.&#xA;&#xA;La domanda, a questo punto è: chi ve lo fa fare?&#xA;&#xA;(Nelle prossime puntate dovrebbero esserci cose tipo: i rischi di tutte le cose, che non sono mai zero. Parmalat? la Grecia che si dimentica di rimborsarvi un prestito, la banca che chiude prima il vostro conto deposito, banche che falliscono e/o vengono acquistate, azioni che si splittano.&#xA;E tante cose su quanto è più o meno razionale gestire i soldi. Magari chi gestisce i vostri soldi è di famiglia. Lo sapete che nella migliore delle ipotesi non è competitivo, nella peggiore vi sta fregando. Però non lo state pagando per aiutarvi a fare pari con l&#39;inflazione. Lo pagate perché vi piace averci a che fare, fumare sigari e scoprire quale barca consuma di più.)&#xA;&#xA;#finanzapersonale #interessi #inflazione&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Hai tot soldi da parte e stai pensando di evitare che rendano zero. O sei al livello dopo: hai tot soldi da parte e non vuoi che vengano mangiati dall&#39;inflazione. Quindi vuoi cercare di fare in modo che rendano qualcosa.
Da dove si parte?</p>

<p>Tutto quello che segue <strong>non è</strong> un consiglio finanziario. Sono un po&#39; di cose da avere presente per fare i conti davanti alle varie proposte che possono saltare fuori.</p>

<h1 id="interessi-più-o-meno-composti-e-inflazione">Interessi (più o meno composti) e inflazione</h1>

<p>L&#39;interesse composto è una delle prime cose cose che salta fuori quando si dice che “se investi il tempo lavora per te”. L&#39;idea di base è qualcosa di prossimo alla storia dell&#39;inventore degli scacchi che vuole un chicco di grano a raddoppiare per ogni casella della scacchiera come ricompensa per la sua invenzione. L&#39;imperatore chiama gli sguatteri per fare i calcoli: 1 chicco per la casella 1, 2 per la 2, 4 per la 3, 8 per la 4, etc.
Ti metti a sommare 1 + 2 + 4 + 8... e ti accorgi che non c&#39;è grano a sufficienza.</p>

<p>Raddoppiare vuol dire fare il 100% di rendimento su una somma investita. Ogni anno. Nel magico mondo della finanza c&#39;è chi firmerebbe subito per un 3,5% (netto).</p>

<p>Roviniamoci: diciamo che avete un investimento che rende il 10% l&#39;anno. Volete sapere quanto ci vuole a raddoppiare il capitale. Ci pensate un po&#39;. Sapete che raddoppiare vuol dire fare il 100%. Dividete 100 per il rendimento dell&#39;investimento (10) e dite: 10 anni. Rifate il conto con 5: dite 20.</p>

<p>Il calcolo è corretto, ma vi state dimenticando che l&#39;interesse deve comporre.
Diciamo che abbiamo 600 soldi e vogliamo arrivare a raddoppiare (1200). Il primo anno abbiamo 600. A fine anno ci arriva il 10%: ecco i primi 60 euro.
L&#39;anno dopo sono 600 + 60. Il 10% ci porta a 66 euro.
Anno 3: sono 726 all&#39;inizio e 72,6 di interesse.
Così all&#39;anno 4 sono già 799 (0,6 arrotondato in eccesso): che rendono 79,9.
Anno 5: 878. Che portano 87,8 euro di interesse.
Anno 6: 965 (circa). E 96 di interesse (sempre a spanne e a mente).
Anno 7: 1060. E 106 di interesse.
Anno 8: 1166. E 116,6 di interesse. Sommando sforiamo alla grande il raddoppio (1200) dopo 8 anni, non c&#39;è da aspettarne 10!</p>

<p>Ecco l&#39;interesse composto.</p>

<p>Purtroppo funziona anche al contrario. Tipo con l&#39;inflazione. Ogni anno l&#39;inflazione si mangia i nostri 1000 euro e li fa scendere del – poniamo 5%.
Non è che tutti gli anni paghiamo 50 euro e ci restano i mille di partenza.
Il primo anno è il 5% di 1000, via 50 euro. Ne restano 950, a cui viene tolto un 5%: 47,5. Siamo a 902,5. Andando avanti con un -5% l&#39;anno in poco i nostri 1000 euro sono diventati la metà.</p>

<p>Quindi qui, in un attimo, ci sono i due principali attori da tenere d&#39;occhio: l&#39;inflazione, che erode il valore dei nostri soldi (quelli messi da parte), e l&#39;interesse composto che – se ci sono investimenti che finiscono in positivo – ci consentono di far pari o meglio dell&#39;inflazione.</p>

<p>Tutto chiaro fin qui?
In pratica: l&#39;interesse composto è quello che nel tempo fa cambiare il valore ai capitali investiti. Funziona sia in positivo, sia in negativo. E la parte negativa – l&#39;inflazione – funziona sempre. (Tendenzialmente non si può dire io l&#39;inflazione non la voglio, lo spread e il debito pubblico pagatevelo voi, etc. Non potete nemmeno dire “vi pago la mia quota di debito pubblico, poi lasciatemi in pace”)
Bene.</p>

<h2 id="fare-il-prossimo-step-in-autonomia">Fare il prossimo step in autonomia</h2>

<p>Compiti a casa:
– andate a recuperarvi l&#39;inflazione di tutti gli anni da quando siete maggiorenni
– non siate pigri: fatelo sia per l&#39;Italia, sia per l&#39;Europa, sia per qualche altro paese che vi sembra importante
– ripetete l&#39;esercizio con “da quando siete nati”
– valutate l&#39;impatto dell&#39;inflazione sulla vostra pelle. Prendete una cifra che vi piace che rappresenta “quello che avete guadagnato” e, per ogni anno considerato, toglieteci l&#39;inflazione.</p>

<p>Mentre fate queste cose potreste accorgervi di un po&#39; di cose tipo: è più facile trovare l&#39;inflazione per gli anni in cui c&#39;è l&#39;euro che non durante il boom economico. L&#39;inflazione per l&#39;anno in corso è una stima. A seconda dei dati usati, i numeri possono cambiare. Trovare questi dati è meno facile di quanto dovrebbe essere, vista l&#39;importanza che hanno sulla vita di tutti.
A giudicare da come sono andate le cose ultimamente, il nostro esempio di inflazione al 5% è abbastanza lontano da quello che si è visto negli ultimi anni.</p>

<p>Se volete raggiungere il livello super sayan:
– a volte l&#39;inflazione va in negativo, quindi diventa una cosa positiva, i prezzi scendono e i vostri soldi possono comprare di più. Andate a vedere quando è successo. E cercate di capire perché all&#39;economia non piace
– qualcuno – recentemente la Turchia – ha provato a dire “non vogliamo l&#39;inflazione”. Non è andata a finire benissimo.
– l&#39;inflazione di solito ha incrementi molto più piccoli di quelli che iniziamo a percepire come “rincari”. Ad esempio: le bollette della luce o la benzina. Prendete qualcosa che vi interessa sul serio: i libri, il vostro piatto preferito, un gioco AAA, i pomodori, un telefono, i biglietti del treno, l&#39;abbonamento a qualcosa. Cercate di recuperare l&#39;ultimo aumento di prezzo. Vedete se corrisponde alla somma di tutti gli aumenti dell&#39;inflazione (tenete presente che in quel caso l&#39;interesse è composto). Può essere che l&#39;aumento sia parecchio più alto della “mera” inflazione... (Gli economisti fanno cose buffe per misurare l&#39;inflazione e hanno un po&#39; di misure diverse per l&#39;inflazione. Una cosa divertente da fare potrebbe essere guardare come è cambiata la composizione del “paniere ISTAT”.)</p>

<h2 id="rendimento-e-inflazione">Rendimento e inflazione</h2>

<p>Dal punto precedente sappiamo che mentre il capitale cresce con dei rendimenti – se ci sono – l&#39;inflazione se li mangia. Quindi per fare le cose per bene, sul lungo periodo, i rendimenti dovrebbero essere più alti dell&#39;inflazione.
Fin qui nulla di nuovo (spero).</p>

<p>A questo punto una domanda potrebbe essere “quanto si deve fare più dell&#39;inflazione”? La risposta, ovviamente, è “dipende” da un sacco di cose. In teoria “il più possibile”. Però non tutte le cose su cui volete investire sono uguali e non tutte hanno lo stesso rischio. (Ecco, sì, iniziamo a dire che sono tutte rischiose. Tutte. Anche quelle a capitale garantito.)</p>

<p>La cosa da iniziare ad avere presente è che i rendimenti – se ci sono – sono sempre relativi almeno all&#39;inflazione. E – per iniziare a sbloccare il livello dopo – a tutti i costi che sostenete per investire. Se “investite per non perderci” o “investite per fare pari” la principale fonte che può farvi perdere è l&#39;inflazione.
E, come magari avete visto con mano cercandovi i dati dell&#39;inflazione, l&#39;inflazione cambia.</p>

<p>Supponete quindi di avere un investimento che ogni anno vi paga il 4%. Sarete abbastanza felici di quello che avete fatto quando l&#39;inflazione stava al 2,5%: 4-2.5 fa 1,5 ecco i vostri soldi.
Sarete più tristi se l&#39;inflazione andava a troppo nel post COVID e viaggiava sopra il 7%.
4-7 fa -3%. Non vi è andata così male come chi si è preso il 7% di inflazione in faccia, però non è finita in positivo.</p>

<p>Da questo si scopre la domanda da fare sempre a chiunque vi proponga di gestire il vostro patrimonio. Non vi interessa solo il rendimento (se c&#39;è stato). VI interessa al netto dell&#39;inflazione e dei costi. (I costi sono un capitolo a parte. Spoiler: ci sono le tasse sui rendimenti, costi fissi che vuole lo stato -imposte di bollo –, costi degli strumenti che usate per investire, costi che pagate a chi vi mette a disposizione gli strumenti per investire)</p>

<h2 id="prestiti-e-interessi-che-non-compongono">Prestiti e interessi che non compongono</h2>

<p>Ci sono svariati modi di investire. Una cosa che potete fare è comprare qualcosa e aspettare che il suo valore cambi nel tempo, sperando che aumenti. Quando vi stufate, vi servono i soldi o volete incassare vendete. Vi portate a casa tutto l&#39;aumento del valore.
Ad esempio nel caso del 10% che compone annualmente potreste aver comprato 20 quote a 30 euro (i 600 euro di prima) della SocietàCheCresceDelDieciPercentoAnnuo.
Dopo 10 anni vendete tutto e incassate più di 1200 euro (esercizio extra: finite le ultime righe della tabella del rendimento composto. Mancano il nono e decimo anno).</p>

<p>Un altro modo per investire è prestare dei soldi a qualcuno. Vi mette d&#39;accordo con qualcuno che gli prestate X, diciamo i soliti 600 euro. Le condizioni del prestito sono queste. Dopo tot anni, diciamo 10, vi verrano ridati i vostri soldi tutti interi (i 600 euro).
In più, ogni anno, chi ha preso i soldi in prestito vi dà dei soldi – una cedola – che serve per convicervi a prestare i vostri soldi invece di investirli in SocietàCheCresceDelDieciPercentoAnnuo. O giocarceveli a pachinko. O quello che volete.</p>

<p>Ci sono un bel po&#39; di considerazioni da fare.
La prima è che questi interessi non compongono: ogni anno il vostro creditore vi pagherà il 10% di 600, quindi 60 soldi.
Però questi 60 soldi non che arrivano il primo anno non vanno a sommarsi ai 600 per l&#39;anno dopo. La cosa è “abbastanza” intuitiva: i 600 soldi li avete prestati. Non sono più “vostri”.
Invece quando avete investito nella società voi avete comprato il vostro numero di quote. Quando la SocietàCheCresceDelDieciPercentoAnnuo fa il suo +10% voi avete sempre le stesse quote. Soltanto che valgono di più.</p>

<p>In entrambi i casi, quando andrete a incassare, vi toccherà tenere conto dell&#39;inflazione.
Quindi, ecco, quando prestate i 600 soldi e, dopo 10 anni, i 600 soldi vi vengono restituiti... il potere d&#39;acquisto di quei 600 soldi si è preso in faccia 10 anni di inflazione. (Il tecnichese per queste cose è che il valore nominale è lo stesso, sono sempre 600 soldi. Però non sono “adeguati all&#39;inflazione”. Ovviamente anche il vostro investimento nella SocietàBlaBla per quanto possa crescere sempre del 10% ogni anno si becca in faccia l&#39;inflazione. E se un anno l&#39;inflazione è al 15% non siete contenti che le vostre quote siano aumentate del 10%).</p>

<p>Quindi abbiamo scoperto qualcosa. A parità di rendimento di investimento “ti do il 10% annuo” è parecchio importante capire se l&#39;interesse può essere composto o meno.
Nel caso del prestito, sappiamo che dopo 10 anni avremo 60 soldi per 10 anni, quindi 600 soldi con cui raddoppiamo il nostro investimento di partenza.
Nel caso dell&#39;investimento con interesse composto abbiamo raddoppiato già all&#39;ottavo anno e, se andate avanti a “far comporre” l&#39;interesse, vi accorgete che più passa il tempo e l&#39;interesse si mantiene costante, più l&#39;interesse composto “pesa”. All&#39;ottavo anno avete fatto 116 soldi di interesse. Il primo erano 60. Praticamente avete raddoppiato.</p>

<h2 id="compiti-interattivi-e-correzioni">Compiti interattivi e correzioni</h2>
<ul><li>Chi ha detto che gli interessi dei prestiti non compongono? Potreste pensare di essere molto furbi e fare così. Dopo un anno prendere i 60 soldi di interesse e... li prestate a un altro. L&#39;idea non è male ma si scontra con un problemino pratico: spesso i prestiti hanno dei lotti minimi. Mi devi prestare almeno 100, altrimenti non ti considero.
Vi mette l&#39;animo in pace e aspettate la fine del secondo anno. Avete 120 soldi delle prime due cedole. A questo punto vi scontrate con un altro problema. L&#39;investimento va a lotti di 100, quindi vi restano comunque 20 soldi da parte. Ma, soprattutto: l&#39;economia va a gonfie vele – non ve ne siete accorti? – e adesso il “denaro costa meno”. Che è un modo in economichese per dire che, ok, su questi 100 soldi che riesci a investire adesso non avrai più il 10%, ma il 6,5%. Quindi potete riuscire a far comporre gli interessi coi prestiti, però è tutto da vedere che i tassi restino gli stessi. Questa cosa si chiama <strong>rischio di rinvestimento</strong> ed è un problema molto borghese e forse “bello” da avere.</li>
<li>Giusto, potrebbe pure andarvi “bene”. Avete da reinvestire e i tassi del prestito sono aumentati. Per convincervi a prestarvi il vostro lotto da 100 soldi delle prime due cedole del vostro investimento vi do il 13%. A parte che se aumentano i tassi di solito vuol dire che l&#39;inflazione è salita oltre quello che piacerebbe agli economisti – che non è mai bello –, il punto è che non potete sapere il tasso a cui piazzerete il prestito successivo. Quindi non potete sapere come comporrà il vostro interesse.</li>
<li>In realtà non è del tutto vero che “una volta prestati i vostri 600 soldi non sono più vostri”. Da qualche parte sta scritto che mi avete prestato 600 soldi al 10% di cedola per 10 anni. Potreste voler vendere a qualcuno questo contratto. Sono passati due anni, potete vendere a vostro cugino 8 anni col 10% di 600 soldi. E 600 soldi rimborsati alla fine. Ok, quanti soldi vale questo contratto? Dipende da un bel po&#39; di cose. Se il giro di prestiti dell&#39;anno 1 o dell&#39;anno 2 sono aumentati un sacco – diciamo che danno il 15% – allora capitate male. Non mi compro i vostri 8 anni al 10%, vado dal tizio che vuole il prestito e mi prendo 10 anni al 15%. Però magari i tassi sono scesi perché l&#39;economia è migliorata. Adesso mi danno il 4,5% se vado a prestare i soldi. Potrei pagare molto più di 600 euro per avere una cedola del 10%.</li>
<li>Tutto questo per correggere il tiro e dire “tendenzialmente anche quando prestate i soldi potete vendere in ogni momento”. Però in questo caso “decide il mercato”. Se vi serve un rimborso anticipato di un prestito per sistemare la lavatrice ed è il momento sbagliato potreste ritrovarvi con 520 soldi e dover ringraziare. (Vedi il 2022 con tutti che si sono fatti malissimo coi titoli di stato).</li></ul>

<p>Per questo livello super sayan potete:
– capire in che modo l&#39;inflazione influenza i tassi di interesse
– farvi spaventare dalla stagflazione</p>

<h1 id="rendimenti-lordi-e-netti-i-costi">Rendimenti lordi e netti: i costi</h1>

<p>L&#39;ultimo elemento per capire se e come si può vincere la lotta contro l&#39;inflazione è quello dei costi. Per ora i numeri erano drammaticamente elevati – un capo di stato si straccia le vesti se il pil cresce di qualcosa di più di qualche decimale – e non c&#39;erano costi.
Abbiamo usato 10% e 5% perché i conti sono più facili. E abbiamo pure detto che le società in cui potete investire vi dichiarano quanto renderanno. Nel mondo reale della finanza (quindi un ossimoro), chi promette rendimenti in doppia cifra di solito Madoff. E non va a finire bene. (Compito a casa in incognito: chi diavolo era “Bernie” Madoff?).</p>

<p>Il primo costo di cui parlare è la tassazione sui rendimenti. Investite e vi arrivano dei soldi. Il vostro guadagno viene tassato. Quanto? Dipende.</p>

<p>Per semplificarci la vita funziona così:
– comprate titoli di stato o cose che sono fatte sostanzialmente da titoli di stato? Pagate il 12,5%.
– tutto il resto è al 26%.</p>

<p>Dentro tutto il resto ci sono cose tipo: prestate i soldi alla banca, il vostro conto deposito vincolato o meno vi dà interesse, le vostre società emettono dividendi, vendete le quote di SocietàCheRendeIlDieciPercento.</p>

<p>Questo ha un insieme di ramificazioni notevoli:
1. Ho un titolo agevolato che rende il 4%. 4 per 0,875 fa un 3,5% netto. Quanto mi serve per avere lo stesso 3,5% netto con una tassazione del del 26%? x per 0,74 di tassazione deve fare 3,5. Quindi 3,5/0,74 = 4,729. Questo 0,729 è il 18% in più del 4%.
2. tutti i conti di prima vanno rifatti. Le cedole che arrivano sono al 10% vengono tassate ogni volta che arrivano. Sono 60 per 0,875 = 52,5. Prestando a una banca o con un conto deposito sarebbero 44,4.
3. anche la nostra situazione da “ho raddoppiato all&#39;ottavo anno” è lorda. Se vendiamo a 1166 paghiamo il 26% su 566 di guadagno. Se ne vanno 147,16 soldi. Ne restano comunque quasi 420 che, nonostante la tassazione molto più alta, sono molto vicini a 52,5 per otto anni = 440. (Esercizio: se vendessimo allo scadere dei 10 anni sarebbe più conveniente di 10 cedole a 52,5?)</p>

<p>Insomma: adesso dobbiamo capire come verrà tassato l&#39;investimento e anche quando. Per favorire l&#39;interesse composto la tassazione va rimandata alla vendita. Però non è detto che sia sempre possibile.</p>

<p>(Si è aggiunta una nuova domanda: quanto dovrebbe rendere? quando viene tassato? di quanto? com&#39;è andata l&#39;inflazione nel frattempo?)</p>

<p>Ovviamente per il solo fatto che stiamo investendo ci sono delle imposte e dei costi perché non potete fare tutto da soli:
– 0,2% di bollo sul capitale investito: non importa a chi prestato o cosa comprate. C&#39;è da pagare questo due per mille. Consideratela un&#39;altro balzello a favore dell&#39;inflazione.
– aprire un dossier titoli con un qualche intermediario (banca, broker, SIM, assicurazione) potrebbe non essere gratis. Non è detto che sia gratis un conto corrente, perché dovrebbe esserlo un conto dove sapere quali e quanti investimenti avete?
– comprare gli strumenti ha un costo. Pagate per poter scrivere sul vostro conto titoli – che non è gratis – che avete comprato qualcosa. Qui le formule variano: potreste pagare 1 euro per ogni movimento o 5 o 9. O magari una cifra mensile fino a X movimenti. Però magari non pagate niente su alcuni titoli se vendete o comprate per qualche migliaia di euro. Quindi, ecco, tra vendere e comprare almeno due euro li spendete.</p>

<h2 id="altri-costi-e-un-kid-per-la-vita">Altri costi e un KID per la vita</h2>

<p>A questo punto verrebbe da dire che, basta: paghi il bollo per avere gli strumenti. Paghi l&#39;intermediario per il servizio del conto titoli. Paghi ogni volta che aggiungi una riga al quaderno degli investimenti. Che altro ci sarà mai da pagare?</p>

<p>Grazie per averlo chiesto.</p>
<ul><li>gli strumenti che comprate, a meno che non siano azioni singole (aiuto!) o titoli di stato singoli, hanno un costo. Non avete sbatta di reinvestire le cedole dei titoli di stato e trovare altri a cui prestare i soldi. C&#39;è un fondo che si prende cura di comprare tutti i titoli di stato europei che scadono tra 5 anni. Ogni volta che scade un titolo e vi rimborsano i 600 euro, loro comprano un nuovo titolo a 5 anni. E, già che ci sono, reinvestono le vostre cedole. Fichissimo. Per fare questo vogliono lo 0,30% del valore dei titoli. Sarà tanto? Poco? Magari c&#39;è chi lo fa allo 0,15%. Cercate e ringraziate la concorrenza! Comunque, se i titoli a 5 anni rendono il 3% lordo... tra il bollo e lo strumento ci sta lasciare uno 0,4% per strada... e ricordatevi la tassazione</li>
<li>I costi degli strumenti stanno nel <strong>KID</strong> cioè il Key Information Document. Pretendetelo per le cose su cui investite e leggetelo. Ci sono i costi. Vi interessa il <strong>TER</strong> cioè total expense ratio che sono le spese annue (ad esempio lo 0,30% dell&#39;esempio precedente). Vi dice poi cosa c&#39;è dentro le cose che comprate / vi vengono fatte comprare. E ci potrebbero essere delle brutte cose sul capitale garantito che magari non è <em>così</em> garantito o dei costi per l&#39;uscita anticipata.</li>
<li>in tutto questo, potreste pagare delle persone e il loro tempo. Ad esempio avete 50K in banca. E pagate un consulente sorridente che 80 euro al mese. Lo vedete per due ore al mese e vi manda delle belle mail. Diciamo che vi dedicata 4 ore al mese, 20 euro di paga oraria (il netto potrebbe essere orribile). Quindi la vostra corsa contro l&#39;inflazione parte con 960 euro di consulente, 100 euro di bollo (0,2%). Diciamo che c&#39;è anche un 2% di inflazione (1000 euro). Per fare pari dovete portare a casa almeno 2060 netti dopo le tasse.</li></ul>

<p>La domanda, a questo punto è: chi ve lo fa fare?</p>

<p>(Nelle prossime puntate dovrebbero esserci cose tipo: i rischi di tutte le cose, che non sono mai zero. Parmalat? la Grecia che si dimentica di rimborsarvi un prestito, la banca che chiude prima il vostro conto deposito, banche che falliscono e/o vengono acquistate, azioni che si splittano.
E tante cose su quanto è più o meno razionale gestire i soldi. Magari chi gestisce i vostri soldi è di famiglia. Lo sapete che nella migliore delle ipotesi non è competitivo, nella peggiore vi sta fregando. Però non lo state pagando per aiutarvi a fare pari con l&#39;inflazione. Lo pagate perché vi piace averci a che fare, fumare sigari e scoprire quale barca consuma di più.)</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:finanzapersonale" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">finanzapersonale</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:interessi" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">interessi</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:inflazione" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">inflazione</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="e-adesso-come-restare-aggiornati">E adesso? Come restare aggiornati</h1>

<p>Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è <a href="https://thegui.eu/feed/">qui</a>. Se non sapete cosa sia, guardate <a href="https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow">qua</a>.
In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando <a href="https://newsletter.thegui.eu/">qui</a>.</p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/finanza-personale-calcoli-e-concetti-e-di-base</guid>
      <pubDate>Sun, 06 Sep 2026 10:28:53 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Fuga nel gioco: provare playnite per distendere i nervi Austici/Inventati</title>
      <link>https://thegui.eu/fuga-nel-gioco-provare-playnite-per-distendere-i-nervi-austici-inventati</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ci sarebbe da parlare di Autistici / Inventati. Però non ho ancora finito le bestemmie e non riesco a tradurre per bene la voglia di reazione in qualcosa che possa essere scritto.&#xA;&#xA;Le cose migliori che posso fare sono:&#xA;linkare l&#39;hashtag di A/I su Mastodon&#xA;consigliarvi di leggere l&#39;articolo sul &#34;Server chiamato Paranoia&#34; come breve panoramica per capire di cosa si parla. Questa la versione di SabotMedia, poi ripresa da A/I su Cavallette come repost. A proposito del discorso sulla fruibilità dei contenuti etc, sarebbe da tradurre&#xA;(bonus/malus): se volete date un&#39;occhiata a cosa combinano i Devol. Tra altre cose, siamo arrivato al dire &#34;se usate la nostra versione di quanto messo su da A/I per gestire i blog, fatevene una copia in locale perché non si sa mai che presto diventi irraggiungibile&#34;.&#xA;&#xA;Per cercare di fare qualcosa, mi sono buttato su randomdome. Che mi ha sparato questo task sul provare Playnite.&#xA;&#xA;E adesso, prova sul campo di Playnite, che potrebbe inaugurare una rubrica di Problemi borghesi.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Playnite, i giochi tutti in un punto&#xA;Se giocate su Windows, potete scaricare Playnite.&#xA;Una volta installato potete fare i login su tutte le piattaforme su cui avete dei giochi e tenerli tutti lì. Potete sapere cosa avete ed evitare di ricomprare più volte lo stesso gioco (ecco il problema borghese).&#xA;&#xA;Come sta andando&#xA;Ho installato tutto senza problemi. Poi ho fatto il login con Steam e con GOG. Playnite si è preso i giochi dalle librerie e ha recuperato le statistiche.&#xA;Per l&#39;integrazione di itch.io - la cosa più complicata da gestire lato &#34;hey, ho già questo prodotto?&#34;, soprattutto se avete qualche bundle gigante - ho dovuto installare la app di itch.io (equivalente di GOG Galaxy o del launcher di Steam). Potete installarla da qui e già lei da sola risolve il problema di farvi vedere cosa avete su itch e come funzionano i vari bundle.&#xA;&#xA;Devo ancora vedere come va l&#39;integrazione di questa cosa molto bella di itch dentro playnite. Per adesso però funziona.&#xA;&#xA;Qualche gioco&#xA;Alla fine da itch mi sono deciso e ho scaricato e lanciato questi due giochi:&#xA;The Raxxnorian Alliance: aero fighters vibes, sviluppato in Godot&#xA;Wheels of Aurelia: visual novel (?) dove devi guidare una (o più) auto andando a spasso per l&#39;Italia in 3d. E dove ti scegli i dialoghi mentre guidi. Quindi non una visual novel.&#xA;&#xA;#A/I #gaming #itch.io #autistici/inventati&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sarebbe da parlare di Autistici / Inventati. Però non ho ancora finito le bestemmie e non riesco a tradurre per bene la voglia di reazione in qualcosa che possa essere scritto.</p>

<p>Le cose migliori che posso fare sono:
1. linkare <a href="https://mastodon.bida.im/tags/AutisticiInventati">l&#39;hashtag di A/I</a> su Mastodon
2. consigliarvi di leggere l&#39;articolo sul “<a href="https://sabot.media/post/the-server-called-paranoia">Server chiamato Paranoia</a>” come breve panoramica per capire di cosa si parla. Questa la versione di SabotMedia, poi <a href="https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10083/2">ripresa da A/I su Cavallette</a> come repost. A proposito del <a href="https://thegui.eu/fediverso-lingua-e-scrittura">discorso sulla fruibilità dei contenuti etc</a>, sarebbe da tradurre
3. (bonus/malus): se volete date un&#39;occhiata a cosa combinano i Devol. Tra altre cose, siamo arrivato al dire “se usate la nostra versione di quanto messo su da A/I per gestire i blog, fatevene una copia in locale perché non si sa mai che presto diventi irraggiungibile”.</p>

<p>Per cercare di fare qualcosa, mi sono buttato su <a href="https://thegui.eu/obisidan-e-bello-ma-vuoi-mettere-prendere-e-usarlo-anche-come-modo-per">randomdome</a>. Che mi ha sparato questo task sul provare Playnite.</p>

<p>E adesso, prova sul campo di Playnite, che potrebbe inaugurare una rubrica di <strong>Problemi borghesi</strong>.</p>



<h1 id="playnite-i-giochi-tutti-in-un-punto">Playnite, i giochi tutti in un punto</h1>

<p>Se giocate su Windows, potete <a href="https://playnite.link/">scaricare Playnite</a>.
Una volta installato potete fare i login su tutte le piattaforme su cui avete dei giochi e tenerli tutti lì. Potete sapere cosa avete ed evitare di ricomprare più volte lo stesso gioco (ecco il problema borghese).</p>

<h2 id="come-sta-andando">Come sta andando</h2>

<p>Ho installato tutto senza problemi. Poi ho fatto il login con Steam e con GOG. Playnite si è preso i giochi dalle librerie e ha recuperato le statistiche.
Per l&#39;integrazione di itch.io – la cosa più complicata da gestire lato “hey, ho già questo prodotto?”, soprattutto se avete qualche bundle gigante – ho dovuto installare la app di itch.io (equivalente di GOG Galaxy o del launcher di Steam). Potete <a href="https://itch.io/app">installarla da qui</a> e già lei da sola risolve il problema di farvi vedere cosa avete su itch e come funzionano i vari bundle.</p>

<p>Devo ancora vedere come va l&#39;integrazione di questa cosa molto bella di itch dentro playnite. Per adesso però funziona.</p>

<h2 id="qualche-gioco">Qualche gioco</h2>

<p>Alla fine da itch mi sono deciso e ho scaricato e lanciato questi due giochi:
– <a href="https://workingclassgames.itch.io/raxxnorian-alliance">The Raxxnorian Alliance</a>: aero fighters vibes, sviluppato in Godot
– <a href="https://santaragione.itch.io/wheelsofaurelia">Wheels of Aurelia</a>: visual novel (?) dove devi guidare una (o più) auto andando a spasso per l&#39;Italia in 3d. E dove ti scegli i dialoghi mentre guidi. Quindi non una visual novel.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:A" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">A</span></a>/I <a href="https://thegui.eu/tag:gaming" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">gaming</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:itch" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">itch</span></a>.io <a href="https://thegui.eu/tag:autistici" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">autistici</span></a>/inventati</p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="e-adesso-come-restare-aggiornati">E adesso? Come restare aggiornati</h1>

<p>Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è <a href="https://thegui.eu/feed/">qui</a>. Se non sapete cosa sia, guardate <a href="https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow">qua</a>.
In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando <a href="https://newsletter.thegui.eu/">qui</a>.</p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/fuga-nel-gioco-provare-playnite-per-distendere-i-nervi-austici-inventati</guid>
      <pubDate>Sun, 30 Aug 2026 09:39:01 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Fediverso, lingua e scrittura</title>
      <link>https://thegui.eu/fediverso-lingua-e-scrittura</link>
      <description>&lt;![CDATA[A Napoli alla mostra su Obey c&#39;era una scritta del tipo &#34;se vuoi la pace, parla con i tuoi nemici&#34;. O forse &#34;parla con quelli che non la pensano come te&#34;. Al netto della frase e del contemporaneo che mi fa risuonare &#34;debate, Charlie Kirk, polarizzazione&#34;, il punto resta.&#xA;&#xA;Le cose non si sistemano senza fare qualcosa (il più delle volte). Parlarne può non essere la soluzione. Magari non serve. Tipo accumulando rabbia, frustrazione e fastidio fino ad arrivare a un momento di svolta. In cui si iniziano a sistemare le cose.&#xA;&#xA;Uno dei modi in cui se ne può parlare è scrivere. E questo è uno dei motivi per cui si finisce a scrivere in italiano. Le cose qui non servono a qualche forma di comunità più ampia e anglofona (&#39;sta storia per cui la rete parla in inglese poi andrebbe sviscerata meglio, ma per ora la prendiamo per buona).&#xA;&#xA;Se devo raccontare a mio zio, a mio babbo o a un suo amico delle cose divertenti che si inventano in Europa con WeSocial, tutto il lavoro di Elena Rossini non è immediatamente fungibile. Per svariati motivi.&#xA;&#xA;Il primo è la barriera linguistica. Si può aggirare la cosa traducendo. Questo però vuol dire fornire una risorsa non immediatamente utilizzabile.&#xA;Se la prima regola è:&#xA;non aspettarti che la persona a cui dici di leggere qualcosa capirà quello che legge (prima legge dello scetticismo globale su internet, che in teoria non si applica a questo gruppo di persone). Tuttavia segue in fretta che:&#xA;non aspettarti che qualcuno superi in autonomia un ostacolo linguistico. Ad esempio cliccando su traduci in un qualche browser.&#xA;&#xA;In effetti (2) ci fa dire &#34;per fortuna&#34;. Magari tradurre in automatico senza sapere quello che ci possiamo perdere in questa operazione è una cosa positiva.&#xA;Comunque, ecco, girare un link a qualcosa non può essere una soluzione. Altrimenti iniziamo a parlarci tra agenti ognuno con il suo.&#xA;&#xA;In più, in generale, linkare non è la soluzione. Linkare qualcosa che uno ah scritto potrebbe esserlo invece. O, meglio, forse.&#xA;Almeno in questo caso la roba è tradotta e più gestibile.&#xA;&#xA;In effetti, da qualche parte avevo visto un post tipo &#34;e se venite a darmi che XYZ, sappiate che ho da parte un pacco di papers che smontano questi luoghi comuni&#34;.&#xA;La mia reazione è stata una cosa tipo &#34;bastassero i paper per convincere le persone (o anche solo i decisori), non saremmo qui lato riscaldamento globale&#34;.&#xA;Non so tutto questo è un tentativo di alleviare questo pessimismo.&#xA;&#xA;Qualcosa di connesso, anche se in effetti da qui siamo andati avanti, la federazione è stata abilitata. E passa un sacco di tempo in più a scrivere e gestire le cose self hostate.&#xA;&#xA;#fediverso #self-hosting #politica&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>A Napoli alla mostra su Obey c&#39;era una scritta del tipo <em>“se vuoi la pace, parla con i tuoi nemici”</em>. O forse “parla con quelli che non la pensano come te”. Al netto della frase e del contemporaneo che mi fa risuonare “debate, Charlie Kirk, polarizzazione”, il punto resta.</p>

<p>Le cose non si sistemano senza fare qualcosa (il più delle volte). Parlarne può non essere la soluzione. Magari non serve. Tipo accumulando rabbia, frustrazione e fastidio fino ad arrivare a un momento di svolta. In cui si iniziano a sistemare le cose.</p>

<p>Uno dei modi in cui se ne può parlare è scrivere. E questo è uno dei motivi per cui si finisce a scrivere in italiano. Le cose qui non servono a qualche forma di comunità più ampia e anglofona (&#39;sta storia per cui la rete parla in inglese poi andrebbe sviscerata meglio, ma per ora la prendiamo per buona).</p>

<p>Se devo raccontare a mio zio, a mio babbo o a un suo amico delle cose divertenti che si inventano in Europa con WeSocial, tutto il lavoro di Elena Rossini non è immediatamente fungibile. Per svariati motivi.</p>

<p>Il primo è la barriera linguistica. Si può aggirare la cosa traducendo. Questo però vuol dire fornire una risorsa non immediatamente utilizzabile.
Se la prima regola è:
1. non aspettarti che la persona a cui dici di leggere qualcosa capirà quello che legge (prima legge dello scetticismo globale su internet, che in teoria non si applica a questo gruppo di persone). Tuttavia segue in fretta che:
2. non aspettarti che qualcuno superi in autonomia un ostacolo linguistico. Ad esempio cliccando su traduci in un qualche browser.</p>

<p>In effetti (2) ci fa dire “per fortuna”. Magari tradurre in automatico senza sapere quello che ci possiamo perdere in questa operazione è una cosa positiva.
Comunque, ecco, girare un link a qualcosa non può essere una soluzione. Altrimenti iniziamo a parlarci tra agenti ognuno con il suo.</p>

<p>In più, in generale, linkare non è la soluzione. Linkare qualcosa che uno ah scritto potrebbe esserlo invece. O, meglio, <em>forse</em>.
Almeno in questo caso la roba è tradotta e più gestibile.</p>

<p>In effetti, da qualche parte avevo visto un post tipo “e se venite a darmi che XYZ, sappiate che ho da parte un pacco di papers che smontano questi luoghi comuni”.
La mia reazione è stata una cosa tipo “bastassero i paper per convincere le persone (o anche solo i decisori), non saremmo qui lato riscaldamento globale”.
Non so tutto questo è un tentativo di alleviare questo pessimismo.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/volevo-una-newsletter-ed-e-arrivato-un-altro-blog">Qualcosa di connesso</a>, anche se in effetti da qui siamo andati avanti, la federazione è stata abilitata. E passa un sacco di tempo in più a scrivere e gestire le cose self hostate.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:fediverso" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">fediverso</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:self" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">self</span></a>-hosting <a href="https://thegui.eu/tag:politica" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">politica</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="e-adesso-come-restare-aggiornati">E adesso? Come restare aggiornati</h1>

<p>Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è <a href="https://thegui.eu/feed/">qui</a>. Se non sapete cosa sia, guardate <a href="https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow">qua</a>.
In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando <a href="https://newsletter.thegui.eu/">qui</a>.</p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/fediverso-lingua-e-scrittura</guid>
      <pubDate>Sat, 22 Aug 2026 10:00:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>random_done e Obsidian: o come crearsi uno script in Python da eseguire da riga di comando e aggiungerlo al proprio sistema operativo.</title>
      <link>https://thegui.eu/obisidan-e-bello-ma-vuoi-mettere-prendere-e-usarlo-anche-come-modo-per</link>
      <description>&lt;![CDATA[Obisidan è bello, ma vuoi mettere prendere e usarlo anche come modo per tracciare cosa fare?&#xA;Ultimamente sto usando il terminale e ci è voluto poco a pensare:&#xA;&#xA;posso fare uno strumento che eseguo da linea di comando in cui posso aggiungere task o farmi passare dei task da fare a caso?&#xA;a volte basta iniziare e una cosa del genere dovrebbe aiutarmi. Ci sono 20 minuti prima di preparar da mangiare... c&#39;è qualcosa di facile che posso togliermi di torno? Posso scrivere qualcosa che mi aiuti con questa pigrizia?&#xA;&#xA;Mi risolvo un problema da terminale&#xA;Aprire un terminale su Mac è abbastanza comodo. Uno si cerca Terminale dalle applicazioni o magari ha una scorciatoia dedicata. (Sì, lo so, vorrei vedere che ha fatto Wes con Ghosthub , non tanto per gli agenti quanto per le sessioni ssh. Ho aggiunto un task con l&#39;applicazione che andremo a sviluppare per venirne a capo: rdone --add &#34;testghosthubandpost&#34;.)&#xA;&#xA;Lavorando, facendo cose, etc capita di aver voglia di segnarsi qualcosa da fare. Magari anche piccola. Cerca questo libro, prova a fare questo, vedi com&#39;è questo servizio. Cose che magari si fanno in un quarto d&#39;ora, però poi spesso uno le perde per strada.&#xA;&#xA;Fare un tool da riga di comando in Python è abbastanza semplice, anche se non l&#39;ho mai fatto sul serio.&#xA;&#xA;Quindi, a parte trovare qualcosa che ci fa interagire con il nostro programma usando la tastiera o il terminale, il resto del codice è abbastanza semplice.&#xA;Abbiamo dei task con un titolo e quando vengono completate. E sappiamo che dobbiamo pescare dei task a caso e proporli all&#39;utente. Sta a noi poi accettarli, rifiutarli o completarli.&#xA;&#xA;Ecco randomdone o, per gli amici, rdone. Perché, ecco, da un lato ci risparmiamo di qualche carattere per invocarlo e, dall&#39;altro, qualcosa che ti spara addosso task a caso è un po&#39; un  (me)rdone.&#xA;&#xA;Cosa si impara&#xA;Visto che è un post un po&#39; tecnico, vediamo che cosa bolle in pentola per noi. L&#39;idea è di vedere come:&#xA;&#xA;creare uno strumento da terminale in Python&#xA;vedere due o più opzioni per fare la stessa cosa, che non sono poi le stesse nel nostro contesto&#xA;capire come integrarsi con Obsidian (i suoi Vault son come Fallout)&#xA;scoprire come trasformare un robino in Python in qualcosa di eseguibile&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Python e riga di comando&#xA;Ci sono sostanzialmente due modi per scrivere cose in Python da usare da terminale:&#xA;usi argparse per definire i comandi che vuoi mandare e gli dici cosa fare. A me serve aggiungere task (--add) e poi completarle (--done). E poi mi serve gestire l&#39;elenco delle task quando sono dentro il programma: accettare un task, skipparlo, completarlo e chiudere il programma.&#xA;in alternativa si può usare qualcosa di più moderno tipo typer, dal creatore di FastAPI. Sostanzialmente facciamo le stesse codice, però usando meno codice.&#xA;&#xA;Visto che vogliamo usare la cosa da terminale senza troppe seccature, andiamo sul semplice. Per eseguire il nostro programma ci bastano Python e la libreria standard. Ci accolliamo un po&#39; di codice in più da scrivere, però evitiamo di dover gestire l&#39;aggiunta di pacchetti extra.&#xA;&#xA;I task sono file che gestiamo in Obsidian&#xA;Le task da fare sono in realtà dei file. In particolare file da gestire in Obsidian.&#xA;Magari dentro al file mi segno l&#39;url del servizio da testare o un po&#39; di note sulle cose da fare.&#xA;&#xA;Quello che mi aspetto è questo:&#xA;dico a Rdone di aggiungere un task. Mi crea il file in markdown (il formato di Obsidian) e me lo mette in una cartella dedicata&#xA;accetto di fare un task del (me)Rdone. Mi apre il file in questione in Obsidian. Questo è comodissimo se uno deve prendere e si becca un task che riguarda lo scrivere qualcosa.&#xA;&#xA;Lato applicativo, il fatto che i task siano file ci semplifica parecchio le cose: non ci sono grandi query da fare, si tratta di prendere e contare i file che sono in una determinata cartella - quello delle task da fare. Quando un task è completato, lo spostiamo in un&#39;altra cartella.&#xA;Questo si porta dietro due cose di cui essere consapevoli: da una parte ci toccherà interagire con Obsidian per aprire i file; dall&#39;altra se vogliamo associate dei metadati alle task tipo quando sono state create o completate dobbiamo scendere a compromessi col fatto che le task non sono nostri oggetti sul database, ma - appunto - file.&#xA;&#xA;Obsidian delle mie brame&#xA;Capire come usare Obsidian per aprire un file è stata la parte più complicate. Ho creato una funzione di Python che aprisse un file test.md usando Obsidian.&#xA;Qui ci sono un po&#39; di considerazioni da fare.&#xA;&#xA;Partiamo da una cosa più facile. Apriamo e basta un file di testo. Ovviamente ogni sistema operativo fa come gli pare: macOS ha un comando, Windows un altro, Linux ancora un altro.&#xA;E, sviluppando dentro un devcontainer da macOS, ci si ritrova in una situazione in cui sviluppi in un mondo (Linux) ma userai il programma in un altro.&#xA;&#xA;In fondo metto uno schema per queste differenze, soprattutto per me che presto mi dimenticherò di averlo fatto.&#xA;&#xA;Obsidian aggiunge un livello di complessità. Al netto del fatto che ogni sistema operativo apre i file a modo suo, adesso tocca aprire usando Obsidian.&#xA;&#xA;A quanto pare dobbiamo risolvere questo&#xA;&#xA;subprocess.run([opener, uri],&#xA;&#xA;L&#39;apertura di Obsidian è un sottoprocesso rispetto alla nostra app che gira da linea di comando. Per eseguirlo ci serve un comando di apertura - e qui ci risolviamo la questione del sistema operativo - e una risorsa da aprire.&#xA;Questa risorsa è obsidian. Qui la documentazione di Obsidian ci dice come usare open. E, volendo, qui c&#39;è un plugin per fare ancora più cose con l&#39;apertura dei file in obsdian.&#xA;&#xA;Qui si apre un problemino extra. Obsidian si apre alle sue condizioni. Obisdian ragiona in Vault, la cassaforte dove tenere i file. In pratica: Obsidian apre solo una cassaforte, non possiamo aprire obsidian &#34;into the wild&#34; se vogliamo aprire dei file. Quindi &#xA;&#xA;Da scriptino in Python a &#34;hey, vive nel mio sistema&#34;&#xA;Abbiamo uno script, lo abbiamo messo nella cartella giusta di Obsidian. Praticamente funziona e ci siamo. Però come facciamo ad eseguire tutto da terminale?&#xA;Questo è l&#39;ultimo passo che ci tocca fare.&#xA;&#xA;In pratica dobbiamo fare due cose:&#xA;assicurarci che lo script sia eseguibile&#xA;fare in modo che il terminale sappia che quando scriviamo qualcosa (nel mio caso rdone) vogliamo utilizzare quello script, e renderlo disponibile ovunque.&#xA;&#xA;Si fa abbastanza presto.&#xA;Lato Mac con questa riga all&#39;inizio del file&#xA;&#xA;#!/usr/bin/env python3 &#xA;Lo rendiamo eseguibile. Poi dobbiamo assicurarci che chi interagisce col file abbia i permessi per farlo, quindi chmod +x script.py (script.py è il nostro file, la x sono i permessi di esecuzione) per poter eseguire direttamente ./script.py &#xA;&#xA;Per renderlo eseguibile, dobbiamo aggiungere qualcosa nel nostro terminale. Un&#39;operazione simile a quando definite una scorciatoia - tipo up per aprire tutto quello che vi serve per lavorare. O magari tipo alcune personalizzazioni in git.&#xA;&#xA;In pratica creiamo una cartella dove mettere il nostro programma (bin, un altro modo convenzionale per parlare di scatoloni). Colleghiamo il nostro file dentro obsidian con questo scatolone con un link simbolico (symlink) Il link simbolico è quello con cui evocheremo il comando. Aggiungiamo il nome fittizio del link simbolico al terminale.&#xA;&#xA;Tutto insieme è questo (macOS / Linux):&#xA;mkdir -p ~/bin # creiamo una cartella di comodo&#xA;chmod +x ~/Documents/vaultobsidian/randomdonetasks/randomdone.py # diamo i permessi per eseguire il file&#xA;ln -sf ~/Documents/vaultobsidian/randomdonetasks/randomdone.py ~/bin/rdone # link simbolico. Se non vi piace &#39;rdone aggiustatelo&#xA;echo &#39;export PATH=&#34;$HOME/bin:$PATH&#34;&#39;     ~/.zshrc # il terminale sa che il nostro file è disponibile, aggiungiamo il nostro ~/bin al PATH del terminale&#xA;source ~/.zshrc # refresh del terminale&#xA;&#xA;E su Windows?&#xA;&#xA;C&#39;è da passare dai bat, ma ancora non ho provato.&#xA;Qualcosa del tipo&#xA;&#xA;si crea un file rdone.bat così:&#xA;@echo off&#xA;set RANDOMDONEVAULTDIR=%USERPROFILE%\Documents\vault&#xA;py &#34;%USERPROFILE%\Documents\vault\randomdonetasks\randomdone.py&#34; %*&#xA;&#xA;A proposito di differenze&#xA;&#xA;Recap e schemini&#xA;&#xA;  Apertura URL verso app: macOS usa open, Linux usa xdg-open o gio, Windows usa os.startfile(uri).  &#xA;  Shebang e chmod +x su macOS/Linux. In Windows uscite gratis di prigione se .py è associato a un programma come estensione.  &#xA;  link simbolico e bin vs. file .bat.&#xA;&#xA;#obsidian #taskmanager #randomdone #python #coding&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Obisidan è bello, ma vuoi mettere prendere e usarlo anche come modo per tracciare cosa fare?
Ultimamente sto usando il terminale e ci è voluto poco a pensare:</p>
<ul><li>posso fare uno strumento che eseguo da linea di comando in cui posso aggiungere task o farmi passare dei task da fare a caso?</li>
<li>a volte basta iniziare e una cosa del genere dovrebbe aiutarmi. Ci sono 20 minuti prima di preparar da mangiare... c&#39;è qualcosa di facile che posso togliermi di torno? Posso scrivere qualcosa che mi aiuti con questa pigrizia?</li></ul>

<h1 id="mi-risolvo-un-problema-da-terminale">Mi risolvo un problema da terminale</h1>

<p>Aprire un terminale su Mac è abbastanza comodo. Uno si cerca <code>Terminale</code> dalle applicazioni o magari ha una scorciatoia dedicata. (Sì, lo so, vorrei vedere che ha fatto Wes con <a href="https://ghosthub.ai">Ghosthub</a> , non tanto per gli agenti quanto per le sessioni ssh. Ho aggiunto un task con l&#39;applicazione che andremo a sviluppare per venirne a capo: <code>rdone --add &#34;test_ghosthub_and_post&#34;</code>.)</p>

<p>Lavorando, facendo cose, etc capita di aver voglia di segnarsi qualcosa da fare. Magari anche piccola. Cerca questo libro, prova a fare questo, vedi com&#39;è questo servizio. Cose che magari si fanno in un quarto d&#39;ora, però poi spesso uno le perde per strada.</p>

<p>Fare un tool da riga di comando in Python è abbastanza semplice, anche se non l&#39;ho mai fatto sul serio.</p>

<p>Quindi, a parte trovare qualcosa che ci fa interagire con il nostro programma usando la tastiera o il terminale, il resto del codice è abbastanza semplice.
Abbiamo dei task con un titolo e quando vengono completate. E sappiamo che dobbiamo pescare dei task a caso e proporli all&#39;utente. Sta a noi poi accettarli, rifiutarli o completarli.</p>

<p>Ecco <code>randomdone</code> o, per gli amici, <code>rdone</code>. Perché, ecco, da un lato ci risparmiamo di qualche carattere per invocarlo e, dall&#39;altro, qualcosa che ti spara addosso task a caso è un po&#39; un  <code>(me)rdone</code>.</p>

<h2 id="cosa-si-impara">Cosa si impara</h2>

<p>Visto che è un post un po&#39; tecnico, vediamo che cosa bolle in pentola per noi. L&#39;idea è di vedere come:</p>
<ul><li>creare uno strumento da terminale in Python</li>
<li>vedere due o più opzioni per fare la stessa cosa, che non sono poi le stesse nel nostro contesto</li>
<li>capire come integrarsi con Obsidian (i suoi Vault son come Fallout)</li>
<li>scoprire come trasformare un robino in Python in qualcosa di eseguibile</li></ul>



<h1 id="python-e-riga-di-comando">Python e riga di comando</h1>

<p>Ci sono sostanzialmente due modi per scrivere cose in Python da usare da terminale:
– usi <code>argparse</code> per definire i comandi che vuoi mandare e gli dici cosa fare. A me serve aggiungere task (<code>--add</code>) e poi completarle (<code>--done</code>). E poi mi serve gestire l&#39;elenco delle task quando sono dentro il programma: accettare un task, skipparlo, completarlo e chiudere il programma.
– in alternativa si può usare qualcosa di più moderno tipo <code>typer</code>, dal creatore di FastAPI. Sostanzialmente facciamo le stesse codice, però usando meno codice.</p>

<p>Visto che vogliamo usare la cosa da terminale senza troppe seccature, andiamo sul semplice. Per eseguire il nostro programma ci bastano Python e la libreria standard. Ci accolliamo un po&#39; di codice in più da scrivere, però evitiamo di dover gestire l&#39;aggiunta di pacchetti extra.</p>

<h1 id="i-task-sono-file-che-gestiamo-in-obsidian">I task sono file che gestiamo in Obsidian</h1>

<p>Le task da fare sono in realtà dei file. In particolare file da gestire in <a href="https://obsidian.md/download">Obsidian</a>.
Magari dentro al file mi segno l&#39;url del servizio da testare o un po&#39; di note sulle cose da fare.</p>

<p>Quello che mi aspetto è questo:
– dico a Rdone di aggiungere un task. Mi crea il file in markdown (il formato di Obsidian) e me lo mette in una cartella dedicata
– accetto di fare un task del (me)Rdone. Mi apre il file in questione in Obsidian. Questo è comodissimo se uno deve prendere e si becca un task che riguarda lo scrivere qualcosa.</p>

<p>Lato applicativo, il fatto che i task siano file ci semplifica parecchio le cose: non ci sono grandi query da fare, si tratta di prendere e contare i file che sono in una determinata cartella – quello delle task da fare. Quando un task è completato, lo spostiamo in un&#39;altra cartella.
Questo si porta dietro due cose di cui essere consapevoli: da una parte ci toccherà interagire con Obsidian per aprire i file; dall&#39;altra se vogliamo associate dei metadati alle task tipo quando sono state create o completate dobbiamo scendere a compromessi col fatto che le task non sono nostri oggetti sul database, ma – appunto – file.</p>

<h1 id="obsidian-delle-mie-brame">Obsidian delle mie brame</h1>

<p>Capire come usare Obsidian per aprire un file è stata la parte più complicate. Ho creato una funzione di Python che aprisse un file <code>test.md</code> usando Obsidian.
Qui ci sono un po&#39; di considerazioni da fare.</p>

<p>Partiamo da una cosa più facile. Apriamo e basta un file di testo. Ovviamente ogni sistema operativo fa come gli pare: macOS ha un comando, Windows un altro, Linux ancora un altro.
E, sviluppando dentro un devcontainer da macOS, ci si ritrova in una situazione in cui sviluppi in un mondo (Linux) ma userai il programma in un altro.</p>

<p>In fondo metto uno schema per queste differenze, soprattutto per me che presto mi dimenticherò di averlo fatto.</p>

<p>Obsidian aggiunge un livello di complessità. Al netto del fatto che ogni sistema operativo apre i file a modo suo, adesso tocca aprire usando Obsidian.</p>

<p>A quanto pare dobbiamo risolvere questo</p>

<pre><code>subprocess.run([opener, uri],
</code></pre>

<p>L&#39;apertura di Obsidian è un sottoprocesso rispetto alla nostra app che gira da linea di comando. Per eseguirlo ci serve un comando di apertura – e qui ci risolviamo la questione del sistema operativo – e una risorsa da aprire.
Questa risorsa è obsidian. Qui la documentazione di Obsidian <a href="https://obsidian.md/help/uri">ci dice come usare open</a>. E, volendo, <a href="https://github.com/Vinzent03/obsidian-advanced-uri">qui c&#39;è un plugin per fare ancora più cose con l&#39;apertura dei file in obsdian</a>.</p>

<p>Qui si apre un problemino extra. Obsidian si apre alle sue condizioni. Obisdian ragiona in Vault, la cassaforte dove tenere i file. In pratica: Obsidian apre solo una cassaforte, non possiamo aprire obsidian “into the wild” se vogliamo aprire dei file. Quindi</p>

<h1 id="da-scriptino-in-python-a-hey-vive-nel-mio-sistema">Da scriptino in Python a “hey, vive nel mio sistema”</h1>

<p>Abbiamo uno script, lo abbiamo messo nella cartella giusta di Obsidian. Praticamente funziona e ci siamo. Però come facciamo ad eseguire tutto da terminale?
Questo è l&#39;ultimo passo che ci tocca fare.</p>

<p>In pratica dobbiamo fare due cose:
1. assicurarci che lo script sia eseguibile
2. fare in modo che il terminale sappia che quando scriviamo qualcosa (nel mio caso <code>rdone</code>) vogliamo utilizzare quello script, e renderlo disponibile ovunque.</p>

<p>Si fa abbastanza presto.
Lato Mac con questa riga all&#39;inizio del file</p>

<p><code>#!/usr/bin/env python3</code>
Lo rendiamo eseguibile. Poi dobbiamo assicurarci che chi interagisce col file abbia i permessi per farlo, quindi <code>chmod +x script.py</code> (<code>script.py</code> è il nostro file, la <code>x</code> sono i permessi di esecuzione) per poter eseguire direttamente <code>./script.py</code></p>

<p>Per renderlo eseguibile, dobbiamo aggiungere qualcosa nel nostro terminale. Un&#39;operazione simile a quando definite una scorciatoia – tipo <code>up</code> per aprire tutto quello che vi serve per lavorare. O magari tipo alcune personalizzazioni in <code>git</code>.</p>

<p>In pratica creiamo una cartella dove mettere il nostro programma (<code>bin</code>, un altro modo convenzionale per parlare di scatoloni). Colleghiamo il nostro file dentro obsidian con questo scatolone con un link simbolico (symlink) Il link simbolico è quello con cui evocheremo il comando. Aggiungiamo il nome fittizio del link simbolico al terminale.</p>

<p>Tutto insieme è questo (macOS / Linux):</p>

<pre><code class="language-bash">mkdir -p ~/bin # creiamo una cartella di comodo
chmod +x ~/Documents/vault_obsidian/randomdone_tasks/random_done.py # diamo i permessi per eseguire il file
ln -sf ~/Documents/vault_obsidian/randomdone_tasks/random_done.py ~/bin/rdone # link simbolico. Se non vi piace &#39;rdone aggiustatelo
echo &#39;export PATH=&#34;$HOME/bin:$PATH&#34;&#39; &gt;&gt; ~/.zshrc # il terminale sa che il nostro file è disponibile, aggiungiamo il nostro ~/bin al PATH del terminale
source ~/.zshrc # refresh del terminale
</code></pre>

<p>E su Windows?</p>

<p>C&#39;è da passare dai bat, ma ancora non ho provato.
Qualcosa del tipo</p>
<ul><li>si crea un file <code>rdone.bat</code> così:
<code>bat
@echo off
set RANDOM_DONE_VAULT_DIR=%USERPROFILE%\Documents\vault
py &#34;%USERPROFILE%\Documents\vault\randomdone_tasks\random_done.py&#34; %*
</code></li></ul>

<p>A proposito di differenze</p>

<h2 id="recap-e-schemini">Recap e schemini</h2>
<ul><li>Apertura URL verso app: macOS usa <code>open</code>, Linux usa <code>xdg-open</code> o <code>gio</code>, Windows usa <code>os.startfile(uri)</code>.<br></li>
<li>Shebang e <code>chmod +x</code> su macOS/Linux. In Windows uscite gratis di prigione se <code>.py</code> è associato a un programma come estensione.<br></li>
<li>link simbolico e bin vs. file <code>.bat</code>.</li></ul>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:obsidian" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">obsidian</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:taskmanager" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">taskmanager</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:randomdone" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">randomdone</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:python" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">python</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:coding" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">coding</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="e-adesso-come-restare-aggiornati">E adesso? Come restare aggiornati</h1>

<p>Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è <a href="https://thegui.eu/feed/">qui</a>. Se non sapete cosa sia, guardate <a href="https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow">qua</a>.
In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando <a href="https://newsletter.thegui.eu/">qui</a>.</p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/obisidan-e-bello-ma-vuoi-mettere-prendere-e-usarlo-anche-come-modo-per</guid>
      <pubDate>Sun, 16 Aug 2026 07:25:19 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Aggiornare Writefreely, visualizzare le immagini: self hosting, docker compose e volumi</title>
      <link>https://thegui.eu/aggiornare-writefreely-visualizzare-le-immagini-self-hosting-docker-compose</link>
      <description>&lt;![CDATA[Nello scrivere il post sull&#39;inflazione mi sono accorto che una cosa semplice e scontata come pubblicare un&#39;immagine sul proprio blog poteva essere meno scontata se il blog in questione lo gestite voi dall&#39;inizio alla fine.&#xA;&#xA;Quello che segue è un racconto su:&#xA;come aggiornare la versione del proprio software (se quest&#39;onere è in carico a voi)&#xA;come rendere caricare un&#39;immagine dal proprio pc al proprio sito se non c&#39;è un comodo modo per fare l&#39;upload&#xA;come fare in modo che chi si connette a vostrosito/static/immaginecaricataafatica non si becchi un 404.&#xA;&#xA;A livello di strumenti, ci sarà da parlare di:&#xA;VPS: la vostra casa online, il vostro server. La macchina a cui vi connettete per tenere su il tutto.&#xA;Docker/container: la baracca si regge su Docker. Quello che vi serve - blog, database, qualsiasi cosa - sta dentro vari contenitori. Docker si occupa di creare tutte le scatole, metterci dentro quello che volete e di far parlare le cose tra di loro. Ad esempio: la scatola 1 è un blog, la scatola due un e-commerce. Entrambe hanno bisogno di sapere che esiste una scatola 7 con il database.&#xA;ngix: per gestire le immagini (questo non me lo aspettavo).&#xA;&#xA;Il tutto per arrivare a poter vedere questa immagine immagine sull&#39;inflazione di qualche post fa&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Writefreely e l&#39;aggiornamento&#xA;Writefreely ultimamente ha avuto qualche problemino, almeno da quanto ho letto relativamente a Noblogo, il servizio di blog powered by writefreely gestito da Devol. Mi pare che sia qualcosa legato alla creazione di blog spam in un contesto multi utente.&#xA;Qualcosa potete leggerlo qui.&#xA;&#xA;Il problema era sulla versione v0.17.0. Questo blog gira puoi lui con writefreely. Ho sudato freddo. Questo mi ha fatto pensare: da quando ho tirato su tutta mia baracca con writefreely a che versione sono? Che è successo? Sto spammando blog di neonazi e non me ne sono accorto?&#xA;&#xA;Tocca quindi imparare un nuovo pezzo del self-hosting. Tocca a te aggiornare il software.&#xA;Visto che avevo in sospeso un problemino con le immagini, mi ci sono messo.&#xA;&#xA;Come aggiornare le versioni delle cose selfhostate&#xA;Come dice Boskov, &#34;aggiornamento si fa cliccando su aggiorna&#34;.&#xA;Che nel mondo dei terminali vuol dire &#34;fai un sudo qualcosa update da qualche parte&#34;.&#xA;&#xA;Ad esempio, sulla vostra VPS ogni tot tocca fare un aggiornamento dei pacchetti. O magari il vostro orchestratore di container ha una nuova versione e dalla UI di Coolify o Portainer c&#39;è un pulsante per fare l&#39;update.&#xA;&#xA;Solo che non è così semplice. Perché il blog viene tirato su dentro la sua scatola (container) seguendo una ricetta (immagine). Il quadro è simile a questo.&#xA;&#xA;La baracca, che alcuni chiamano indiecloud, si regge su più servizi che stanno dentro le loro belle scatoline (container). A volte qualcosa può andare storto. Una scatola casca e si rompe, qualcuno la calpesta, o altro.&#xA;Il container va giù. Tocca quindi sostituire la scatola con una dove avete ricostruito per bene la app del vostro castello come si deve. Quindi ritirate su il container e lo fate ripartire. Basta un click (o un comando). Fichissimo. &#xA;&#xA;Questo però ha un problema con questa prima idea di aggiornamento.&#xA;La scatola contiene il vostro drago rosso. La nuova versione di writefreely è un drago blu. Fate update del rosso a blu. Bello.&#xA;Però funziona fino a quando per disgrazia non va giù tutto e voi sostituite la scatola. Nelle vostre istruzioni, la ricetta dice che il drago è  rosso.&#xA;Non è la soluzione giusta.&#xA;&#xA;A noi interessa cambiare le istruzioni e metterci dentro il drago blu. Così a ogni riavvio prendiamo l&#39;elemento giusto.&#xA;&#xA;Quindi non bisogna entrare nel container e fare l&#39;aggiornamento ma bisogna riscrivere le regole.&#xA;In tecnichese tocca aggiornare il docker compose, in pratica il grande omino che sa dove stanno i pezzi dei lego, conosce tutte le ricette e dice come comporre i lego nelle varie scatole.&#xA;&#xA;In pratica è bastato cambiare una sola riga:&#xA;&#xA;image: ghcr.io/writefreely/writefreely:v0.17.1&#xA;&#xA;(per decoro non vi dico a che versione ero prima).&#xA;&#xA;Tutto finito?&#xA;Purtroppo no. La nuova versione ha dentro dei cambi allo schema del database - in pratica: a come vengono organizzate e salvate le cose. Ci sono nuove feature e il fix del bug nella nuova versione - alcune feature includono interazioni col fediverso. Per realizzare queste cose nuove tocca modificare lo schema del database... e ha senso: se da doomani volete tenere conto non solo dei libri che leggete ma di quante volte vi alzate col piede sinistro, vi tocca iniziare una nuova fila di X...&#xA;&#xA;Per rendere questi cambiamenti attuali bisogno dire al nostro drago blu &#34;aggiorna il tuo schema del database&#34;.&#xA;C&#39;è anche un rituale magico per fare il cambio: writefreely db migrate.&#xA;&#xA;Questo comando possiamo lanciarlo da dentro il nostro container in cui gira l&#39;applicazione di writefreely.&#xA;Quindi usando il dockerese una cosa del genere:&#xA;&#xA;docker exec containerid /go/cmd/writefreely/writefreely db migrate.&#xA;&#xA;Quindi entro sulla VPS e ci metto un sudo davanti per eseguire il comando con i giusti poteri.&#xA;Funzionerà?&#xA;&#xA;Ovviamente non può essere tutto così facile. &#xA;&#xA;Loading config.ini configuration...&#xA;&#xA;ERROR: app.go:150: Unable to load configuration: open config.ini: no such file or directory`&#xA;&#xA;La configurazione era nel posto sbagliato. Riproviamo dicendo al comando dove sta la configurazione&#xA;&#xA;docker exec containerid /go/cmd/writefreely/writefreely -c /data/config.ini db migrate&#xA;Loading /data/config.ini configuration...&#xA;Connecting to sqlite3 database...&#xA;Migrating to V17: fix post signature character set&#xA;Closing database connection...&#xA;&#xA;(Tra le nuove feature, c&#39;è monetizzazione e link automatico col fediverso https://webmonetization.org/#start . Ho aggiornato per scoprire cose nuove.)&#xA;&#xA;Ma... perché funziona?&#xA;Avevamo detto che non basta fare le modifiche nel container perché al primo riavvio vanno perse. Perché per la migrazione del database dovrebbe essere diverso?&#xA;&#xA;Qui ci sono due risposte possibili:&#xA;il database di riferimento è esterno (sta in un container tutto suo - e vediamo quanti voti prende)&#xA;usiamo un qualche trucco per persistere i dati tra un riavvio e l&#39;altro.&#xA;&#xA;Writefreely vuole essere autarchico e tutto in un punto. Quindi nella sua ricetta usa già SQLite come database. Se volete costruire una casa dove scrivere con Writefreely dovete solo prendere un container e installare lì dentro Writefreely, senza mal di testa per far parlare il vostro blog con un database, senza dover negoziare la struttura di come salviamo i post, etc. Senza troppe seccature extra oltre a quelle di &#34;installiamo Writefreely da qualche parte, poi facciamo in modo che io possa scriverci e le persone leggermi&#34;.&#xA;Dobbiamo quindi usare il trucco per persistere i dati.&#xA;&#xA;Ci sta infatti che, in un mondo di scatoloni e sostituzioni, servano dei riferimenti a cose che restano stabili. Questi wanderwall in docker li han chiamati volumi.&#xA;In pratica prendiamo una cartella della macchina in cui inizieremo a far comparire e sparire i diversi container e diciamo che, container per container, certi dati devono persistere e vanno salvati o letti da una cartella specifica.&#xA;&#xA;Nel grande magazzino in cui abbiamo messo gli scatoloni col lego colorato stiamo dicendo ad alcuni scatoloni di leggere o salvare su una mensola condivisa. Ad esempio potremmo toccare il cibo per il drago.&#xA;&#xA;In questo modo possiamo salvarci il nuovo schema del database, senza ripartire da zero tutte le volte.&#xA;&#xA;Immagini&#xA;Per le immagini, questa cosa dei volumi ci torna utile. Come faccio a mostrare la mia immagine dell&#39;inflazione?&#xA;Devo mettere su un volume le immagini da mostrare come file statici. In questo modo riuscirò a mostrarle.&#xA;&#xA;In pratica l&#39;idea è questa:&#xA;dal nostro pc mandiamo l&#39;immagine sulla nostra VPS&#xA;la VPS la mette a disposizione di writefreely&#xA;e noi possiamo linkarla scrivendo il post. Come quando usiamo un po&#39; di markdown per scrivere una nota in obsidian.&#xA;&#xA;Quindi, copiamo le cose con scp. Apriamo un terminale e:&#xA;&#xA;scp /path/to/your/graph.png user@domain:/home/.../writefreely/static/graph.png&#xA;&#xA;Qui stiamo buttando su l&#39;immagine nella cartella static di writefreely, che possiamo leggere per mettere immagini quando scriviamo i post. I ... indicano dove abbiamo messo il container di writefreely.&#xA;&#xA;Questo funziona perché, nel docker compose, abbiamo un volume per writefreely definito così&#xA;&#xA;volumes:&#xA;/home/.../writefreely:/data&#xA;&#xA;(Da capo: i ... completano il percorso su dove abbiamo messo il container di writefreely.)&#xA;&#xA;Basta? No&#xA;A questo punto l&#39;immagine è sulla VPS pronta per essere linkata. Aggiorno il post, linko l&#39;immagine tutto felice e... 404. L&#39;immagine non si vede.&#xA;Anche se è tutto giustoé. Che è successo? Che da fuori, cioè per l&#39;internet, l&#39;immagine non è visibile. Non è che chiunque bussi alla porta del nostro server deve trovare risposta e vedere l&#39;immagine. Arriva nginx: tra i suoi compiti c&#39;è quello di essere un server che mette a disposizione i file statici. Tipo le nostre immagini.&#xA;&#xA;Per prima cosa tocca aggiungere una scatola e metterci dentro nginx. Ci penserà lui a servire le immagini a chi le vuole.&#xA;&#xA;Aggiungiamo una ricetta al docker compose&#xA;&#xA;STATIC FILES (Nginx)&#xA;&#xA;static-files:&#xA;image: nginx:alpine&#xA;restart: always&#xA;volumes:&#xA;/home/.../writefreely/static:/usr/share/nginx/html:ro&#xA;&#xA;networks:&#xA;quello del vostro orchestratore&#xA;&#xA;labels:&#xA;a seconda di cosa usate potrebbero esser configurate.&#xA;&#xA;In pratica la riga che ci serve è quella dei volumi. Stiamo collegando una cartella del container di writefreely - static - a una cartella del container di nginx /usr/share/nginx/html.&#xA;Writefreely gestisce in quella cartella i file statici - è dove abbiamo caricato l&#39;immagine! - mentre, lato nginx, è da dove vengono serviti* i file. Ecco fatto.&#xA;&#xA;La parte sul network riguarda come l&#39;orchestratore fa parlare tra di loro le applicazioni presenti al suo interno. Sono dei canali di comunicazione tra le parti. Ad esempio: potrebbe esserci il network per tutte le applicazioni che hanno bisogno di parlare con la scatola del database (non è il caso di Writefreely che, come abbiamo visto, gestisce la cosa in proprio).&#xA;&#xA;Le labels sono invece dati extra che possiamo attaccare ai container. Possiamo usarle in modo che altri servizi che gestiscono più container possano capire cosa fare con quel container in base a quello che ci abbiamo scritto. Sono dei post-it.&#xA;E sono sufficientemente potenti: un&#39;etichetta con scritto sì/no e prima il nome di un servizio può dire al servizio se &#34;fare cose o meno&#34; al nostro scatolone di Writefreely. Ad esempio &#34;traefik.enable=true&#34;.&#xA;&#xA;Nel mio caso c&#39;era da mettere d&#39;accordo anche Traefik nella gestione rotte e nel servire le immagini. In pratica tocca dire a Traefik che, se qualcuno cerca di accedere a un file statico (static, dove spesso e volentieri mettiamo le immagini), allora il traffico va inoltrato al container di nginx che si prenderà in cura di mostra l&#39;immagine.&#xA;&#xA;Recap: volevamo solo delle immagini, adesso abbiamo volumi ed nginx&#xA;In pratica funziona così. Writefreely fa di tutto per essere efficiente e non avere fronzoli. Lo abbiamo già visto con la storia del database. L&#39;assenza di fronzoli include i non avere un box per fare l&#39;upload dei file. L&#39;idea è che usi i link con immagini hostate su altri siti.&#xA;Se però fai una chart tua e non la metti da altre parti - perché mettere in piedi un archivio con AWS ed S3 è seccante o altri motivi - allora tocca gestire il tutto in autonomia.&#xA;Ecco che arriva Nginx a fare da server per i file statici. Se i file sono in una certa cartella (quella del volume con static di mezzo), sono accessibili all&#39;esterno.&#xA;&#xA;Poi, in tutto questo, c&#39;è traefix a dirigere il traffico: se qualcuno vuole vedere il blog, traefik manda la richesta a writefreely. Quando però writefreely vuole accedere all&#39;immagine allora si pesca in casa propria.&#xA;&#xA;E poi?&#xA;Già che c&#39;ero, ho scoperto che qualcosa aveva distrutto il mio scatolone chitarristico.&#xA;Quindi ho dovuto prendere e trovare qualcosa per essere avvisato se qualcosa va giù.&#xA;Però questa sarà un&#39;altra storia...&#xA;&#xA;#indiecloud #docker #selfhosting #writefreely&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nello scrivere il post sull&#39;inflazione mi sono accorto che una cosa semplice e scontata come pubblicare un&#39;immagine sul proprio blog poteva essere meno scontata se il blog in questione lo gestite voi dall&#39;inizio alla fine.</p>

<p>Quello che segue è un racconto su:
– come aggiornare la versione del proprio software (se quest&#39;onere è in carico a voi)
– come rendere caricare un&#39;immagine dal proprio pc al proprio sito se non c&#39;è un comodo modo per fare l&#39;upload
– come fare in modo che chi si connette a <code>vostrosito/static/immagine_caricata_a_fatica</code> non si becchi un 404.</p>

<p>A livello di strumenti, ci sarà da parlare di:
– <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Virtual_private_server">VPS</a>: la vostra casa online, il vostro server. La macchina a cui vi connettete per tenere su il tutto.
– Docker/container: la baracca si regge su Docker. Quello che vi serve – blog, database, qualsiasi cosa – sta dentro vari contenitori. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Docker">Docker</a> si occupa di creare tutte le scatole, metterci dentro quello che volete e di far parlare le cose tra di loro. Ad esempio: la scatola 1 è un blog, la scatola due un e-commerce. Entrambe hanno bisogno di sapere che esiste una scatola 7 con il database.
– <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nginx">ngix</a>: per gestire le immagini (questo non me lo aspettavo).</p>

<p>Il tutto per arrivare a poter vedere questa immagine <img src="https://thegui.eu/static/inflazione_2016.png" alt="immagine sull&#39;inflazione di qualche post fa"></p>



<h2 id="writefreely-e-l-aggiornamento">Writefreely e l&#39;aggiornamento</h2>

<p>Writefreely ultimamente ha avuto qualche problemino, almeno da quanto ho letto relativamente a Noblogo, il servizio di blog powered by writefreely gestito da <a href="https://devol.it">Devol</a>. Mi pare che sia qualcosa legato alla creazione di blog spam in un contesto multi utente.
Qualcosa potete leggerlo <a href="https://lemmy.world/post/49549993">qui</a>.</p>

<p>Il problema era sulla versione <code>v0.17.0</code>. Questo blog gira puoi lui con writefreely. Ho sudato freddo. Questo mi ha fatto pensare: da quando ho tirato su tutta mia baracca con writefreely a che versione sono? Che è successo? Sto spammando blog di neonazi e non me ne sono accorto?</p>

<p>Tocca quindi imparare un nuovo pezzo del <em>self-hosting</em>. <strong>Tocca a te aggiornare il software</strong>.
Visto che avevo in sospeso un problemino con le immagini, mi ci sono messo.</p>

<h1 id="come-aggiornare-le-versioni-delle-cose-selfhostate">Come aggiornare le versioni delle cose selfhostate</h1>

<p>Come dice Boskov, “<em>aggiornamento si fa cliccando su <code>aggiorna</code></em>”.
Che nel mondo dei terminali vuol dire “fai un <code>sudo qualcosa update</code> da qualche parte”.</p>

<p>Ad esempio, sulla vostra VPS ogni tot tocca fare un aggiornamento dei pacchetti. O magari il vostro orchestratore di container ha una nuova versione e dalla UI di Coolify o Portainer c&#39;è un pulsante per fare l&#39;update.</p>

<p>Solo che <strong>non è così</strong> semplice. Perché il blog viene tirato su dentro la sua scatola (container) seguendo una ricetta (immagine). Il quadro è simile a questo.</p>

<p>La baracca, che alcuni chiamano indiecloud, si regge su più servizi che stanno dentro le loro belle scatoline (container). A volte qualcosa può andare storto. Una scatola casca e si rompe, qualcuno la calpesta, o altro.
Il container va giù. Tocca quindi sostituire la scatola con una dove avete ricostruito per bene la app del vostro castello come si deve. Quindi ritirate su il container e lo fate ripartire. Basta un click (o un comando). Fichissimo.</p>

<p>Questo però ha un problema con questa prima idea di aggiornamento.
La scatola contiene il vostro drago rosso. La nuova versione di writefreely è un drago blu. Fate update del rosso a blu. Bello.
Però funziona fino a quando per disgrazia non va giù tutto e voi sostituite la scatola. Nelle vostre istruzioni, la ricetta dice che il drago è  rosso.
Non è la soluzione giusta.</p>

<p>A noi interessa cambiare le istruzioni e metterci dentro il drago blu. Così a ogni riavvio prendiamo l&#39;elemento giusto.</p>

<p>Quindi non bisogna entrare nel container e fare l&#39;aggiornamento ma bisogna riscrivere le regole.
In tecnichese tocca aggiornare il <strong>docker compose</strong>, in pratica il grande omino che sa dove stanno i pezzi dei lego, conosce tutte le ricette e dice come comporre i lego nelle varie scatole.</p>

<p>In pratica è bastato cambiare una sola riga:</p>

<p><code>image: ghcr.io/writefreely/writefreely:v0.17.1</code></p>

<p>(per decoro non vi dico a che versione ero prima).</p>

<p>Tutto finito?
Purtroppo no. La nuova versione ha dentro dei cambi allo schema del database – in pratica: a come vengono organizzate e salvate le cose. Ci sono nuove feature e il fix del bug nella nuova versione – alcune feature includono interazioni col fediverso. Per realizzare queste cose nuove tocca modificare lo schema del database... e ha senso: se da doomani volete tenere conto non solo dei libri che leggete ma di quante volte vi alzate col piede sinistro, vi tocca iniziare una nuova fila di X...</p>

<p>Per rendere questi cambiamenti attuali bisogno dire al nostro drago blu “aggiorna il tuo schema del database”.
C&#39;è anche un rituale magico per fare il cambio: <code>writefreely db migrate</code>.</p>

<p>Questo comando possiamo lanciarlo da dentro il nostro container in cui gira l&#39;applicazione di writefreely.
Quindi usando il dockerese una cosa del genere:</p>

<p><code>docker exec containerid /go/cmd/writefreely/writefreely db migrate</code>.</p>

<p>Quindi entro sulla VPS e ci metto un <code>sudo</code> davanti per eseguire il comando con i giusti poteri.
Funzionerà?</p>

<p>Ovviamente non può essere tutto così facile.</p>

<pre><code>Loading config.ini configuration...

ERROR: app.go:150: Unable to load configuration: open config.ini: no such file or directory`
</code></pre>

<p>La configurazione era nel posto sbagliato. Riproviamo dicendo al comando dove sta la configurazione</p>

<pre><code>docker exec containerid /go/cmd/writefreely/writefreely -c /data/config.ini db migrate
Loading /data/config.ini configuration...
Connecting to sqlite3 database...
Migrating to V17: fix post signature character set
Closing database connection...
</code></pre>

<p>(Tra le nuove feature, c&#39;è monetizzazione e link automatico col fediverso <a href="https://webmonetization.org/#start">https://webmonetization.org/#start</a> . Ho aggiornato per scoprire cose nuove.)</p>

<h1 id="ma-perché-funziona">Ma... perché funziona?</h1>

<p>Avevamo detto che non basta fare le modifiche nel container perché al primo riavvio vanno perse. Perché per la migrazione del database dovrebbe essere diverso?</p>

<p>Qui ci sono due risposte possibili:
1. il database di riferimento è esterno (sta in un container tutto suo – e vediamo quanti voti prende)
2. usiamo un qualche trucco per persistere i dati tra un riavvio e l&#39;altro.</p>

<p>Writefreely vuole essere autarchico e tutto in un punto. Quindi nella sua ricetta usa già SQLite come database. Se volete costruire una casa dove scrivere con Writefreely dovete solo prendere un container e installare lì dentro Writefreely, senza mal di testa per far parlare il vostro blog con un database, senza dover negoziare la struttura di come salviamo i post, etc. Senza troppe seccature extra oltre a quelle di “installiamo Writefreely da qualche parte, poi facciamo in modo che io possa scriverci e le persone leggermi”.
Dobbiamo quindi usare il trucco per persistere i dati.</p>

<p>Ci sta infatti che, in un mondo di scatoloni e sostituzioni, servano dei riferimenti a cose che restano stabili. Questi <code>wanderwall</code> in docker li han chiamati <code>volumi</code>.
In pratica prendiamo una cartella della macchina in cui inizieremo a far comparire e sparire i diversi container e diciamo che, container per container, certi dati devono persistere e vanno salvati o letti da una cartella specifica.</p>

<p>Nel grande magazzino in cui abbiamo messo gli scatoloni col lego colorato stiamo dicendo ad alcuni scatoloni di leggere o salvare su una mensola condivisa. Ad esempio potremmo toccare il cibo per il drago.</p>

<p>In questo modo possiamo salvarci il nuovo schema del database, senza ripartire da zero tutte le volte.</p>

<h1 id="immagini">Immagini</h1>

<p>Per le immagini, questa cosa dei volumi ci torna utile. Come faccio a mostrare la mia immagine dell&#39;inflazione?
Devo mettere su un volume le immagini da mostrare come file statici. In questo modo riuscirò a mostrarle.</p>

<p>In pratica l&#39;idea è questa:
1. dal nostro pc mandiamo l&#39;immagine sulla nostra VPS
2. la VPS la mette a disposizione di writefreely
3. e noi possiamo linkarla scrivendo il post. Come quando usiamo un po&#39; di markdown per scrivere una nota in obsidian.</p>

<p>Quindi, copiamo le cose con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Secure_copy"><code>scp</code></a>. Apriamo un terminale e:</p>

<pre><code>scp /path/to/your/graph.png user@domain:/home/.../writefreely/static/graph.png
</code></pre>

<p>Qui stiamo buttando su l&#39;immagine nella cartella static di writefreely, che possiamo leggere per mettere immagini quando scriviamo i post. I <code>...</code> indicano dove abbiamo messo il container di writefreely.</p>

<p>Questo funziona perché, nel docker compose, abbiamo un volume per writefreely definito così</p>

<pre><code>volumes:
- /home/.../writefreely:/data
</code></pre>

<p>(Da capo: i <code>...</code> completano il percorso su dove abbiamo messo il container di writefreely.)</p>

<h1 id="basta-no">Basta? No</h1>

<p>A questo punto l&#39;immagine è sulla VPS pronta per essere linkata. Aggiorno il post, linko l&#39;immagine tutto felice e... 404. L&#39;immagine non si vede.
Anche se è *tutto giustoé. Che è successo? Che da fuori, cioè per l&#39;internet, l&#39;immagine non è visibile. Non è che chiunque bussi alla porta del nostro server deve trovare risposta e vedere l&#39;immagine. Arriva nginx: tra i suoi compiti c&#39;è quello di essere un server che mette a disposizione i file statici. Tipo le nostre immagini.</p>

<p>Per prima cosa tocca aggiungere una scatola e metterci dentro nginx. Ci penserà lui a servire le immagini a chi le vuole.</p>

<p>Aggiungiamo una ricetta al docker compose</p>

<pre><code># STATIC FILES (Nginx)

static-files:
image: nginx:alpine
restart: always
volumes:
- /home/.../writefreely/static:/usr/share/nginx/html:ro

networks:
- quello del vostro orchestratore

labels:
- a seconda di cosa usate potrebbero esser configurate.
</code></pre>

<p>In pratica la riga che ci serve è quella dei volumi. Stiamo collegando una cartella del container di writefreely – <code>static</code> – a una cartella del container di nginx <code>/usr/share/nginx/html</code>.
Writefreely gestisce in quella cartella i file statici – è dove abbiamo caricato l&#39;immagine! – mentre, lato nginx, è da dove vengono <em>serviti</em> i file. Ecco fatto.</p>

<p>La parte sul <code>network</code> riguarda come l&#39;orchestratore fa parlare tra di loro le applicazioni presenti al suo interno. Sono dei canali di comunicazione tra le parti. Ad esempio: potrebbe esserci il network per tutte le applicazioni che hanno bisogno di parlare con la scatola del database (non è il caso di Writefreely che, come abbiamo visto, gestisce la cosa in proprio).</p>

<p>Le <code>labels</code> sono invece dati extra che possiamo attaccare ai container. Possiamo usarle in modo che altri servizi che gestiscono più container possano capire cosa fare con quel container in base a quello che ci abbiamo scritto. Sono dei post-it.
E sono sufficientemente potenti: un&#39;etichetta con scritto sì/no e prima il nome di un servizio può dire al servizio se “fare cose o meno” al nostro scatolone di Writefreely. Ad esempio <code>&#34;traefik.enable=true&#34;</code>.</p>

<p>Nel mio caso c&#39;era da mettere d&#39;accordo anche Traefik nella gestione rotte e nel servire le immagini. In pratica tocca dire a Traefik che, se qualcuno cerca di accedere a un file statico (<code>static</code>, dove spesso e volentieri mettiamo le immagini), allora il traffico va inoltrato al container di nginx che si prenderà in cura di mostra l&#39;immagine.</p>

<h1 id="recap-volevamo-solo-delle-immagini-adesso-abbiamo-volumi-ed-nginx">Recap: volevamo solo delle immagini, adesso abbiamo volumi ed nginx</h1>

<p>In pratica funziona così. Writefreely fa di tutto per essere efficiente e non avere fronzoli. Lo abbiamo già visto con la storia del database. L&#39;assenza di fronzoli include i non avere un box per fare l&#39;upload dei file. L&#39;idea è che usi i link con immagini hostate su altri siti.
Se però fai una chart tua e non la metti da altre parti – perché mettere in piedi un archivio con AWS ed S3 è seccante o altri motivi – allora tocca gestire il tutto in autonomia.
Ecco che arriva Nginx a fare da server per i file statici. Se i file sono in una certa cartella (quella del volume con <code>static</code> di mezzo), sono accessibili all&#39;esterno.</p>

<p>Poi, in tutto questo, c&#39;è traefix a dirigere il traffico: se qualcuno vuole vedere il blog, traefik manda la richesta a writefreely. Quando però writefreely vuole accedere all&#39;immagine allora si pesca in casa propria.</p>

<h1 id="e-poi">E poi?</h1>

<p>Già che c&#39;ero, ho scoperto che qualcosa aveva distrutto il mio <a href="https://dojo.thegui.eu/">scatolone chitarristico</a>.
Quindi ho dovuto prendere e trovare qualcosa per essere avvisato se qualcosa va giù.
Però questa sarà un&#39;altra storia...</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:indiecloud" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">indiecloud</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:docker" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">docker</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:selfhosting" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">selfhosting</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:writefreely" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">writefreely</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="e-adesso-come-restare-aggiornati">E adesso? Come restare aggiornati</h1>

<p>Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è <a href="https://thegui.eu/feed/">qui</a>. Se non sapete cosa sia, guardate <a href="https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow">qua</a>.
In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando <a href="https://newsletter.thegui.eu/">qui</a>.</p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/aggiornare-writefreely-visualizzare-le-immagini-self-hosting-docker-compose</guid>
      <pubDate>Sat, 08 Aug 2026 10:41:08 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>RSS, fuga da Substack e le gioie di FeedFlow</title>
      <link>https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ci sono sempre state un sacco di cose che ci interessava seguire. Basta vedere tutte le agende in stile &#34;so many books, so little time&#34;. O pensare a tutte le forme di accumulo (a volte nobilitate o borghesizzate come &#34;collezionismo&#34;) di libri, riviste, ritagli, caseautofoglidigiornale.&#xA;A mettere ordine ci sono i cataloghi. O i fogli excel. O bookwyrm.&#xA;&#xA;Chose you era, chose your poison.&#xA;&#xA;Ovviamente, passando dai libri a contenuti che sono digitali e basta, le cose si complicano.&#xA;Ci sono newsletter, creator suoi social commerciali (quel video su come fare i test in Godot, quella trascrizione di Levi Clay di Brett Garsed, etc), blog, notizie. Etc.&#xA;&#xA;Una buona parte delle newsletter possono essere raccontate come &#34;cose che la persona che scrive la newsletter seleziona o racconta per noi, magari in una maniera intrigante&#34;.&#xA;E non parliamo nemmeno di tutto il giro delle read later apps.&#xA;&#xA;Qui devo solo prendere e fare un (ri)elogio dei feed RSS (RDF Site Summary, anche se Really Simple Syndacation si presta meglio a questo racconto).&#xA;Guardarci un attimo dentro, vedere cosa diavolo sono e perché possono esserci utili, e scoprire un pezzettino di storia di Internet (e forse non solo, quando ci sono i morti di mezzo).&#xA;Andiamo con ordine.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Un tempo era Google Reader&#xA;&#xA;C&#39;erano i blog. IlPost non esisteva - al massimo era quello di Washington - e Sofri si faceva bello con wittgenstein.it. C&#39;era il blackcross book. A seconda del periodo, c&#39;era Evangelion su MTV: a volte la sera una volta a settimana; a volte ogni giorno, prima di fare i compiti. Insomma: c&#39;era tanta roba da leggere.&#xA;E 20 tab aperte - su Explorer! - sembravano tante (che tempi!).&#xA;&#xA;Quindi arriva Google Reader che dice &#34;dimmi cosa ti interessa leggere senza refreshare come un ossesso, quando arriva roba nuova la tiro giù io. Tu vieni qui a guardare e trovi tutto quello che serve. E non devi nemmeno cambiare tab.&#34;&#xA;&#xA;Non lo sapevo, ma sotto c&#39;era un RSS. O meglio, sapevo che c&#39;era un feed RSS, ma ancora non avevo guardato come funzionasse la cosa.&#xA;Comunque, era una figata.&#xA;&#xA;Poi Google ha deciso di uccidere Google Reader - anche qui era un mondo diverso: killed by google era qualcosa che faceva ridere, magari nemmeno c&#39;era. Google uccideva le buone idee e ancora era &#34;Don&#39;t be Evil&#34;. Adesso se qualcuno prova a lavorare senza essere colluso con le uccisioni si ritrova messo alla porta.&#xA;(Ma pure questa è un&#39;altra storia.)&#xA;&#xA;RSS icché? (Con Aaron Schwartz)&#xA;Really simple syndacation, dicevamo. Dovrebbe essere una cosa facile, no?&#xA;In pratica vuol dire quello che si diceva prima.&#xA;Qual è un modo base base per avvisarti se ho scritto qualcosa? Io ho un catalogo delle cose che ho scritto (il feed). Se vuoi sapere cosa c&#39;è di nuovo, io aggiorno il catalogo ogni volta che scrivo. E tu che vuoi tenerti aggiornato su quello che faccio, devi solo leggerti il mio &#34;feed&#34;.&#xA;Più o meno come all&#39;Ikea. Mi dici che vuoi il catalogo, e ogni nuova death metal forniture ti mando a casa un nuovo catalogo. Più o meno.&#xA;Ogni volta che apri il tuo lettore dell&#39;internet, il Google Reader di turno si scorre i feed che ti interessano e aggiorna le cose nuove. Facile no?&#xA;&#xA;Insomma. Ok, le &#34;cose&#34; nuove sono i link degli articoli. A questo potevamo arrivarci.&#xA;La cosa meno ovvia è che dobbiamo metterci d&#39;accordo sulla struttura da usare per dirti &#34;guarda, ieri l&#39;altro ho scritto un post nuovo&#34;.&#xA;Serve un accordo, un contratto, un qualcosa. Un&#39;interfaccia in infromatichese (la I di API, è sempre lei, l&#39;interfaccia, per creare più confusione che altro).&#xA;&#xA;E qui tocca prendere la vanga e trovare la roccia (&#34;se parli di Sofri a un certo punto tocca parlare del Wittgenstein vero&#34;, diceva Cechov). Perché una volta che hai un&#39;idea really simple e che funziona, poi tocca metterla in pratica. E anche qui va come va per l&#39;internet (o la corrente elettrica, la misurazione del PIL, le misure delle scarpe e dei pantoloni, il sistema metrico decimale e le pinte...): serve uno standard.&#xA;E poi tocca mettersi d&#39;accordo con lo standard. E probabilmente nessuna delle due cose è facile. Soprattutto la seconda.&#xA;&#xA;Vi ricordate che a volte c&#39;erano RSS e Atom? Ecco, quello era un pezzetto della guerra degli standard.&#xA;&#xA;Long story short, ci sono stati più o meno 2 standard e mezzo.&#xA;E, in mezzo a tutto questo, trovate anche Aaron Schwartz di mezzo.&#xA;Già, lui. Quello che forse vi ha fatto scoprire libgen. O del passare da lisp a django per Reddit.&#xA;O del super mega giga blog.&#xA;Una persona per cui &#34;magmatico&#34; sembra un aggettivo appropriato. (Curiosate cosa scrive(va), sembra un Fisher un po&#39; hipster e in un posto pre the social network).&#xA;&#xA;Che ci facciamo con gli RSS? Perché nel 2026 con tutto quello di buono (?) che c&#39;è ci tocca riscoprire &#39;sta roba?&#xA;&#xA;Sarò tranchant. Ci riprendiamo le newsletter (magari lo usate per i podcast, quello sempre essere l&#39;uso mainstream). E filtriamo un po&#39; quello che vogliamo seguire.&#xA;Perché dobbiamo riprenderci le newsletter?&#xA;&#xA;Da una parte perché, ok, dentro una mail ci finiscono un sacco di cose. E poi vi voglio a ritrovare l&#39;articolo che vi serve. Soprattutto su una mail grande e piena di cose. (Se volete purgare un po&#39; gmail, qui c&#39;è una guidina.)&#xA;Dall&#39;altra perché, lo sento, state dicendo a cosa serve un feed RSS che è tecnologia vecchia e stupida? Potete avere Substack, magari con una nuova shiny app sul vostro telefono. Un super network effect se scrivete. La possibilità di commentare. E, se scrivete, anche di fare qualche soldino - cosa più che legittima, tutto sommato.&#xA;&#xA;Tocchiamola pianino. Volete vendermi il &#34;in un mondo in cui tech bro è più diffuso di truzzo e tamarro nella tempo linea in cui gli RSS andavano di moda, scappiamo da big tech riprendendo a leggere&#34;? Ok, fin qui ci sono. E dice anche che  &#34;lo facciamo coi nostri tempi&#34;. E pure qui potrei essere d&#39;accordo.&#xA;&#xA;Poi però viene fuori che lo facciamo su una piattaforma privata... cosa potrà andare storto questa volta?&#xA;Il caso vuole poi che la stessa piattaforma dovrebbe diventare il prossimo oligopolio (delle newsletter, appunto - perché hey, questo è l&#39;anno delle newsletter).&#xA;E che questa bella piattaforma - come un po&#39; tutta - si è accorta che si fanno i soldi con gli estremismi. E guarda caso soprattutto con quelli destri. E, anvedi le coincidenze, è un covo di fasci e Andreessoniani della peggior specie?&#xA;Bel modo di fare un po&#39; di spazio per la propria salute mentale leggendo lì.&#xA;Scrivetevi pure il memino di Padme, dell&#39;Armadillo o di shining.&#xA;&#xA;Il problema è che, anche per leggere, può toccare passare da Substack. A quanto pare l&#39;intellighenzia scrivente non Horowitz e Andressoniana che magari ha pure lasciato Twitter - ma solo quando Elon è andato a VenICE beach negli States a fare il Doge(Coin) - pensa che non ci siano problemi a scrivere lì. Perché se no non esisti. O perché hai tot anni (o per pigrizia, o vai a sapere) e non c&#39;hai sbatti a mandarti le mail da solo. (Su quest&#39;ultima cosa capisco eccome: SES di AWS è una seccatura. Se avete volumi grossi gli altri servizi costano. Perl forse avete volumi grossi e spiegate per bene le cose a chi vi legge, magari arriva del supporto.)&#xA;E quindi - purtroppo - un sacco di persone che val la pena di leggere scrive su quel mezzo orribile. In modo più o meno consapevole (credo).&#xA;&#xA;(Tanto per capirsi, il problema di Substack coi nazi è questo post del 2024 e, mentre lo ricercavo, ho trovato questo aggiornamento del 2026. Se volete stare peggio pensate a, boh, la sorveglianza di massa di chat control o la sorveglianza di massa per impedire l&#39;accesso a chi ha meno di X anni di usare i social cosi mainstream... però puoi googlare o leggere tutto questo e va benissimo. Anzi, magari tra un po&#39; scopriremo qualche bella pubblicazione finanziata coi fondi europei.)&#xA;&#xA;(Ci starebbe anche una digressione su monetizzare l&#39;attenzione e, in particolare, un&#39;attenzione che non è becero doomscrolling perché - hey! - qui vogliamo leggere davvero. Ma non è questo il giorno.)&#xA;&#xA;Dicevamo, un RSS ci aiuta in due modi:&#xA;il traffico che generiamo dovrebbe essere visto come bot e non come umani. Quindi al prossimo giro non possono dire che sono cresciuti del 1000 per 100. E magari i SubBosses inizieranno a dire &#34;signora mia lo scraping, i bot. Oh, ma no eh, le IA possono scrapare l&#39;anima a tutto e no, non è violazione di copyright&#34;&#xA;alcune newsletter su Substack quando passano dall&#39;RSS non hanno il render completo. Di solito è solo una preview o un &#34;post offerto da X, iscriviti&#34;. Perché ci aiuta? Beh, è un ottimo caso per dire &#34;Che bello, si può leggere altro&#34;. Perché? Perché a meno che non sia l&#39;impostazione di default, vuol dire che il setting sei andato a cercarlo. E tra i motivi per cercarlo arrivo solo al &#34;voglio provare a fare un po&#39; di soldi con quello che scrivo&#34;. Che è una cosa super legittima. L&#39;unica cosa che mi secca è che cerchi di fare i soldi su Substack, quindi dandone pure a loro. E poi, ecco, mi servono criteri per leggere di meno :)&#xA;(C&#39;è una riflessione in corso per i miei problemi con Substack. Anzi, forse è già emerso.)&#xA;&#xA;Come fruire degli RSS&#xA;Ci sono N articoli con RSS liste di cose con cui leggere RSS. Cercate. A memoria ne ricordo una di Eleonora Caruso (letta via FeedFlow su Substack) e uno di Le Alternative.&#xA;&#xA;Le mie due pic sono Vivaldi e FeedFlow:&#xA;Vivaldi è un browser. Fa cose belline as a browser: tipo sincronizzarsi col telefono e poi avere un modo per copiare tutti i link. I feed non li leggo troppo. Però con i video funziona proprio bene. La uso relativamente poco. Mi si è riempita di cose. Partono n notifiche a caso. Però si merita una segnalazione.&#xA;FeedFlow: la trovate su F-Droid. Che è un ostacolo e anche un&#39;occasione per capire qualcosina in più su come funziona un telefono. E poi è, in qualche modo, un pezzetto di Fediverso (o a me piace vederla così). L&#39;ha sviluppata Marco Gomiero e il codice lo trovate in pochi click. La cosa ancor più bella, su cui mi piace chiudere, è che Marco abita il fediverso.&#xA;&#xA;#rss #substack #tech #fediverso&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono sempre state un sacco di cose che ci interessava seguire. Basta vedere tutte le agende in stile “so many books, so little time”. O pensare a tutte le forme di accumulo (a volte nobilitate o borghesizzate come “collezionismo”) di libri, riviste, ritagli, caseautofoglidigiornale.
A mettere ordine ci sono i cataloghi. O i fogli excel. O bookwyrm.</p>

<p><em>Chose you era, chose your poison</em>.</p>

<p>Ovviamente, passando dai libri a contenuti che sono digitali e basta, le cose si complicano.
Ci sono newsletter, creator suoi social commerciali (<em>quel</em> video su come fare i test in Godot, <em>quella</em> trascrizione di Levi Clay di Brett Garsed, etc), blog, notizie. Etc.</p>

<p>Una buona parte delle newsletter possono essere raccontate come “cose che la persona che scrive la newsletter seleziona o racconta per noi, magari in una maniera intrigante”.
E non parliamo nemmeno di tutto il giro delle read later apps.</p>

<p>Qui devo solo prendere e fare un (ri)elogio dei feed <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/RSS">RSS</a> (RDF Site Summary, anche se Really Simple Syndacation si presta meglio a questo racconto).
Guardarci un attimo dentro, vedere cosa diavolo sono e perché possono esserci utili, e scoprire un pezzettino di storia di Internet (e forse non solo, quando ci sono i morti di mezzo).
Andiamo con ordine.</p>



<h2 id="un-tempo-era-google-reader">Un tempo era Google Reader</h2>

<p>C&#39;erano i blog. IlPost non esisteva – al massimo era quello di Washington – e Sofri si faceva bello con wittgenstein.it. C&#39;era il blackcross book. A seconda del periodo, c&#39;era Evangelion su MTV: a volte la sera una volta a settimana; a volte ogni giorno, prima di fare i compiti. Insomma: c&#39;era tanta roba da leggere.
E 20 tab aperte – su Explorer! – sembravano tante (che tempi!).</p>

<p>Quindi arriva Google Reader che dice “dimmi cosa ti interessa leggere senza refreshare come un ossesso, quando arriva roba nuova la tiro giù io. Tu vieni qui a guardare e trovi tutto quello che serve. E non devi nemmeno cambiare tab.”</p>

<p>Non lo sapevo, ma sotto c&#39;era un RSS. O meglio, sapevo che c&#39;era un feed RSS, ma ancora non avevo guardato come funzionasse la cosa.
Comunque, era una figata.</p>

<p>Poi Google ha deciso di uccidere Google Reader – anche qui era un mondo diverso: <a href="https://killedbygoogle.com/">killed by google</a> era qualcosa che faceva ridere, magari nemmeno c&#39;era. Google uccideva le buone idee e ancora era “Don&#39;t be Evil”. Adesso se qualcuno prova a lavorare senza essere colluso con le uccisioni si ritrova messo alla porta.
(Ma pure questa è un&#39;altra storia.)</p>

<h2 id="rss-icché-con-aaron-schwartz">RSS icché? (Con Aaron Schwartz)</h2>

<p>Really simple syndacation, dicevamo. Dovrebbe essere una cosa facile, no?
In pratica vuol dire quello che si diceva prima.
Qual è un modo base base per avvisarti se ho scritto qualcosa? Io ho un catalogo delle cose che ho scritto (il feed). Se vuoi sapere cosa c&#39;è di nuovo, io aggiorno il catalogo ogni volta che scrivo. E tu che vuoi tenerti aggiornato su quello che faccio, devi solo leggerti il mio “feed”.
Più o meno come all&#39;Ikea. Mi dici che vuoi il catalogo, e ogni nuova death metal forniture ti mando a casa un nuovo catalogo. Più o meno.
Ogni volta che apri il tuo lettore dell&#39;internet, il Google Reader di turno si scorre i feed che ti interessano e aggiorna le cose nuove. Facile no?</p>

<p>Insomma. Ok, le “cose” nuove sono i link degli articoli. A questo potevamo arrivarci.
La cosa meno ovvia è che dobbiamo metterci d&#39;accordo sulla struttura da usare per dirti “guarda, ieri l&#39;altro ho scritto un post nuovo”.
Serve un accordo, un contratto, un qualcosa. Un&#39;interfaccia in infromatichese (la I di API, è sempre lei, l&#39;interfaccia, per creare più confusione che altro).</p>

<p>E qui tocca prendere la vanga e trovare la roccia (“se parli di Sofri a un certo punto tocca parlare del Wittgenstein vero”, diceva Cechov). Perché una volta che hai un&#39;idea <em>really simple</em> e che funziona, poi tocca metterla in pratica. E anche qui va come va per l&#39;internet (o la corrente elettrica, la misurazione del PIL, le misure delle scarpe e dei pantoloni, il sistema metrico decimale e le pinte...): serve uno standard.
E poi tocca mettersi d&#39;accordo con lo standard. E probabilmente nessuna delle due cose è facile. Soprattutto la seconda.</p>

<p>Vi ricordate che a volte c&#39;erano RSS e Atom? Ecco, quello era un pezzetto della guerra degli standard.</p>

<p>Long story short, ci sono stati più o meno 2 standard e mezzo.
E, in mezzo a tutto questo, trovate anche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aaron_Swartz">Aaron Schwartz di mezzo</a>.
Già, lui. Quello che forse vi ha fatto scoprire <em>libgen</em>. O del <a href="http://www.aaronsw.com/weblog/rewritingreddit">passare da lisp a django per Reddit</a>.
O del super mega giga blog.
Una persona per cui “magmatico” sembra un aggettivo appropriato. (Curiosate cosa scrive(va), sembra un Fisher un po&#39; hipster e in un posto pre the social network).</p>

<h2 id="che-ci-facciamo-con-gli-rss-perché-nel-2026-con-tutto-quello-di-buono-che-c-è-ci-tocca-riscoprire-sta-roba">Che ci facciamo con gli RSS? Perché nel 2026 con tutto quello di buono (?) che c&#39;è ci tocca riscoprire &#39;sta roba?</h2>

<p>Sarò tranchant. Ci riprendiamo le newsletter (magari lo usate per i podcast, quello sempre essere l&#39;uso mainstream). E filtriamo un po&#39; quello che vogliamo seguire.
Perché dobbiamo riprenderci le newsletter?</p>

<p>Da una parte perché, ok, dentro una mail ci finiscono un sacco di cose. E poi vi voglio a ritrovare l&#39;articolo che vi serve. Soprattutto su una mail grande e piena di cose. (Se volete purgare un po&#39; gmail, <a href="https://thegui.eu/riprendersi-le-mail-e-toglierle-a-google">qui c&#39;è una guidina</a>.)
Dall&#39;altra perché, lo sento, state dicendo a cosa serve un feed RSS che è tecnologia vecchia e stupida? Potete avere Substack, magari con una nuova shiny app sul vostro telefono. Un super network effect se scrivete. La possibilità di commentare. E, se scrivete, anche di fare qualche soldino – cosa più che legittima, tutto sommato.</p>

<p>Tocchiamola pianino. Volete vendermi il “in un mondo in cui <code>tech bro</code> è più diffuso di <code>truzzo</code> e <code>tamarro</code> nella tempo linea in cui gli RSS andavano di moda, scappiamo da big tech riprendendo a leggere”? Ok, fin qui ci sono. E dice anche che  “lo facciamo coi nostri tempi”. E pure qui potrei essere d&#39;accordo.</p>

<p>Poi però viene fuori che lo facciamo su una piattaforma privata... cosa potrà andare storto questa volta?
Il caso vuole poi che la stessa piattaforma dovrebbe diventare il prossimo oligopolio (delle newsletter, appunto – perché hey, questo è l&#39;anno delle newsletter).
E che questa bella piattaforma – come un po&#39; tutta – si è accorta che si fanno i soldi con gli estremismi. E guarda caso soprattutto con quelli destri. E, anvedi le coincidenze, è un covo di fasci e Andreessoniani della peggior specie?
Bel modo di fare un po&#39; di spazio per la propria salute mentale leggendo lì.
Scrivetevi pure il memino di Padme, dell&#39;Armadillo o di shining.</p>

<p>Il problema è che, anche per leggere, può toccare passare da Substack. A quanto pare l&#39;intellighenzia scrivente non Horowitz e Andressoniana che magari ha pure lasciato Twitter – ma solo quando Elon è andato a VenICE beach negli States a fare il Doge(Coin) – pensa che non ci siano problemi a scrivere lì. <em>Perché se no non esisti</em>. O perché hai tot anni (o per pigrizia, o vai a sapere) e non c&#39;hai sbatti a mandarti le mail da solo. (Su quest&#39;ultima cosa capisco eccome: SES di AWS è una seccatura. Se avete volumi grossi gli altri servizi costano. Perl forse avete volumi grossi e spiegate per bene le cose a chi vi legge, magari arriva del supporto.)
E quindi – purtroppo – un sacco di persone che val la pena di leggere scrive su quel mezzo orribile. In modo più o meno consapevole (credo).</p>

<p>(Tanto per capirsi, il <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/11/substack-extremism-nazi-white-supremacy-newsletters/676156/">problema di Substack coi nazi è questo post del 2024</a> e, mentre lo ricercavo, ho trovato <a href="https://www.theguardian.com/media/2026/feb/07/revealed-how-substack-makes-money-from-hosting-nazi-newsletters">questo aggiornamento del 2026</a>. Se volete stare peggio pensate a, boh, la sorveglianza di massa di chat control o la sorveglianza di massa per impedire l&#39;accesso a chi ha meno di X anni di usare i social cosi mainstream... però puoi googlare o leggere tutto questo e va benissimo. Anzi, magari tra un po&#39; scopriremo qualche bella pubblicazione finanziata coi fondi europei.)</p>

<p>(Ci starebbe anche una digressione su monetizzare l&#39;attenzione e, in particolare, un&#39;attenzione che non è becero doomscrolling perché – hey! – qui vogliamo leggere davvero. Ma non è questo il giorno.)</p>

<p>Dicevamo, un RSS ci aiuta in due modi:
– il traffico che generiamo dovrebbe essere visto come bot e non come umani. Quindi al prossimo giro non possono dire che sono cresciuti del 1000 per 100. E magari i SubBosses inizieranno a dire “signora mia lo scraping, i bot. Oh, ma no eh, le IA possono scrapare l&#39;anima a tutto e no, non è violazione di copyright”
– alcune newsletter su Substack quando passano dall&#39;RSS non hanno il render completo. Di solito è solo una preview o un “post offerto da X, iscriviti”. Perché ci aiuta? Beh, è un ottimo caso per dire “Che bello, si può leggere altro”. Perché? Perché a meno che non sia l&#39;impostazione di default, vuol dire che il setting sei andato a cercarlo. E tra i motivi per cercarlo arrivo solo al “voglio provare a fare un po&#39; di soldi con quello che scrivo”. Che è una cosa super legittima. L&#39;unica cosa che mi secca è che cerchi di fare i soldi su Substack, quindi dandone pure a loro. E poi, ecco, mi servono criteri per leggere di meno :)
(C&#39;è una riflessione in corso per i miei problemi con Substack. Anzi, forse è già emerso.)</p>

<h2 id="come-fruire-degli-rss">Come fruire degli RSS</h2>

<p>Ci sono N articoli con RSS liste di cose con cui leggere RSS. Cercate. A memoria ne ricordo una di Eleonora Caruso (letta via FeedFlow su Substack) e uno di Le Alternative.</p>

<p>Le mie due pic sono Vivaldi e FeedFlow:
– Vivaldi è un browser. Fa cose belline as a browser: tipo sincronizzarsi col telefono e poi avere un modo per copiare tutti i link. I feed non li leggo troppo. Però con i video funziona proprio bene. La uso relativamente poco. Mi si è riempita di cose. Partono n notifiche a caso. Però si merita una segnalazione.
– <a href="https://www.feedflow.dev/it/">FeedFlow</a>: la trovate su F-Droid. Che è un ostacolo e anche un&#39;occasione per capire qualcosina in più su come funziona un telefono. E poi è, in qualche modo, un pezzetto di Fediverso (o a me piace vederla così). L&#39;ha sviluppata <a href="https://www.marcogomiero.com/">Marco Gomiero</a> e il codice lo trovate in pochi click. La cosa ancor più bella, su cui mi piace chiudere, è che <a href="https://androiddev.social/@marcogom">Marco abita il fediverso</a>.</p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:rss" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">rss</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:substack" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">substack</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:tech" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">tech</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:fediverso" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">fediverso</span></a></p>

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<h1 id="e-adesso-come-restare-aggiornati">E adesso? Come restare aggiornati</h1>

<p>Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è <a href="https://thegui.eu/feed/">qui</a>. Se non sapete cosa sia, guardate <a href="https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow">qua</a>.
In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando <a href="https://newsletter.thegui.eu/">qui</a>.</p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow</guid>
      <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:48:35 +0000</pubDate>
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      <title>Inflazione e RSS</title>
      <link>https://thegui.eu/inflazione-e-rss</link>
      <description>&lt;![CDATA[Avrei voluto scrivere qualcosa su quanto sono importanti e belli i feed RSS. E raccontare due cosine sull&#39;UE che fa cose a caso con WSocial.&#xA;Invece mi tocca mettere un link a Wikipedia per gli RSS e un altro link a uno dei pezzi di Elena Rossini su(lla saga di) WSocial.&#xA;&#xA;Non va così male. Wikipedia racconta delle cose che sono utili, però è difficile metterle in relazione con quello che queste cose possono fare (e hanno fatto) per noi. Credo sia sempre così quando c&#39;è qualcosa di tecnico e &#34;freddo&#34;: non c&#39;è subito una storia o qualcosa per cui appassionarsi.&#xA;&#xA;I pezzi di Elene Rossini invece sono stupendi. L&#39;unico motivo per tornarci sopra è che sono in inglese. Quindi difficilmente potete usarli coi parenti al pranzo di natale o cose simili.&#xA;&#xA;Poi è arrivato questo: rivaluta.it. (In realtà qui doveva esserci un grafico)&#xA;&#xA;L&#39;inflazione ha fatto così negli ultimo 10 anni 2016 -0,1%, 2017 1,2%, 2018 1,1%, 2019 0,6%, 2020 -0,1%, 2021 1,9%, 2022 8,2%, 2023 5,6%, 2024 1,0%, 2025 1,5%.&#xA;&#xA;(In realtà a essere pignoli non è ovvio andare a prendere i dati. Possiamo trovarli aggregati per mese su Trading view, vedere i prezzi al consumo per il MEF con anche la serie dell&#39;inflazione programmata; vedere le camere di commercio varie che fanno cose riportando i dati Istat...&#xA;Se uno volesse andare alla fonte? qui l&#39;Istat ha cose sui prezzi, qui cose sull&#39;inflazione. Però una serie storica pulita non è così immediata da recuperare &#xA;&#xA;E... niente. Vedere che se ne va circa un 20% di potere d&#39;acquisto fa una certa impressione (dipende da come va a finire questo 2026).&#xA;Ed è anche istruttivo vedere come il potere d&#39;acquisto aumenti con inflazione negativa.&#xA;Quindi sì, nel 2020 arriva il COVID ma, ehi!, c&#39;è un -0,1% che ci rende ricchi...&#xA;&#xA;Alla fine nel caso del 2% siamo a circa l&#39;82% del valore che resta stabile. Al 3% siamo al 74%. (In entrambi i casi abbiamo 0,97 (100-3) o 0,98 (100-2) alla 10a potenza.&#xA;&#xA;La serie storica reale invece è 1,001 0,988  0,989  0,994  1,001 ... etc.&#xA;&#xA;(Vorrei metterci un&#39;immagine, però devo capire fare. E sarebbe anche il caso di avere uno script che tira fuori la serie delle moltiplicazioni a partire da una serie Istat.)&#xA;&#xA;Update: abbiamo l&#39;immagine&#xA;&#xA;Ecco la chart&#xA;&#xA;#inflazione #finanzapersonale&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avrei voluto scrivere qualcosa su quanto sono importanti e belli i feed RSS. E raccontare due cosine sull&#39;UE che fa cose a caso con WSocial.
Invece mi tocca mettere un link a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/RSS">Wikipedia per gli RSS</a> e un altro link a <a href="https://blog.elenarossini.com/the-untold-story-about-w-social-unconventional-beginnings-strategic-pitches-conflicting-signals/">uno dei pezzi di Elena Rossini su(lla saga di) WSocial</a>.</p>

<p>Non va così male. Wikipedia racconta delle cose che sono utili, però è difficile metterle in relazione con quello che queste cose possono fare (e hanno fatto) per noi. Credo sia sempre così quando c&#39;è qualcosa di tecnico e “freddo”: non c&#39;è subito una storia o qualcosa per cui appassionarsi.</p>

<p>I pezzi di Elene Rossini invece sono stupendi. L&#39;unico motivo per tornarci sopra è che sono in inglese. Quindi difficilmente potete usarli coi parenti al pranzo di natale o cose simili.</p>

<p>Poi è arrivato questo: <a href="https://www.rivaluta.it/serie-inflazione-media.asp">rivaluta.it</a>. (In realtà qui doveva esserci un grafico)</p>

<p>L&#39;inflazione ha fatto così negli ultimo 10 anni 2016 -0,1%, 2017 1,2%, 2018 1,1%, 2019 0,6%, 2020 -0,1%, 2021 1,9%, 2022 8,2%, 2023 5,6%, 2024 1,0%, 2025 1,5%.</p>

<p>(In realtà a essere pignoli non è ovvio andare a prendere i dati. Possiamo trovarli <a href="https://it.tradingeconomics.com/italy/inflation-cpi">aggregati per mese su Trading view</a>, vedere <a href="https://www.dt.mef.gov.it/it/attivita_istituzionali/analisi_programmazione_economico_finanziaria/inflaz_programmata/">i prezzi al consumo per il MEF</a> con anche la serie dell&#39;inflazione programmata; vedere le camere di commercio varie che fanno cose <a href="https://www.emilia.camcom.it/promuovere-limpresa-e-il-territorio/informazione-economica/indici-istat/tasso-dinflazione-medio-annuo-calcolato-dallistat">riportando i dati Istat</a>...
Se uno volesse andare alla fonte? <a href="https://seriestoriche.istat.it/#prezzi">qui</a> l&#39;Istat ha cose sui prezzi, <a href="https://www.istat.it/tag/inflazione/">qui</a> cose sull&#39;inflazione. Però una serie storica pulita non è così immediata da recuperare</p>

<p>E... niente. Vedere che se ne va circa un 20% di potere d&#39;acquisto fa una certa impressione (dipende da come va a finire questo 2026).
Ed è anche istruttivo vedere come il potere d&#39;acquisto <strong>aumenti</strong> con inflazione negativa.
Quindi sì, nel 2020 arriva il COVID ma, ehi!, c&#39;è un -0,1% che ci rende ricchi...</p>

<p>Alla fine nel caso del 2% siamo a circa l&#39;82% del valore che resta stabile. Al 3% siamo al 74%. (In entrambi i casi abbiamo 0,97 (100-3) o 0,98 (100-2) alla 10a potenza.</p>

<p>La serie storica reale invece è 1,001* 0,988 * 0,989 * 0,994 * 1,001 ... etc.</p>

<p>(Vorrei metterci un&#39;immagine, però devo capire fare. E sarebbe anche il caso di avere uno script che tira fuori la serie delle moltiplicazioni a partire da una serie Istat.)</p>

<p>Update: abbiamo l&#39;immagine</p>

<p><img src="https://thegui.eu/static/inflazione_2016.png" alt="Ecco la chart"></p>

<p><a href="https://thegui.eu/tag:inflazione" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">inflazione</span></a> <a href="https://thegui.eu/tag:finanzapersonale" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">finanzapersonale</span></a></p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

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<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/inflazione-e-rss</guid>
      <pubDate>Sun, 05 Jul 2026 06:42:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tutti i nomi (Saramago) - Aka &#34;Il signor José&#34;</title>
      <link>https://thegui.eu/tutti-i-nomi-saramago-aka-il-signor-jose</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ci deve essere qualcosa negli aggettivi in formato &#34;nome autore + isiano&#34;.&#xA;(Joyeceiano, borghesiano, kafkiano. Più in qua abbiamo un wallaceiano. Al femminile ne abbiamo? Deleddiano, woolfico. Poi ci sono la &#34;new wave Sally Rooney&#34; e qualcosa con la Rowling.(0)&#xA;&#xA;Alcuni vanno bene per il libro di Saramago (saramagggico?).&#xA;&#xA;La trama è semplicissima. Un impiegato dell&#39;anagrafe si mette a cercare più informazioni su una persona.&#xA;Ovviamente, nel farlo inizia a svarionare e fare cose che prima non avrebbe fatto. E scopre pezzi di mondo diversi.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Ci sono un po&#39; degli aggettivi di prima che si applicano al romanzo. L&#39;anagrafe - che si chiama Conservatoria nel libro - ha i suoi echi borghesiani. Dentro c&#39;è un mondo - ci sono tutti i nomi: dei vivi e dei morti.&#xA;E il contesto di lavoro con la gerarchia che dal conservatore (il capo della Conservatoria) si propaga ai vice e poi agli scrittoruncoli ausiliari tipo il Signor José (yes, elemento meta di autore nel libro) è decisamente kafkiano.&#xA;&#xA;E allora perché sono 250 e passa pagine per quello che sembra un raccontino?&#xA;Perché c&#39;è pure un continuo indiretto libero sui dialoghi e pensieri dal Signor José che rende il libro bello denso. I periodi sono tendenzialmente lunghini e ci guidano le maiuscole.&#xA;Però non è un flusso di coscienza. O, se lo è, è un flusso di coscienza decisamente ordinato.&#xA;I capitoli non hanno numero né nomi (tutti i nomi sono nel testo?). Però sono abbastanza uniformi e gestibili.&#xA;&#xA;Ci sono delle cose che restano. La parte sui nomi negli archivi. Il confronto tra conservatoria e cimitero. La metafisica del dove collocare i nomi dei morti nella Conservatoria. Il pastore al cimitero. E i dialoghi col soffitto (&#34;i molteplici occhi di Dio&#34;).&#xA;E quel molto inquietante conservatore capo.&#xA;&#xA;Book Cluster&#xA;&#xA;Non so se ho voglia di fare un altro giro con Cecità o L&#39;anno della morte di Riccardo Reis. Saranno tutti saramagici come questo? Potrei.&#xA;&#xA;O potrei passare a cose decisamente estreme sul versante tipografico e vedere la Storia di Matilda.&#xA;&#xA;Nel cluster delle cose note, I nomi (DeLillo) e Naming and Necessity (Kripke). Per differenza sugli elementi del titolo più che sui contenuti.&#xA;&#xA;Note senza link&#xA;(0) Anche se in questo caso ci sono i potteriani. Mentre JK salta fuori come secondo aggettivo dopo un altro che indica una concezione abbastanza personale dei diritti - personale nel senso che si usa una definizione tale per cui io questi diritti li ho (eccimacherebbealtro), gli altri, in particolare alcuni che spesso non partono alla pari non me, non li hanno, nondovrebberoproprioaverneperchéDioLaNaturaLaPatria... qualcosaAAAAA, dobbiamo fare finta di darglieli perché è brutto escluderli che in teoria è ancora una democrazia. Però facciamo in modo che non ce li abbiano proprio.)&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ci deve essere qualcosa negli aggettivi in formato “nome autore + isiano”.
(Joyeceiano, borghesiano, kafkiano. Più in qua abbiamo un wallaceiano. Al femminile ne abbiamo? Deleddiano, woolfico. Poi ci sono la “new wave Sally Rooney” e qualcosa con la Rowling.(0)</p>

<p>Alcuni vanno bene per il libro di Saramago (saramagggico?).</p>

<p>La trama è semplicissima. Un impiegato dell&#39;anagrafe si mette a cercare più informazioni su una persona.
Ovviamente, nel farlo inizia a svarionare e fare cose che prima non avrebbe fatto. E scopre pezzi di mondo diversi.</p>



<p>Ci sono un po&#39; degli aggettivi di prima che si applicano al romanzo. L&#39;anagrafe – che si chiama Conservatoria nel libro – ha i suoi echi borghesiani. Dentro c&#39;è un mondo – ci sono tutti i nomi: dei vivi e dei morti.
E il contesto di lavoro con la gerarchia che dal conservatore (il capo della Conservatoria) si propaga ai vice e poi agli scrittoruncoli ausiliari tipo il Signor José (yes, elemento meta di autore nel libro) è decisamente kafkiano.</p>

<p>E allora perché sono 250 e passa pagine per quello che sembra un raccontino?
Perché c&#39;è pure un continuo indiretto libero sui dialoghi e pensieri dal Signor José che rende il libro bello denso. I periodi sono tendenzialmente lunghini e ci guidano le maiuscole.
Però non è un flusso di coscienza. O, se lo è, è un flusso di coscienza decisamente ordinato.
I capitoli non hanno numero né nomi (tutti i nomi sono <em>nel</em> testo?). Però sono abbastanza uniformi e gestibili.</p>

<p>Ci sono delle cose che restano. La parte sui nomi negli archivi. Il confronto tra conservatoria e cimitero. La metafisica del dove collocare i nomi dei morti nella Conservatoria. Il pastore al cimitero. E i dialoghi col soffitto (“i molteplici occhi di Dio”).
E quel molto inquietante conservatore capo.</p>

<h2 id="book-cluster">Book Cluster</h2>

<p>Non so se ho voglia di fare un altro giro con <a href="https://lore.livellosegreto.it/book/10173/s/cecita">Cecità</a> o L&#39;anno della morte di Riccardo Reis. Saranno tutti saramagici come questo? Potrei.</p>

<p>O potrei passare a cose decisamente estreme sul versante tipografico e vedere la Storia di Matilda.</p>

<p>Nel cluster delle cose note, I nomi (DeLillo) e Naming and Necessity (Kripke). Per differenza sugli elementi del titolo più che sui contenuti.</p>

<h1 id="note-senza-link">Note senza link</h1>

<p>(0) Anche se in questo caso ci sono i potteriani. Mentre JK salta fuori come secondo aggettivo dopo un altro che indica una concezione abbastanza personale dei diritti – personale nel senso che si usa una definizione tale per cui io questi diritti li ho (eccimacherebbealtro), gli altri, in particolare alcuni che <em>spesso</em> non partono alla pari non me, non li hanno, <em>nondovrebberoproprioaverneperchéDioLaNaturaLaPatria... qualcosaAAAAA</em>, dobbiamo fare finta di darglieli perché è brutto escluderli che in teoria è ancora una democrazia. Però facciamo in modo che non ce li abbiano proprio.)</p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

<h1 id="e-adesso-come-restare-aggiornati">E adesso? Come restare aggiornati</h1>

<p>Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è <a href="https://thegui.eu/feed/">qui</a>. Se non sapete cosa sia, guardate <a href="https://thegui.eu/rss-fuga-da-substack-e-le-gioie-di-feedflow">qua</a>.
In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando <a href="https://newsletter.thegui.eu/">qui</a>.</p>

<h1 id="ci-si-vede-nel-fediverso">Ci si vede nel Fediverso?</h1>

<p>In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate <a href="https://mastodon.bida.im/@endecasillabo">qui nel fediverso</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://thegui.eu/tutti-i-nomi-saramago-aka-il-signor-jose</guid>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:39:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Scansatevi dalla luce (James Williams)</title>
      <link>https://thegui.eu/scansatevi-dalla-luce-james-williams</link>
      <description>&lt;![CDATA[Cominciamo con un fun fact su titolo del libro. Pensavo si riferisse al mollare il cellulare e scansarsi da quella luce. La prima luce artificiale del mattino e l&#39;ultima della sera, che contribuisce a tenerci svegli la sera, farci dormire male e farci partire già più stanchi in partenza di quello che ci aspetteremmo.&#xA;Una cosa da qualsiasi storia di Mangiasogni. O almeno come me le ricordo un, boh, 2 o 3 anni fa. Non aveva una sua versione in PixelArt l&#39;ultima volta che l&#39;avevo visto.&#xA;O qualcosa si simile a Contro lo smartphone (versione free) o edito da ADD .&#xA;&#xA;E invece no. Il titolo è dovuto a una storia su Diogene (il filosofo greco - Diogene di Sinope), raccontata da un altro Diogene (Laerzio) nella sua opera sulla vita dei filosofi.&#xA;In pratica Diogene-il-filosofo dice a Palp... Alessandro Magno di non fargli ombra e scansarsi dalla luce, dopo che l&#39;imperatore si è offerto di realizzare ogni suo desiderio.&#xA;&#xA;(Bel twist sul &#34;ogni suo desiderio è un ordine&#34; che diventa una cosa tipo &#34;il mio desiderio è ordinarti di non darmi fastidio&#34;.)&#xA;&#xA;Quindi il libro è un modo per dire, cortesemente, all&#39;impero delle piattaforme di farsi un po&#39; più in là.&#xA;&#xA;Storie connesse al libro tra 2018 e 2023, fino ad oggi&#xA;Altro fun fact. Il libro esce nel 2018, effequ lo traduce nel 2019 e poi aggiorna l&#39;edizione nel 2023 perché il COVID ha reso ancora più attuale il tutto.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il testo è il prodotto del ninedotprice. Il cosa? Esatto.&#xA;A fine libro il Prof. Simon Goldhill racconta il premio. Una domanda, 3000 parole per rispondere. 100K per trasformare questa proposta in un libro tra le 25 e le 40mila parole, con supporto accademico.&#xA;James Williams (spettro borgesiano del futuro di William James, citato nel libro) è il primo che vince su 700 proposte.&#xA;&#xA;Vado a curiosare che altro ha prodotto il premio preso abbastanza bene. Probabilmente leggerei altre cose nello stesso formato, buone anche un 70% di questo. E... plot twist!&#xA;Il Prof. Goldhill è accusato di molestie, non è più presidente. Non si sa più niente del premio e delle domande dopo l&#39;edizione 24/25.&#xA;&#xA;Altro fun fact. Williams è nato ad Abilene, in Texas. E ci racconta che il paese è talmente minuscolo che le prime edizioni di Word lo autocorreggevano. Oggi ad Abilene vogliono farci un data center (grazie Ed Zitron che mi fai scoprire queste cose).&#xA;&#xA;Fun Fact: Harry G. Frankfurt col suo The Importance of What we Care about viene citato e usato come testo pratico. Volevo scrivere &#34;come se fosse Gramsci&#34;, ma non sono troppo sicuro di cosa voglia dire.&#xA;Quindi ci riprovo. Viene usato come spunto per l&#39;azione e modo per fare qualcosa, essere consapevoli, reagire, prendere un imperatore di turno e dirgli di farsi un po&#39; più in là.&#xA;Personalmente è strano. Con Frankfurt ho avuto a che fare professionalmente col suo lavoro sulle possibilità alternative e i controfattuali. Lì era più una questione di teorie e argomenti. L&#39;aspetto pratico passava in secondo piano.&#xA;Una cosa simile la potrei dire per Korsgaard o Nussbaum.&#xA;&#xA;Yet another one: La parte due si chiama Clicks against humanity.&#xA;&#xA;Altri fun facts hanno più a che fare col periodo storico del libro e in qualche modo, tutto questo ci dice che il libro un po&#39; è invecchiato.&#xA;C&#39;era il vecchio Papa a dire che le fake news fanno male al cuore.&#xA;E parlando di Andreessen (che ancora non aveva un meme-name) se ne parla solo per la storia del software che si mangia il mondo. E non per essere un bro tecnofascista.&#xA;&#xA;Facebook era dannoso già nel 2013 con... le ricerche di allora. Adesso avremmo quelle su Instagram... magari quelle su FB le abbiamo skippate nel 2013 perché era presto, per dare un&#39;altra chance a una tecnologia che cambierà il mondo. Perché eravamo pigri.&#xA;Poi dopo ce ne siamo dimenticati perché &#34;su facebook ci sono i boomer?&#34;. O perché eravamo migrati altrove. E ancora non c&#39;erano le prove che anche Instagram fosse dannoso. O qualcosa del genere. Quando qualcuno scriverà un qualcosa su questo grande oblio, spero di leggerlo.&#xA;&#xA;C&#39;era Weinstein e non Epstein.&#xA;Non c&#39;era TikTok.&#xA;Non c&#39;era ancora GPT e Skynet sembrava più lontana.&#xA;&#xA;Ok, ma quindi? L&#39;attenzione e la sua economia.&#xA;Il libro ci racconta l&#39;economia dell&#39;attenzione. In brevissimo: le piattaforme vogliono tenerci incollate allo schermo e farci usare i loro prodotti. Così loro possono fare i soldi. (James non la mette giù proprio così, soprattutto sulla parte dei soldi. La critica è molto più &#34;perché usare una tecnologia che ci rema contro&#34;).&#xA;&#xA;Nel farlo, le piattaforme ci sono &#34;utili&#34; in qualche senso. Ma solo fino a un certo punto. Da un certo punto in poi - su quale sia questo certo punto, il lavoro è in corso; per romanzi che indagano anche questo citofonare Eleonora Caruso.&#xA;&#xA;Verrebbe voglia di saltare il recap di questa parte perché, ecco, se non bastano il cage match, il comprarsi Venezia o Musk e Bezos che si fanno la guerra nello spazio non so cosa dire.&#xA;Il problema è che nel 2018 le piattaforme non erano ancora così tanto un problema.&#xA;Ok, c&#39;era l&#39;algoritmo. Ok, Cambridge Analytica. Ma sembrava ancora che fosse un problema degli altri, di là dall&#39;oceano.&#xA;E poi post 2020 per fortuna che erano lì a fare quello che la Nokia diceva di fare taaaaanto tempo fa, &#34;Connecting people&#34;.&#xA;Non c&#39;erano ancora i tech bros. O, se c&#39;erano, si erano messi in disguise con Obama (e lo avrebbero rifatto con Biden). Twitter non era ancora X. Truth non esisteva.&#xA;Magari qualcuno ha pure gioito per il deplatforming di Trump.&#xA;Altre cose a caso? Probabilmente nel 2018 Substack non aveva ancora un problema coi nazi.&#xA;&#xA;Pre pandemia c&#39;era abbastanza ottimismo, tipo in Effetto serra, effetto guerra (lato clima).&#xA;Quindi, ecco, può essere utile vedere come venirne fuori.&#xA;&#xA;Le tre parti&#xA;&#xA;Al netto di premessa e introduzione, abbiamo tre parti: Il design della distrazione, la già citata Clicks against humanity e Libertà di attenzione.&#xA;&#xA;Si comincia con una sorta Huxley vs. Orwell (e casca bene perché ho da poco riletto Brave new world e sono alle prese con 1984^2). Le minacce di Huxley sono più subdole e meno evidenti della coercizione limitante del grande fratello. La distrazione di massa che si può ottenere logorando la nostra attenzione e rendendoci più stupidi in modo che alla fine siamo tutti contenti di essere quello che siano e non qualcosa di diverso. Ovviamente dopo che ci hanno tirati su in provetta o quasi per essere dove l&#39;ingegneria sociale ha deciso che dobbiamo stare.&#xA;&#xA;Distrarci fino alla fine o, magari, intrattenerci e in questo modo distoglierci da altro. (James Williams non dice niente né di Infinite Jest, da poco uscito in edizione italiana con una videocassetta in copertina - ricordiamoci che quella è una cassetta che dà dipendenza e uccide) né delle cose di Carr dove, a renderci stupidi, era Internet.) Peccato. Però aveva un limite di parole.&#xA;&#xA;I temi principali del libro sono l&#39;attenzione - &#34;questa è l&#39;età dell&#39;attenzione, non dell&#39;informazione&#34; è una delle tesi principali del libro - e il fatto che la tecnologia deve aiutarci a soddisfare i nostri scopi e i nostri bisogno.&#xA;Uno dei primi esempi è il GPS. Come tecnologia funziona se ci porta dove vogliamo. Se iniziasse a scarrozzarci sempre al centro commerciale o a farci girare in tondo, probabilmente butteremo via tutto imprecando.&#xA;&#xA;Eppure, se è facile accettare questo ragionamento, è più complicato sopravvivere alla parte sull&#39;iTrainer. L&#39;iTrainer offre ricompense informative su richiesta ed è tremendamente bravo ad agganciarvi allo schermo. Ci sono i migliori algoritmi a farlo funzionare.&#xA;Il dispositivo è bravo a distrarvi e ricompensarvi: foto di gattini, cose buffe, qualcosa di utile. Altro ancora.&#xA;&#xA;La cosa inizia a pesare sulle persone, come è successo a james quando si è messo a giocare a Tetris invece di preparare gli esami. Questo Tetris variabile diventa compulsivo.&#xA;Ovviamente messa così non ci piace e non vorremmo mai che iTrainer venisse messo in giro. Non lo faremo usare ai figli e vie dicendo. Eppure eccoci qui. Con un esperimento di rimodellazione sociale che - già nel 2018 quando non c&#39;è TikTok menzionato e Facebook è il leader nei dati di traffico - sembra iniziata e inesorabile.&#xA;&#xA;Insomma, i social ci fanno ombra e - se aggiorniamo alla nostra attualità, probabilmente è tutta big tech a farci ombra.&#xA;&#xA;Il tema viene sviluppato abbastanza. Si riscopre Herbert Simon - che torna sempre di moda, c&#39;è anche nel libro di Farmer Complexity Economics come l&#39;inventore della complexity economics - che dice come nell&#39;età dell&#39;informazione avere più informazioni comporterà a un deterioramento dell&#39;attenzione - e si torna a parlare di mantenere l&#39;attenzione come miglio forma di resistenza alla censura.&#xA;(Due cose più o meno divertenti: Calvino nelle interviste dice di restare svegli facendo qualcosa di scomodo o difficile che ci forzi a prestare attenzione, tipo delle divisioni. L&#39;arma di distrazione di massa ai tempi serviva a distrarci da Weinstein. Ora abbiamo Epstein e le guerre.)&#xA;&#xA;L&#39;attenzione è nuova soglia di una nuova guerra, quella per l&#39;attenzione. Questa guerra silenziosa è ciò che porterà a vincere le battaglie di domani - ricordiamoci che il libro è del 2018 - in cui, riprendendo Churchill, le grandi potenze saranno interessati a costruire imperi della mente. (Qui, in effetti, torna buono il finale di 1984 o la versione più pacifica di Intimità senza contatto.)&#xA;&#xA;Sul versante pratico, quindi, James identifica è un nuovo livello di (auto)controllo, quello necessario per sopravvivere e resistere alle distrazioni. La libertà futura è nella mente sgombra da cose brutte altrui.&#xA;&#xA;A questo punto c&#39;è da fare uno step e guardare alla pubblicità come a qualcosa che vuole rubarsi l&#39;attenzione (nella terza parte tornerà da capo). Ai tempi - cioè prima di internet e della sorveglianza tascabile autoimposta - la pubblicità se ne stava in un angolo, era uno spazio alieno e difficilmente misurabile. Con internet cambia tutto, la pubblicità diventa misurabile e quantificabile. Potete calcolarci il ROI.&#xA;(Nel libro c&#39;è un what if gigantesco su internet. Siamo nel 1997 e si pensa di bandire i cookies nella Internet Engineering Task Force p. 68. In realtà ci James cita questa del 2011 ma quella del 1997, citata lì dentro, è questa).&#xA;&#xA;Servirebbe una tecnologia che ci aiuta e non ci sfrutta, peccato che con Hooked il marketing che si impone è quello della ricompensa variabile e dei dirty patterns. &#xA;Vi ricordate i giochi Zynga su Facebook o Candy Crash? Ecco.&#xA;(Già, sembra che nel 2018 il capitalismo dell&#39;attenzione ancora non è diventato della sorveglianza).&#xA;Quindi James, consapevole che tutto il design è politica (James dice persuasione) cerca di far emergere quanto è importante la nostra attenzione.&#xA;&#xA;Parte 2 - Click against Humanity&#xA;&#xA;Tra le idee potenti sul come funziona l&#39;economia dell&#39;attenzione c&#39;è questa idea - appena accennata ma degna di esser ripensata - di vedere l&#39;attenzione come i soldi.&#xA;In pratica c&#39;è da applicare il mantra della finanza che i soldi di ora valgono più dei soldi nel futuro (perché arriverà l&#39;inflazione e, in termini reali, varranno di meno).&#xA;Quindi l&#39;idea è di vedere le scelte sugli oggetti di ora a cui prestare l&#39;attenzione come discounted nel futuro. Quindi si legge ora il librodi Williams e non si gioca ad Ascension. Sviluppo il mio progetto sullo studio della chitarra invece di suonare, etc.&#xA;&#xA;L&#39;idea che l&#39;attenzione è un tratto che rende una società sana viene difeso con cura. Si scomoda la dichiarazione dei diritti dell&#39;uomo (p. 85) per dire che remare contro la capacità di autoderminazione dei cittadini nello scegliere a cosa prestare attenzione in realtà mina  l&#39;autorità di un governo. Picconare l&#39;attenzione vuol dire indebolire la volontà popolare.&#xA;&#xA;Williams cerca quindi di capire meglio da cosa si compone l&#39;attenzione (e come possiamo distrarci). Per farlo - e per andare avanti con l&#39;idea dello scansarsi dalla luce? - viene ripreso questo trittico di Pask (The Cybernetics of Human Learning and Performance). Ci sono tre &#34;sorgenti&#34; di luce a cui prestare attenzione. La luce del riflettore ci dice ciò che vogliamo fare; la luce delle stelle ci dice chi volgiamo essere e la luce giorno ci consente di scegliere di volere ciò che vogliamo. I capitoli dal 7 al 9 forniscono più dettagli.&#xA;&#xA;Distraibilità&#xA;La distraibilità ha tante forme. Ad esempio: Perché abbiamo ceduto il nostro feed agli altri e ci facciamo ottimizzare da algoritmi che vogliono distrarci?&#xA;(JW perde l&#39;occasione di dire che potremmo averlo cronologico per default per sottrarci ai vari algoritmi e che questa è una delle cose belle di mastodon o pixelfed - soprattutto all&#39;inizio c&#39;è il momento in cui &#34;è finito il social&#34;. Però mastodon non era così cool ai tempi e probabilmente Pixelfed non era ancora uscito. Wikipedia indica natale del 2018 come prima release. In effetti anche il fediverso è diventato molto più appealing adesso.)&#xA;&#xA;Il rischio di questa distrabilità su larga scala è quello di uno stato di akrasia collettiva: agiamo contro i nostri interessi, nel breve termine. Con un altro gattino o gangnam style o forse più contemporanee di brainrot. Da capo, questa è una nuova minaccia huxleyiana.&#xA;E quello a cui si arriva sono le echo chambers polarizzate che conosciamo fin troppo bene.&#xA;(Su questo, altro contributo interessante: i social non creano echo chambers o &#34;stanze dell&#39;eco&#34;. A James la metafora non piace. L&#39;eco si placa e finisce e si dissolve. Invece qui continuiamo a sentire le stesse cose se va bene, ad amplificarle e radicalizzarci se va male. Quindi è un feedback loop, non eco.)&#xA;&#xA;Quando parliamo di distraibilità lo facciamo come una sorta di malattia. Viene paragonata all&#39;obesità e in questo Williams dice che ci autoassolviamo paragonando il tutto a qualcosa di fin troppo in esagerato e compulsivo. &#34;Sono nato distraibile, quindi amen&#34;.&#xA;Su questo argomento c&#39;è ancora un segno dei tempi e un po&#39; di americanismo. Parlando di distraibilità i cattivoni sono ovviamente i cinesi (ai tempi Putin era amico) con le loro troll farm.&#xA;Trump lo avevano già eletto, però ancora &#39;sta roba non era venuta fuori. Zero menzioni di Cambridge Analytica o l&#39;alt right. E anche zero note di costume nostrano su Morisi e la Bestia.&#xA;(Questa cosa torna anche dopo, p. 152).&#xA;&#xA;Parte 3 - libertà di attenzione&#xA;Nell&#39;ultima parte si torna a enfatizzare il ruolo dell&#39;attenzione e cosa fare per recuperarlo.&#xA;Sembra che i social siano quasi un culto e questo, pre AI hype di adesso, è una cosa fa abbastanza impressione.&#xA;&#xA;Nel 2015, ad esempio, l&#39;Europa cerca di fare un online manifesto per proteggere l&#39;attenzione (via Luciano Floridi). Si trova qui in open access da Springer (Più avanti a p. 173 parleremo della GDPR senza dire GDPR. Dicendo ovviamente che un sacco di cose vengono scaricate sugli utenti che devono fare gli opt out dei cookies.)&#xA;Però processo è lungo e fatico. James sa che non c&#39;è un modello di rivoluzione in 3 step (fa molto ridere quando lo leggi).&#xA;&#xA;Gli spunti interessanti di questa parte sono, in ordine sparo. Un passaggio sugli ad blocker come modo per evitare distrazioni da pubblicità. E, no, non è un furto, al massimo è uscire dalla stanza in cui c&#39;è la pubblicità (così dice Williams).&#xA;C&#39;è poi l&#39;idea di compensare i furti di attenzione con dei crediti di attenzione (p. 175) analoghi ao quelli di carbonio con cui compensare le emissioni. Una cosa molto pre 2020. O comunque pre Trump II.&#xA;Questa sarebbe una sorta di tassa sull&#39;attenzione.&#xA;&#xA;Anche questa ultima parte ha un po&#39; di citazioni edificanti. Tipo quella di Paine (163) sul fatto che le cose orrende e indicibili se non vengono contrastate o se non si dice che fanno schifo finiscono con l&#39;essere normalizzate. &#xA;O la parafrasi di Wittgenstein con l&#39;empatia al posto del linguaggio (169). Giuramento del designer (180).&#xA;&#xA;La chiusura è ribadire il chiedersi sempre cosa ottimizzano i vampiri dell&#39;attenzione e se questo faccia o meno i nostri interessi. Oltre al clima - nel 2018 a quanto pare parecchio difeso - c&#39;è da difendere l&#39;impero della mente.&#xA;&#xA;Altre cose notevoli spot&#xA;Altre cose notevoli: nel libro si scopre che il pulsante dei like, in teoria, doveva essere un modo per sostenre le persone (che anime candide i designer, in effetti però è difficile chiedersi in che modo il capitalismo della sorveglianza potrebbe prendere e corromporere questa cosa che, mi sembra, è utile e fatta bene? Ai tempi poi ci mancava questa categoria. O forse c&#39;era e potevamo arrivarci, ma non era così urgente.)&#xA;&#xA;C&#39;è anche uno streamer (102) su Twitch che muore durante una live. Proprio vibes da Infinite Jest che si intensificano.&#xA;&#xA;C&#39;è un passaggio sulla giustizia della folle e come, quando la giustizia fai da te non ci piace, la considereremo cyberbullismo. Qui ci sono un po&#39; di cit da Lincoln, Nussbaum, Lakoff e Mueller. O Russell ci ricorda che l&#39;ndignazione è ancora una catena (126).&#xA;(Non si parla del fatto che, appena non ti considero degno, salta il requisito dell&#39;avere diritti o dignità)&#xA;&#xA;O una citazione da Furore di Steinbeck sul fatto che, a partire dalle persone che lavorano in banca, emerga un vero e proprio mostro. Arriva pure un name dropping di Marcuse via Tim Wu (p. 159).&#xA;&#xA;Traduzione, typos, etc&#xA;&#xA;La traduzione è figa con note belle. C&#39;è un curatore che si sbatte per darci il contesto e integrare la bibliografia del libro con quello che c&#39;è disponibile in italiano sul tema. Tutte cose che fanno piacere.&#xA;&#xA;Ci sono un po&#39; di typos e alcune citazioni senza la pagina, però qui non so quanto si possa fare.&#xA;I dettagli dei typos sono qui&#xA;&#xA;84 &#34;questro suggerisce&#34;&#xA;86 &#34;molti di tipi di errori&#34;.&#xA;113 si parla di Miranda Fisher e poi in nota c&#39;è M. Fricker,&#xA;172 c&#39;è &#34;modelli. (per fare&#34;.)&#34;&#xA;&#xA;Una cosa strana, su cui però non so quanto il curatore/traduttore potesse avere voce in capitolo, è che il titolo  era Stand Out of Our Light: Freedom and Resistance in the Attention Economy.&#xA;La versione italiana skippa questa cosa dell&#39;attention economy.&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000&#34;&#xD;&#xA;style=&#34;display:none;width:1px;height:1px;&#34; alt=&#34;&#34;/  # E adesso? Come restare aggiornati&#xD;&#xA;Il modo migliore per sapere quando usciranno altri post è usare un feed RSS. Il mio è qui. Se non sapete cosa sia, guardate qua.&#xD;&#xA;In teoria prima o poi potrei far partire una mailing list. Però mandare le mail è seccante. Potete provare a convincermi cliccando qui.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ci si vede nel Fediverso?&#xD;&#xA;In attesa di capire come funzionano i commenti in Writefreely, e se val la pena aggiungerli, mi trovate qui nel fediverso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Cominciamo con un fun fact su titolo del libro. Pensavo si riferisse al mollare il cellulare e scansarsi da quella luce. La prima luce artificiale del mattino e l&#39;ultima della sera, che contribuisce a tenerci svegli la sera, farci dormire male e farci partire già più stanchi in partenza di quello che ci aspetteremmo.
Una cosa da qualsiasi storia di <a href="https://www.instagram.com/mangia.sogni/">Mangiasogni</a>. O almeno come me le ricordo un, boh, 2 o 3 anni fa. Non aveva una sua versione in PixelArt l&#39;ultima volta che l&#39;avevo visto.
O qualcosa si simile a <a href="https://iris.polito.it/handle/11583/2993302">Contro lo smartphone (versione free)</a> o <a href="https://addeditore.it/prodotto/juan-carlos-de-martin-contro-lo-smartphone/">edito da ADD</a> .</p>

<p>E invece no. Il titolo è dovuto a una storia su Diogene (il filosofo greco – Diogene di Sinope), raccontata da un altro Diogene (Laerzio) nella sua opera sulla vita dei filosofi.
In pratica Diogene-il-filosofo dice a Palp... Alessandro Magno di non fargli ombra e scansarsi dalla luce, dopo che l&#39;imperatore si è offerto di realizzare ogni suo desiderio.</p>

<p>(Bel twist sul “ogni suo desiderio è un ordine” che diventa una cosa tipo “il mio desiderio è ordinarti di non darmi fastidio”.)</p>

<p>Quindi il libro è un modo per dire, cortesemente, all&#39;impero delle piattaforme di farsi un po&#39; più in là.</p>

<h2 id="storie-connesse-al-libro-tra-2018-e-2023-fino-ad-oggi">Storie connesse al libro tra 2018 e 2023, fino ad oggi</h2>

<p>Altro fun fact. Il libro esce nel 2018, effequ lo traduce nel 2019 e poi aggiorna l&#39;edizione nel 2023 perché il COVID ha reso ancora più attuale il tutto.</p>



<p>Il testo è il prodotto del ninedotprice. Il cosa? Esatto.
A fine libro il Prof. Simon Goldhill racconta il premio. Una domanda, 3000 parole per rispondere. 100K per trasformare questa proposta in un libro tra le 25 e le 40mila parole, con supporto accademico.
James Williams (spettro borgesiano del futuro di William James, citato nel libro) è il primo che vince su 700 proposte.</p>

<p>Vado a curiosare che altro ha prodotto il premio preso abbastanza bene. Probabilmente leggerei altre cose nello stesso formato, buone anche un 70% di questo. E... plot twist!
Il Prof. Goldhill è accusato di molestie, non è più presidente. Non si sa più niente del premio e delle domande dopo l&#39;edizione 24/25.</p>

<p>Altro fun fact. Williams è nato ad Abilene, in Texas. E ci racconta che il paese è talmente minuscolo che le prime edizioni di Word lo autocorreggevano. Oggi ad Abilene vogliono farci un data center (grazie Ed Zitron che mi fai scoprire queste cose).</p>

<p>Fun Fact: Harry G. Frankfurt col suo <em>The Importance of What we Care about</em> viene citato e usato come testo pratico. Volevo scrivere “come se fosse Gramsci”, ma non sono troppo sicuro di cosa voglia dire.
Quindi ci riprovo. Viene usato come spunto per l&#39;azione e modo per fare qualcosa, essere consapevoli, reagire, prendere un imperatore di turno e dirgli di farsi un po&#39; più in là.
Personalmente è strano. Con Frankfurt ho avuto a che fare professionalmente col suo lavoro sulle possibilità alternative e i controfattuali. Lì era più una questione di teorie e argomenti. L&#39;aspetto pratico passava in secondo piano.
Una cosa simile la potrei dire per Korsgaard o Nussbaum.</p>

<p><em>Yet another one</em>: La parte due si chiama <em>Clicks against humanity</em>.</p>

<p>Altri fun facts hanno più a che fare col periodo storico del libro e in qualche modo, tutto questo ci dice che il libro un po&#39; è invecchiato.
C&#39;era il vecchio Papa a dire che le fake news fanno male al cuore.
E parlando di Andreessen (che ancora non aveva un meme-name) se ne parla solo per la storia del software che si mangia il mondo. E non per essere un bro tecnofascista.</p>

<p>Facebook era dannoso già nel 2013 con... le ricerche di allora. Adesso avremmo quelle su Instagram... magari quelle su FB le abbiamo skippate nel 2013 perché era presto, per dare un&#39;altra chance a una tecnologia che cambierà il mondo. Perché eravamo pigri.
Poi dopo ce ne siamo dimenticati perché “su facebook ci sono i boomer?”. O perché eravamo migrati altrove. E ancora non c&#39;erano le prove che anche Instagram fosse dannoso. O qualcosa del genere. Quando qualcuno scriverà un qualcosa su questo grande oblio, spero di leggerlo.</p>

<p>C&#39;era Weinstein e non Epstein.
Non c&#39;era TikTok.
Non c&#39;era ancora GPT e Skynet sembrava più lontana.</p>

<h2 id="ok-ma-quindi-l-attenzione-e-la-sua-economia">Ok, ma quindi? L&#39;attenzione e la sua economia.</h2>

<p>Il libro ci racconta l&#39;economia dell&#39;attenzione. In brevissimo: le piattaforme vogliono tenerci incollate allo schermo e farci usare i loro prodotti. Così loro possono fare i soldi. (James non la mette giù proprio così, soprattutto sulla parte dei soldi. La critica è molto più “perché usare una tecnologia che ci rema contro”).</p>

<p>Nel farlo, le piattaforme ci sono “utili” in qualche senso. Ma solo fino a un certo punto. Da un certo punto in poi – su quale sia questo certo punto, il lavoro è in corso; per romanzi che indagano anche questo citofonare <a href="https://lore.livellosegreto.it/book/135925/s/doveva-essere-il-nostro-momento">Eleonora</a> <a href="https://lore.livellosegreto.it/book/196869/s/backroom">Caruso</a>.</p>

<p>Verrebbe voglia di saltare il recap di questa parte perché, ecco, se non bastano il cage match, il comprarsi Venezia o Musk e Bezos che si fanno la guerra nello spazio non so cosa dire.
Il problema è che nel 2018 le piattaforme non erano ancora così tanto un problema.
Ok, c&#39;era l&#39;algoritmo. Ok, Cambridge Analytica. Ma sembrava ancora che fosse un problema degli altri, di là dall&#39;oceano.
E poi post 2020 per fortuna che erano lì a fare quello che la Nokia diceva di fare taaaaanto tempo fa, “Connecting people”.
Non c&#39;erano ancora i tech bros. O, se c&#39;erano, si erano messi in disguise con Obama (e lo avrebbero rifatto con Biden). Twitter non era ancora X. Truth non esisteva.
Magari qualcuno ha pure gioito per il deplatforming di Trump.
Altre cose a caso? Probabilmente nel 2018 Substack non aveva ancora un problema coi nazi.</p>

<p>Pre pandemia c&#39;era abbastanza ottimismo, tipo in Effetto serra, effetto guerra (lato clima).
Quindi, ecco, può essere utile vedere come venirne fuori.</p>

<h1 id="le-tre-parti">Le tre parti</h1>

<p>Al netto di premessa e introduzione, abbiamo tre parti: <em>Il design della distrazione</em>, la già citata <em>Clicks against humanity</em> e <em>Libertà di attenzione</em>.</p>

<p>Si comincia con una sorta Huxley vs. Orwell (e casca bene perché ho da poco riletto <em>Brave new world</em> e sono alle prese con <em>1984</em>^2). Le minacce di Huxley sono più subdole e meno evidenti della coercizione limitante del grande fratello. La distrazione di massa che si può ottenere logorando la nostra attenzione e rendendoci più stupidi in modo che alla fine siamo tutti contenti di essere quello che siano e non qualcosa di diverso. Ovviamente dopo che ci hanno tirati su in provetta o quasi per essere dove l&#39;ingegneria sociale ha deciso che dobbiamo stare.</p>

<p>Distrarci fino alla fine o, magari, intrattenerci e in questo modo distoglierci da altro. (James Williams non dice niente né di <em>Infinite Jest</em>, da poco <a href="https://www.einaudi.it/content/uploads/2026/01/978880627372HIG.JPG">uscito in edizione italiana con una videocassetta in copertina</a> – ricordiamoci che quella è una cassetta che dà dipendenza e uccide) né delle cose di Carr dove, a renderci stupidi, era Internet.) Peccato. Però aveva un limite di parole.</p>

<p>I temi principali del libro sono l&#39;attenzione – “questa è l&#39;età dell&#39;attenzione, non dell&#39;informazione” è una delle tesi principali del libro – e il fatto che la tecnologia deve aiutarci a soddisfare i nostri scopi e i nostri bisogno.
Uno dei primi esempi è il GPS. Come tecnologia funziona se ci porta dove vogliamo. Se iniziasse a scarrozzarci sempre al centro commerciale o a farci girare in tondo, probabilmente butteremo via tutto imprecando.</p>

<p>Eppure, se è facile accettare questo ragionamento, è più complicato sopravvivere alla parte sull&#39;iTrainer. L&#39;iTrainer offre ricompense informative su richiesta ed è tremendamente bravo ad agganciarvi allo schermo. Ci sono i migliori algoritmi a farlo funzionare.
Il dispositivo è bravo a distrarvi e ricompensarvi: foto di gattini, cose buffe, qualcosa di utile. Altro ancora.</p>

<p>La cosa inizia a pesare sulle persone, come è successo a james quando si è messo a giocare a Tetris invece di preparare gli esami. Questo Tetris variabile diventa compulsivo.
Ovviamente messa così non ci piace e non vorremmo mai che iTrainer venisse messo in giro. Non lo faremo usare ai figli e vie dicendo. Eppure eccoci qui. Con un esperimento di rimodellazione sociale che – già nel 2018 quando non c&#39;è TikTok menzionato e Facebook è il leader nei dati di traffico – sembra iniziata e inesorabile.</p>

<p>Insomma, i social ci fanno ombra e – se aggiorniamo alla nostra attualità, probabilmente è tutta big tech a farci ombra.</p>

<p>Il tema viene sviluppato abbastanza. Si riscopre Herbert Simon – che torna sempre di moda, c&#39;è anche nel libro di Farmer <em>Complexity Economics</em> come l&#39;inventore della complexity economics – che dice come nell&#39;età dell&#39;informazione avere più informazioni comporterà a un deterioramento dell&#39;attenzione – e si torna a parlare di mantenere l&#39;attenzione come miglio forma di resistenza alla censura.
(Due cose più o meno divertenti: Calvino nelle interviste dice di restare svegli facendo qualcosa di scomodo o difficile che ci forzi a prestare attenzione, tipo delle divisioni. L&#39;arma di distrazione di massa ai tempi serviva a distrarci da Weinstein. Ora abbiamo Epstein e le guerre.)</p>

<p>L&#39;attenzione è nuova soglia di una nuova guerra, quella per l&#39;attenzione. Questa guerra silenziosa è ciò che porterà a vincere le battaglie di domani – ricordiamoci che il libro è del 2018 – in cui, riprendendo Churchill, le grandi potenze saranno interessati a costruire imperi della mente. (Qui, in effetti, torna buono il finale di 1984 o la versione più pacifica di Intimità senza contatto.)</p>

<p>Sul versante pratico, quindi, James identifica è un nuovo livello di (auto)controllo, quello necessario per sopravvivere e resistere alle distrazioni. La libertà futura è nella mente sgombra da cose brutte altrui.</p>

<p>A questo punto c&#39;è da fare uno step e guardare alla pubblicità come a qualcosa che vuole rubarsi l&#39;attenzione (nella terza parte tornerà da capo). Ai tempi – cioè prima di internet e della sorveglianza tascabile autoimposta – la pubblicità se ne stava in un angolo, era uno spazio alieno e difficilmente misurabile. Con internet cambia tutto, la pubblicità diventa misurabile e quantificabile. Potete calcolarci il ROI.
(Nel libro c&#39;è un what if gigantesco su internet. Siamo nel 1997 e si pensa di bandire i cookies nella Internet Engineering Task Force p. 68. In realtà ci James cita <a href="https://www.rfc-editor.org/rfc/rfc6265">questa</a> del 2011 ma quella del 1997, citata lì dentro, è questa).</p>

<p>Servirebbe una tecnologia che ci aiuta e non ci sfrutta, peccato che con <em>Hooked</em> il marketing che si impone è quello della ricompensa variabile e dei dirty patterns.
Vi ricordate i giochi Zynga su Facebook o Candy Crash? Ecco.
(Già, sembra che nel 2018 il capitalismo dell&#39;attenzione ancora non è diventato della sorveglianza).
Quindi James, consapevole che tutto il design è politica (James dice persuasione) cerca di far emergere quanto è importante la nostra attenzione.</p>

<h2 id="parte-2-click-against-humanity">Parte 2 – <em>Click against Humanity</em></h2>

<p>Tra le idee potenti sul come funziona l&#39;economia dell&#39;attenzione c&#39;è questa idea – appena accennata ma degna di esser ripensata – di vedere l&#39;attenzione come i soldi.
In pratica c&#39;è da applicare il mantra della finanza che i soldi di ora valgono più dei soldi nel futuro (perché arriverà l&#39;inflazione e, in termini reali, varranno di meno).
Quindi l&#39;idea è di vedere le scelte sugli oggetti di ora a cui prestare l&#39;attenzione come <em>discounted</em> nel futuro. Quindi si legge ora il librodi Williams e non si gioca ad Ascension. Sviluppo il mio <a href="https://dojo.thegui.eu/">progetto sullo studio della chitarra</a> invece di suonare, etc.</p>

<p>L&#39;idea che l&#39;attenzione è un tratto che rende una società sana viene difeso con cura. Si scomoda la dichiarazione dei diritti dell&#39;uomo (p. 85) per dire che remare contro la capacità di autoderminazione dei cittadini nello scegliere a cosa prestare attenzione in realtà mina  l&#39;autorità di un governo. Picconare l&#39;attenzione vuol dire indebolire la volontà popolare.</p>

<p>Williams cerca quindi di capire meglio da cosa si compone l&#39;attenzione (e come possiamo distrarci). Per farlo – e per andare avanti con l&#39;idea dello scansarsi dalla luce? – viene ripreso questo trittico di Pask (The Cybernetics of Human Learning and Performance). Ci sono tre “sorgenti” di luce a cui prestare attenzione. La luce del riflettore ci dice ciò che vogliamo fare; la luce delle stelle ci dice chi volgiamo essere e la luce giorno ci consente di scegliere di volere ciò che vogliamo. I capitoli dal 7 al 9 forniscono più dettagli.</p>

<h2 id="distraibilità">Distraibilità</h2>

<p>La distraibilità ha tante forme. Ad esempio: Perché abbiamo ceduto il nostro feed agli altri e ci facciamo ottimizzare da algoritmi che vogliono distrarci?
(JW perde l&#39;occasione di dire che potremmo averlo cronologico per default per sottrarci ai vari algoritmi e che questa è una delle cose belle di mastodon o pixelfed – soprattutto all&#39;inizio c&#39;è il momento in cui “è finito il social”. Però mastodon non era così cool ai tempi e probabilmente Pixelfed non era ancora uscito. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pixelfed">Wikipedia</a> indica natale del 2018 come prima release. In effetti anche il fediverso è diventato molto più appealing adesso.)</p>

<p>Il rischio di questa distrabilità su larga scala è quello di uno stato di akrasia collettiva: agiamo contro i nostri interessi, nel breve termine. Con un altro gattino o gangnam style o forse più contemporanee di brainrot. Da capo, questa è una nuova minaccia huxleyiana.
E quello a cui si arriva sono le echo chambers polarizzate che conosciamo fin troppo bene.
(Su questo, altro contributo interessante: i social non creano echo chambers o “stanze dell&#39;eco”. A James la metafora non piace. L&#39;eco si placa e finisce e si dissolve. Invece qui continuiamo a sentire le stesse cose se va bene, ad amplificarle e radicalizzarci se va male. Quindi è un feedback loop, non eco.)</p>

<p>Quando parliamo di distraibilità lo facciamo come una sorta di malattia. Viene paragonata all&#39;obesità e in questo Williams dice che ci autoassolviamo paragonando il tutto a qualcosa di fin troppo in esagerato e compulsivo. “Sono nato distraibile, quindi amen”.
Su questo argomento c&#39;è ancora un segno dei tempi e un po&#39; di americanismo. Parlando di distraibilità i cattivoni sono ovviamente i cinesi (ai tempi Putin era amico) con le loro troll farm.
Trump lo avevano già eletto, però ancora &#39;sta roba non era venuta fuori. Zero menzioni di Cambridge Analytica o l&#39;alt right. E anche zero note di costume nostrano su Morisi e la Bestia.
(Questa cosa torna anche dopo, p. 152).</p>

<h2 id="parte-3-libertà-di-attenzione">Parte 3 – libertà di attenzione</h2>

<p>Nell&#39;ultima parte si torna a enfatizzare il ruolo dell&#39;attenzione e cosa fare per recuperarlo.
Sembra che i social siano quasi un culto e questo, pre AI hype di adesso, è una cosa fa abbastanza impressione.</p>

<p>Nel 2015, ad esempio, l&#39;Europa cerca di fare un online manifesto per proteggere l&#39;attenzione (via Luciano Floridi). Si trova qui <a href="https://link.springer.com/book/10.1007/978-3-319-04093-6">in open access da Springer</a> (Più avanti a p. 173 parleremo della GDPR senza dire GDPR. Dicendo ovviamente che un sacco di cose vengono scaricate sugli utenti che devono fare gli opt out dei cookies.)
Però processo è lungo e fatico. James sa che non c&#39;è un modello di rivoluzione in 3 step (fa molto ridere quando lo leggi).</p>

<p>Gli spunti interessanti di questa parte sono, in ordine sparo. Un passaggio sugli ad blocker come modo per evitare distrazioni da pubblicità. E, no, non è un furto, al massimo è uscire dalla stanza in cui c&#39;è la pubblicità (così dice Williams).
C&#39;è poi l&#39;idea di compensare i furti di attenzione con dei crediti di attenzione (p. 175) analoghi ao quelli di carbonio con cui compensare le emissioni. Una cosa molto pre 2020. O comunque pre Trump II.
Questa sarebbe una sorta di tassa sull&#39;attenzione.</p>

<p>Anche questa ultima parte ha un po&#39; di citazioni edificanti. Tipo quella di Paine (163) sul fatto che le cose orrende e indicibili se non vengono contrastate o se non si dice che fanno schifo finiscono con l&#39;essere normalizzate.
O la parafrasi di Wittgenstein con l&#39;empatia al posto del linguaggio (169). Giuramento del designer (180).</p>

<p>La chiusura è ribadire il chiedersi sempre cosa ottimizzano i vampiri dell&#39;attenzione e se questo faccia o meno i nostri interessi. Oltre al clima – nel 2018 a quanto pare parecchio difeso – c&#39;è da difendere l&#39;impero della mente.</p>

<h2 id="altre-cose-notevoli-spot">Altre cose notevoli spot</h2>

<p>Altre cose notevoli: nel libro si scopre che il pulsante dei like, in teoria, doveva essere un modo per sostenre le persone (che anime candide i designer, in effetti però è difficile chiedersi in che modo il capitalismo della sorveglianza potrebbe prendere e corromporere questa cosa che, mi sembra, è utile e fatta bene? Ai tempi poi ci mancava questa categoria. O forse c&#39;era e potevamo arrivarci, ma non era così urgente.)</p>

<p>C&#39;è anche uno streamer (102) su Twitch che muore durante una live. Proprio vibes da Infinite Jest che si intensificano.</p>

<p>C&#39;è un passaggio sulla giustizia della folle e come, quando la giustizia fai da te non ci piace, la considereremo cyberbullismo. Qui ci sono un po&#39; di cit da Lincoln, Nussbaum, Lakoff e Mueller. O Russell ci ricorda che l&#39;ndignazione è ancora una catena (126).
(Non si parla del fatto che, appena non ti considero degno, salta il requisito dell&#39;avere diritti o dignità)</p>

<p>O una citazione da Furore di Steinbeck sul fatto che, a partire dalle persone che lavorano in banca, emerga un vero e proprio mostro. Arriva pure un name dropping di Marcuse via Tim Wu (p. 159).</p>

<h2 id="traduzione-typos-etc">Traduzione, typos, etc</h2>

<p>La traduzione è figa con note belle. C&#39;è un curatore che si sbatte per darci il contesto e integrare la bibliografia del libro con quello che c&#39;è disponibile in italiano sul tema. Tutte cose che fanno piacere.</p>

<p>Ci sono un po&#39; di typos e alcune citazioni senza la pagina, però qui non so quanto si possa fare.
I dettagli dei typos sono qui</p>

<p>84 “questro suggerisce”
86 “molti di tipi di errori”.
113 si parla di Miranda Fisher e poi in nota c&#39;è M. Fricker,
172 c&#39;è “modelli. (per fare”.)”</p>

<p>Una cosa strana, su cui però non so quanto il curatore/traduttore potesse avere voce in capitolo, è che il titolo  era <em>Stand Out of Our Light: Freedom and Resistance in the Attention Economy</em>.
La versione italiana skippa questa cosa dell&#39;attention economy.</p>

<p><img src="https://analytics.thegui.eu/api/collect?payload=%7B%22website%22%3A%22111115f6-5128-422d-b6ae-6b776101b2bd%22%2C%22url%22%3A%22%2Fposts%2Fintroducing-indie-cloud%22%2C%22title%22%3A%22Introducing%20Indie%20Cloud%22%7D&amp;ts=1670000000" style="display:none;width:1px;height:1px;" alt=""/></p>

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      <guid>https://thegui.eu/scansatevi-dalla-luce-james-williams</guid>
      <pubDate>Sun, 17 May 2026 10:06:55 +0000</pubDate>
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